Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per integrare usa intra-1 bis/intra-2 bis; per rettificare usa intra-1 ter/intra-2 ter (beni) e intra-1 quinques/intra-2 quinques (servizi). Invia tramite servizi telematici doganali entro la scadenza della dichiarazione successiva.
- Scelta del modello: integrazione (bis) per aggiunte; rettifica (ter/quinques) per correzioni; separa beni/servizi e vendite/acquisti.
- Riferimenti obbligatori: periodo di riferimento, protocollo della dichiarazione originaria, progressivo rigo, controparti con VAT UE valida.
- Tempi e sanzioni: invia entro la scadenza successiva; usa il ravvedimento operoso se in ritardo secondo D.Lgs. 472/1997.
Che cos’è Intrastat e quando serve integrare o rettificare
Intrastat raccoglie dati fiscali e statistici su scambi di beni e servizi con soggetti IVA dell’Unione europea. Lo richiede il D.L. 331/1993, articoli 50 e 50-bis, reperibile sul portale Normattiva.
Se hai inviato una dichiarazione incompleta, fai un’integrazione. Se hai inviato dati errati, fai una rettifica. Devi distinguere beni e servizi, e se si tratta di vendite o acquisti.
Le regole tecniche discendono anche dal Regolamento (UE) 2019/2152 e dal Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1197. Le istruzioni operative e i modelli sono dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Fonti normative da conoscere
– D.L. 331/1993, artt. 50 e 50-bis, disciplina Intrastat in Italia (Normattiva).
– Regolamento (UE) 2019/2152 e Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1197, standard dei dati statistici UE.
– Istruzioni Intrastat approvate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che definiscono modelli e campi.
– D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997, sanzioni e ravvedimento operoso; riformati dal D.Lgs. 158/2015.
Queste fonti indicano quando presentare Intrastat, come compilarlo e come correggerlo. Verifica sempre l’ultima versione delle istruzioni sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Modelli Intrastat per integrazioni e rettifiche
Integrazione: quando aggiungi operazioni mancanti
Usa i modelli “bis”. Servono per inserire righe assenti nella dichiarazione originaria.
- Vendite di beni intra-UE: modello intra-1 bis.
- Acquisti di beni intra-UE: modello intra-2 bis.
- Per i servizi, l’aggiunta segue le stesse logiche del modello “bis” della serie corretta (verifica le istruzioni ADM sul modello previsto per l’integrazione servizi nella tua versione in uso).
Indica il periodo di riferimento, gli identificativi della dichiarazione originaria e tutti i dati dell’operazione aggiunta. La controparte deve avere una partita IVA valida in altro Stato membro UE.
Rettifica beni: quando correggi dati già inviati
Usa i modelli “ter” per i beni. Servono se un dato trasmesso è errato.
- Vendite di beni: modello intra-1 ter.
- Acquisti di beni: modello intra-2 ter.
Compila i riferimenti della dichiarazione originaria, indica il progressivo rigo da correggere e specifica i nuovi dati. Le istruzioni ADM spiegano quali campi servono per collegare correttamente la rettifica al rigo originario (periodo, protocollo, progressivo).
Rettifica servizi: quando correggi dati già inviati
Usa i modelli “quinques” per i servizi. Servono per correzioni su prestazioni di servizi tra soggetti passivi UE.
- Vendite (servizi resi): modello intra-1 quinques.
- Acquisti (servizi ricevuti): modello intra-2 quinques.
Come per i beni, indica periodo, protocollo della dichiarazione originaria e progressivo rigo. Riporta i dati corretti secondo le specifiche ADM.
Procedura operativa: passo dopo passo
1) Preparazione dei dati
Raccogli i documenti: fatture emesse o ricevute, eventuali note di credito/debito, contratti, DDT, documenti di trasporto, e prova del trasferimento per i beni. Controlla la partita IVA UE del cliente/fornitore tramite i canali istituzionali.
