Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
L’acconto IVA è un anticipo, di norma pari all’88% dell’IVA dovuta, da versare entro il 27 dicembre. Si calcola con metodo storico, previsionale o analitico ed è escluso se inferiore a 103,29 euro.
- Scadenza unica: 27 dicembre. Versamento con modello F24, codici 6013 (mensili) e 6035 (trimestrali). Possibile compensazione dei crediti IVA secondo i limiti vigenti.
- Tre metodi: storico (88% del periodo omogeneo precedente), previsionale (88% della stima), analitico (100% di operazioni 1–20 dicembre o 1 ottobre–20 dicembre).
- Esclusioni: importo sotto 103,29 euro, assenza di debito nel periodo base, inizio attività, cessazione entro l’anno, regimi senza IVA (forfettario, minimi), particolari operazioni straordinarie.
Che cos’è l’acconto IVA e perché esiste
L’acconto IVA è un versamento anticipato di parte dell’imposta sul valore aggiunto dovuta per l’ultimo periodo dell’anno. L’obiettivo è allineare gli incassi erariali ai volumi reali di fine anno.
La regola generale prevede il pagamento entro il 27 dicembre. L’importo è calcolato con uno dei tre metodi previsti dalla legge. La scelta è libera, ma deve essere coerente e documentabile.
Il fondamento normativo si trova nell’articolo 6 del DPR 23 marzo 1998 n. 100. Le regole di liquidazione periodica sono nel DPR 26 ottobre 1972 n. 633 e nel DPR 14 ottobre 1999 n. 542 per i trimestrali. È possibile verificare i testi aggiornati sul portale Normattiva e le istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate.
Riferimenti normativi essenziali
DPR 633/1972: disciplina generale dell’IVA (soggetti, operazioni imponibili, detrazione). Serve per capire quando l’IVA diventa esigibile, cioè quando nasce l’obbligo di versarla.
DPR 100/1998, art. 6: definisce l’acconto IVA, i metodi di calcolo e la scadenza del 27 dicembre. Stabilisce la percentuale all’88% per i metodi storico e previsionale.
DPR 542/1999: regola le liquidazioni trimestrali per opzione e per natura. Stabilisce anche l’addizione dell’1% sui versamenti trimestrali ordinari (non applicabile all’acconto).
Prassi dell’Agenzia delle Entrate: circolari e risoluzioni chiariscono casi specifici (cambio periodicità, contabilità separate, operazioni straordinarie). Le trovi sul sito dell’Agenzia delle Entrate e, per la normativa primaria, su Normattiva.
Periodicità IVA e platea dei soggetti
Periodicità mensile: liquidazione ogni mese, pagamento entro il 16 del mese successivo. L’acconto si rapporta al debito di dicembre dell’anno precedente.
Periodicità trimestrale ordinaria: per chi rispetta i requisiti dimensionali e opta per il trimestre. Si paga ogni tre mesi con l’1% di interessi. L’acconto guarda al quarto trimestre dell’anno precedente.
Trimestrali “speciali”: attività con regimi particolari (per esempio art. 74 DPR 633/1972). Anche qui l’acconto si rapporta al quarto trimestre, con specificità contabili proprie del regime.
Esclusi: chi opera in regime forfettario o dei minimi non addebita IVA in fattura. Non liquida IVA e non versa acconti. Il “regime forfettario” è un regime agevolato che tassa a forfait, senza IVA e con obblighi semplificati.
Come si calcola: metodi a confronto
Metodo storico: 88% del debito “omogeneo” dell’anno precedente
Cos’è: prendi l’IVA dovuta nello stesso periodo dell’anno scorso e ne versi l’88%. “Stesso periodo” significa dicembre per i mensili e quarto trimestre per i trimestrali.
Base di calcolo per mensili: l’IVA dovuta per dicembre dell’anno precedente, al netto di eventuali particolarità di chiusura. Se a dicembre eri a credito o a zero, non devi l’acconto.
Base di calcolo per trimestrali ordinari o speciali: l’IVA dovuta nel quarto trimestre dell’anno precedente. Se il dato in dichiarazione annuale mostra credito o zero, l’acconto non è dovuto.
