Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per lavorare come logopedista servono laurea L/SNT2 abilitante, iscrizione all’Albo Logopedisti (Ordine TSRM-PSTRP), assicurazione RC, e Partita IVA se operi in autonomia.
- Iscrizione all’Albo obbligatoria ai sensi della Legge 3/2018 e dell’art. 2229 c.c.; profilo definito dal DM 14 settembre 1994, n. 742.
- Attività autonoma: codice ATECO 86.90.29, prestazioni esenti IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972, marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro.
- Contributi alla Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa). Aliquota 2026: 26,07% su reddito imponibile. Regime forfettario: coefficiente 78% e imposta sostitutiva 15% o 5% start.
Chi è il logopedista e quando l’iscrizione è obbligatoria
Il logopedista è il professionista sanitario della riabilitazione che tratta disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione e della deglutizione. Il profilo è definito dal DM 14 settembre 1994, n. 742.
Per esercitare la professione è obbligatoria l’iscrizione all’Albo dei Logopedisti, istituito nell’Ordine TSRM-PSTRP, in base alla Legge 11 gennaio 2018, n. 3. L’obbligo vale per lavoro autonomo, dipendente e collaborazione.
La laurea in Logopedia (classe L/SNT2) è titolo abilitante. Significa che la laurea ti abilita direttamente, senza esame di Stato. Il riferimento è il DM 270/2004 e la disciplina delle professioni sanitarie del D.Lgs. 502/1992.
Requisiti e documenti per l’Albo
Requisiti minimi
– Laurea in Logopedia (L/SNT2), oppure titolo estero riconosciuto.
– Cittadinanza italiana, UE o condizioni equiparate.
– Godimento dei diritti civili e assenza di cause di incompatibilità.
Questi requisiti derivano dalle norme generali sugli Ordini (art. 2229 c.c.) e dalla Legge 3/2018. Per titoli esteri si applica il D.Lgs. 206/2007 (riconoscimento professioni UE).
Documenti tipici da allegare
– Domanda online sul portale dell’Ordine territoriale TSRM-PSTRP.
– Documento d’identità, codice fiscale, foto tessera, domicilio digitale (PEC/INAD).
– Autocertificazione laurea abilitante o copia del titolo; per titoli esteri: decreto di riconoscimento.
– Ricevuta pagamento contributo d’iscrizione e quota annua Ordine; marca da bollo da 16 euro. In molti Ordini è richiesta anche la tassa di concessione governativa ai sensi del DPR 641/1972 (verifica il tuo Ordine).
Tempistiche e iter
La Commissione d’Albo valuta i requisiti. In genere l’iscrizione si chiude in 15-45 giorni lavorativi. I tempi variano per carichi interni e completezza dei documenti.
L’esito arriva via PEC. Da quel momento puoi usare il titolo professionale e firmare documenti clinici. La fonte organizzativa è la Federazione nazionale Ordini TSRM-PSTRP.
Obblighi post-iscrizione: assicurazione, ECM, privacy
RC professionale obbligatoria
La polizza di responsabilità civile professionale copre i danni a pazienti. È obbligatoria per i sanitari ai sensi della Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) e relativi decreti attuativi del Ministero della Salute.
La copertura deve includere colpa grave se operi in struttura. Verifica massimali adeguati al rischio clinico e all’attività svolta (età dei pazienti, invasività, frequenza).
ECM: formazione continua
La formazione continua è obbligatoria per tutti i sanitari, ai sensi dell’art. 16-bis del D.Lgs. 502/1992. Il fabbisogno triennale è definito dalla Commissione Nazionale ECM.
Conserva attestati e tracciature sul portale del Co.Ge.A.P.S. Gli Ordini verificano i crediti ai fini disciplinari. Anche le polizze possono imporre requisito ECM per operatività.
Privacy e consenso informato
Tratti dati sanitari, che sono dati particolari ai sensi del GDPR e del D.Lgs. 196/2003. Prepara informativa, registro trattamenti, misure di sicurezza e procedure per le violazioni.
Raccogli sempre il consenso informato alle prestazioni. Archivia le cartelle cliniche in modo sicuro e conforme alle linee del Ministero della Salute.
Aprire Partita IVA da logopedista
Quando serve e come si fa
Serve la Partita IVA se lavori in autonomia, anche con collaborazioni occasionali ripetute. Se sei dipendente esclusivo, di norma non serve.
Per aprirla invii il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online, per posta o allo sportello. La procedura è gratuita.
Codice ATECO e natura dell’attività
Per il logopedista si usa di norma il codice ATECO 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti nca”. Indica attività sanitaria non medica, tipica delle professioni della riabilitazione.
Le prestazioni sanitarie alla persona sono esenti IVA (art. 10, n. 18, DPR 633/1972). In fattura inserisci il riferimento normativo e applichi la marca da bollo da 2 euro sopra 77,47 euro.
Fatture, STS ed e-fattura
Le spese sanitarie verso persone fisiche si inviano al Sistema Tessera Sanitaria (DM MEF 31 luglio 2015 e successivi). Il paziente può opporsi.
