Costo Partita Iva: 5 CONSIGLI per RIDURRE LE SPESE superflue!

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costo partita iva

Oggi vogliamo proporre un indovinello: qual è l’incubo che accomuna un avvocato, una parrucchiera e un agente di commercio? D’accordo, era facile: il costo della Partita Iva! Se anche tu tremi al pensiero del prossimo appuntamento con il fisco e cerchi soluzioni per tagliare le spese superflue, ecco 5 consigli per risparmiare!

#1 Passa al regime forfettario

Il regime forfettario, di certo, non è la novità del momento. Anzi, per essere precisi, è disponibile dal “lontano” 2016. Tuttavia, nonostante siano trascorsi quasi cinque anni, c’è ancora chi non conosce le sue meraviglie!

Lo sapevi, ad esempio, che i contribuenti forfettari non pagano l’Irpef, le imposte addizionali comunali, ecc.? I tributi normalmente richiesti, infatti, sono sostituiti da un’unica tassa che equivale al 15% del reddito imponibile.

Oltre a questo “sconto” sulle imposte – che, da solo, consente di abbattere buona parte del costo di una Partita Iva – sono previste molte altre agevolazioni a livello burocratico per ottimizzare al meglio le risorse.

Dunque, se sei un professionista o un imprenditore con un fatturato inferiore a 65.000 euro, ma non hai ancora adottato il regime forfettario, ti consigliamo di richiedere una consulenza e di effettuare subito il passaggio!

#2 Ok, il Codice Ateco è giusto!

Nel regime forfettario – come puoi intuire dal suo stesso nome – sia l’imposta che il reddito imponibile si calcolano con un metodo diverso da quello tipico degli altri regimi (ordinario e semplificato). Cosa comporta tutto ciò?

Innanzitutto, l’importanza di individuare il Codice Ateco che più rispecchia l’attività svolta. Cosa che, in certi casi, non richiede particolari sforzi (quando la corrispondenza è diretta: vedi il Codice “71.11.00 – Attività degli studi di architettura” per un architetto), mentre in altri si trasforma in una sfida a tutti gli effetti.

Nel caso di professioni o mestieri nati in epoca recente, o comunque poco diffuse nel Paese, non sempre è possibile rinvenire un Codice Ateco adatto allo scopo. Dunque, la scelta dovrà ricadere su un Codice pensato per un ambito affine (vedi “73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie” per un social media manager) o, in ultima opzione, per un Codice generico (vedi “96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona” per un personal trainer).

Ma perché è così centrale il Codice Ateco? Non è possibile adottarne uno qualsiasi? Assolutamente no!

Nel regime fiscale forfettario, difatti, le spese deducibili dal fatturato lordo sono calcolate in percentuale fissa, e non analiticamente, e tale valore viene stabilito, appunto, in relazione al Codice associato alla Partita Iva. Dunque, a parità di incassi (ad esempio, su 20.000 euro), uno psicologo dovrà dedurre il 22% (ovvero 4.400 euro), mentre per un addetto alla sanificazione la percentuale sale al 33% (ovvero 6.600 euro) e, dall’importo ottenuto, andranno infine “scalati” i contributi versati nello stesso periodo (ed unica voce che fa eccezione).

Puoi quindi capire perché la scelta del Codice Ateco merita tanta attenzione!

#3 Cinque anni al 5%

Finora abbiamo preso in esame il costo di una Partita Iva avviata da tempo: per le nuove attività che rientrano nei requisiti del regime forfettario e che possiedono anche quelli dell’aliquota start-up, abbiamo una bella notizia!

L’aliquota start-up, infatti, consiste in un’ulteriore riduzione dell’imposta sostitutiva, pensata per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro freelance: dal 15% “standard”, si scende fino al 5% per il primo quinquennio.

Insomma, se consideri che le prestazioni occasionali rese ad aziende, studi, associazioni, ecc. sono tassate al 20% per la ritenuta d’acconto (applicata, tra l’altro, sull’intero importo, senza possibilità di dedurre alcun tipo di spesa), puoi capire perché, spesso, ribadiamo che il costo della Partita Iva sia minore di quanto si creda!

#4 Informati su eventuali agevolazioni extra

Per avvicinare i giovani al settore dell’imprenditoria, oltre all’aliquota start-up, vi sono anche altre agevolazioni da non sottovalutare: pensiamo, ad esempio, alla riduzione dei contributi Inps per artigiani e commercianti con meno di 21 anni o agli sconti sui contributi minimi per i nuovi iscritti alle Casse di Previdenza professionali.

Per tutti questi motivi, se ancora non hai avviato la tua attività, ma sei in procinto di compiere questa scelta, è utile reperire informazioni sul settore di tuo interesse e sugli eventuali vantaggi riservati alla tua categoria.

#5 Dimentica il “vecchio” commercialista

Il commercialista, spesso, viene presentato come un inevitabile costo della Partita Iva: una spesa “collaterale” che si somma alle tasse e ai contributi, dinanzi alla quale ogni freelancer è destinato a “piegare la testa”.

Vero, ma solo in parte: oggi, infatti, non è più indispensabile spendere centinaia e centinaia di euro per ricevere la dichiarazione dei redditi pronta da firmare o per sapere con esattezza l’importo delle tasse.

Per chi è assoggettato al regime forfettario, poi, il costo della Partita Iva è davvero bassissimo: la gestione più leggera e l’esonero da adempimenti complessi come gli studi di settore, le dichiarazioni Iva, ecc., nonché dall’uso obbligatorio della fattura elettronica, si traducono in un netto risparmio economico, di tempo e risorse.

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