Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per entrare nel regime forfettario nel 2025 servono ricavi/compensi 2024 fino a 85.000 euro, niente partecipazioni vietate, redditi da lavoro dipendente entro 30.000 euro, residenza conforme e spese per personale entro 20.000 euro.
- Soglia ricavi/compensi: accesso fino a 85.000 euro; fuoriuscita immediata se superi 100.000 in corso d’anno.
- Redditi da lavoro dipendente e assimilati: massimo 30.000 euro, salvo cessazione del rapporto.
- Nessuna partecipazione in società di persone/associazioni e nessun controllo di Srl con attività riconducibile.
Cos’è il regime forfettario e perché conviene
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per partite IVA persone fisiche. Applica un’imposta sostitutiva fissa al 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up”.
Si chiama “forfettario” perché i costi non si deducono voce per voce. Si usa un coefficiente di redditività. È una percentuale che trasforma gli incassi in reddito imponibile in modo semplice.
Il regime segue il principio di cassa. Contano gli incassi effettivi, non le fatture emesse ma non pagate. Questo aiuta la liquidità, specie all’inizio.
La cornice normativa è nell’articolo 1, commi 54-89, della Legge 190/2014, come modificata dalle leggi di Bilancio successive. Puoi leggere il testo su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Le ultime modifiche rilevanti: soglia a 85.000 euro e fuoriuscita immediata oltre 100.000 (Legge 197/2022) e obbligo generalizzato di e-fattura dal 2024. Per prassi e chiarimenti, vedi le circolari dell’Agenzia delle Entrate e la documentazione del Ministero dell’Economia.
Requisiti di accesso 2025: cosa devi avere (e cosa evitare)
Limite di ricavi/compensi e regola dei 100.000
Per entrare nel 2025, guarda i ricavi/compensi incassati nel 2024. Se sono fino a 85.000 euro, puoi accedere. Se superi 85.000, resti fuori per il 2025.
Se durante l’anno superi 100.000 euro, scatta la fuoriuscita immediata dal regime. Applichi l’IVA e il regime ordinario dal momento del superamento. La norma arriva con la Legge 197/2022.
Se incassi tra 85.001 e 100.000 euro, resti forfettario fino a fine anno e uscirai dall’anno successivo.
Redditi da lavoro dipendente: il tetto dei 30.000 euro
Se nel 2024 hai avuto redditi da lavoro dipendente o assimilati oltre 30.000 euro, non puoi accedere nel 2025. La soglia resta 30.000 euro ad agosto 2026.
Eccezione utile: se il rapporto di lavoro è cessato, la soglia non blocca l’accesso. Questa regola è nel perimetro dei commi 54-89 della Legge 190/2014 e successive modifiche.
Fai attenzione ai redditi assimilati (es. co.co.co.). Anche questi contano nel tetto dei 30.000 euro.
Partecipazioni vietate e controllo di Srl
Non puoi essere socio di società di persone o associazioni professionali. Questa è una causa di esclusione tipica, prevista dal comma 57 della Legge 190/2014.
Non puoi controllare, direttamente o indirettamente, una Srl che svolge attività riconducibile alla tua. Serve evitare usi distorti del regime con fatturazioni incrociate.
Se possiedi quote non di controllo in una Srl che fa attività diversa, non è una causa automatica di esclusione. Valuta sempre caso per caso.
Residenza e attività verso l’ex datore di lavoro
Se sei non residente, puoi accedere solo se risiedi in UE/SEE e produci almeno il 75% del reddito in Italia. La regola tutela la coerenza fiscale.
Se fatturi prevalentemente al tuo ex datore di lavoro (o a soggetti a lui riconducibili), rischi l’esclusione. La prassi dell’Agenzia delle Entrate richiama questa fattispecie tra le cause di abuso da evitare.
Queste casistiche sono richiamate nelle circolari interpretative dell’Agenzia delle Entrate e nei commi del regime forfettario.
