Come aprire Partita IVA: 4 passaggi + 1 per lanciare il tuo business

4.75/5 (4)

Oggi risponderemo alla domanda “come aprire Partita IVA?” e chiariremo alcuni aspetti “critici” che, molto spesso, sono oggetto di preoccupazione, specialmente tra chi ha poca familiarità con il settore.

Abbiamo già analizzato cosa significa aprire la Partita IVA e quali conseguenze derivano da questa scelta, sia a livello di costi iniziali e di imposte e contributi, sia in termini di rischi ed opportunità.

In questo articolo, pertanto, vogliamo concentrarci sui singoli passaggi necessari per avviare un’attività “in proprio”, evidenziando le differenze tra la procedura – più breve, semplice e gratuita – richiesta a chi intende esercitare la libera professione e quella prevista per le imprese artigianali e commerciali.

Dunque, se stai per lanciare il tuo nuovo progetto da freelancer e vuoi conoscere nel dettaglio l’iter burocratico che ti aspetta, eccoci qui: scopriamo insieme come aprire Partita IVA in soli 5 step!

#1 La pratica ComUnica

Come abbiamo visto in molti altri articoli, le attività di lavoro autonomo non sono tutte uguali.

Una distinzione basilare, ad esempio, è quella tra “imprese individuali” e “liberi professionisti” – clicca qui per approfondire – che si traduce, a sua volta, in un diverso procedimento per aprire Partita IVA.

Chi desidera avviare una ditta individuale – inquadramento che si applica alle attività artigianali, come parrucchieri, estetiste, disinfestatori, ecc., o di tipo commerciale, ovvero locali e punti vendita, portali di e-commerce, agenti di commercio, ecc. – deve, quindi, predisporre ed inoltrare la cosiddetta “ComUnica”.

La ComUnica è una procedura digitale che unisce più passaggi in un solo adempimento, ovvero:

Iscrizione al Registro delle Imprese e, ove richiesto, alla Camera di Commercio
Apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate
– Iscrizione all’INPS, precisamente alla Gestione Artigiani e Commercianti
– Apertura posizione INAIL, ove richiesto

Alcune attività necessitano dell’invio della SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività – agli sportelli SUAP del Comune, utile per dimostrare la corrispondenza ai requisiti professionali, ambientali, ecc. richiesti dalla Legge.

#2 Il Codice ATECO

Come anticipato, i liberi professionisti non sono tenuti ad iscriversi né al Registro Imprese, né alla CCIAA e, pertanto, possono direttamente aprire Partita IVA con una procedura online o presso l’Agenzia delle Entrate.

All’atto di apertura, comunque, entrambe le categorie hanno l’obbligo di specificare quale sia il Codice ATECO che intendono utilizzare, nonché a quale regime fiscale vogliono assoggettarsi (v. prossimo paragrafo).

Come aprire Partita IVA ed associare correttamente ad essa il Codice ATECO?

La questione della scelta risulta molto facile o, al contrario, piuttosto complessa a seconda del tipo di attività: quelle più note e diffuse hanno solitamente un codice apposito (es. 69.10.10 – Attività degli studi legali per gli avvocati o 96.09.02 – Attività di tatuaggio e piercing per i tatuatori). Le cose, però, si complicano quando si ha a che fare con professioni, mestieri o ambiti nati di recente, dunque poco conosciuti e consolidati sul territorio: in questi casi, il problema si può risolvere adottando un codice generico (es. 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona nca, valido per figure differenti come operatori olistici, personal trainer, formatori professionali ed altre ancora).

Consultare un professionista, specialmente quando vi sono dubbi riguardo al Codice ATECO da utilizzare, è sempre una buona soluzione. Ricorda, infatti, che una scelta sbagliata può intralciare lo sviluppo del tuo business!

#3 Il regime fiscale

Dopo aver spiegato come aprire Partita IVA e come associare ad essa il Codice ATECO più adatto, vediamo adesso su quali aspetti si basa la scelta tra il regime forfettario e gli altri regimi, ordinario e semplificato.

Nonostante il forfettario sia considerato dai più come la migliore opzione, ad oggi, disponibile per ridurre il peso delle imposte, è sempre utile valutare le situazioni singolarmente, onde evitare decisioni affrettate.

