Come aprire una Partita IVA: documenti e requisiti necessari

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C’è chi vorrebbe “sistemarsi” con un buon impiego fisso e chi, sin da bambino, sogna di trovarsi a capo di una grande azienda. Se anche tu senti di appartenere alla seconda categoria, questo articolo è dedicato proprio a te: oggi, infatti, torneremo a trattare un argomento molto “caldo” – ovvero “come aprire una Partita IVA” – ma lo faremo da un punto di vista diverso dal solito. Ci soffermeremo, quindi, non tanto sui singoli passaggi che compongono la procedura – e che abbiamo approfondito in quest’altro post – bensì sulla precedente fase di preparazione.

Come probabilmente già saprai, per accedere a buona parte delle attività economiche esistenti, non basta recarsi dal consulente ed iniziare a svolgere i primi adempimenti. La legislazione, infatti, prevede spesso che il titolare – o, a seconda dei casi, il direttore tecnico preposto – debba possedere dei requisiti specifici, come i requisiti tecnico-professionali (ossia qualifica professionale, titolo di studio attinente al settore, esperienza lavorativa dimostrabile, ecc.), i requisiti morali (assenza di procedimenti penali in corso) ed altre tipologie che analizzeremo più avanti.

Ciò significa che, se hai in mente di avviare un’impresa, un laboratorio o uno studio professionale, informarti bene su come aprire una Partita IVA, scegliere correttamente il tuo Codice ATECO ed individuare il miglior regime fiscale è soltanto il primo passo. È altrettanto importante, onde evitare di rinviare troppo a lungo l’inizio delle attività, gestire il proprio budget ed il tempo a disposizione in modo mirato: valutando con cura le spese da sostenere e preparando in anticipo la documentazione necessaria per dimostrare il pieno possesso di tutti i requisiti.

Come aprire una Partita IVA?

Partiamo da una questione fondamentale, superata la quale potremo stabilire con esattezza come aprire una Partita IVA: qual è l’inquadramento fiscale previsto per l’attività che desideri intraprendere?

Come abbiamo spiegato in questo precedente post, tra i liberi professionisti – ad es. avvocati, medici, architetti ed ancora consulenti marketing, infermieri, fotografi, ecc. – e le ditte individuali – ovvero artigiani: truccatori, addetti alle pulizie, parrucchieri, ecc. ed attività legate al commercio – vi sono differenze che riguardano vari aspetti, tra cui appunto la procedura da seguire per aprire la Partita IVA e, di conseguenza, anche i primissimi costi.

Come aprire una Partita IVA: professionista o ditta individuale?

L’apertura della Partita IVA per il libero professionista è gratuita e può effettuarsi in tre modi:

1. Presso la sede più vicina dell’Agenzia delle Entrate
2. Tramite raccomandata con ricevuta di ritorno
3. Per via telematica, attraverso il portale web Fisconline

Artigiani e commercianti, invece, devono seguire una particolare procedura – detta ComUnica – che consente di eseguire contemporaneamente vari adempimenti e che può essere portata a termine soltanto al computer.

Quali documenti servono per aprire Partita IVA?

Finora abbiamo visto, in linea generale, come aprire una Partita IVA se si è inquadrati come liberi professionisti o come ditte individuali. Vediamo, quindi, nel dettaglio i documenti da preparare a seconda dell’inquadramento.

#1 Modello AA9/12

Per aprire la Partita IVA, sia i liberi professionisti che le ditte individuali utilizzano il Modello AA9/12, detto anche “Modello di inizio attività per le persone fisiche”, scaricabile direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Effettuato il download – come ti abbiamo anticipato – i professionisti possono scegliere se:

1. Consegnare il modello stampato e compilato presso la sede dell’Agenzia delle Entrate
2. Spedire il modello stampato e compilato a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno
3. Compilare e presentare il modello per via telematica, mediante il canale Fisconline

Cosa accade, invece, alle ditte individuali? Scopriamo come aprire una Partita IVA con la procedura ComUnica.