Spese per personale e collaboratori
Le spese per personale dipendente e collaboratori non devono superare 20.000 euro lordi nell’anno. È un limite tipico richiamato tra i requisiti operativi.
Se superi il limite, perdi il regime dall’anno successivo. Tieni traccia dei costi lordi e dei contratti attivi.
Ricorda che nel forfettario i costi non sono deducibili singolarmente. Il limite serve solo come requisito di accesso e permanenza.
Come si calcola il reddito e l’imposta sostitutiva
Coefficienti di redditività e principio di cassa
Parti dagli incassi dell’anno. Applica il tuo coefficiente di redditività legato al codice ATECO. Il risultato è il “reddito forfettario”.
Esempio: web designer (ATECO servizi professionali) ha spesso coefficiente 78%. Incassa 30.000 euro. Reddito forfettario: 30.000 × 78% = 23.400 euro.
Il principio di cassa vuol dire che conteggi solo ciò che hai incassato. Una fattura emessa a dicembre ma pagata a gennaio conta l’anno dopo.
Contributi previdenziali e base imponibile
Dai il giusto ordine: prima calcoli i contributi, poi l’imposta. I contributi si deducono dal reddito forfettario prima di applicare l’aliquota del 15% o del 5%.
Se sei in Gestione Separata INPS (professionista senza cassa), l’aliquota 2026 è fissata ogni anno con circolare INPS. Verifica il valore aggiornato nelle circolari del Ministero del Lavoro e INPS.
Se sei artigiano o commerciante, versi contributi fissi sul minimale più contributi a percentuale sull’eccedenza. Puoi chiedere la riduzione del 35% riservata ai contribuenti forfettari, con domanda a INPS.
L’imposta sostitutiva: 15% o 5% start-up
L’aliquota ordinaria è 15%. L’aliquota al 5% vale per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “nuova attività”. In parole semplici: non devi proseguire attività già svolta e non devi avere esercitato attività simili nei 3 anni prima.
Se la tua nuova attività deriva da un precedente lavoro dipendente o autonomo con lo stesso oggetto, puoi perdere il 5%. La norma è nei commi del regime e nelle circolari interpretative.
Dopo i 5 anni o alla perdita dei requisiti, torni al 15% in automatico.
Esempio completo di calcolo
Dati: incassi 30.000 euro, coefficiente 78% (reddito forfettario 23.400). Gestione Separata con aliquota indicativa 26%. Contributi: 23.400 × 26% = 6.084.
Base per imposta sostitutiva: 23.400 − 6.084 = 17.316. Aliquota 5% (nuova attività): imposta = 865,80 euro. Se al 15%: imposta = 2.597,40 euro.
Conclusione pratica: i contributi prima riducono la base imponibile, poi calcoli l’imposta. Questo passaggio fa spesso la differenza sul netto.
IVA, e-fattura e altri adempimenti
IVA: esonero e diciture in fattura
Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura. Indichi la dicitura di esonero prevista dall’articolo 1, commi 54-89, Legge 190/2014.
Applichi l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Dichiarazione IVA e LIPE non si presentano.
Se fai acquisti intracomunitari oltre soglia, si attivano regole specifiche. Valuta l’eventuale integrazione contabile o il reverse charge ove previsto.
E-fattura obbligatoria
Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria per tutti i forfettari. Usala anche con privati e per operazioni estere mediante i tipi documento corretti.
Per operazioni con l’estero si invia il documento elettronico al Sistema di Interscambio con i codici TD appropriati. L’esterometro si assolve così.
Conserva elettronicamente le fatture secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate. Le specifiche tecniche sono pubblicate dal Ministero dell’Economia.
Regola decisionale rapida
Dal dubbio alla risposta in 60 secondi
1) Incassi 2024 fino a 85.000 euro? Sì: vai avanti. No: niente forfettario nel 2025.
2) Hai redditi da lavoro dipendente/assimilati 2024 oltre 30.000 euro? Sì: niente forfettario, salvo cessazione del rapporto. No: vai avanti.