Per queste fatture, resta il divieto di invio allo SDI. Per fatture verso soggetti IVA o PA, emetti e-fattura via SDI.
Conserva a norma i documenti fiscali secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.
Regimi fiscali e calcoli pratici
Regime forfettario
È il regime agevolato per persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro annui (L. 190/2014 e successive). Applichi un coefficiente di redditività per calcolare il reddito.
Per i servizi professionali come il logopedista il coefficiente è 78%. Imposta sostitutiva: 15% o 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti startup.
Il principio di cassa significa che consideri incassi e non fatture emesse. È una regola semplice: paghi su ciò che hai incassato nell’anno.
Regime ordinario
Paghi l’IRPEF a scaglioni e le addizionali. Aliquote 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.
Poi deduci i costi reali. Esempi: affitti studio, attrezzature, corsi ECM, assicurazione, software gestionali.
Puoi detrarre IVA se le prestazioni sono imponibili. Per le prestazioni sanitarie esenti, l’IVA sugli acquisti resta un costo.
Contributi previdenziali
I logopedisti non hanno una cassa autonoma. Versano alla Gestione Separata INPS come professionisti senza cassa.
L’aliquota 2026 per questa platea è pari al 26,07% (fonte: circolari INPS annuali). Si applica al reddito imponibile fiscale.
In forfettario il reddito imponibile è il 78% degli incassi. In ordinario è ricavi meno costi deducibili. I contributi sono deducibili dal reddito.
Esempio numerico semplice
Incassi 20.000 euro in forfettario. Reddito imponibile: 20.000 x 78% = 15.600 euro.
Contributi: 15.600 x 26,07% = 4.067 euro circa. Imposta sostitutiva 5%: 15.600 – 4.067 = 11.533; 11.533 x 5% = 577 euro circa.
Totale fiscale e contributivo semplificato: circa 4.644 euro, oltre marca da bollo e costi minori.
Lavoro dipendente, co.co.co. e cumulo
Dipendente in struttura
Se lavori come dipendente, la Partita IVA non serve. L’Albo resta obbligatorio.
Il datore versa contributi e trattiene IRPEF in busta paga. Tu curi ECM, RC se richiesta e deontologia.
Attività mista
Puoi sommare lavoro dipendente e Partita IVA. In questo caso, gestisci due flussi fiscali.
Attento alle incompatibilità del tuo contratto. Verifica con l’ufficio personale e con il tuo Ordine.
Regola decisionale rapida
Decidi in 5 mosse
1) Hai la laurea L/SNT2? Sì: vai all’Albo. No: iscriviti al corso di laurea o avvia riconoscimento titolo estero (D.Lgs. 206/2007).
2) Lavorerai come autonomo? Sì: apri Partita IVA, scegli regime forfettario se sotto 85.000 euro. No: se dipendente, niente P.IVA.
3) Fatturerai a privati? Sì: invia spese al Sistema Tessera Sanitaria, non usare SDI; applica marca da bollo. No: a soggetti IVA/PA usa e-fattura via SDI.
4) Hai polizza RC attiva? Se no, stipulala prima di prendere pazienti, riferimento Legge 24/2017.
5) Controlla ECM: pianifica i crediti del triennio (D.Lgs. 502/1992, art. 16-bis).
Errori comuni da evitare
Tre scivoloni tipici
– Emettere e-fatture via SDI verso privati per spese sanitarie trasmesse al STS: è vietato.
– Dimenticare marca da bollo sulle fatture esenti sopra 77,47 euro: sanzione certa.
– Aprire il codice ATECO sbagliato: rischi incongruenze fiscali e con l’STS.
Fonti normative da conoscere
Riferimenti utili
– DM 14 settembre 1994, n. 742: profilo del logopedista (consultabile su Normattiva).
– Legge 11 gennaio 2018, n. 3: Ordini e Albi TSRM-PSTRP (Normattiva).
– D.Lgs. 502/1992, art. 16-bis: ECM (Normattiva; Ministero della Salute e Agenas per attuazione).
– Legge 24/2017: responsabilità professionale e RC sanitaria (Normattiva; Ministero della Salute).
– DPR 633/1972, art. 10, n. 18: esenzione IVA prestazioni sanitarie (Agenzia delle Entrate).
– D.Lgs. 206/2007: riconoscimento qualifiche professionali UE (Ministero della Salute).