Sappiamo, infatti, che questo regime offre un’ampia gamma di vantaggi:

– Tassazione agevolata con aliquota fissa al 15%
– Aliquota start-up al 5% per cinque anni (solo con certi requisiti)
– Franchigia IVA
– Esonero dall’obbligo di emettere fatture elettroniche
– Esonero dalla registrazione delle fatture (solo numerazione progressiva)
– Esonero da: studi di settore, esterometro, ecc..

Al contempo, però, ricordiamo che i forfettari non possono “scaricare” analiticamente – ossia “voce per voce” – le spese sostenute. Il calcolo, infatti, avviene soltanto per base fissa, sottraendo dalla totalità delle fatture incassate una quota %, che dipende dal Codice ATECO: ad esempio, per la maggior parte dei liberi professionisti, la percentuale dedotta equivale al 22%, mentre per artigiani e commercianti è pari, rispettivamente, al 33% ed al 60%.

Di conseguenza, quando i costi reali (spese aziendali o mediche, retribuzione dipendenti, ecc.) superano la somma ottenuta su base forfettaria, potrebbe essere utile valutare il passaggio al regime ordinario o semplificato.

#4 La Cassa Previdenziale

Il quarto step di cui vogliamo parlarti, per chiarire al meglio come aprire Partita IVA ed iniziare, a tutti gli effetti, a lavorare, riguarda l’iscrizione alla Cassa o Gestione Previdenziale di riferimento.

Non esiste – come sappiamo – una sola Cassa di Previdenza per tutte le Partite IVA individuali e non, poiché la “scelta”, ancora una volta, dipende dal tipo di attività, mestiere o professione che si desidera svolgere.

In particolare, la decisione risulta “obbligata” per un’ampia fetta di professionisti, per i quali vi è un’unica Cassa Previdenziale specificamente dedicata alla categoria: è il caso, ad esempio, dei medici (che fanno riferimento all’ENPAM), degli avvocati (per i quali è nata la Cassa Forense), degli psicologi (con l’ENPAP), ecc..

Tuttavia, nel mondo del lavoro autonomo, vi sono anche numerose figure che non godono di tale vantaggio: ci riferiamo ai cosiddetti “professionisti senza cassa”, una vasta categoria che spazia dalle nuove professioni digitali – web designer, social media manager, influencer, programmatori, ecc. – ad attività, per così dire, più “classiche” – amministratori di condominio, consulenti marketing, organizzatori di eventi, fotografi ed artisti… e via così.

Per tutti coloro che rientrano in questa fattispecie, vige l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Per i freelancer inquadrati come artigiani o commercianti, infine, esiste la Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS. Al suo interno confluiscono, tra gli altri, truccatori, addetti alle pulizie e alle sanificazioni, onicotecniche e cigliste, nonché figure come agenti e rappresentanti, procacciatori di affari, titolari di bar, negozi, ecc..

#5 Iniziare a fatturare!

Abbiamo visto insieme come aprire Partita IVA ed ottenere il “via libera” all’inizio delle attività.

A questo punto, non rimane che un ultimo scoglio da affrontare: gettarsi nella mischia per trovare nuovi clienti, ricevere ordini e commissioni, individuare progetti interessanti ai quali dedicarsi.

Insomma, detto in parole semplici: premere il pulsante “start” e… partire a tutto gas!

Ed è proprio nel periodo di partenza che puntare su una buona organizzazione si rivela a dir poco essenziale: ciò significa, tra le varie cose, poter contare su strumenti d’avanguardia, che consentano di ottimizzare le risorse – economiche, ma non solo – in maniera mirata ed intelligente, raggiungendo così i risultati prefissati.

Un alleato del quale difficilmente potrai fare a meno, una volta sperimentata la sua professionalità ed efficienza, si chiama Fiscozen: un servizio totalmente digitale pensato per le esigenze dei freelancer, che offre:

– Una piattaforma online che facilita la gestione della Partita IVA
– Consulenza & assistenza fiscale in tempo reale
– Supporto per il disbrigo di tutti gli adempimenti: dichiarazioni, F24, ecc.
– Previsione accurata delle imposte e dei contributi
– Gestione pagamenti e scadenze
– Monitoraggio entrate ed uscite
– Software incluso per la fatturazione elettronica

Con Fiscozen potrai avere tutto questo ad un prezzo imbattibile: 299 euro + IVA / anno!

Per ricevere maggiori informazioni su come aprire Partita IVA e sui vantaggi che solo Fiscozen può offrirti, compila subito il nostro form. Ti contatteremo per una prima consulenza gratuita per chiarire ogni tuo dubbio!

Questo articolo ti è stato utile? Lascia una valutazione