Partita IVA forfettaria: come aprire e quali vantaggi offre?

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partita iva forfettaria

Se hai cliccato su questo articolo, probabilmente hai già sentito parlare della Partita IVA forfettaria e vorresti approfondire l’argomento. Magari sei un libero professionista o il titolare di un’attività e stai cercando un modo per pagare meno tasse, oppure hai intenzione di metterti in proprio prima possibile.

In entrambi i casi, sei comunque nel posto giusto: in questa breve guida ti spiegheremo sia cos’è, esattamente, una Partita IVA forfettaria, come funziona e quali sono i suoi vantaggi, ma anche i suoi limiti e gli eventuali svantaggi. Faremo, inoltre, alcuni esempi, per prevedere quanto pagheresti per imposte, contributi e costi fissi.

Pronto? Partiamo subito con una descrizione completa della Partita IVA forfettaria nel 2021!

Cos’è la Partita IVA forfettaria?

Per Partita IVA forfettaria si intende una Partita IVA assoggettata al regime forfettario, un regime adatto ai professionisti e alle ditte individuali che non superano il limite di ricavi e compensi pari a 65.000 euro.

In passato la soglia massima di reddito variava a seconda del Codice ATECO associato alla Partita IVA, per cui in alcuni casi, per non subire questa restrizione, era addirittura consigliabile il mantenimento del regime semplificato o ordinario, nonostante ciò comportasse delle tasse e dei costi di gestione ben più elevati.

Tuttavia, ormai dal 2019, l’importo massimo per i ricavi e compensi è stato innalzato da 30.000 euro a 65.000 euro, e ciò vale per tutti i Codici ATECO e, dunque, per qualsiasi tipo di professione o attività. Grazie a questa modifica, è cresciuto il numero di persone che hanno scelto di aprire una Partita IVA forfettaria o che hanno abbandonato altri regimi fiscali meno vantaggiosi per passare, finalmente, al nuovo regime forfettario.

Ma quali sono, concretamente, i vantaggi fiscali offerti dalla Partita IVA forfettaria?

Come funziona la Partita IVA forfettaria?

La Partita IVA forfettaria è una scelta molto vantaggiosa sia per chi fattura meno di 65.000 euro l’anno, sia per chi si trova ancora agli inizi della sua carriera. Per prima cosa, infatti, l’adozione del regime forfettario comporta una netta riduzione delle tasse, grazie ad un’unica imposta sostitutiva (che, appunto, prende il posto di Irpef e addizionali) con aliquota al 15% applicata sul reddito imponibile.

Tuttavia, a differenza dei regimi semplificato e ordinario, nel regime forfettario il reddito imponibile si ottiene con un calcolo matematico, e non con la deduzione analitica – ossia voce per voce – delle spese.

Difatti, in base al Codice ATECO associato ad ogni Partita IVA forfettaria, è possibile conoscere sia il coefficiente di redditività, che indica la parte di fatturato che fa effettivamente reddito, sia la percentuale dedotta, appunto, in maniera forfettaria, per le spese sostenute durante l’anno volte a mandare avanti l’attività.

Non è ancora sufficientemente chiaro? Bene, allora semplifichiamo il tutto con un esempio.

Se Elisa, un’infermiera di 32 anni, ha fatturato complessivamente 20.000 euro, quale sarà il suo reddito imponibile? E quanto pagherà di tasse? Per scoprirlo, basta cercare il Codice ATECO comunemente in uso per la professione di infermiere, e cioè “86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti”.

In relazione a questo codice, sappiamo che il coefficiente di redditività è pari al 78%, mentre le spese dedotte equivalgono al restante 22% ed ai contributi previdenziali versati nel periodo preso in considerazione.

Dunque, non ci rimane che fare subito un semplice calcolo:

  • Fatturato lordo: 20.000 euro
  • Spese dedotte (22%): 4.400 euro – 2.000 euro di contributi
  • Reddito imponibile (78%): 13.600 euro

Di conseguenza, l’imposta sostitutiva al 15%, applicata sul reddito imponibile, sarà pari a:

Imposta sostitutiva (15%): 2.040 euro

Parallelamente, ricordiamo che, aprendo una Partita IVA forfettaria ed essendo in possesso anche dei requisiti per l’aliquota start-up, si ha diritto, per i primi cinque anni, ad una riduzione delle tasse dal 15% al 5%.

Pertanto, se la nostra Elisa ha aperto una Partita IVA forfettaria da meno di cinque anni e rientra nei parametri dell’aliquota start-up, dovrà versare solo una mini-imposta pari a soli 680 euro: ecco, dunque, un ulteriore incentivo rivolto a chi desidera mettersi in proprio, ma è ancora incerto riguardo ai possibili guadagni!

Aliquota start-up al 5%: quali sono i requisiti?

Se, oltre a beneficiare dell’aliquota al 15% – valida per chiunque sia titolare di una Partita IVA forfettaria – vorresti risparmiare ancora di più sulle imposte e versare solamente il 5% durante i tuoi primi cinque anni di attività, sappi che in determinate condizioni è possibile beneficiare di questa ulteriore riduzione.