– Circolari INPS annuali: aliquote Gestione Separata professionisti senza cassa.
| Scenario | Requisiti principali | Adempimenti e documenti | Tempistiche stimate | Riferimenti normativi |
|---|---|---|---|---|
| Neo-laureato che avvia studio | Laurea L/SNT2; RC attiva; PEC | Iscrizione Albo TSRM-PSTRP; AA9/12; ATECO 86.90.29; STS; marca da bollo | Albo 15-45 gg; P.IVA 1-3 gg; STS 1-2 gg | DM 742/1994; L. 3/2018; DPR 633/1972 art. 10 n. 18 |
| Dipendente di struttura pubblica | Iscrizione Albo; formazione ECM | Contratto di lavoro; nessuna P.IVA; RC secondo policy struttura | Iter assunzione 30-90 gg | D.Lgs. 502/1992 art. 16-bis; L. 24/2017 |
| Collaborazione con studio privato | Albo; P.IVA; accordo scritto | Fatture esenti IVA; invio STS; eventuale e-fattura verso soggetti IVA | Contratto 1-2 settimane; avvio immediato | DPR 633/1972; DM MEF 31/07/2015 (STS) |
| Cittadino UE con titolo estero | Riconoscimento titolo in Italia | Istanza al Ministero della Salute; poi iscrizione Albo | 3-6 mesi medi (variabile) | D.Lgs. 206/2007; L. 3/2018 |
| Superamento soglia forfettario | Ricavi > 85.000 euro | Transito a ordinario (o immediato se >100.000); contabilità IVA se dovuta | Dal periodo successivo o immediato | L. 190/2014 e s.m.i.; prassi Agenzia Entrate |
FAQ
Devo iscrivermi all’Albo se lavoro solo come dipendente o borsista?
Sì. L’Albo è obbligatorio per l’esercizio della professione sanitaria, indipendentemente dal tipo di rapporto di lavoro. La fonte è la Legge 3/2018. Anche i contratti di collaborazione in struttura prevedono l’abilitazione e l’iscrizione. L’ente datore di lavoro controlla il requisito. L’Ordine tutela il paziente e vigila su deontologia, ECM e formazione. Senza iscrizione non puoi usare il titolo né firmare atti professionali. Rischi sanzioni disciplinari e penali per esercizio abusivo della professione ai sensi delle norme generali sugli Ordini e dell’art. 348 c.p.
Qual è il codice ATECO corretto e come incide su tasse e contributi?
Il codice più usato è 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti nca”. È coerente con il profilo DM 742/1994. Con questo codice, in regime forfettario, applichi il coefficiente di redditività del 78%, previsto per i servizi professionali. Il reddito imponibile fiscale è quindi il 78% degli incassi annuali. Su quel reddito calcoli l’imposta sostitutiva (15% o 5% start) e i contributi Gestione Separata INPS. In ordinario, invece, non usi il coefficiente. Deduci i costi effettivi dal totale ricavi. Il codice ATECO aiuta anche a inquadrare correttamente l’esenzione IVA delle prestazioni sanitarie alla persona ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972.
Come funziona l’STS e perché spesso non posso emettere e-fattura via SDI?
Il Sistema Tessera Sanitaria raccoglie le spese sanitarie dei cittadini per la dichiarazione precompilata. Tu invii i dati delle fatture verso persone fisiche al STS con i tracciati tecnici previsti dai decreti del MEF. Il paziente può opporsi all’invio. Fino a quando le norme mantengono il divieto, non devi emettere e-fattura via SDI per queste prestazioni. Il divieto tutela la riservatezza sanitaria. Se fatturi a un soggetto IVA (per esempio una società) o a una pubblica amministrazione, invece, devi usare lo SDI per la fatturazione elettronica. Conserva a norma sia le fatture cartacee sia le elettroniche e verifica sempre le specifiche tecniche aggiornate dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia.
Quali spese posso dedurre in ordinario e come si calcolano i contributi INPS?
In ordinario, deduci i costi inerenti e documentati: canoni di locazione dello studio, utenze, arredi e apparecchiature, software gestionali, formazione ECM, iscrizioni all’Ordine, RC professionale, consulenza fiscale, spese di pubblicità consentita, spese auto con limiti, telefonia. I contributi alla Gestione Separata INPS si calcolano sul reddito professionale (ricavi meno costi). L’aliquota 2026 per professionisti senza cassa è 26,07% secondo le circolari INPS. I contributi versati sono deducibili dal reddito. Questo riduce la base su cui applichi l’IRPEF per scaglioni (23%, 33%, 43% nel 2026) e le addizionali. Se operi in forfettario, i contributi si calcolano sul 78% degli incassi e sono sempre deducibili prima dell’imposta sostitutiva.
Che assicurazione devo avere e cosa rischio senza ECM?
Devi avere una polizza RC professionale che copra la tua attività quotidiana, con massimali adeguati, retroattività e postuma quando opportuno. La Legge 24/2017 impone la copertura ai sanitari, anche ai liberi professionisti. La struttura può coprirti, ma verifica i limiti e l’estensione alla colpa grave. Senza ECM rischi sanzioni disciplinari dell’Ordine in base al D.Lgs. 502/1992, art. 16-bis, e possibili riflessi assicurativi: alcune polizze prevedono clausole che richiedono il rispetto dell’obbligo formativo. Inoltre, la formazione continua migliora la qualità clinica e riduce il rischio di contenzioso. Mantieni un piano triennale, conserva attestati e monitora il tuo cruscotto crediti sul sistema del Co.Ge.A.P.S.