Allinea contabilità e gestione magazzino. Se usi il principio di cassa nei tuoi registri IVA, ricordati che Intrastat segue le regole del momento impositivo UE e le istruzioni ADM, non la sola incassatura/pagamento.
2) Scelta del modello corretto
Poni tre domande: stai aggiungendo o correggendo? Si tratta di beni o servizi? È una vendita o un acquisto? La risposta ti porta al modello giusto: bis per aggiunte; ter/quinques per correzioni; 1 per vendite; 2 per acquisti.
3) Compilazione dei riferimenti
Indica sempre: periodo di riferimento (mese o trimestre), protocollo della dichiarazione originaria, progressivo rigo originario (per le rettifiche), dati identificativi della controparte UE, e il codice paese.
Per i beni, compila anche la nomenclatura combinata (codice merce), massa o quantità statistica, valore statistico se richiesto, natura della transazione. Per i servizi, compila la categoria secondo la classificazione prevista dalle istruzioni.
4) Invio telematico e ricevuta
Predisponi il file secondo le specifiche tecniche ADM. Invia tramite i Servizi Telematici Doganali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli o tramite un intermediario abilitato. Conserva la ricevuta di acquisizione con data e protocollo.
Se il sistema scarta il file per errori bloccanti, correggi e reinvia. Gli errori formali impediscono l’acquisizione e non producono protocolli utili per successive rettifiche.
5) Archiviazione e controlli
Conserva le copie delle dichiarazioni originarie, integrazioni e rettifiche, con protocolli e ricevute. Mantieni le evidenze documentali a supporto dei dati Intrastat per eventuali controlli dell’ADM o di Istat.
Scadenze, frequenza e tempistiche di correzione
Frequenza di presentazione
Intrastat può essere mensile o trimestrale, in base alle soglie e alle istruzioni ADM. Se superi le soglie di volume previste, passi al mensile. Se stai sotto, puoi presentare trimestralmente. Verifica ogni anno le soglie aggiornate nelle istruzioni ufficiali.
Quando presentare integrazioni e rettifiche
La regola pratica è semplice: invia l’integrazione o la rettifica entro la scadenza della dichiarazione successiva rispetto al periodo interessato. Così mantieni l’allineamento dei flussi fiscali e statistici.
In caso di errori che impattano dati statistici, le istruzioni ADM spesso consentono la sistemazione con la prima dichiarazione utile. Per errori sostanziali (importi, controparte, natura), invia una rettifica dedicata appena possibile.
Sanzioni e ravvedimento
Le violazioni Intrastat possono comportare sanzioni amministrative secondo il D.Lgs. 471/1997. Puoi ridurre gli importi con il ravvedimento operoso del D.Lgs. 472/1997, art. 13, se regolarizzi spontaneamente prima di controlli.
Il ravvedimento richiede: presentazione della dichiarazione integrativa o di rettifica, pagamento della sanzione ridotta e degli interessi legali sul debito, ove previsto. Conserva le quietanze.
Errori fiscali vs statistici
Un errore fiscale incide su imponibile, imposta o identificazione della controparte. Un errore statistico tocca codici merce, quantità o valore statistico. Trattali sempre con il modello adatto, ma considera che gli errori fiscali richiedono priorità di correzione.
Regola decisionale rapida
Usa questi nessi logici per scegliere il modello giusto
- Se devi AGGIUNGERE un’operazione mancata: scegli “bis”.
- Se devi CORREGGERE un’operazione già dichiarata: scegli “ter” per BENI e “quinques” per SERVIZI.
- Se è una VENDITA: scegli modelli della serie “1” (intra-1 …). Se è un ACQUISTO: scegli modelli della serie “2” (intra-2 …).
- Se il PERIODO è MENSILE o TRIMESTRALE: usa lo stesso periodo della dichiarazione interessata e cita il protocollo originario.
