1.400€ lordi: quanti sono netti?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

1.400€ lordi con Partita IVA valgono circa 850€–1.100€ netti, secondo regime fiscale e cassa previdenziale. Qui trovi formule, esempi completi, scadenze e riferimenti normativi aggiornati.

  • Il netto si ottiene togliendo prima i contributi previdenziali e poi le imposte calcolate sull’imponibile al netto dei contributi.
  • IRPEF 2026 (regime ordinario): 23% fino a 28.000€, 33% 28.001–50.000€, 43% oltre 50.000€; nel forfettario imposta sostitutiva 5% o 15%.
  • Contributi: Gestione Separata INPS 26,07%; Artigiani/Commercianti INPS contributo fisso annuo ≈ 4.500€ fino a 18.808€ di reddito, poi aliquote variabili.

Guida operativa: da 1.400€ lordi al netto nel 2026

Definizioni rapide per non sbagliare il calcolo

Lordo: il compenso pattuito per la prestazione. In questa guida intendiamo il lordo come imponibile della fattura, esclusa IVA e al netto di eventuali spese anticipate in nome e per conto.

Imponibile fiscale: la base su cui calcoli tasse e contributi. In ordinario è ricavi meno costi deducibili. Nel forfettario è il risultato dei tuoi incassi moltiplicati per il coefficiente di redditività.

Netto: quanto ti resta davvero in tasca. È l’incasso meno contributi previdenziali e meno imposte. Si calcola sempre col principio di cassa, cioè considerando ciò che incassi e paghi nell’anno.

Regimi fiscali 2026: ordinario e forfettario a confronto

Regime ordinario: come si calcola l’IRPEF 2026

Nel regime ordinario segui il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986, consultabile su Normattiva). L’IRPEF 2026 è a scaglioni: 23% fino a 28.000€, 33% tra 28.001€ e 50.000€, 43% oltre 50.000€ (come da documenti MEF e Leggi di Bilancio 2024–2026).

La base su cui applichi l’IRPEF è il reddito netto dopo i contributi. Quindi prima togli i contributi previdenziali, poi calcoli l’imposta. A parte, si sommano le addizionali regionali e comunali.

Esempio annuale su 1.400€ al mese in ordinario: incassi 16.800€, costi 3.000€, reddito 13.800€. Se versi in Gestione Separata INPS (26,07%), i contributi stimati sono 3.597,66€. La base IRPEF scende a 10.202,34€; l’IRPEF al 23% è 2.346,54€. Netto annuo stimato: 16.800 – 3.597,66 – 2.346,54 = 10.855,80€ (circa 904,65€ al mese), escluse addizionali e detrazioni.

Regime forfettario: coefficiente di redditività e imposta sostitutiva

Il regime forfettario è regolato dalla Legge 190/2014, art. 1 commi 54–89, con modifiche delle Leggi di Bilancio successive (tra cui 2023 che ha portato la soglia a 85.000€ e introdotto l’uscita immediata oltre 100.000€). Le norme sono consultabili su Normattiva e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Qui non deduci i costi reali. Applichi il coefficiente di redditività (esempio: 78% per molte attività professionali) ai tuoi incassi. Sul risultato paghi i contributi. L’imposta sostitutiva (5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti, poi 15%) si calcola sul reddito forfettario al netto dei contributi versati.

Esempio su una fattura da 1.400€ nel forfettario con coefficiente 78%: reddito forfettario 1.400 × 78% = 1.092€. Contributi Gestione Separata 26,07%: 1.092 × 26,07% ≈ 284,68€. Base imposta: 1.092 – 284,68 = 807,32€. Imposta 5%: ≈ 40,37€. Netto: 1.400 – 284,68 – 40,37 = ≈ 1.074,95€.

Contributi previdenziali 2026: scegliere e calcolare correttamente

Gestione Separata INPS

Si applica ai professionisti senza Cassa di categoria. L’aliquota 2026 per i non assicurati ad altre forme obbligatorie è 26,07% (come da circolari INPS annuali e normativa di riferimento: Legge 335/1995). La base è il reddito professionale (in ordinario: ricavi – costi; in forfettario: ricavi × coefficiente).

Artigiani e Commercianti INPS

Pagano un contributo minimo fisso annuale (circa 4.500€) fino al reddito minimale (≈ 18.808€). Oltre tale soglia scattano contributi percentuali (circa 24%) e un’aliquota più alta oltre una seconda soglia (≈ 25% sopra 56.224€). Regole definite da Legge 233/1990 e circolari INPS.

Nel forfettario l’agevolazione contributiva per artigiani/commercianti (riduzione del 35%) è possibile su domanda, secondo prassi INPS. Verifica ogni anno con la circolare dedicata.