Vediamo, quindi, quali sono i requisiti per usufruire della cosiddetta “aliquota start-up”:

  1. Il contribuente non deve aver svolto, nei 3 anni immediatamente precedenti all’apertura della Partita IVA forfettaria, attività artistica, professionale o d’impresa, neppure in forma familiare o associata.
  2. Non è consentito proseguire attività già svolte in precedenza, sotto forma sia di lavoro autonomo che di lavoro dipendente o assimilato (es. contratti co.co.co, co.co.pro, tirocini e stage con busta paga). Fanno eccezione i periodi di praticantato obbligatori per l’accesso ad alcune professioni (es. avvocati, medici, ecc.).
  3. Se si intende aprire una Partita IVA forfettaria per proseguire l’attività svolta da un altro soggetto, ciò è possibile solo se i ricavi dell’anno precedente non superano l’attuale limite (65.000 euro).

Se la tua attività rispetta questi tre requisiti, allora potrai aprire una Partita IVA forfettaria e godere, dal primo al quinto anno di imposta, di una tassazione super-agevolata, con aliquota ridotta fino al 5%. Inoltre, da questo momento, non dovrai più rinunciare al 20% dei tuoi incassi per l’odiosa ritenuta d’acconto!

Se vuoi scoprire se possiedi o meno i requisiti per aprire una Partita IVA forfettaria con tassazione al 15% o al 5%, compila il seguente form e prenota gratuitamente una consulenza con uno dei nostri esperti!

Quali sono i vantaggi di una Partita IVA forfettaria?

Finora abbiamo descritto soltanto gli aspetti fiscali più vantaggiosi di una Partita IVA forfettaria, come appunto la tassazione “standard” al 15% o ridotta al 5%. Ma quali sono gli altri benefici per chi si avvale del regime forfettario? Procediamo subito ad elencare quelli più interessanti:

  • Franchigia IVA: non dovrai applicare un’aliquota variabile – al 4%, al 10% o al 22% – sui prezzi dei beni e servizi da te proposti. Ciò significa che, a parità di professionalità e qualità, avrai maggiori chance di essere scelto dai clienti che ricercano occasioni di risparmio. In aggiunta a quanto detto, non sarai tenuto ad effettuare gli adempimenti IVA (uno su tutti: la dichiarazione annuale/trimestrale), per cui la gestione della tua Partita IVA forfettaria risulterà ben più rapida, semplice ed economica. Non male, no?

Anche dal punto di vista contabile sarai avvantaggiato rispetto ai concorrenti che si avvalgono di un altro regime. Infatti, non sarai costretto ad utilizzare la fattura elettronica (salvo per prestazioni rese verso la Pubblica Amministrazione), né a registrare fatture e corrispettivi. Dovrai, invece, inviare la dichiarazione dei redditi e conservare (numerandole con ordine progressivo) le fatture emesse, per esibirle in caso di accertamenti.

Se ciò non bastasse, sappi che sarai anche esonerato dai seguenti adempimenti:

  • Studi di settore;
  • Esterometro.

Come aprire una Partita IVA forfettaria?

Per poter aprire una Partita IVA forfettaria, così come per mantenere questo regime anche negli anni successivi al primo, occorre rispettare una serie di limiti e requisiti. È bene, quindi, informarsi con regolarità sulle norme che regolano il regime forfettario, in quanto possono variare nel tempo ed è facile cadere in errore.

Vediamo, dunque, quali sono i requisiti di accesso e mantenimento al regime forfettario 2021:

  • Limite massimo di ricavi e compensi: 65.000 euro
  • Limite redditi da lavoro dipendente o assimilati: 30.000 euro
  • Limite di spesa per i compensi di dipendenti e/o collaboratori: 20.000 euro

Il limite di 65.000 euro – sottolineiamo – si applica soltanto ai ricavi e compensi prodotti con la Partita IVA forfettaria (e non, ad esempio, a quelli derivanti da locazioni o lavoro dipendente). Se, invece, si percepiscono redditi derivanti da due attività, la loro somma complessiva dovrà comunque essere inferiore a 65.000 euro.

Quanto costa una Partita IVA forfettaria?

Volendo riassumere tutto ciò che è stato detto nei precedenti paragrafi, qual è il costo effettivo di una Partita IVA forfettaria (apertura compresa)? Per rispondere a questa domanda, bisogna operare una distinzione tra chi esercita la libera professione (es. architetto) e chi è titolare di una ditta individuale (es. parrucchiere).

Infatti, mentre per aprire una Partita IVA forfettaria come libero professionista non sono previsti costi iniziali e tutto si svolge online in 24 ore, per avviare un’impresa artigianale o commerciale la procedura è più complessa.

Si richiede, difatti, la presentazione della Comunicazione Unica – tramite la pratica telematica ComUnica – per:

  • iscrizione al Registro delle Imprese;
  • apertura della Partita IVA;
  • iscrizione all’Albo degli Artigiani / REA Camera di Commercio (ove occorre);
  • iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti presso INPS;
  • apertura posizione INAIL (ove richiesto).

Per effettuare tutti questi passaggi con l’aiuto di Fiscozen, il costo è di 200 euro + IVA, nei quali sono inclusi i costi di iscrizione (diritti camerali, imposte di bollo, ecc.) e l’eventuale assistenza per l’invio della SCIA.

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