Modello Intrastat: istruzioni per professionisti e ditte individuali

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modello intrastat

Oggi affronteremo un tema caro ai lavoratori autonomi che collaborano stabilmente con fornitori e/o committenti esteri che hanno sede in uno dei Paesi UE o che vorrebbero allargare il proprio “raggio d’azione” al di fuori dei confini nazionali: la presentazione del Modello Intrastat per le operazioni intracomunitarie.

Il mondo del lavoro – come spesso abbiamo sottolineato – non è più quello di un tempo: oggi, infatti, instaurare rapporti commerciali con aziende, enti, ecc. stabiliti all’estero è una cosa abbastanza comune. Anzi, in molti casi, il mercato internazionale costituisce una grande occasione per ampliare i propri orizzonti, fare esperienze professionalmente stimolanti, confrontarsi con altre culture e – perché no? – ottenere dei buoni introiti.

Tuttavia, è bene ricordare che i freelancer che effettuano operazioni intracomunitarie – espressione che analizzeremo dettagliatamente più avanti – sono tenuti a svolgere diversi adempimenti di natura fiscale, come appunto la compilazione e trasmissione degli elenchi riepilogativi Intrastat, contenenti i dati relativi alle cessioni, agli acquisti di beni e alle prestazioni di servizi avvenuti, in un certo periodo, tra soggetti passivi IVA.

Per comunicare queste informazioni all’Agenzia delle Dogane, si utilizza il Modello Intrastat: scopriamo insieme cos’è, quali categorie di lavoratori devono inviarlo, con quali modalità ed entro quali scadenze.

Cos’è il Modello Intrastat?

Come anticipato, il Modello Intrastat è una dichiarazione che riporta informazioni inerenti alle operazioni intracomunitarie – e cioè alle vendite ed agli acquisti di prodotti e/o alle prestazioni generiche di servizi – avvenute, nel mese o trimestre preso in considerazione, tra soggetti passivi IVA residenti in diversi Paesi UE.

Lo scopo del Modello Intrastat – noto anche come Elenco Intrastat – è quello di consentire il monitoraggio degli scambi commerciali tra operatori intracomunitari da parte dell’Agenzia delle Dogane.

Non a caso, l’obbligo di presentare gli elenchi riepilogativi è stato introdotto nel 1993, in seguito all’abolizione delle barriere doganali tra gli Stati membri della Comunità Europea (v. Art. n. 50 del D.L. n. 331/1993).

Inoltre, il Modello Intrastat è, a sua volta, composto da due elenchi separati, che si riferiscono a:

  1. Intra 1 → Per beni ceduti e servizi resi
  2. Intra 2 → Per beni acquistati e servizi ricevuti

Chi deve presentare il Modello Intrastat?

Secondo la legislazione vigente, sono chiamati ad inoltrare il Modello Intrastat i soggetti passivi IVA – e cioè le società, le imprese individuali e i liberi professionisti – che effettuano operazioni intracomunitarie, ossia:

  • Cessioni ed acquisti di beni intracomunitari
  • Prestazioni generiche di servizi da/verso operatori intracomunitari

Il presente adempimento è obbligatorio per tutti gli operatori economici, a prescindere dalla forma giuridica scelta (sono incluse, quindi, anche le imprese individuali), dall’inquadramento e dal regime di fiscalità adottato.

Tuttavia, nel caso specifico delle Partite IVA assoggettate al regime forfettario, il Modello Intrastat fa unicamente  riferimento alle operazioni intracomunitarie in entrata, ossia a beni acquistati e prestazioni di servizi ricevute, mentre non vi è menzione dei beni ceduti e delle prestazioni rese nei confronti di altri soggetti passivi IVA europei.

In ultimo, ricordiamo che, per i professionisti e le imprese che compiono operazioni intracomunitarie, vige l’obbligo di iscrizione al Registro VIES, da effettuarsi precedentemente a qualsiasi altro adempimento.

Quali operazioni sono contenute negli elenchi Intrastat?

La definizione “operazioni intracomunitarie” si applica ai soli casi che soddisfano le seguenti condizioni:

  • Cessionario/prestatore ed acquirente/committente sono entrambi soggetti passivi IVA
  • L’operazione deve avvenire dietro compenso
  • I beni ceduti devono essere spediti o trasportati da un Paese UE ad un altro Paese UE
  • La prestazione di servizi deve avvenire tra soggetti stabiliti in differenti Paesi UE

Attenzione, però: mentre le vendite e gli acquisti, a prescindere dalla categoria merceologica del prodotto, vanno tutti trascritti nell’Elenco Intrastat, nel caso dei servizi ciò vale soltanto per le prestazioni generiche.

Sono, invece, escluse le prestazioni soggette a particolari deroghe, come accade nei seguenti casi:

  • Operazioni in ambito immobiliare
  • Trasporto di persone
  • Noleggio a breve termine di mezzi di trasporto
  • Ristorazione e catering, ecc..

Inoltre, ai sensi del comma 1 dell’art. 5 del D.M. 22.02.2010, la comunicazione riguarda soltanto le operazioni registrate nel periodo di riferimento del Modello Intrastat (un mese o tre mesi, come vedremo più avanti).