Casse professionali private

Avvocati, commercialisti, ingegneri e altri iscritti a una Cassa autonoma seguono regolamenti propri (D.Lgs. 509/1994 e 103/1996). Aliquote, minimi e scadenze variano. Consulta il regolamento della tua Cassa e i comunicati del Ministero del Lavoro e dell’INPS per l’inquadramento.

Esempi numerici completi: 1.400€ lordi nei casi tipici

Forfettario, coefficiente 78%, imposta 5%, Gestione Separata

Reddito forfettario: 1.400 × 78% = 1.092€; Contributi: 1.092 × 26,07% ≈ 284,68€; Base imposta: 807,32€; Imposta 5% ≈ 40,37€; Netto ≈ 1.074,95€.

Forfettario, coefficiente 78%, imposta 15%, Gestione Separata

Base imposta: 807,32€; Imposta 15% ≈ 121,10€; Netto ≈ 1.400 – 284,68 – 121,10 = 994,22€.

Ordinario con costi annui 3.000€, Gestione Separata

Incassi annui: 16.800€; Costi: 3.000€; Reddito: 13.800€; Contributi 26,07%: 3.597,66€; Base IRPEF: 10.202,34€; IRPEF 23%: 2.346,54€; Netto annuo: 10.855,80€ (≈ 904,65€ al mese). Non include addizionali regionali/comunali né detrazioni.

Ordinario con costi annui 3.000€, Artigiani/Commercianti con minimi

Contributi fissi ≈ 4.500€ (reddito sotto il minimale); Base IRPEF: 13.800 – 4.500 = 9.300€; IRPEF 23%: 2.139€; Netto annuo: 16.800 – 4.500 – 2.139 = 10.161€ (≈ 846,75€ al mese).

Ritenuta d’acconto: effetto sul flusso di cassa

I professionisti in ordinario spesso applicano ritenuta del 20%. Su 1.400€ lordi, il cliente trattiene 280€ e ti paga 1.120€ (più IVA). La ritenuta anticipa l’IRPEF: si scomputa al saldo. Se le ritenute superano l’IRPEF dovuta, maturi un credito.

Scadenze, acconti e pianificazione dei pagamenti

Imposte dirette: saldo e acconti

Il saldo e il primo acconto si pagano di norma entro il 30 giugno; il secondo acconto entro il 30 novembre (DPR 435/2001 e D.Lgs. 241/1997, consultabili su Normattiva). Valgono per IRPEF e per l’imposta sostitutiva del forfettario.

Gli acconti si calcolano sull’imposta dell’anno precedente (metodo storico). Di regola: 40% a giugno e 60% a novembre, salvo importi minimi. Puoi scegliere il metodo previsionale se stimando paghi meno, accettando il rischio di sanzioni se sbagli.

Contributi INPS: quando si pagano

Gestione Separata: saldo e acconti con le stesse scadenze delle imposte dirette, con F24. Artigiani/Commercianti: minimi in quattro rate (tipicamente maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo), variabili sugli stessi termini di saldo/acconti.

Verifica ogni anno le circolari INPS per importi, aliquote e scadenze esatte. Le comunicazioni ufficiali sono consultabili sui siti istituzionali di INPS e del Ministero del Lavoro.

Regola decisionale rapida

Come scegliere il regime e stimare il netto in poche mosse

1) Prevedi ricavi annui. Se superi 85.000€, il forfettario non è ammesso. Se rischi di superare 100.000€, nel forfettario scatterebbe l’uscita immediata.

2) Valuta i costi reali. Se sono alti (oltre il 30–40% dei ricavi), l’ordinario spesso conviene. Se sono bassi, il forfettario è di solito più efficiente.

3) Identifica la cassa. Con Gestione Separata l’aliquota segue il reddito. Con Artigiani/Commercianti valuta l’impatto dei minimi, soprattutto con redditi bassi.

4) Applica la formula base. Ordinario: Netto = Incasso – Contributi – IRPEF (su reddito al netto contributi) – Addizionali. Forfettario: Netto = Incasso – Contributi – Imposta sostitutiva (sul reddito forfettario al netto contributi).

5) Ricorda i flussi. La ritenuta d’acconto riduce l’incasso ma anticipa l’imposta. Gli acconti incidono sul cash flow: pianifica con un calendario.

Fonti e riferimenti normativi

Dove verificare le regole citate

IRPEF e TUIR: DPR 917/1986 e successive modifiche, consultabili su Normattiva; comunicati e documentazione del MEF e dell’Agenzia delle Entrate.

Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1 commi 54–89, e successive modifiche nelle Leggi di Bilancio 2023–2026; provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi INPS: Legge 335/1995; Legge 233/1990 per artigiani e commercianti; circolari INPS annuali; documenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Versamenti e scadenze: D.Lgs. 241/1997 e DPR 435/2001, consultabili su Normattiva.

