Aprire la Partita IVA con Naspi, Reddito Cittadinanza e CIG

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aprire la partita iva

Oggi vogliamo spiegare ai nostri lettori come aprire la Partita IVA se si è percettori di qualche forma di indennità o sussidio statale. Di questi tempi, infatti, in tanti si chiedono se sia possibile conciliare la Naspi, il Reddito di Cittadinanza, la Cassa Integrazione ed altri tipi di ammortizzatori sociali con l’avvio di un’attività professionale, artigianale o d’impresa, senza che ciò provochi la perdita, o anche solo la riduzione, dell’importo corrisposto mensilmente.

Ecco perché abbiamo deciso di fare chiarezza sull’argomento, analizzando sia l’iter burocratico per aprire la Partita IVA in maniera semplice, rapida e poco dispendiosa, sia gli eventuali limiti e requisiti da rispettare per mantenere più a lungo possibile il diritto al sussidio.

Dunque, se percepisci l’indennità di disoccupazione per aver perduto il tuo precedente impiego, se sei stato posto in cassa integrazione dall’azienda per cui lavori o ti è stato concesso il RdC, in questo post troverai informazioni e consigli per trasformare un momento spiacevole in un punto di svolta per la tua carriera.

Scopriamo subito come aprire la Partita IVA senza rinunciare ad un sostegno economico!

Come aprire la Partita IVA con la Naspi?

Chi percepisce l’indennità di disoccupazione – ossia l’attuale Naspi – può decidere di aprire la Partita IVA, seguendo la normale procedura prevista per i professionisti o per le ditte individuali, senza che ciò comporti l’immediato stop del sussidio. Allo stesso modo, chi è già titolare di Partita IVA può richiedere la Naspi in caso di cessazione di un lavoro subordinato.

Vogliamo, comunque, sottolineare due regole fondamentali:

1) L’importo mensile della Naspi resta invariato soltanto se il reddito prodotto con la Partita IVA è inferiore a 4.800 euro. Superata questa cifra, l’indennità viene ridotta fino all’80%.
2) Come incentivo all’auto-imprenditorialità, la legge consente, a chi desidera avviare un’attività in proprio, di richiedere la liquidazione anticipata delle mensilità rimanenti.

Partita IVA e Reddito di Cittadinanza

Passiamo alla seconda questione del nostro post, ovvero “come aprire la Partita IVA se si è già percettori del Reddito di Cittadinanza?”. A tal proposito, comunque, ricordiamo che anche i lavoratori autonomi – come ribadito dalla stessa guida Inps – possono accedere al sussidio, il cui importo verrà modulato sulla base dei redditi percepiti dai componenti del nucleo familiare.

Viceversa, chi riceve il RdC può aprire la Partita IVA per lavorare come freelancer, ma è tenuto obbligatoriamente ad informare l’Inps (attraverso un modulo scaricabile da questo link) entro un massimo di 30 giorni, in modo da consentire all’istituto di effettuare i propri calcoli e, a seconda dell’entità della nuova retribuzione, bloccare del tutto, o solo in parte, l’erogazione.

Aprire Partita IVA in Cassa Integrazione

L’ultimo caso di cui vogliamo parlare è quello dei lavoratori che, a causa di problematiche relative all’azienda o di eventi esterni come l’attuale epidemia di Covid-19, si trovano in cassa integrazione e, quindi, percepiscono mensilmente una certa somma come sostegno al reddito.

L’aspetto che ci interessa, a tal proposito, è il seguente: cosa accade ad un lavoratore in CIG che decide di aprire la Partita IVA? Ha ancora diritto a questo ammortizzatore sociale?

Vediamo, quindi, cosa dice la normativa riguardo alla compatibilità tra CIG e lavoro autonomo.

Ad oggi, di per sé, non esiste alcun conflitto tra cassa integrazione (ordinaria, straordinaria o in deroga) ed apertura della Partita IVA. Difatti, nonostante la CIG non comporti la cessazione del rapporto di lavoro, ma si configuri più come una “pausa involontaria”, il percettore può comunque avviare un’attività autonoma senza perdere il diritto all’indennità.

Tuttavia, rimane l’obbligo di informare l’Inps, con una comunicazione preventiva, della volontà di aprire la Partita IVA, nonché di inviare aggiornamenti regolari sugli introiti derivanti dalla nuova attività. Infatti, similmente alla Naspi e al Reddito di Cittadinanza, anche la CIG può essere rimodulata tenendo conto del reddito prodotto dal freelancer.

Ricordiamo, in ultimo, che un soggetto titolare di Partita IVA può accedere alla cassa integrazione solamente se, negli scorsi mesi, aveva intrapreso un rapporto di lavoro subordinato con un ente, un’azienda, ecc., oggi temporaneamente sospeso o ridotto in quanto ad orari e stipendio, mentre ciò non è previsto per i contratti di collaborazione esterna.

Come aprire la Partita IVA senza stress?

Subire un licenziamento senza alcuna colpa o trovarsi in cassa integrazione è indubbiamente una situazione spiacevole. Non si tratta soltanto di una questione economica – sebbene anche quella abbia il suo peso! – quanto più di un repentino cambio di abitudini che, a seconda dei casi, può dare luogo a stress e preoccupazioni.

Attenzione, però: a guardare unicamente il lato negativo, spesso non ci si accorge delle opportunità che ogni evento porta con sé. Un rapporto di lavoro che si conclude, infatti, può essere l’occasione giusta per tentare nuove strade, confrontandosi con qualcosa di diverso e più stimolante: inviare il curriculum ad un’azienda di prestigio, oppure aprire Partita IVA e dedicarsi, finalmente, ad un’attività che rispecchi e valorizzi le proprie competenze.

Come procedere burocraticamente se si vuole aprire la Partita IVA?

Con Fiscozen al tuo fianco non dovrai preoccuparti di alcunché: riceverai assistenza per svolgere tutti gli adempimenti previsti dalla normativa, scegliere correttamente il Codice ATECO e valutare la possibilità di accesso al regime forfettario e, in particolar modo, alla cosiddetta “aliquota start-up“, che ti consentirebbe di pagare una quota minima – ossia il 5% – di imposte durante i primi cinque anni e di passare al 15% fisso solo dopo il sesto.

Inoltre, se intendi avviare un’attività come libero professionista, potrai aprire la Partita IVA a costo zero, mentre la tariffa per gli artigiani e le attività commerciali è di 200 euro + IVA, comprensivi dei costi di:

  • iscrizione al Registro delle Imprese;
  • predisposizione e invio della ComUnica e, ove richiesto, della SCIA comunale;
  • apertura posizioni INPS e, ove richiesto, INAIL.

Contattaci ora per parlare con i nostri esperti, aprire la Partita IVA e dare una svolta alla tua carriera!

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