Se hai una Partita IVA o vuoi aprirne una, ti sarai domandato come capire quanto ti rimane in tasca dopo il versamento di tasse e contributi. Oggi scopriremo come calcolare il netto corrispondente a 30.000€ lordi di fatturato. Conoscere il valore netto dei tuoi incassi ti permetterà di capire quanto chiedere ai tuoi clienti per ricevere sempre il guadagno che desideri.
Spesso questi calcoli sono lunghi e complessi e, per questo, puoi rivolgerti ad un commercialista. Puoi ricevere una consulenza gratuita con un esperto fiscale compilando il form sotto l’articolo.
Per prima cosa devi calcolare il tuo imponibile netto, cioè i tuoi incassi meno le spese che hai sostenuto. Questo valore cambia in base al tuo regime fiscale:
• Regime ordinario: devi sottrarre al totale incassato le spese effettive sostenute per la tua attività e i contributi previdenziali che hai versato l’anno precedente. Se hai incassato 30.000€, hai avuto spese documentate per 8.000€ e versato contributi per 2.000€, il tuo imponibile netto sarà di 20.000€ (30.000€ – 8.000€ – 2.000€).
• Regime forfettario: per calcolare l’imponibile non si usano le spese reali, ma si applica una percentuale fissa in base all’attività che svolgi, chiamata coefficiente di redditività, e dal risultato si sottraggono i contributi versati l’anno precedente. Ad esempio, se il tuo coefficiente è del 78% ed hai incassato 30.000€, il tuo imponibile netto (ipotizzando 2.000€ di contributi versati) è di 21.400€ [(30.000€ x 78%) – 2.000€].
Trovato l’imponibile, se ti trovi in regime ordinario dovrai applicare l’IRPEF. Questa tassa si paga in base a scaglioni progressivi di reddito, ovvero dei blocchi in cui viene suddiviso il tuo imponibile. Le aliquote aggiornate per il 2026 sono:
| Scaglione di reddito | % IRPEF |
|---|---|
| fino a 28.000 € | 23% |
| da 28.001 € a 50.000 € | 33% (aliquota ridotta rispetto al 35% del 2025) |
| oltre 50.000 € | 43% |
Con l’imponibile netto dell’esempio ordinario pari a 20.000€, le tasse da pagare si fermano interamente sul primo scaglione e corrispondono a 4.600€ (20.000€ x 23%).
In regime forfettario, invece, il calcolo delle tasse è diverso. Qui non paghi l’IRPEF ma un’imposta sostitutiva pari al 5% per i primi 5 anni dall’apertura della Partita IVA (se nuova attività) o al 15% per gli anni successivi. Ipotizzando che tu sia al secondo anno di attività (aliquota start-up al 5%) con il coefficiente di redditività del 78% visto prima (imponibile di 21.400€), pagherai appena 1.070€ di tasse (21.400€ x 5%).
Oltre alle tasse, devi calcolare i contributi previdenziali, che possono essere di 3 tipi a seconda della tua professione:
• Cassa professionale privata: se sei iscritto ad un albo (es. avvocati, ingegneri, psicologi), dovrai pagare i contributi minimi e percentuali secondo i regolamenti specifici della tua cassa di appartenenza.
• Gestione Artigiani e Commercianti INPS: prevede il versamento di un contributo fisso obbligatorio di circa 4.500€ all’anno per coprire il minimale di reddito fino a 18.808,00€. Sulla parte di imponibile che supera questa soglia si applica un’aliquota di contributi variabili pari a circa il 24% (percentuale che sale a circa il 25% sulle quote di imponibile oltre i 56.224,00€).
• Gestione Separata INPS: se sei un professionista senza cassa privata (es. consulente, freelance), verserai una quota proporzionale pari al 26,07% del tuo imponibile netto, senza alcun minimale fisso da pagare.
Possiamo aiutarti a calcolare con precisione il tuo reale guadagno netto. Puoi ricevere una consulenza gratuita e senza impegno con un esperto fiscale Fiscozen compilando il form qui sotto.