Apertura Partita IVA: 4 consigli + 1 per tenere a bada i costi

4.6/5 (5)

Se anche per te si avvicina il momento dell’apertura della Partita IVA, ma il pensiero dei costi ti spinge a rimandare il più possibile questa importante decisione, sappi che tutto ciò è perfettamente normale. In molti temono di non farcela – spesso anche per via dei falsi miti che si sentono in giro – ma, per fortuna, esistono delle “strategie” per tenere a bada le spese iniziali ed evitare di partire con un peso eccessivo sulle spalle.

Ecco, quindi, cinque consigli per prepararsi al meglio – sia finanziariamente che psicologicamente – in vista dell’apertura della Partita IVA, facendo una previsione dettagliata dei possibili costi!

#1 Compila un business plan

Hai presente quando vai al supermercato per acquistare un paio di prodotti e finisci per tornare a casa con due o tre buste della spesa strapiene di cibo (e soprattutto, con tanti sensi di colpa per aver sforato il budget)?

Se ti è capitata un’esperienza del genere, sai bene che scrivere su un biglietto la lista degli articoli da comprare è un ottimo modo per evitare di farsi prendere dall’entusiasmo e… spendere il doppio del previsto!

Un discorso molto simile si può fare a proposito dell’apertura della Partita IVA e dei costi che ne derivano.

Tuttavia, in questo caso, invece di preparare un semplice elenco, dovrai compilare il cosiddetto “business plan”: un documento che contiene le principali voci di spesa e gli introiti che pensi di ottenere dall’inizio delle attività.

In questo modo potrai visualizzare subito il quadro completo dei costi da affrontare e farti un’idea precisa del tempo che ci vorrà per rientrare dal tuo investimento. L’obiettivo? Evitare di ritrovarsi con i conti in rosso!

#2 Programma le spese nel tempo

Ricollegandoci al punto precedente, è importante sapere che non tutte le spese vanno necessariamente sostenute durante i primi mesi. Dunque, anche in questo caso, il business plan ci viene in aiuto, permettendoci di programmare le uscite nel tempo, a seconda che risultino più o meno urgenti per le attività aziendali.

All’inizio, infatti, bisogna pensare all’apertura della Partita IVA ed ai costi relativi ai vari adempimenti fiscali e burocratici, come l’iscrizione alla Camera di Commercio – se prevista – e la predisposizione della ComUnica. O, ancora, l’acquisto di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata e di un servizio per la fatturazione elettronica.

Solo in seguito potrai rendere più accoglienti gli ambienti nei quali ricevi i tuoi clienti, rinnovare le attrezzature e gli strumenti di lavoro, cercare collaboratori per diluire gli impegni giornalieri, promuovere i tuoi servizi, ecc..

#3 Calcola il costo dell’intero staff

Se, al momento dell’apertura della Partita IVA, hai subito bisogno di una o più figure di supporto in azienda, ricordati di calcolare attentamente i costi, considerando non soltanto i compensi che prevedi di corrispondere, ma anche tutto ciò che vi ruota intorno: ovvero, in prima istanza, le imposte e i contributi previdenziali.

Fare una stima della spesa complessiva per lo staff è un buon modo per valutare degli accorgimenti che ti permettano, dove è possibile, di risparmiare: ad esempio, proponendo inizialmente una collaborazione occasionale, per passare ad un contratto part-time o, quando le entrate saranno stabili, a tempo pieno.

#4 Adotta un regime fiscale agevolato

Oltre a quelli elencati in precedenza, l’apertura della Partita IVA comporta dei costi di mantenimento che si ripetono di anno in anno e che riguardano la totalità dei lavoratori autonomi. Come, appunto, le imposte!

Non tutti sanno, però, che le ditte individuali e i professionisti con fatturato inferiore a 65.000 euro/anno – che rientrano nei parametri illustrati in questo articolo – possono godere di un’agevolazione molto interessante!

Di che si tratta? Ci riferiamo al nuovo regime forfettario, che prevede una tassazione fissa al 15% sul reddito imponibile e – per chi possiede questi requisiti – la riduzione dell’aliquota fino al 5% per i primi cinque anni.

Dunque, se uno dei motivi per cui continui ad accettare solo lavoretti occasionali e a rinviare l’apertura della Partita IVA è la paura dei costi elevati per le tasse, rifletti bene: meglio un piccolo versamento (ossia il 5% e, solo a partire dal sesto anno, il 15%) o l’immancabile ritenuta d’acconto (pari al 20% dell’intero compenso)?

Vuoi essere certo di potervi accedere? Contattaci e prenota gratis una consulenza!

#5 Risparmia sull’assistenza fiscale

Dopo aver parlato dell’apertura della Partita IVA e dei suoi costi, c’è un ultimo consiglio che vogliamo darti per aiutarti a risparmiare su un aspetto troppo spesso sottovalutato: l’assistenza del consulente fiscale.

Oggi, infatti, non vi è più ragione di spendere una fortuna per una dichiarazione dei redditi o per il calcolo delle imposte: affidandoti a Fiscozen, avrai un unico costo fisso – la tariffa, per i forfettari, è 299 euro + IVA – e non dovrai preoccuparti più di nulla!

In più, per gestire la Partita IVA, emettere fatture, monitorare l’andamento economico dell’attività e tenere d’occhio le successive scadenze, ti basterà accedere ad una piattaforma online facile ed intuitiva, disponibile 24 ore su 24 da PC e smartphone. E, per qualsiasi dubbio o difficoltà, un consulente sarà sempre pronto ad aiutarti!

Questo articolo ti è stato utile? Lascia una valutazione