Partita IVA Giovani: come aprire e quanto costa?

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partita iva per i giovani come aprire

Il mondo del lavoro, negli ultimi decenni, è radicalmente cambiato: sono sempre di più i ragazzi e le ragazze che scelgono di “rinunciare” al posto fisso per mettersi in proprio ed avviare un’attività autonoma. Che si tratti di aspiranti imprenditori, di professionisti neolaureati o di specialisti del digitale, la domanda è sempre la stessa: esiste una Partita IVA per i giovani? Ebbene, come vedremo in questo articolo, la risposta è sì!

Oggi, infatti, chi si appresta ad entrare nel mondo del lavoro autonomo può usufruire di interessanti agevolazioni a livello fiscale e non solo: basti pensare al nuovo regime forfettario, che attualmente rappresenta l’opzione più vantaggiosa sia per i giovani freelancer, sia per le piccole imprese e per le start-up, grazie ad una tassazione molto abbordabile e ad una burocrazia ridotta al minimo.

Cos’è il regime forfettario? Quali requisiti bisogna possedere per accedervi? E come funziona, invece, il versamento dei contributi? Niente paura: questa guida ti spiegherà, passo dopo passo, cosa significa aprire Partita IVA per i giovani in termini di spesa e di adempimenti da svolgere, come orientarti tra i diversi regimi fiscali e come scegliere le soluzioni più adatte per le tue esigenze personali e lavorative.

Parleremo, inoltre, dei costi e delle eventuali agevolazioni per i giovani che, stanchi di trovarsi alle dipendenze di qualcuno, decidono di aprire Partita IVA per dedicarsi all’attività che hanno sempre desiderato. Come potrai scoprire, difatti, esistono modi perfettamente legali per risparmiare – e non soltanto sulle imposte! – e rendere più semplice, snella ed accessibile la gestione di un lavoro freelance!

Lavoro dipendente o autonomo?

Chi ha appena terminato il percorso di studi e vorrebbe, finalmente, entrare nel mondo del lavoro ha dinanzi a sé due possibilità: trovare un impiego come dipendente presso un’azienda o un ente pubblico, oppure mettersi in proprio e diventare “il capo di se stesso”. Qual è la scelta più vantaggiosa?

Ebbene, non esiste una risposta che valga per tutti. Difatti, se il lavoro dipendente comporta, per certi versi, una maggiore stabilità finanziaria, è pur vero che, talvolta, prevede mansioni, retribuzione e orari per nulla soddisfacenti. In simili casi, perciò, tanto vale “rimboccarsi le maniche” e dare il via ad un’attività da freelancer che rispecchi quanto più i tuoi interessi, le tue passioni e le tue capacità!

Devi sapere, per di più, che in certi casi è possibile conciliare lavoro dipendente e autonomo. Pertanto, aprire Partita IVA per i giovani impiegati con orario part-time, ad esempio, può essere un buon modo per arrotondare e mettere da parte un budget per comprare l’auto o la casa, oppure da reinvestire nella nuova attività: per coprire i costi di un master o di corso di alta formazione, per attrezzature di migliore qualità e per qualsiasi altra esigenza!

Prestazione occasionale o Partita IVA?

Aprire Partita IVA è una decisione che spaventa un po’ tutti, al di là dell’età e delle esperienze pregresse.

Per i giovani, però, affrontare questo passaggio è ancora più difficile, per cui è normalissimo sentirsi preoccupati o, addirittura, in ansia al solo pensiero. Fortunatamente, la legge consente, in alcuni casi, di effettuare le prime collaborazioni senza Partita IVA e, di conseguenza, senza l’obbligo di emettere fattura.

Al suo posto, è sufficiente rilasciare una ricevuta non fiscale, con apposta una marca da bollo da 2 euro (se il compenso è maggiore di 77,47 euro). In più, se il committente è un soggetto passivo IVA – ossia un professionista o un’impresa – e ha sede in Italia, si applica una ritenuta pari al 20% del compenso.

