Codice ATECO 56.11.92: attività di ristoranti connesse alle aziende ittiche
Guida alla Partita IVA per il codice ATECO 56.11.92
Il codice ATECO 56.11.92 riguarda chi svolge attività di ristorazione senza somministrazione di cibi e bevande. Rientrano in questa categoria servizi di catering, ristorazione per eventi e preparazione di alimenti destinati alla distribuzione.
Chi sceglie questa attività può fare catering per matrimoni, feste e celebrazioni. Può operare con food truck, cioè cucinare e vendere cibi preparati itineranti, spesso in eventi o mercati. È possibile anche fornire ristorazione sociale per scuole o gruppi, o preparare pasti a domicilio per clienti privati.
Per aprire la Partita IVA in Italia come ristoratore senza somministrazione si deve andare all’Agenzia delle Entrate e compilare il modulo specifico. La registrazione va fatta entro 30 giorni dall’avvio dell’attività. È importante scegliere il regime fiscale adatto.
Il regime forfettario è indicato per chi ha ricavi inferiori a 85.000 euro l’anno. Prevede la deduzione forfettaria delle spese pari al 75% del fatturato (per il codice 56.11.92) e nessun obbligo IVA. L’aliquota fiscale è semplificata, rendendo più facile la gestione contabile.
Nel regime ordinario si possono dedurre spese precise, come l’acquisto delle materie prime e l’affitto del locale. Ad esempio, con 50.000 euro di fatturato e spese deducibili per 30.000 euro, l’imponibile sarà 20.000 euro.
Per calcolare l’IRPEF devi applicare il 23% per il reddito fino a 28.000€, il 33% per la parte di reddito tra i 28.001€ e i 50.000€ ed il 43% sul restante.
Se vuoi iniziare con un’attività da ristoratore senza somministrazione, è possibile fare una consulenza gratuita per chiarire ogni dubbio. Contattaci per maggiori dettagli.
Riassunto
Puoi lavorare come ristoratore senza somministrazione nel catering, food truck, ristorazione sociale e preparazione pasti a domicilio.
Il regime forfettario per il codice ATECO 56.11.92 permette di dedurre il 75% del fatturato come spese forfettarie con un limite di 85.000 euro di ricavi annui.
Nel regime ordinario si deducono spese reali come materie prime e affitto locale.
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