#2 ComUnica

A decorrere dal 1° aprile 2010, i soggetti tenuti all’iscrizione nel Registro delle Imprese o nel Registro delle notizie economiche e amministrative (REA) devono avvalersi della Comunicazione Unica – della quale abbiamo già parlato in questo articolo – per la consegna del Modello AA9/12 e, dunque, per l’apertura della Partita IVA.

Di che si tratta? La Comunicazione Unica è composta da un frontespizio e dai diversi moduli – tra cui, appunto, il Modello AA9/12 per l’Agenzia delle Entrate – che in precedenza venivano presentati singolarmente ai vari enti.

Grazie alla nuova procedura ComUnica, invece, è possibile svolgere online ed in contemporanea i seguenti passaggi:

1. Iscrizione nel Registro delle Imprese o nel REA della Camera di Commercio
2. Presentazione Modello AA9/12 per apertura della Partita IVA, scelta Codice ATECO e regime fiscale
3. Iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS
4. Iscrizione INAIL (solo se necessario)

#3 Inclusione Archivio VIES

Le Partite IVA che intendono effettuare operazioni intracomunitarie – espressione che si riferisce alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi da e verso soggetti passivi IVA residenti in uno degli Stati membri dell’Unione Europea – sono tenute a richiedere l’inserimento del proprio nominativo all’interno dell’Archivio VIES.

È possibile comunicare la propria volontà sia in fase di apertura della Partita IVA, sia successivamente.

Dunque, nel caso specifico, come aprire una Partita IVA per collaborare con committenti europei? Semplice: basta adoperare il medesimo Modello AA9/12 e segnare il campo “Operazioni Intracomunitarie” nel Quadro I.

#4 SCIA comunale

La procedura appena descritta, talvolta, non è sufficiente per poter avviare la propria attività. Difatti, per operare in un ambito che comporta l’esposizione ad un rischio elevato e/o che richiede l’esecuzione di mansioni particolarmente complesse, spesso è necessario presentare, contestualmente alla ComUnica, anche la cosiddetta SCIA – o Segnalazione Certificata di Inizio Attività – con allegati i documenti e le autocertificazioni che attestano il possesso, da parte del titolare o di chi ne fa le veci, dei requisiti giuridici e di fatto indicati nella normativa.

A quali requisiti ci riferiamo?

Ecco alcune tipologie:

– Requisiti morali: assenza di procedimenti penali in corso
– Requisiti di onorabilità: assenza di condanne negli ambiti (indicati dalla LEGGE 25 gennaio 1994, n. 82)
– Requisiti tecnico-professionali (*): esperienza lavorativa dimostrabile, titoli di studio, qualifiche professionali
– Requisiti di capacità economico-finanziaria: iscrizione INPS e INAIL per titolare e staff, assenza di protesti, ecc.

#5 Abilitazione professionale

Non soltanto le imprese individuali, ma anche alcuni professionisti sono tenuti a dimostrare il possesso di specifici requisiti per l’esercizio dell’attività: pensiamo, ad esempio, a figure come l’ingegnere o lo psicologo, che necessitano della Laurea Magistrale, dell’Abilitazione Professionale e dell’iscrizione all’Albo per prestare il proprio servizio.

Nel caso delle cosiddette “professioni ordinistiche” non si richiede né la SCIA, né l’invio della ComUnica.

L’apertura della Partita IVA, pertanto, va effettuata solo dopo il superamento dell’Esame di Stato e l’iscrizione al proprio Ordine/Albo (salvo rare eccezioni), allegando le apposite certificazioni al Modello AA9/12.

Conclusioni

Dopo aver approfondito, anche dal punto di vista burocratico, come aprire una Partita IVA, è il momento di passare all’azione. A chi rivolgersi per compiere, finalmente, questo importante passo? Semplice: a Fiscozen!

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Ti contatteremo prima possibile per una consulenza gratuita!

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