3) Hai partecipazioni vietate o controlli una Srl con attività riconducibile? Sì: escluso. No: vai avanti.
4) Spese 2024 per personale e collaboratori oltre 20.000 euro lordi? Sì: escluso. No: vai avanti.
5) Sei residente in Italia o in UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia? Sì: ok. No: escluso.
Se tutte le risposte sono favorevoli, puoi accedere. Applicherai 5% se nuova attività con requisiti, altrimenti 15%.
Entrata, permanenza e fuoriuscita: tempi e scadenze
Quando entri
Se apri la partita IVA nel 2025 e hai i requisiti, entri subito. Il regime è naturale: non serve un’opzione formale, basta indicarlo nel modello di inizio attività.
Se hai già la partita IVA nel 2024 e rispetti i requisiti, entri dal 1° gennaio 2025. Verifica entro fine anno i limiti e le cause di esclusione.
Per il 5% start-up, dichiara i requisiti in sede di dichiarazione e conserva la documentazione. Durata massima: 5 periodi d’imposta.
Quando resti e quando esci
Rimani nel regime finché rispetti tutte le condizioni. Se superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000, esci dall’anno successivo.
Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito e applichi IVA e regime ordinario dal momento del superamento. Regola introdotta dalla Legge 197/2022.
Se assumi o attivi collaborazioni, controlla il tetto dei 20.000 euro lordi. Se lo superi, esci dall’anno successivo.
Fonti normative e prassi utili
Dove controllare le regole aggiornate
Base normativa: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89. Modifiche: Legge 145/2018, Legge 197/2022 (soglia 85.000 e regola 100.000), Legge 213/2023. Testi consultabili su Normattiva.
Prassi: circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate che spiegano requisiti, cause di esclusione e modalità di calcolo. Verifica anche le specifiche tecniche dell’e-fattura del Ministero dell’Economia.
Previdenza: circolari annuali INPS con le aliquote di Gestione Separata e le regole per artigiani e commercianti. Documenti disponibili sul sito INPS e del Ministero del Lavoro.
| Scenario 2025-2026 | Requisiti da verificare | Cosa succede | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Nuova apertura partita IVA | Ricavi previsti entro 85.000; niente partecipazioni vietate; dipendente <= 30.000; personale <= 20.000; residenza conforme | Accesso immediato al forfettario; 15% o 5% se start-up | Indica il regime nel modello di inizio attività; e-fattura da subito; bollo da 2 euro |
| Già in forfettario, incassi 70.000 | Sotto 85.000; nessuna nuova causa di esclusione | Rimani nel regime l’anno successivo | Conferma i requisiti a fine anno; calcolo imposta e contributi |
| Incassi 92.000 | Tra 85.001 e 100.000 | Rimani fino a fine anno; esci dal 1° gennaio successivo | Dal nuovo anno applichi IVA e contabilità ordinaria/semplificata |
| Incassi 105.000 | Superamento soglia 100.000 in corso d’anno | Fuoriuscita immediata; scatta IVA da quel momento | Emetti fatture con IVA dal superamento; liquidazioni IVA da periodo successivo |
| Lavoro dipendente 34.000 | Redditi dipendenti/assimilati > 30.000 nel 2024 | Niente accesso nel 2025 (salvo cessazione rapporto) | Valuta accesso dopo cessazione o riduzione dei redditi |
| Socio con controllo in Srl “riconducibile” | Controllo diretto/indiretto in Srl con attività affine | Causa di esclusione | Rimuovi il controllo o rinuncia al forfettario |
| Personale e collaboratori 25.000 lordi | Supera tetto 20.000 | Esclusione dal regime dall’anno successivo | Riorganizza contratti o passa al regime ordinario |
| Non residente UE con 80% reddito in Italia | Residente SEE/UE e almeno 75% reddito in Italia | Accesso possibile | Documenta percentuali e residenza fiscale |
FAQ
Quali sono tutte le cause di esclusione dal regime forfettario nel 2025?