- Se l’ERRORE è sostanziale: invia subito la rettifica dedicata. Se è formale/statistico: sistemalo con la prima dichiarazione utile, se le istruzioni lo consentono.
Casi particolari da presidiare
Triangolazioni e call-off stock
Nelle triangolazioni UE verifica correttamente il ruolo di ogni soggetto e il paese di destinazione fiscale. Per il call-off stock (consignement), rispetta le indicazioni ADM su periodo, codice paese e natura della transazione.
Controparti senza VAT valida
Intrastat richiede soggetti IVA UE. Se la controparte non ha un numero valido, non usare Intrastat per quella operazione. Verifica con strumenti istituzionali e, se necessario, rettifica le dichiarazioni che riportavano un VAT non valido.
Note di credito e cambi valuta
Le note di credito che rettificano corrispettivi già dichiarati vanno riflesse con i modelli di rettifica. Per valute diverse dall’euro, usa il cambio previsto dalle istruzioni ADM per il periodo di riferimento.
Annullamento e sostituzione
Se un rigo è completamente errato, annulla quel rigo con la rettifica e, se serve, reinseriscilo correttamente con una nuova riga. Conserva protocolli e riferimenti incrociati per dimostrare la sequenza delle operazioni.
Come compilare correttamente i campi chiave
Periodo e protocollo
Riporta il mese o trimestre della dichiarazione originaria. Inserisci il protocollo assegnato dal sistema al primo invio. Questo collega integrazioni e rettifiche all’archivio ADM.
Progressivo rigo e tipologia di intervento
Nelle rettifiche indica sempre il progressivo rigo originario. Specifica che stai rettificando un dato già dichiarato, seguendo i campi previsti nelle specifiche tecniche.
Dati dell’operazione
Per i beni: codice NC, massa netta o unità supplementari, valore, condizioni di consegna se richieste, paese di origine/destinazione. Per i servizi: natura della prestazione, imponibile e paese della controparte.
Controlli qualità prima dell’invio
Coerenza contabile
Allinea i totali con registri IVA e bilancio gestionale. Coerenza tra imponibile, natura dell’operazione e aliquota applicabile evita scarti o discrepanze.
Validità degli identificativi
Controlla sempre i numeri IVA UE. Errori su partite IVA generano contestazioni e obblighi di rettifica. Verifica anche i codici merce aggiornati.
Tabella operativa scenari-modelli-tempistiche
| Scenario | Modello da usare | Dati obbligatori da indicare | Termine consigliato | Prova documentale da conservare |
|---|---|---|---|---|
| Aggiungere vendita di beni omessa | intra-1 bis | Periodo, dati cliente UE, codice merce, quantità, imponibile/valore, paese destinazione | Entro la scadenza della dichiarazione successiva | Fattura, DDT/CMR, ordine, ricevuta invio |
| Correggere vendita di beni con codice merce errato | intra-1 ter | Periodo, protocollo e progressivo rigo originario, nuovo codice merce, quantità/valore corretti | Appena possibile; comunque entro la prima scadenza utile | Fattura, scheda tecnica merce, ricevuta rettifica |
| Aggiungere acquisto di beni omesso | intra-2 bis | Periodo, dati fornitore UE, codice merce, quantità, imponibile/valore | Entro la scadenza successiva | Fattura fornitore, DDT, ricevuta invio |
| Correggere servizio reso con imponibile errato | intra-1 quinques | Periodo, protocollo e progressivo rigo, imponibile corretto, categoria servizio | Subito, o con la prima utile se ammesso | Fattura/nota di credito, contratto, ricevuta rettifica |
| Correggere servizio ricevuto con controparte errata | intra-2 quinques | Periodo, protocollo e progressivo rigo, dati corretti del fornitore UE | Subito | Fattura corretta, evidenze scambio, ricevuta rettifica |
| Annullare rigo interamente sbagliato e reinserirlo | Rettifica sul modello ter/quinques + eventuale bis | Periodo, protocollo, progressivo rigo per annullo; nuovi dati per reinserimento | Nella stessa finestra operativa | Documenti originari e corretti, ricevute di entrambi gli invii |
FAQ: domande frequenti su integrazioni e rettifiche Intrastat
1) Ho dimenticato di inserire una vendita di beni del mese scorso: faccio una nuova dichiarazione completa o un’integrazione?
