partita iva da massaggiatore

Partita IVA da massaggiatore: come aprire e quanto costa?

 4.8/5 (10)
Tempo di lettura: 5 minuti

Nell’articolo di oggi ti spiegheremo come si apre una Partita IVA da massaggiatore e quali adempimenti dovrai effettuare per avviare uno studio tutto tuo e cominciare a svolgere questa particolare attività come freelancer.

Hai sempre sognato di metterti in proprio e diventare un massaggiatore libero professionista? Farlo è semplice: basta “solo” aprire la Partita IVA e, seguendo i nostri consigli, potrai anche risparmiare sia sulle spese iniziali, sia sul pagamento delle imposte. Il tutto in modo perfettamente legale, aderendo al regime forfettario.

Sei ancora poco convinto? Niente paura: nei prossimi paragrafi troverai tutte le informazioni utili per avviare la tua nuova attività, aprire Partita IVA come massaggiatore e dare inizio alla tua carriera in questo settore!

Come diventare massaggiatore libero professionista?

Per poter operare nel mondo del benessere, svolgendo il ruolo di massaggiatore specializzato, nella maggior parte dei casi occorre essere regolarmente assunti all’interno di un centro benessere, di una palestra o di una SPA.

Esistono anche numerose strutture alberghiere con zona benessere, che assumono (stagionalmente o per tutto l’anno) dei massaggiatori. Ma allora perché scegliere di diventare libero professionista? Ecco spiegato!

Essere un freelancer significa poter operare in completa libertà, anche al di fuori di un hotel o di una qualsiasi altra struttura, ma soprattutto vuol dire avere orari flessibili e piena autonomia nelle scelte relative alla carriera!

L’assoluta flessibilità, la possibilità di lavorare in parti diverse d’Italia o all’estero, in studio o anche a domicilio dal cliente, però, è riservata solo a chi decide di mettersi in proprio ed aprire Partita IVA come massaggiatore!

Come aprire partita IVA da massaggiatore?

L’apertura della Partita IVA da massaggiatore ti spaventa? Pensi di non riuscire a farcela, tra imposte, contributi da pagare e mille adempimenti a cui prestare attenzione? Tranquillo: è una cosa assolutamente normale!

Cominciare un nuovo percorso, anche e soprattutto in ambito professionale, incute un certo timore. Tuttavia, una volta superato lo scoglio iniziale, avrai dinanzi a te tanti vantaggi: un’attività che ti piace e che ti permette di guadagnare sulla base delle tue esigenze, lavorando negli orari per te più comodi e nel luogo che preferisci. Potrai addirittura ricevere i tuoi clienti a casa, se avrai modo di allestire un piccolo studio dedicato alla tua professione!

Ma veniamo a noi: come si apre una Partita IVA da massaggiatore? Quali costi bisogna preventivare?

Ebbene, aprire Partita IVA come massaggiatore libero professionista è una scelta semplice, veloce e soprattutto gratuita! Oggi non devi più recarti presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, poiché basta eseguire un’apposita procedura telematica. Tuttavia, è sempre consigliato farsi affiancare da una figura esperta in ambito fiscale, per essere certi di portare a termine tutti i passaggi in maniera corretta, senza sviste o errori di sorta.

Se ti occorre una mano per aprire la tua Partita IVA da massaggiatore o se vuoi prima consultarti con un professionista, compila il form sottostante. Ti ricontatteremo presto per fornirti informazioni ed assistenza!

Qual è il migliore regime fiscale?

Durante la fase di apertura della Partita IVA da massaggiatore, è necessario prendere alcune importanti scelte.

Una di queste riguarda il regime fiscale a cui dovrai assoggettarti. Qual è l’opzione migliore? Ad oggi, per chi desidera mettersi in proprio senza costi eccessivi, la soluzione è il regime forfettario. Ma di che si tratta?

II regime forfettario è un regime fiscale agevolato che lo Stato italiano ha messo a disposizione dei lavoratori autonomi che non superano i 65.000 euro annui di compensi e ricavi, ovvero alle ‘piccole Partite IVA’.

Quali vantaggi fiscali offre? Per prima cosa, il regime forfettario permette di pagare una sola imposta sostitutiva, con aliquota fissa al 15% applicata sul reddito imponibile, che si riduce al 5% per i primi cinque anni di attività per coloro che possiedono anche i requisiti da start-up. Ad esempio, se non hai esercitato, nei tre anni precedenti, questa o altre professioni e non stai proseguendo attività altrui, potrai beneficiare di questo ulteriore “sconto” sulle tasse!

Il reddito imponibile, nel regime forfettario, si calcola in base al coefficiente di redditività fissato per ogni Codice ATECO, che dunque cambia a seconda del settore o dell’attività in questione. Ciò significa che gli adempimenti, per te massaggiatore, si riducono al minimo: non dovrai conservare le fatture, e neppure dedurre voce per voce le tue spese, in quanto queste verranno automaticamente dedotte dal fatturato complessivamente prodotto.