Ad ogni modo, vogliamo precisare che questo strumento non è universalmente valido, bensì presenta svariate limitazioni. Innanzitutto, è incompatibile con alcune attività artigianali che richiedono dei requisiti specifici (come, ad esempio, il parrucchiere o l’estetista) e, tranne particolari eccezioni (es. infermieri), con le professioni riservate ai soggetti abilitati e regolarmente iscritti ad Ordini e/o Albi.

In secondo luogo, può essere adottato soltanto nel caso di prestazioni occasionali ed attività di carattere episodico, ossia di breve durata (massimo 30 giorni per anno solare per ciascun committente) e che non si ripetono nel corso dell’anno. Terzo punto: l’apertura della Partita IVA, per i giovani, costituisce una grande opportunità poiché, in sua assenza, non è permesso alcun tipo di promozione (online ed offline).

Insomma, come puoi facilmente intuire, si tratta solo di una soluzione “a breve termine”, utile per muovere i primi passi nel proprio campo e regolarizzare piccoli introiti. Difatti, non appena il rapporto con un cliente si prolunga per oltre un mese e/o si ripete in modo abituale, dovrai aprire Partita IVA come professionista, artigiano o commerciante, a prescindere dall’ammontare dei tuoi guadagni.

Partita IVA per giovani: come aprire?

L’apertura della Partita IVA, per giovani e meno giovani, prevede uguali modalità e costi di partenza.

A fare la differenza, infatti, non è l’età anagrafica del lavoratore, bensì il tipo di attività che questi andrà a svolgere e, quindi, l’inquadramento fiscale connesso ad essa: libero professionista o ditta individuale?

Per la prima categoria – all’interno della quale troviamo dalle figure più convenzionali (es. architetto, ingegnere, ecc.) a quelle più innovative (es. influencer, social media manager, coach, ecc.) – la procedura è gratuita e può essere completata per via telematica, utilizzando il cosiddetto “Modello AA9/12”.

Per le ditte individuali – categoria che comprende tutte le attività sia commerciali (es. rivenditori all’ingrosso o al dettaglio, e-commerce, ecc.) che artigianali (es. fabbro, addetto alla sanificazione, ma anche imprese di pulizie, ecc.) – si utilizza, invece, una procedura più complessa, ossia la cosiddetta “ComUnica”.

La ComUnica – o Comunicazione Unica d’Impresa – ha la funzione di informare contemporaneamente le sedi territoriali della Camera di Commercio, dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS. Con un solo passaggio, dunque, potrai inserire la ditta nel Registro delle Imprese, aprire Partita IVA, iscriverti alla Gestione Commercianti e Artigiani per avere accesso ai servizi previdenziali e, se occorre, anche all’INAIL.

Per determinate attività, come i locali aperti al pubblico o i mestieri che necessitano di appositi requisiti (professionali, di sicurezza, ecc.), la ComUnica va accompagnata dalla SCIA comunale.

Per il disbrigo dell’intera pratica, quindi, bisogna preventivare una spesa iniziale che, tra diritti e imposte di bollo, si aggira intorno ai 130 euro, ma che può salire anche a diverse centinaia se si considera l’onorario di un consulente.

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Regime forfettario per giovani: tutte le agevolazioni

Per aprire Partita IVAgiovani e meno giovani devono compiere passaggi altamente delicati, che potranno influire positivamente o meno sul successo dell’attività: indicare il Codice ATECO e stabilire a quale regime fiscale assoggettarsi non è facile, specie per chi ha poca esperienza in materia. Pertanto, il sostegno di un professionista di fiducia diventa una vera e propria esigenza, per poter valutare le diverse opzioni e selezionare quella giusta!

In primo luogo, dunque, dovrai scegliere il Codice ATECO più adatto per il lavoro che intendi svolgere.

Dal Codice ATECO, a loro volta, dipendono elementi essenziali per il calcolo delle imposte e dei contributi, come il coefficiente di redditività, grazie al quale i forfettari possono conoscere la percentuale di fatturato soggetta a tassazione, detta reddito imponibile, nonché la quota dedotta a copertura delle spese annuali.

Facciamo degli per rendere tutto più comprensibile.

Partita IVA per giovani professionisti: quante tasse si pagano?