Esempio semplice: a dicembre 2025 hai versato 3.000 euro. Acconto 2026 con metodo storico = 3.000 x 88% = 2.640 euro.
Metodo previsionale: 88% della stima del debito effettivo
Cos’è: fai una stima realistica dell’IVA dovuta per dicembre (mensili) o per il quarto trimestre (trimestrali). Versi l’88% di quella stima.
Pro: utile se prevedi un calo di vendite, molte note di credito o acquisti rilevanti a fine anno. Rischio: se sbagli al ribasso, paghi sanzioni e interessi sulla differenza.
Esempio: prevedi un debito IVA di dicembre pari a 1.500 euro. Acconto 2026 = 1.500 x 88% = 1.320 euro.
Metodo analitico (o “effettivo”): 100% delle operazioni fino al 20 dicembre
Cos’è: calcoli l’IVA “reale” maturata in un intervallo fisso. Versi il 100% del risultato. È il metodo più preciso perché fotografa dati effettivi.
Intervallo per mensili: operazioni dal 1° al 20 dicembre. Intervallo per trimestrali: operazioni dal 1° ottobre al 20 dicembre.
Operazioni considerate: vendite (fatture e autofatture), acquisti e importazioni, più le operazioni effettuate tra 1° novembre e 20 dicembre ma non ancora registrate o fatturate. “Autofattura” è un documento emesso dall’acquirente in casi particolari, per esempio reverse charge.
Esempio: tra 1–20 dicembre l’IVA sulle vendite è 10.000 euro e quella sugli acquisti è 8.700 euro. Debito = 1.300 euro. Acconto dovuto = 1.300 euro.
Quando l’acconto non è dovuto
Soglia minima: se l’acconto calcolato è inferiore a 103,29 euro, non versi nulla. Questa soglia evita micro-pagamenti.
Periodo base a credito o zero: se il periodo di riferimento del metodo storico chiudeva a credito o a zero, l’acconto non è dovuto.
Inizio attività: se hai iniziato l’attività nel 2026 e non hai un periodo omogeneo precedente, l’acconto in genere non si applica. Verifica sempre i dati reali se scegli l’analitico.
Cessazione attività: se hai chiuso la partita IVA entro il 30 novembre (mensili) o entro il 30 settembre (trimestrali), normalmente l’acconto non è dovuto perché non ci saranno liquidazioni successive.
Regimi fuori campo IVA: regimi forfettario e minimi non versano acconti IVA perché non applicano l’imposta nelle fatture.
Scadenza, versamento e codici F24
Scadenza: 27 dicembre. Se cade in giorno festivo, si applica la regola generale di slittamento al primo giorno lavorativo successivo.
Modello F24: sezione Erario. Usa il codice 6013 per acconto IVA mensile e il codice 6035 per acconto IVA trimestrale. Indica l’anno di riferimento “2026”.
Compensazione: puoi compensare l’acconto con crediti tributari o contributivi nel rispetto dei limiti annuali e delle regole di visto di conformità. Usa canali telematici abilitati.
Ritenute e altre imposte: valuta la capienza dei crediti nel cassetto fiscale. Pianifica la compensazione per evitare blocchi e scarti dell’F24.
Casi particolari e attenzione operativa
Cambio di periodicità: se nel 2026 sei passato da mensile a trimestrale o viceversa, scegli la base omogenea disponibile o ricorri al metodo analitico per maggiore precisione. Conserva il calcolo.
Contabilità separate: se tieni contabilità separate ai sensi dell’art. 36 del DPR 633/1972, calcola l’acconto per singolo settore o con il metodo analitico aggregato, rispettando i criteri adottati durante l’anno.
IVA per cassa: se applichi il regime “IVA per cassa” (art. 32-bis del DL 83/2012), valuta con attenzione il metodo previsionale o analitico, perché l’esigibilità dipende dagli incassi e dai pagamenti.