Scenario Ipotesi di base Imposte 2026 (stima) Contributi 2026 (stima) Netto indicativo Tempistiche principali
Forfettario 5% – GS INPS 1.400€ lordi; coefficiente 78% Imposta sostitutiva su (1.092 – 284,68) ≈ 40,37€ 26,07% su 1.092 ≈ 284,68€ ≈ 1.074,95€ Saldo/1° acconto 30/06; 2° acconto 30/11
Forfettario 15% – GS INPS 1.400€ lordi; coefficiente 78% Imposta sostitutiva ≈ 121,10€ 26,07% su 1.092 ≈ 284,68€ ≈ 994,22€ Stesse scadenze IRPEF (F24)
Ordinario – GS INPS 16.800€ annui; costi 3.000€ IRPEF 23% su 10.202,34€ ≈ 2.346,54€ 26,07% su 13.800 ≈ 3.597,66€ ≈ 10.855,80€ annui (≈ 904,65€/mese) Saldo/Acconti: 30/06 e 30/11
Ordinario – Art./Comm. INPS 16.800€ annui; costi 3.000€; reddito sotto minimale IRPEF 23% su 9.300€ ≈ 2.139€ Contributi minimi ≈ 4.500€ ≈ 10.161€ annui (≈ 846,75€/mese) Minimi INPS in 4 rate; saldo/ acconti a giugno/novembre
Ordinario con ritenuta 20% 1.400€ lordi; ritenuta 280€ Ritenuta scomputata dall’IRPEF a saldo Come da cassa (es. 26,07% GS) Incasso immediato 1.120€ (+IVA), netto effettivo a saldo Ritenute versate dal cliente entro il 16 del mese successivo

FAQ: domande frequenti su “1.400€ lordi” nel 2026

1) 1.400€ lordi includono l’IVA e la ritenuta d’acconto?

No. Per calcolare il netto in modo coerente, considera 1.400€ come imponibile della fattura, esclusa IVA. L’IVA non è tuo reddito: la incassi e la versi. La ritenuta d’acconto, se dovuta in ordinario (20% per molti professionisti), non cambia il reddito ma il flusso di cassa. Il cliente trattiene la ritenuta e la versa per tuo conto. A fine anno scomputi tutte le ritenute dall’IRPEF dovuta. Nel forfettario non applichi ritenuta d’acconto.

2) Nel forfettario i contributi si calcolano sugli incassi o sul coefficiente?

Sul reddito forfettario, non sugli incassi lordi. Prima applichi il coefficiente di redditività ai ricavi incassati (esempio: 78% per molte attività professionali). Ottieni il reddito contributivo. Su quello calcoli i contributi (Gestione Separata 26,07% come da circolari INPS). Poi deduci i contributi così calcolati dal reddito forfettario e solo sulla differenza applichi l’imposta sostitutiva (5% o 15%). Se sei artigiano/commerciante, valgono i minimi e le aliquote della gestione specifica, con possibili riduzioni nel forfettario su domanda.

3) Primo anno di attività: come funzionano acconti e saldo?

Nel primo anno versi solo il saldo su quanto effettivamente dovuto. Dal secondo anno scattano gli acconti, calcolati sull’imposta del primo anno (metodo storico). Gli acconti si pagano di solito in due rate: 40% a giugno e 60% a novembre. Lo stesso vale per i contributi in Gestione Separata. In Artigiani/Commercianti i contributi minimi decorrono con rate prefissate nell’anno e una parte variabile con le scadenze del saldo. Puoi usare il metodo previsionale se prevedi un calo di reddito, ma occhio alle sanzioni se paghi meno del dovuto.

4) Supero 85.000€ o 100.000€: cosa cambia per le mie fatture da 1.400€?

La soglia di accesso e permanenza nel forfettario è 85.000€ annui (Legge 190/2014 e modifiche 2023). Se superi 85.000€ ma resti sotto 100.000€, esci dal forfettario dall’anno successivo e passi al regime ordinario. Se superi 100.000€, l’uscita è immediata nell’anno del superamento: da quel momento applichi IVA e ritenute secondo le regole ordinarie. Le fatture da 1.400€ successive al superamento cambiano struttura (IVA esposta, eventuali ritenute). Le imposte dirette si ricalcolano in base al nuovo regime. Verifica sempre le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per la gestione del passaggio.

5) In ordinario, quali detrazioni e costi possono alzare il mio netto?

Oltre ai costi deducibili di attività (beni, servizi, canoni, ammortamenti secondo TUIR), contano le detrazioni personali: per lavoro autonomo, per carichi di famiglia, per spese sanitarie, per istruzione e altre previste dal TUIR e dalle Leggi di Bilancio. Le detrazioni riducono l’IRPEF dovuta e quindi aumentano il netto. Inoltre i contributi previdenziali sono deducibili dal reddito, quindi abbassano l’imposta a parità di incasso. Ricorda le addizionali regionali e comunali: variano per territorio e scaglioni. Per una stima puntuale considera costi, contributi e detrazioni insieme, seguendo le norme del DPR 917/1986 e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.