Aprire Partita IVA: COSTI REALI vs opinione comune

 4.8/5 (6)
Tempo di lettura: 3 minuti
aprire partita iva costi

Se stai pensando di aprire Partita Iva, i costi sono, probabilmente, la tua prima preoccupazione. A giudicare da quanto si sente in giro, lavorare in proprio equivarrebbe a dover sborsare cifre esorbitanti al fisco: secondo i più, infatti, ogni anno le tasse ammonterebbero ad un’importante percentuale degli incassi ottenuti.

Questa è l’opinione comune e, se qualcuno prova a smontarla con esempi pratici, è facile che il discorso degeneri in fretta. Tuttavia, ciò che tanti non sanno – o non dicono! – è che esistono delle soluzioni perfettamente legali per aprire Partita Iva a costi bassissimi o, in determinati casi, addirittura nulli.

Non ti fidi? Allora scopri con noi quanto costa aprire e gestire una Partita Iva!

Opinioni, bugie e verità

Scommettiamo che anche tu, almeno una volta negli ultimi anni, hai assistito alla scena di un parente, di un amico di famiglia o, magari, del commerciante sotto casa che si lamentava a causa delle troppe tasse da pagare.

Ciò che, però, raramente viene detto in giro è che le imposte non vengono assegnate a caso, bensì dipendono dal reddito prodotto dal contribuente. In pratica, dunque, più fatturi con la tua attività, maggiori saranno le tasse.

In aggiunta a questo principio di base, ti ricordiamo che:

  1. per aprire Partita Iva, i costi sono bassissimi / inesistenti;
  2. grazie ad alcune scelte oculate, è possibile risparmiare anche sulla spesa generale.

Quali sono i COSTI REALI?

Entriamo, quindi, nel dettaglio e vediamo, per aprire Partita Iva, quali costi è necessario sostenere.

La risposta dipende dal tipo di attività che intendi avviare: le imprese in forma societaria richiedono un budget di partenza maggiore, mentre le cosiddette “Partite Iva individuali” – ovvero quelle dei professionisti, degli artigiani e dei piccoli commercianti – sono ben più abbordabili sotto vari punti di vista.

In particolare, aprire Partita Iva come libero professionista non prevede costi iniziali di alcun genere, ed anche i tempi burocratici sono ridotti al minimo: si parla, infatti, di un’attesa di 24 ore prima di poter emettere fattura.

Per le attività inquadrate come ditte individuali, invece, occorre preventivare una spesa variabile tra 150 e 200 euro (comprensiva di iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio), in quanto la procedura da seguire è un po’ più complessa: rivolgendoti a Fiscozen, ad esempio, la tariffa è fissa e pari a 200 euro + Iva!

Come fare un bilancio dei costi?

“Ok, aprire Partita Iva ha costi bassissimi, ma quanto spenderò per il suo mantenimento?”. Se questa è la tua seconda preoccupazione, sappi che, anche in tal caso, le cifre in questione non sono esagerate come spesso si dice.

Le “piccole Partite Iva” – ovvero professionisti ed imprese individuali che non superano i 65 mila euro di ricavi e compensi – possono accedere al regime forfettario e ridurre il carico delle imposte fino al 15% o al 5%.

I cosiddetti “forfettari”, infatti, non pagano l’Irpef, le imposte addizionali, ecc., bensì un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa al 15% (calcolata sul reddito imponibile) o, nei casi consentiti, con aliquota start-up al 5%.

Il reddito imponibile, inoltre, è dato dalla somma delle fatture emesse ed incassate, meno una percentuale forfettaria stabilita per ciascun Codice Ateco e l’importo versato nello stesso periodo per i contributi previdenziali.

Ad esempio, per un medico, un avvocato o un ingegnere libero professionista, la percentuale di reddito – chiamata coefficiente di redditività – equivale al 78%. Per un parrucchiere o un’estetista, al 67%. Per il titolare di un e-commerce, al 40%. La quota rimanente (22%, 33% o 60%), di conseguenza, si deduce a copertura delle spese di gestione, insieme all’importo versato, durante lo stesso periodo, alla Cassa di Previdenza di riferimento.

Nel regime forfettario, pertanto, è molto facile effettuare il calcolo del reddito imponibile e, su quest’ultimo, applicare l’aliquota dell’imposta sostitutiva, per avere un’idea appropriata delle prossime tasse:

  • Nicola, psicoterapeuta

Fatturato lordo = 30.000 euro
Reddito imponibile: 23.400 euro (78%) – 2.400 euro (contributi) = 21.000 euro
Imposta sostitutiva (15%) = 3.150 euro

  • Stefano, docente privato

Fatturato lordo = 25.000 euro
Reddito imponibile: 16.750 euro (67%) – 2.000 euro (contributi) = 14.750 euro
Imposta sostitutiva (15%) = 2.212 euro

  • Piero, titolare di e-commerce

Fatturato lordo = 40.000 euro
Reddito imponibile: 16.000 euro (40%) – 3.850 euro (contributi) = 12.150 euro
Imposta sostitutiva (15%) = 1.822 euro

Come gestire le spese di mantenimento?

Effettuare calcoli e controllare regolarmente i siti in cerca delle prossime scadenze può risultare abbastanza complicato, soprattutto se questi oneri si aggiungono ai numerosi impegni lavorativi da tenere a mente.

Delegare le responsabilità proprie della gestione della Partita Iva ad un consulente è una necessità e, fortunatamente, rispetto al passato, non servono affatto grosse cifre per ricevere una valida assistenza.

Un modo innovativo per risparmiare si chiama Fiscozen: una comoda piattaforma digitale che ti offre aiuto a 360 gradi, permettendoti di aprire Partita Iva senza costi eccessivi e di monitorare tutti i dettagli dal tuo PC.

Compila il form sottostante per parlare con un nostro esperto ed aprire Partita Iva a costi bassissimi!

L'articolo ti è stato utile?

Articoli correlati

Vuoi far parte del team Fiscozen?

Fiscozen S.p.A. · Via XX Settembre 27 · 20123 Milano · P.IVA 10062090963 · Privacy · Cookie

Richiedi una consulenza gratuita di approfondimento.

Compila il form per essere contattato da un nostro Consulente Fiscale, gratis e senza impegno.

Ancora dubbi? Un consulente Fiscozen è pronto ad aiutarti, gratis e senza impegno. Compila subito il form e sarai contattato.

Risparmia tempo, approfondisci gratis e senza impegno con un consulente Fiscozen