Partita IVA Truccatore: come aprire e quanto costa?

 5/5 (2)
Tempo di lettura: 4 minuti
aprire partita iva come truccatore

Nel corso di questo articolo andremo a ricostruire i singoli passaggi necessari per aprire Partita IVA come truccatore e ad analizzare gli adempimenti fiscali e contributivi che dovrai sbrigare negli anni a venire.

Ti spiegheremo nel dettaglio cosa significa aprire Partita IVA come truccatore, quale sarà il tuo inquadramento fiscale, come scegliere correttamente il Codice ATECO per la tua attività e, soprattutto, come usufruire di una tassazione agevolata e di tanti altri vantaggi, adottando il regime forfettario.

Dunque, se hai sempre pensato ad una carriera da truccatore e vorresti svolgere un lavoro stimolante, che ti permetta di valorizzare le tue doti creative e la tua manualità, allora sei nel posto giusto: troverai consigli utili per iniziare in modo ottimale e risparmiare sui costi di gestione!

Aprire Partita IVA come truccatore: come fare?

Per aprire Partita IVA come truccatore, è bene avere le idee chiare riguardo all’attività da svolgere: durante la procedura, infatti, occorre indicare il proprio Codice ATECO, dal quale dipenderanno importanti aspetti relativi alla fiscalità, come appunto l’inquadramento ed il coefficiente di redditività (per i cosiddetti ‘forfettari’).

Per l’attività di truccatore libero professionista, dovrai utilizzare il codice ‘96.09.09 – Servizi alla persona nca’, che prevede un coefficiente pari al 67% ed una deduzione pari al 33% per le spese annuali.

Diverso è il caso di un’estetista specializzata anche in servizi di make-up, che dovrà invece adottare il codice ‘96.09.02 – Servizi degli istituti di bellezza’. Nonostante ciò, il coefficiente di redditività e la percentuale dedotta per le spese rimangono pari, rispettivamente, al 67% ed al 33%. Cambia, però, l’inquadramento fiscale, come abbiamo già visto in precedenza: non più libero professionista, ma ditta individuale di tipo artigianale.

Tutto ciò si riflette sull’iter burocratico richiesto per aprire Partita IVA, ma non preoccuparti, se deciderai di rivolgerti a Fiscozen, senza spese aggiuntive, sarai assistito nei vari step da un consulente dedicato, che valuterà attentamente la tua situazione e ti aiuterà ad aprire Partita IVA come truccatore in tempi brevi e senza stress. Compila il modulo sottostante per richiedere una consulenza preliminare gratuita!

Truccatore libero professionista: quante tasse si pagano?

Un altro aspetto che ci preme sottolineare riguarda la tassazione del truccatore libero professionista.

Oggi, infatti, è possibile risparmiare sulle imposte e snellire la gestione della Partita IVA, scegliendo il regime fiscale forfettario. Di che si tratta? Ebbene, il regime forfettario è un regime agevolato pensato per i giovani, per le nuove attività, per i piccoli artigiani e, in generale, per chi lavora e produce un fatturato contenuto.

I ‘forfettari’ godono di una tassazione molto conveniente: niente Irpef, Irap e addizionali, ma una sola imposta sostitutiva con aliquota standard al 15%. Chi rientra anche nei requisiti per l’aliquota start-up paga ancora meno tasse: per i primi cinque anni, infatti, l’aliquota scende al 5%, per tornare al 15% dal sesto anno.

Entrambe le aliquote, comunque, non vanno applicate sulla cifra derivante dalla somma delle fatture incassate durante l’anno, ma su una sua parte chiamata reddito imponibile. Per ottenerlo, bisogna far riferimento al coefficiente di redditività, che per il truccatore, come abbiamo anticipato, è fissato al 67%.

Quindi, per esempio, su un eventuale fatturato incassato pari a 10.000 euro, soltanto 6.700 euro saranno soggetti all’imposta sostitutiva, mentre 3.300 euro verranno dedotti su base forfettaria per le spese professionali.