Le principali sono: superamento della soglia di 85.000 euro nel 2024; utilizzo di regimi IVA speciali (come agricoltura, editoria, agenzie di viaggio); non residenza, salvo residenti UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia; cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi nuovi in modo prevalente; partecipazione in società di persone o associazioni professionali; controllo, diretto o indiretto, di Srl che svolge attività riconducibile alla tua; prevalenza di operazioni verso l’ex datore di lavoro in fattispecie considerate elusive; redditi da lavoro dipendente e assimilati oltre 30.000 euro (salvo cessazione del rapporto); spese per personale e collaboratori oltre 20.000 euro lordi. Queste regole derivano dall’articolo 1, commi 54-89, della Legge 190/2014 e da successive leggi di Bilancio, più chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre il tuo caso con la normativa vigente su Normattiva e le circolari più recenti.
Come funziona il passaggio dal 5% al 15% e quando posso perdere il 5% prima dei 5 anni?
Il 5% si applica per massimo 5 periodi d’imposta se rispetti i requisiti start-up: non devi proseguire attività già svolta come dipendente o autonomo con lo stesso oggetto; non devi aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti; se prosegui attività di un altro soggetto, il volume d’affari del predecessore non deve superare i limiti. Perdi il 5% prima dei 5 anni se smetti di rispettare uno di questi requisiti, ad esempio emergono elementi che qualificano l’attività come prosecuzione di lavoro dipendente nello stesso settore. In quel caso dall’anno in cui manca il requisito applichi il 15%. La base normativa sta sempre nei commi 54-89 della Legge 190/2014 e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate che spiegano i casi pratici.
Posso assumere nel forfettario? Cosa cambia con il limite dei 20.000 euro?
Sì, puoi assumere o attivare collaborazioni. Il forfettario non vieta il personale, ma impone un tetto di spesa lorda annua pari a 20.000 euro. Se superi il limite, il regime decade dall’anno successivo. Ricorda che nel forfettario i costi, inclusi stipendi e compensi ai collaboratori, non sono deducibili analiticamente. Inoltre, come datore di lavoro, hai i normali obblighi giuslavoristici: buste paga, contributi, CU e fondi. In fase di pianificazione, valuta se conviene restare forfettario oppure passare al regime ordinario per dedurre i costi del personale. Le valutazioni vanno fatte sui numeri, tenendo conto del coefficiente di redditività e dei margini reali.
Come si gestiscono operazioni con l’estero (UE e extra-UE) in regime forfettario?
Per cessioni e prestazioni verso soggetti UE o extra-UE non addebiti l’IVA, ma devi emettere comunque e-fattura con la corretta natura o tipo documento. Per acquisti intracomunitari oltre le soglie, si applicano regole specifiche: potresti dover integrare il documento e, in certi casi, versare l’IVA con i meccanismi previsti. Per servizi ricevuti da estero può operare il reverse charge interno con i codici TD appropriati. L’esterometro è assorbito dall’invio dell’e-fattura al Sistema di Interscambio. Per gli elenchi Intrastat verifica se sussistono gli obblighi residui in funzione del tipo di operazione. Le istruzioni tecniche sono fornite dall’Agenzia delle Entrate e dal Ministero dell’Economia, mentre la normativa base IVA è nel DPR 633/1972 e nei riferimenti europei.
Quali contributi INPS pago e come incidono sul calcolo delle imposte?
Se sei professionista senza cassa, versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota si aggiorna ogni anno con circolare INPS; in genere include aliquota contributiva e aliquote accessorie. Si calcola sul reddito forfettario (incassi × coefficiente). Se sei artigiano o commerciante, versi contributi fissi sul minimale e una percentuale sulla quota eccedente; come forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% con domanda preventiva a INPS. I contributi previdenziali si deducono sempre dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva. Questo abbassa la base imponibile e riduce il 5% o il 15% dovuto. Le fonti sono le circolari INPS e, per la deducibilità, i commi del regime forfettario della Legge 190/2014 e i documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.
