Albo degli osteopati: chi deve iscriversi e come?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come osteopata in Italia devi iscriverti all’Albo professionale degli osteopati presso l’Ordine TSRM-PSTRP; servono titolo idoneo, requisiti morali, assicurazione, apertura Partita IVA se operi da libero professionista.

  • L’osteopata è professione sanitaria: iscrizione all’Albo obbligatoria e titolo abilitante; niente esame di Stato separato (Legge 11 gennaio 2018, n. 3).
  • Prestazioni sanitarie all’esenzione IVA se rese da professionista regolarmente iscritto (art. 10, n. 18, DPR 633/1972).
  • Libero professionista: Partita IVA (ATECO 86.90.29), Gestione Separata INPS, possibile regime forfettario fino a 85.000 euro.

Chi è l’osteopata e perché oggi serve l’Albo

L’osteopata è una professione sanitaria individuata dalla Legge 11 gennaio 2018, n. 3. Questa norma ha avviato l’istituzione del profilo professionale, dell’ordinamento didattico e dell’Albo dedicato all’interno dell’Ordine TSRM-PSTRP.

In pratica, per chiamarti “osteopata” e operare con autonomia professionale devi risultare iscritto all’Albo. L’iscrizione attesta il titolo abilitante, il rispetto dei requisiti etici e l’assicurazione professionale.

La normativa sanitaria viene pubblicata su Gazzetta Ufficiale ed è disponibile su Normattiva e sul portale del Ministero della Salute. Tieni presente che eventuali decreti attuativi definiscono dettagli su profilo e percorsi formativi.

Requisiti per l’iscrizione all’Albo degli osteopati

Titolo di studio e percorsi transitori

Per l’iscrizione ordinaria serve il titolo abilitante in osteopatia. È una laurea abilitante: significa che l’esame finale del corso di studi vale come abilitazione. Non è previsto un esame di Stato separato.

Chi ha una formazione pregressa può accedere ai percorsi transitori previsti dai decreti del Ministero della Salute, con verifica di crediti, ore e competenze. In caso di titolo estero, si applica il riconoscimento ai sensi del D.Lgs. 206/2007 (riconoscimento qualifiche professionali UE).

Verifica sempre gli avvisi dell’Ordine territoriale TSRM-PSTRP e gli schemi ministeriali sui requisiti minimi. Le commissioni valutano la documentazione ed eventuali misure compensative.

Documenti tipici da presentare

La domanda all’Ordine richiede, di norma, documento di identità, codice fiscale, titolo abilitante o riconosciuto, certificato dei carichi pendenti/casellario nei casi previsti, polizza di responsabilità civile, versamento delle quote di iscrizione.

L’Ordine verifica i requisiti morali e professionali e, se tutto è regolare, dispone l’iscrizione all’Albo della professione sanitaria di osteopata.

Obblighi professionali essenziali

Assicurazione RC professionale obbligatoria per le professioni sanitarie (Legge 24/2017, “Gelli-Bianco”). La copertura deve includere responsabilità verso pazienti, colpa grave, tutela legale secondo le condizioni richieste.

Privacy: devi trattare i dati sanitari nel rispetto del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e del Codice Privacy, con informativa, consenso quando necessario e misure di sicurezza adeguate.

Tracciabilità fiscale e sanitaria: invii dei dati al Sistema Tessera Sanitaria se obbligato; fatturazione coerente con regole fiscali vigenti per il comparto sanitario.

Lavorare come osteopata: dipendente o libero professionista

Se lavori come dipendente

Se sei assunto da cliniche, poliambulatori o strutture sanitarie, applichi il CCNL di riferimento. Lo stipendio è tassato alla fonte con ritenute e contributi. L’iscrizione all’Albo resta obbligatoria per l’esercizio.

Non serve Partita IVA. La struttura gestisce adempimenti fiscali e contributivi. Mantieni l’assicurazione se richiesta dal datore di lavoro o dal tuo Ordine.

Se lavori come libero professionista

Apri la Partita IVA con modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Indica codice ATECO 86.90.29 (Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.), spesso adottato per attività manuali sanitarie assimilabili. Valuta varianti con il tuo consulente.

Iscriviti alla Gestione Separata INPS, perché non esiste una cassa previdenziale dedicata per gli osteopati. L’aliquota è pubblicata annualmente da INPS; per il 2026 è pari al 26,07% salvo aggiornamenti in circolare.

Se apri o gestisci un ambulatorio/studio, presenta la SCIA sanitaria allo Sportello SUAP del Comune e rispetta i requisiti igienico-sanitari dell’ASL. Verifica barriere architettoniche, sicurezza impianti e privacy dei locali.

Tasse, IVA e fatture: cosa cambia davvero

IVA sulle prestazioni sanitarie

Le prestazioni sanitarie rivolte alla persona rese da professionisti sanitari iscritti all’Albo sono esenti IVA (art. 10, n. 18, DPR 633/1972). L’esenzione si applica alle attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.