Operazioni straordinarie: fusioni, scissioni, cessioni d’azienda richiedono attenzione su chi effettua il versamento e su quale base. Consulta la prassi dell’Agenzia delle Entrate per la corretta imputazione.
Split payment e reverse charge: incidono sulla formazione del debito. Raccogli i dati fino al 20 dicembre se usi l’analitico per evitare sottostime.
Ravvedimento operoso: cosa fare se paghi in ritardo
Se non rispetti il 27 dicembre, puoi usare il ravvedimento operoso. Paghi l’imposta, gli interessi legali giorno per giorno e la sanzione ridotta in base al ritardo.
Ravvedimento sprint: entro 14 giorni. Ravvedimento breve: entro 30 giorni. Ravvedimento medio: entro 90 giorni. Oltre, si applicano riduzioni via via minori. Verifica le aliquote di sanzione e il tasso legale vigenti.
L’F24 va integrato con i codici tributo corretti per sanzioni e interessi. Conserva il calcolo e le evidenze a supporto in caso di controlli.
Regola decisionale rapida
Come scegliere il metodo in base ai tuoi dati
Se il periodo omogeneo 2025 aveva un debito significativo e il 2026 è stabile o in crescita, usa il metodo storico. È semplice e riduce il rischio di sanzioni.
Se prevedi calo di volumi, molte note di credito o acquisti importanti a fine anno, usa il previsionale. Documenta la stima con ordini, estratti contabili e fatture programmate.
Se hai dati contabili aggiornati e vuoi essere preciso, scegli l’analitico. Raccogli vendite, acquisti e operazioni non ancora registrate nei periodi 1–20 dicembre (mensili) o 1 ottobre–20 dicembre (trimestrali).
Se hai cambiato periodicità o gestisci contabilità separate, l’analitico limita errori. In caso di dubbio, confronta gli importi dei tre metodi e scegli il minore, purché corretto e dimostrabile.
Esempi pratici di calcolo
Contribuente mensile, metodo storico
IVA dovuta dicembre 2025: 4.500 euro. Acconto 2026 = 4.500 x 88% = 3.960 euro. Codice F24: 6013. Se sotto 103,29 euro, non si versa.
Contribuente trimestrale ordinario, metodo previsionale
Stima debito IV trimestre 2026: 2.200 euro. Acconto = 2.200 x 88% = 1.936 euro. Codice F24: 6035. Interessi 1% non si applicano all’acconto.
Contribuente mensile, metodo analitico
1–20 dicembre: vendite con IVA 22% pari a 36.600 euro (IVA 6.600). Acquisti con IVA 22% pari a 30.500 euro (IVA 5.500). Debito = 1.100 euro. Acconto = 1.100 euro.
Controlli, documentazione e conservazione
Conserva report di liquidazione, registri IVA, estrazioni da gestionale, fatture e proiezioni usate per il previsionale. Questo materiale ti tutela in caso di richiesta documentale.
Allinea contabilità e fatturazione elettronica. Verifica tempestivamente note di credito e autofatture per correggere il perimetro del metodo analitico.
Confronta i tre metodi prima del 20 dicembre. Scegli quello coerente con i tuoi numeri e che riduce il rischio di sanzioni.
| Scenario | Base di riferimento | Metodo consigliato e coefficiente | Codice F24 e scadenza | Documenti operativi |
|---|---|---|---|---|
| Mensile “standard” | Debito IVA dicembre anno precedente o operazioni 1–20 dicembre | Storico 88% se stabilità; Analitico 100% se contabilità aggiornata | 6013; 27 dicembre | Liquidazione dicembre N-1; registri IVA; estrazioni 1–20 dicembre |
| Trimestrale ordinario | Debito IV trimestre anno precedente o operazioni 1 ottobre–20 dicembre | Storico 88% se trend costante; Previsionale 88% se calo atteso; Analitico 100% per precisione | 6035; 27 dicembre | Dichiarazione IVA (quarto trimestre); registri 1/10–20/12; previsioni |
| Trimestrale “speciale” (art. 74 DPR 633/1972) | Debito IV trimestre omogeneo, secondo regole speciali del settore | Storico 88% salvo variazioni; Analitico 100% se dati completi | 6035; 27 dicembre | Registri speciali di settore; liquidazioni IV trimestre |
| Contabilità separate o cambio periodicità | Dati per singolo comparto o periodo effettivo 1–20/12 o 1/10–20/12 | Analitico 100% per coerenza; in alternativa storico/previsionale con base omogenea | 6013 o 6035; 27 dicembre | Prospetti di riparto art. 36 DPR 633/1972; memo di cambio periodicità |
FAQ: domande frequenti sull’acconto IVA
Devo versare l’acconto IVA anche se nel 2025 ero a credito?