L’importo dovuto, perciò, corrisponderà a 1.005 o 335 euro, a seconda dell’aliquota applicata.

Parallelamente, la normativa offre svariati vantaggi a chi si avvale del regime forfettario: dalla franchigia IVA, in virtù della quale le tariffe non saranno maggiorate del 22% (risultando, così, più economiche ed appetibili), all’esonero da adempimenti come gli studi di settore, l’esterometro, la tenuta della contabilità, ecc..

Attenzione, però: per accedere al regime e mantenerlo nel tempo, dovrai prestare attenzione ai requisiti e alle limitazioni, che possono variare di anno in anno. Dal 2019, ad esempio, il limite massimo di ricavi e compensi percepiti è passato da 30.000 a 65.000 euro. Altri vincoli in vigore riguardano, invece, i redditi da lavoro dipendente (per chi svolge doppia attività), che non dovranno superare la soglia di 30.000 euro, e le spese per impiegati e/o collaboratori che, ogni anno, complessivamente, non potranno risultare maggiori di 20.000 euro.

Per approfondire, clicca su questo link.

Insomma, come puoi facilmente intuire, assoggettandosi al regime forfettario diventa tutto più semplice ed economico: dunque, quella di aprire Partita IVA come truccatore, è una scelta che non fa più paura!

Truccatori freelance e contributi previdenziali: a quanto ammontano?

Aprire Partita IVA come truccatore vuol dire accettare di farsi carico, in prima persona, dei propri contributi previdenziali, che costituiscono un altro costo imprescindibile per chi lavora da freelancer.

A tal proposito, comunque, potrai beneficiare di un altro importante vantaggio: come libero professionista, infatti, non sarai soggetto alla contribuzione delle ditte individuali, tenute ad effettuare dei versamenti fissi (il cui importo si aggira intorno a 3.800 euro annui e non cambia anche in caso di reddito basso o, addirittura, nullo).

Al contrario, come stabilito dalla tua Cassa, ossia la Gestione Separata INPS, i tuoi contributi si calcolano solo in proporzione al reddito imponibile: l’aliquota applicata, nel 2020, è pari al 25,72%.

Pertanto, riprendendo l’esempio proposto in precedenza, con un fatturato incassato di 10.000 euro ed un reddito imponibile pari a 6.700 euro, i contributi previdenziali dovuti all’INPS ammonteranno a 1.723 euro.

Aprire Partita IVA come truccatore: pro e contro

Come abbiamo visto nel corso di questo post, aprire Partita IVA come truccatore libero professionista comporta minori spese e, quindi, minori rischi, rispetto all’avvio di uno studio da estetista. I costi iniziali da preventivare sono, infatti, pressoché nulli e, anche sul medio-lungo termine, il risparmio è assicurato.

Tuttavia, vogliamo evidenziare che un truccatore freelance subisce importanti restrizioni nell’esercizio della sua attività, che per legge dovrà essere limitata all’ideazione del make-up ed all’applicazione di prodotti cosmetici.

Dunque, non sarà consentito eseguire altri tipi di trattamenti estetici (come pulizia del viso, depilazione, massaggi, ma anche manicure e ricostruzione unghie), né utilizzare extension alle ciglia e trucco permanente.

Le prestazioni qui elencate, infatti, sono di norma riservate soltanto a chi possiede la qualifica di estetista.

Potrai, comunque, valorizzare le tue abilità in altri modi: creando elaborati make-up per spettacoli, eventi e sfilate di alta moda, dedicandoti al body-painting o, magari, ideando nuove tecniche per esaltare la bellezza dei lineamenti.

Vuoi saperne di più?

Inserisci i tuoi dati e ti contatteremo per una consulenza gratuita:
Fiscozen non è un commercialista. È un’azienda tecnologica che ti permette di gestire la tua Partita IVA attraverso una piattaforma software ed un servizio di consulenza generica con il supporto di consulenti fiscali specializzati. Tutte le attività riservate sono svolte da un commercialista partner iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti.

L'articolo ti è stato utile?