Se non sei iscritto all’Albo, rischi di non rientrare nell’esenzione e di dover applicare l’IVA ordinaria. Inoltre, l’uso del titolo “osteopata” senza iscrizione può integrare esercizio abusivo di professione (art. 348 Codice Penale).

Fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria

Chi invia i dati al Sistema Tessera Sanitaria non emette fattura elettronica verso pazienti persone fisiche, ma usa la fattura analogica o elettronica extra-SDI secondo i provvedimenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. Verso aziende e professionisti, resta l’e-fattura.

Apponi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. La imposti in fattura elettronica con il relativo campo, oppure la applichi fisicamente sui documenti analogici.

Regime fiscale: forfettario o ordinario

Regime forfettario: accesso fino a 85.000 euro di ricavi annui (Legge 190/2014 e successive modifiche). Paghi un’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti startup. Il reddito imponibile si calcola col coefficiente di redditività del 78% (per professionisti): è una percentuale forfettaria dei ricavi che rappresenta il reddito.

Esempio: incassi 20.000 euro. Reddito forfettario 78% = 15.600 euro. Contributi INPS 26,07% su 15.600 = 4.067 euro. Imposta sostitutiva sul reddito forfettario al netto dei contributi.

Regime ordinario: determini il reddito con il principio di cassa (incassi meno costi deducibili). Tasse con IRPEF a scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Applichi addizionali regionali e comunali. IVA esente sulle prestazioni sanitarie, come visto.

Tempi, costi e sanzioni

Costi di avvio

Partita IVA: apertura gratuita se la fai tu. Se deleghi un professionista, metti in conto onorari di circa 150-300 euro. Iscrizione all’Ordine: quota di ingresso e quota annuale variabile per Ordine territoriale.

Polizza RC professionale: premio annuo variabile in base a massimale e coperture, da qualche centinaio di euro. Adeguamento locali, hardware e software gestionali: costo a progetto.

Sanzioni da evitare

Senza iscrizione all’Albo non puoi esercitare la professione sanitaria di osteopata. Rischi sanzioni penali per esercizio abusivo (art. 348 c.p.) e sanzioni amministrative per violazioni fiscali e privacy.

Omissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria comporta sanzioni specifiche. La mancanza di fattura o marca da bollo è sanzionata dall’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

1) Hai un titolo abilitante in osteopatia o un titolo estero riconosciuto? Sì: vai all’Ordine TSRM-PSTRP per l’Albo. No: verifica percorsi transitori o riconoscimento titoli (D.Lgs. 206/2007).

2) Vuoi lavorare come dipendente? Sì: cerca struttura, iscriviti all’Albo, assicurati, niente Partita IVA. No: passa al punto successivo.

3) Vuoi essere libero professionista? Sì: apri Partita IVA (ATECO 86.90.29), scegli regime fiscale, iscriviti alla Gestione Separata INPS, stipula polizza, attiva STS e adempimenti studio.

4) Fai prestazioni sanitarie alla persona? Sì: applichi esenzione IVA se regolarmente iscritto all’Albo (DPR 633/1972, art. 10, n. 18). Verifica bollo e fatturazione corretta.

5) Ricavi previsti sotto 85.000 euro e pochi costi? Probabile convenienza del forfettario (coefficiente 78%, imposta 15% o 5% per startup). In caso contrario, valuta l’ordinario per dedurre i costi effettivi.

Riferimenti normativi utili (testuale)

Legge 11 gennaio 2018, n. 3 (istituzione e riordino delle professioni sanitarie). Legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure e responsabilità professionale. DPR 633/1972, art. 10, n. 18 (esenzione IVA per prestazioni sanitarie). D.Lgs. 206/2007 (riconoscimento qualifiche professionali). Provvedimenti MEF e Agenzia delle Entrate su Sistema Tessera Sanitaria ed e-fattura nel sanitario. Circolari INPS annuali su aliquote Gestione Separata. Codice Penale, art. 348 sull’esercizio abusivo di professione.

Scenario Requisiti principali Adempimenti e documenti Tempistiche tipiche
Dipendente in struttura sanitaria Iscrizione Albo osteopati; polizza se richiesta; idoneità sanitaria Domanda Ordine; titolo abilitante; RC; contratto di lavoro Iscrizione Ordine: 15-60 giorni; assunzione: secondo selezione
Libero professionista in studio proprio Iscrizione Albo; Partita IVA; Gestione Separata; SCIA sanitaria Modello AA9/12; scelta regime fiscale; polizza RC; attivazione STS P. IVA: 1-7 giorni; INPS: 1-5 giorni; SCIA: immediata con controlli successivi
Collaborazione in poliambulatorio Iscrizione Albo; Partita IVA o co.co.co.; RC professionale Contratto di collaborazione; fatture o cedolini; rispetto protocolli clinici Contratto: variabile; P. IVA: 1-7 giorni; Ordine: 15-60 giorni
Titolo estero (UE/extra UE) Riconoscimento titolo (D.Lgs. 206/2007); conoscenza lingua Istanze al Ministero della Salute; traduzioni giurate; eventuali misure compensative Riconoscimento: 60-120 giorni o più; poi iscrizione Ordine
Società tra professionisti (STP) Almeno un socio osteopata iscritto; oggetto sociale professionale Iscrizione sezione speciale Albo; apertura P. IVA; camera di commercio Costituzione: 2-4 settimane; iscrizioni: 1-3 settimane

FAQ: domande frequenti sull’iscrizione all’Albo e sul fisco per osteopati

Devo iscrivermi all’Albo se ho già un diploma di una scuola privata di osteopatia?