No. Se il periodo omogeneo di riferimento chiudeva a zero o a credito, l’acconto non è dovuto. Questo vale per il metodo storico perché la base è il debito del periodo omogeneo (dicembre o quarto trimestre). Se eri a credito e usi il metodo previsionale o analitico, verifica comunque il 2026: se prevedi o rilevi un debito reale, potresti versare con questi metodi. Il DPR 100/1998 consente di scegliere il metodo più aderente alla tua situazione. Documenta la scelta con stampe contabili e note esplicative.
Cosa rischio se stimo troppo al ribasso con il metodo previsionale?
Paghi sanzioni e interessi sulla differenza non versata, con possibilità di ravvedimento operoso. La sanzione base per omesso o insufficiente versamento si riduce in funzione del ritardo. Inoltre, maturano interessi legali giornalieri. Per ridurre il rischio, costruisci una stima prudente: analizza ordini inevasi, consegne previste, eventuali resi e note di credito, e il calendario di fatturazione elettronica. Se emergono scostamenti a ridosso del 27 dicembre, valuta il metodo analitico per “fotografare” i dati reali fino al 20 dicembre.
Come funziona l’acconto per chi applica l’IVA per cassa?
L’IVA per cassa sposta l’esigibilità al momento dell’incasso (e la detrazione al pagamento). In questo regime, il metodo previsionale richiede stime sugli incassi e sui pagamenti attesi a fine anno. Il metodo analitico è spesso preferibile, perché considera operazioni effettive nei periodi 1–20 dicembre per i mensili e 1 ottobre–20 dicembre per i trimestrali, includendo le operazioni effettuate e non ancora registrate tra 1 novembre e 20 dicembre. Attenzione al principio di esigibilità: una fattura emessa non sempre genera immediato debito se non è incassata, secondo le regole del regime per cassa. Conserva estratti conto, scadenziari e riconciliazioni.
Ho cambiato la periodicità IVA nel 2026: come individuo la base per l’acconto?
Se sei passato da mensile a trimestrale o viceversa, la base storica può non essere perfettamente omogenea. In questi casi, la prassi ammette l’utilizzo del metodo analitico per allineare calcolo e periodicità effettiva. In alternativa, puoi usare il previsionale con stime solide. Se disponi di una base coerente ricostruibile (per esempio, somma di liquidazioni mensili comparabili o calcolo pro-rata sul quarto trimestre), documenta il criterio con un prospetto allegato ai registri. Il riferimento resta l’art. 6 del DPR 100/1998, mentre le regole di liquidazione periodica sono nel DPR 542/1999 per i trimestrali.
Posso compensare l’acconto con crediti fiscali e come gestisco l’F24?
Sì, puoi compensare l’acconto con crediti IVA o di altre imposte, nel rispetto dei limiti annuali e delle condizioni (eventuale visto di conformità sopra determinate soglie e presentazione preventiva della dichiarazione che genera il credito). Compila l’F24 in sezione Erario, inserisci il codice 6013 (mensili) o 6035 (trimestrali), l’anno di riferimento 2026 e l’importo a debito. Inserisci i crediti nelle rispettive righe con i codici corretti. Se la compensazione azzera il debito, verifica l’invio telematico con i canali ammessi. Conserva la ricevuta di presa in carico e l’estratto del cassetto fiscale. In caso di scarto, individua l’errore (codice, anno, capienza del credito) e ripresenta entro i termini.