Giorgio è un avvocato libero professionista, attività associata al seguente Codice ATECO:

  • 69.10.10 – Attività degli studi legali

Questo Codice ATECO prevede un coefficiente di redditività pari al 78% e, parallelamente, una deduzione del 22% per le spese. Di conseguenza, su un ipotetico fatturato incassato di 10.000 euro, il reddito imponibile corrisponderebbe a 7.800 euro, mentre la deduzione sarebbe pari a 2.200 euro. E le imposte?

La principale caratteristica del regime forfettario consiste nell’applicazione di un’unica imposta sostitutiva, con aliquota standard al 15% o aliquota start-up al 5% (disponibile, solo per chi possiede i requisiti, per un periodo massimo di 5 anni, al cui termine si risale al 15%), sul reddito imponibile, calcolato con il metodo sopra descritto.

Pertanto, rifacendoci all’esempio precedente, l’avvocato Giorgio dovrà versare un’imposta sostitutiva pari a:

  • 1.170 euro, con aliquota al 15%;
  • 585 euro, con aliquota al 5%.

Partita IVA per artigiani e commercianti: quante tasse si pagano?

Cosa succede, invece, nel caso degli artigiani e dei commercianti? Prendiamo il caso del tatuatore Alessandro, inquadrato come ditta individuale con il seguente Codice ATECO:

  • 96.09.02 – Attività di tatuaggio e piercing

Il coefficiente, questa volta, è pari al 67%, mentre il restante 33% si deduce, in maniera analoga, per le spese. Su un fatturato di 20.000 euro, quindi, il reddito imponibile corrisponde a 13.400 euro e l’imposta sostitutiva è pari a:

  • 2.010 euro, con aliquota al 15;
  • 670 euro, con aliquota al 5%.

Possiamo, quindi, notare come la tassazione forfettaria renda più accessibile la gestione della Partita IVA per i giovani, siano essi professionisti, artigiani o commercianti, permettendo un ottimo risparmio sui costi!

Contributi previdenziali per i giovani

I contributi, spesso, sono un’altra causa di preoccupazione per i giovani che vorrebbero aprire Partita IVA.

A tal proposito, però, è bene ricordare che, ad alcune categorie di lavoratori autonomi, sono concesse delle agevolazioni legate anche all’età anagrafica. Ad esempio, le aliquote contributive, per i commercianti e gli artigiani con età inferiore ai 21 anni, si riducono rispettivamente dal 24,09% al 21,99% e dal 24% al 21,90%, per cui la somma da versare, per i contributi minimi obbligatori, si riduce fino a:

  • 3.515,50 euro per i commercianti under 21;
  • 3.501,15 euro per gli artigiani under 21.

Ricordiamo, per altro, che i commercianti e gli artigiani assoggettati al regime forfettario possono far richiesta all’INPS e beneficiare di una riduzione del 35% su tutti i contributi (fissi e non), senza limiti di età.

Anche alcune Casse Previdenziali riservate ai professionisti – come, ad esempio, l’ENPAM per i medici e gli odontoiatri o l’ENPAP per gli psicologi – adottano un regolamento che include agevolazioni per i giovani e/o per i nuovi iscritti. Spesso, infatti, al di sotto di una certa età, nei primi anni di iscrizione e durante il praticantato, è possibile beneficiare di aliquote ridotte o versare solo una percentuale dei contributi fissi/obbligatori.

In terzo luogo, i professionisti “senza cassa”, cioè quelli che fanno riferimento alla Gestione Separata INPS, sono tenuti a versare per intero i propri contributi previdenziali, calcolati con aliquota al 25,72% sul reddito imponibile, a prescindere dall’età anagrafica. In compenso, però, per quest’ultima categoria, non sono previsti pagamenti fissi.

Per concludere, ti ricordiamo che tutti i contributi – minimi e/o proporzionali al reddito – sono deducibili per intero ai fini fiscali, e ciò vale anche nel regime forfettario. Di conseguenza, a partire dal secondo anno, l’importo versato nel precedente periodo d’imposta si sottrae dalla base imponibile, il che riduce ulteriormente i nuovi costi.

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