Sì, per esercitare come professione sanitaria devi risultare iscritto all’Albo degli osteopati presso l’Ordine TSRM-PSTRP. I diplomi rilasciati da scuole private sono valutati nei percorsi transitori previsti dai decreti del Ministero della Salute. Le commissioni controllano ore di formazione, contenuti, tirocini e crediti. In alcuni casi sono richieste misure compensative (integrazioni formative o tirocini). Finché non completi il percorso e non risulti iscritto, non puoi qualificarti come “osteopata” ai sensi della Legge 11 gennaio 2018, n. 3. Attenzione: usare il titolo senza iscrizione espone al rischio di esercizio abusivo della professione (art. 348 c.p.) e comporta anche problemi assicurativi, fiscali e deontologici.

Come funziona l’esenzione IVA per le prestazioni osteopatiche e quando potrei dover applicare l’IVA?

L’art. 10, n. 18, del DPR 633/1972 esenta dall’IVA le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona da esercenti professioni sanitarie. Se sei iscritto all’Albo degli osteopati e la prestazione ha finalità sanitaria verso il paziente, applichi l’esenzione. La fattura sarà “esente IVA art. 10, n. 18”. Se non sei iscritto all’Albo, o se la prestazione non è sanitaria (esempio: servizi di benessere non terapeutici), potresti non rientrare nell’esenzione e dover applicare l’IVA ordinaria. Ricorda la marca da bollo da 2 euro per fatture esenti sopra 77,47 euro. In caso di dubbi sulla natura della prestazione, conserva evidenze cliniche e consenso informato per dimostrarne la finalità sanitaria.

Forfettario o ordinario: qual è il regime fiscale più conveniente per un osteopata che inizia ora?

Dipende da ricavi e costi. Il forfettario è semplice e conviene se i costi reali sono bassi. Reddito imponibile pari al 78% dei ricavi, imposta sostitutiva al 15% (o 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni della Legge 190/2014). Niente IVA, IRAP e ritenute. Esempio: 40.000 euro di incassi → reddito 31.200 euro → contributi INPS Gestione Separata 26,07% su 31.200 → imposta sul reddito al netto dei contributi. L’ordinario conviene se hai costi elevati (affitti, personale di segreteria, attrezzature, formazione). In ordinario deduci i costi effettivi, applichi IRPEF per scaglioni 2026 (23%-33%-43%) e addizionali. Le prestazioni sanitarie restano esenti IVA in entrambi i casi se rese da iscritto all’Albo. Fai un business plan con tre scenari (prudente, base, ottimistico) e confronta l’imposta netta.

Quali sono gli adempimenti sanitari e amministrativi se apro un mio studio di osteopatia?

Oltre a iscrizione all’Albo, Partita IVA e Gestione Separata INPS, serve la SCIA sanitaria presso lo Sportello SUAP del Comune. La ASL verifica requisiti igienico-sanitari: locali adeguati, privacy, pulizia, smaltimento rifiuti sanitari se previsti, barriere architettoniche. Devi avere una polizza RC professionale conforme alla Legge 24/2017, con massimale congruo e retroattività. Per la privacy, applica il GDPR: informativa chiara, registro trattamenti, misure di sicurezza, tempi di conservazione cartelle cliniche. Attiva il canale per l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria se obbligato. Per la fatturazione, usa un gestionale che gestisca esenzione IVA, marca da bollo e, se richiesto, l’invio allo SDI per fatture B2B. Conserva digitalmente le fatture per 10 anni.

Se sono fisioterapista iscritto all’Albo, posso presentarmi come osteopata senza iscrivermi all’Albo degli osteopati?

No. Ogni professione sanitaria ha il proprio ambito e Albo. Come fisioterapista puoi applicare tecniche manuali coerenti con il tuo profilo professionale, ma non puoi usare il titolo “osteopata” senza l’iscrizione all’Albo degli osteopati. La Legge 11 gennaio 2018, n. 3 tutela i titoli professionali e l’Ordine vigila. Per usare legittimamente il titolo “osteopata”, devi ottenere il titolo abilitante o il riconoscimento del percorso transitorio e iscriverti all’Albo. Presentarti come osteopata senza iscrizione può costituire esercizio abusivo (art. 348 c.p.), oltre a creare problemi assicurativi: la tua polizza potrebbe non coprire attività svolte fuori dal profilo per cui sei abilitato. Se intendi ampliare l’attività, valuta il percorso formativo e l’iscrizione specifica.

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