Non inviare una nuova dichiarazione completa. Usa l’integrazione con il modello intra-1 bis. Indica il periodo originario, compila i dati dell’operazione mancante e invia tramite i Servizi Telematici Doganali. Così aggiungi solo il rigo assente e mantieni il collegamento con la dichiarazione già acquisita. Se sei oltre la scadenza della dichiarazione successiva, valuta il ravvedimento operoso previsto dal D.Lgs. 472/1997 per ridurre le sanzioni. Conserva la ricevuta e la documentazione che prova la transazione (fattura, DDT), utile in caso di controllo.
2) Ho sbagliato il codice merce (NC) in una vendita: basta una nota di credito o serve rettifica Intrastat?
La nota di credito interviene sul rapporto economico e fiscale tra le parti. L’errore sul codice NC è un dato statistico Intrastat che richiede una rettifica specifica. Usa il modello intra-1 ter, cita protocollo e progressivo rigo originari e inserisci il codice corretto. Se l’errore impatta anche imponibile o quantità già dichiarati, rettifica anche questi campi. Presenta la rettifica alla prima scadenza utile come indicato nelle istruzioni ADM. La nota di credito resta rilevante solo se varia i corrispettivi; in tal caso rettifica anche importi e, se necessario, aggiungi o annulla righe coerentemente.
3) La mia controparte UE ha cambiato partita IVA dopo l’operazione: devo rettificare Intrastat?
No, rettifichi Intrastat solo se il dato dichiarato era errato al momento dell’operazione. Se al tempo della cessione o del servizio la partita IVA indicata era valida, non serve rettifica per un cambiamento successivo. Se invece scopri che il numero indicato non era valido in quella data, rettifica con il modello corretto (ter o quinques) e, se necessario, valuta gli impatti fiscali. Verifica sempre la validità dell’identificativo IVA al momento della fattura. Conserva le prove della verifica effettuata in buona fede per dimostrare la diligenza in caso di controllo.
4) Posso sistemare più errori con un unico file di rettifica o devo inviare un file per ogni rigo?
Le istruzioni ADM consentono di includere nella stessa trasmissione più righe di rettifica, purché appartengano allo stesso periodo e allo stesso tipo di modello. Ad esempio, puoi inviare un intra-1 ter con più rettifiche su vendite di beni dello stesso mese. Ricorda di indicare per ogni riga il progressivo rigo originario e i riferimenti necessari per il collegamento. Se devi rettificare periodi diversi o tipologie diverse (beni e servizi), prepara file distinti per ciascun modello e periodo. Questa separazione evita scarti e assicura la corretta protocollazione.
5) Sono in ritardo di alcuni mesi: come funziona il ravvedimento operoso per Intrastat?
Il ravvedimento operoso, previsto dal D.Lgs. 472/1997, permette di ridurre le sanzioni se regolarizzi spontaneamente prima di controlli. Procedi così: invia le integrazioni e le rettifiche necessarie per ogni periodo omesso o errato; calcola la sanzione ridotta in base al tempo trascorso; versa gli interessi legali sul debito, se dovuti. La misura della sanzione dipende dal ritardo e dalla tipologia di violazione secondo il D.Lgs. 471/1997, tenendo conto delle modifiche del D.Lgs. 158/2015. Conserva ricevute di invio, F24 o quietanze e un prospetto di calcolo. In caso di dubbi, confronta le istruzioni ADM e la normativa su Normattiva per applicare la riduzione corretta.