Quali operazioni sono escluse dagli elenchi Intrastat?

Passiamo, a questo punto, alle operazioni che, ai sensi della normativa, non vanno trascritte negli elenchi:

  • Prestazioni di servizi di cui all’art. 7-quarter e art. 7-quinquies del DPR n. 633/72
  • Operazioni effettuate nei confronti di soggetti non titolari di posizioni IVA (ossia i privati)
  • Operazioni extraterritoriali (rivolte a soggetti stabiliti in Paesi Extra-UE)

Quando va presentato il Modello Intrastat?

Il Modello Intrastat va presentato entro il 25 del mese successivo al periodo cui si fa riferimento, che corrisponde ad un mese o a tre mesi in relazione all’ammontare delle operazioni intracomunitarie in entrata e in uscita.

La frequenza mensile si applica in caso di superamento della soglia di 50.000 euro.

La frequenza trimestrale, invece, si applica se le operazioni non superano la suddetta soglia di 50.000 euro, sia nei tre mesi in oggetto che nei quattro trimestri precedenti. Inoltre, se soltanto uno dei due elenchi Intrastat (Intra-1 o Intra-2) contiene operazioni per un importo maggiore di 50.000 euro, è possibile optare per l’invio diversificato.

Modello Intrastat e regime forfettario

Il regime forfettario, analizzato più volte nei nostri precedenti post, non comporta soltanto la riduzione delle imposte fino al 15% (o, in alcuni casi, al 5%), bensì anche una generale semplificazione degli adempimenti fiscali.

I forfettari, tra le altre cose, operano in franchigia IVA, non sono obbligati ad utilizzare le fatture elettroniche (se non per le prestazioni rese verso la Pubblica Amministrazione), non presentano l’Esterometro e adottano una contabilità molto più soft, che non prevede la registrazione delle fatture in entrata e uscita, né dei corrispettivi.

E il Modello Intrastat, invece?

Ebbene, le Partite IVA forfettarie sono tenute a comunicare soltanto le seguenti tipologie di operazioni:

  • Prestazioni di servizi rese verso/ricevute da soggetti passivi IVA europei
  • Acquisti intracomunitari (se, nell’anno precedente, è stata sforata la soglia di 10.000 euro)

Come dichiarare le operazioni con Modello Intrastat?

La trasmissione degli elenchi Intrastat è uno dei numerosi adempimenti che, oggigiorno, si svolgono esclusivamente per via telematica, utilizzando, nel caso specifico, una delle seguenti procedure:

  • Software o applicazione [email protected] (entrambi scaricabili sul portale dell’Agenzia delle Dogane)
  • Servizi telematici Fisconline o Entratel tramite Agenzia delle Entrate (per utenti abilitati)
  • Affido ad un intermediario (tra cui, appunto, Fiscozen)

Vogliamo, comunque, evidenziare che, per ricorrere ai servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate, è necessario, dapprima, registrarsi sul canale Fisconline (o Entratel) con i propri dati ed ottenere l’abilitazione.

A tale scopo, si può scegliere una delle seguenti modalità di accredito:

  • Accesso con Spid
  • Accesso con Credenziali Agenzia
  • Accesso con smart card

Una volta entrati nell’area riservata, si può procedere – con un apposito software scaricabile online – alla predisposizione del Modello Intrastat. Prima dell’invio, tuttavia, è obbligatorio sottoporre il documento ad un ulteriore controllo da parte del programma, volto a valutare la conformità ai parametri vigenti.

Invio elenchi riepilogativi Intrastat: affidati a Fiscozen!

Se sei titolare di Partita IVA (o hai intenzione di aprirla in un prossimo futuro) e hai la possibilità di collaborare con una ditta francese, tedesca o, comunque, stabilita all’interno dell’Unione Europea, con buona probabilità dovrai provvedere alla presentazione degli elenchi Intrastat.

Parliamo, dunque, di un impegno che – come abbiamo visto – si presenta ogni tre mesi (o, in certi casi, con frequenza mensile) e che non potrai, in alcun modo, permetterti di ignorare: difatti, per la mancata trasmissione, nonché per eventuali errori ed omissioni, sono previste sanzioni che partono da un minimo di 500 euro.

Pertanto, onde evitare di incappare in multe salate, la scelta migliore che puoi prendere si chiama Fiscozen, un servizio di assistenza fiscale che ti aiuta a gestire ogni aspetto della tua Partita IVA: dalle fatture (tradizionali ed elettroniche) alle dichiarazioni dei redditi, dal calcolo di imposte e contributi previdenziali ai versamenti con Modello F24, fino alla compilazione ed all’invio del Modello Intrastat per chi collabora con committenti europei.

Ad un prezzo competitivo – pari a 299 euro al mese (+ IVA) per le Partite IVA forfettarie – hai anche accesso ad una piattaforma digitale, disponibile 24 ore su 24 dal tuo PC o tramite tablet e smartphone, ed al supporto diretto da parte di un consulente di fiducia per risolvere qualsiasi problema in tempi rapidissimi.

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