Inoltre, se per uno o più anni lavori meno o interrompi la tua attività, non hai costi fissi da affrontare, in quanto sia le tasse, sia – come vedremo più avanti – i contributi, si pagano esclusivamente in proporzione al reddito.

Codice ATECO da massaggiatore: come scegliere quello giusto?

Come abbiamo anticipato, ai contribuenti forfettari viene applicata annualmente una deduzione fissa per le spese professionali, la cui percentuale varia in base al Codice ATECO associato alla Partita IVA.

Nel tuo caso, per svolgere l’attività di massaggiatore freelance o libero professionista, dovrai utilizzare il Codice ATECO “96.09.09 – Servizi per la persona nca”, che ha un coefficiente di redditività pari a 67% e, di conseguenza, prevede una deduzione forfettaria pari al 33% del fatturato lordo annuo per le spese.

Ciò significa che, se fatturi 10.000 euro, l’imposta sostitutiva con aliquota al 15% o al 5% sarà calcolata sul 67% di questa somma, ovvero su 6.700 euro. L’importo dovuto, pertanto, sarà pari a 1.005 o a 335 euro.

I vantaggi del regime forfettario

Aprire Partita IVA da massaggiatore nel regime forfettario, comunque, significa poter beneficiare anche di altre agevolazioni, che si aggiungono alla tassazione ridotta e rendono ancora più leggera e semplice la gestione dell’attività. Ad esempio, aderendo a questo regime, potrai operare in franchigia IVA, vale a dire senza dover applicare l’Imposta sul Valore Aggiunto sulle tue tariffe, che così risulteranno molto più competitive.

Inoltre, non dovrai effettuare tutti quegli adempimenti che, invece, sono obbligatori negli altri regimi, come:

  • il passaggio obbligato alla fatturazione elettronica;
  • esterometro, spesometro e studi di settore;
  • tenuta della contabilità.

Attenzione, però: per accedere e mantenere nel tempo il regime forfettario, dovrai rispettare una serie di parametri.

Innanzitutto, non dovrai sforare il limite di 65.000 euro per ricavi e compensi, pena la fuoriuscita dal regime, a partire dall’anno di imposta successivo. In secondo luogo, dovrai rispettare la soglia massima per:

  • compensi di dipendenti, collaboratori, ecc. → max 20.000 euro;
  • redditi da lavoro dipendente o assimilati (parallelo all’attività da freelancer) → max 30.000 euro.

Per approfondire i requisiti e le cause di esclusione attualmente in vigore, ti rimandiamo a questo articolo.

Contributi previdenziali per il massaggiatore freelance

I contributi previdenziali in Italia sono obbligatori e servono, oltre che alla copertura dei rischi connessi a malattie ed infortuni sul lavoro, anche per “mettere da parte” la tua pensione. Per adempiere al versamento, dovrai iscriverti alla Gestione Separata INPS, alla quale fanno riferimento tutti quei professionisti che non hanno una Cassa Previdenziale a loro riservata: una vasta categoria, che spazia dal make-up artist all’amministratore di condominio!

L’iscrizione alla Gestione Separata INPS comporta un vantaggio, ma anche un piccolo svantaggio. L’aspetto positivo è l’assenza di contributi fissi, e cioè da versare annualmente anche in caso di fatturato minimo o addirittura nullo. Difatti, gli iscritti alla GS pagano solo in proporzione al reddito, ma con un’aliquota leggermente più alta: 25,72%.

Tornando, dunque, al nostro esempio: su un fatturato di 10.000 euro, i contributi da versare sono circa 1.732 euro.

Conclusioni

In conclusione, come hai potuto vedere tu stesso, i costi di apertura della Partita IVA da massaggiatore sono praticamente pari a zero, mentre è possibile ridurre quelli successivi con qualche piccolo accorgimento.

Se per le tasse, infatti, esiste il regime forfettario, per la gestione fiscale dell’attività c’è Fiscozen, che ti offre assistenza completa ed una piattaforma online da cui potrai monitorare tutto, a soli 299 euro + IVA/anno!

L'articolo ti è stato utile?

Articoli correlati

Vuoi far parte del team Fiscozen?

Fiscozen S.p.A. · Via XX Settembre 27 · 20123 Milano · P.IVA 10062090963 · Privacy · Cookie

Ottieni gratis e senza impegno tutte le informazioni di cui hai bisogno, un consulente Fiscozen ti contatterà dopo aver compilato il form

Ancora dubbi? Un consulente Fiscozen è pronto ad aiutarti, compila subito il form!

Risparmia tempo, approfondisci gratis con un consulente Fiscozen