Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per fare la ricevuta di prestazione occasionale calcola la ritenuta d’acconto al 20% sul compenso lordo, applica l’imposta di bollo se dovuta, indica il netto da pagare e consegna al committente.
- La ritenuta d’acconto è del 20% sui compensi di lavoro autonomo occasionale quando paga un sostituto d’imposta (impresa, professionista, PA).
- Sopra 5.000 euro annui di compensi scatta la Gestione Separata INPS sulla sola eccedenza, con ripartizione tra committente e prestatore.
- Il committente versa la ritenuta entro il 16 del mese successivo con F24 e rilascia la Certificazione Unica l’anno dopo.
Cos’è la prestazione occasionale e perché si applica la ritenuta
La prestazione occasionale è un’attività di lavoro autonomo svolta senza abitualità né organizzazione. È il caso in cui lavori “una tantum”, senza struttura e senza Partita IVA.
La base normativa è l’articolo 67, comma 1, lettera l) del TUIR (DPR 917/1986), che classifica questi redditi come “redditi diversi”. Il riferimento civilistico è l’articolo 2222 del codice civile sul lavoro autonomo.
La ritenuta d’acconto è una trattenuta a titolo di anticipo IRPEF. La prevede l’articolo 25 del DPR 600/1973 per i compensi di lavoro autonomo. Si applica quando paga un “sostituto d’imposta”. Sostituto d’imposta significa soggetto che trattiene imposte per conto tuo. La definizione è nell’articolo 64 del DPR 600/1973.
Quando non si applica la ritenuta
Se ti paga un privato non sostituto d’imposta, non c’è ritenuta. Incassi l’intero compenso e paghi le imposte in dichiarazione. Rimane l’obbligo di conservare la ricevuta e dichiarare il reddito percepito.
Le prestazioni occasionali non sono soggette a IVA perché manca l’abitualità. Il principio discende dal DPR 633/1972: l’IVA colpisce le attività esercitate in modo abituale e professionale. Qui non c’è.
Come si compila la ricevuta di prestazione occasionale
Dati obbligatori
Inserisci data e un numero progressivo. La numerazione non è imposta da una legge, ma aiuta l’ordine. Indica i tuoi dati: nome, cognome, codice fiscale, residenza. Indica i dati del committente: denominazione, partita IVA o codice fiscale, sede.
Descrivi l’attività con parole chiare. Specifica data di esecuzione e riferimento dell’incarico. Indica il compenso lordo pattuito.
Se il committente è sostituto d’imposta, indica la ritenuta d’acconto del 20% e calcola il netto. Se serve, applica l’imposta di bollo.
Imposta di bollo sulla ricevuta
L’imposta di bollo si applica se la ricevuta supera 77,47 euro e non c’è IVA. L’importo è 2 euro. La prevede il DPR 642/1972 (Tariffa, Allegato A). Di norma è a carico del prestatore. Puoi addebitarla al committente nella ricevuta come voce separata.
Su documento cartaceo usa una marca da bollo da 2 euro datata non oltre la data della ricevuta. Su documento digitale conserva la quietanza del bollo assolto e indica “imposta di bollo assolta ai sensi del DPR 642/1972”.
Calcolo pratico: lordo, ritenuta, bollo, netto
Esempio base: compenso lordo 1.000 euro, committente sostituto d’imposta.
Ritenuta d’acconto: 1.000 x 20% = 200 euro. Imposta di bollo: 2 euro (se dovuta). Netto da pagare: 1.000 – 200 + 2 (se addebitata) = 802 euro.
I 200 euro non te li pagano. Il committente li versa all’Erario come anticipo delle tue imposte. In dichiarazione scalerai questa ritenuta dall’IRPEF dovuta.
Principio di cassa e data della ricevuta
Conta l’incasso, non la data di esecuzione. Questo è il “principio di cassa”. Significa che il reddito si considera percepito quando prendi i soldi. Usa la data di pagamento come riferimento per l’anno fiscale.
Prestazione occasionale e INPS: quando scattano i contributi
Se nell’anno superi 5.000 euro di compensi lordi da prestazioni occasionali, si attiva la Gestione Separata INPS sulla parte eccedente. La regola sta nell’articolo 44 del DL 269/2003 e nelle circolari INPS annuali.
I contributi si calcolano solo sull’eccedenza oltre 5.000 euro. Si ripartiscono tra committente (di norma 2/3) e prestatore (1/3). Il committente trattiene la tua quota dal pagamento e versa l’intero alla Gestione Separata.
L’aliquota varia ogni anno con circolare INPS. Verifica l’aliquota vigente per i collaboratori iscritti alla Gestione Separata. La ritenuta d’acconto del 20% resta calcolata sul compenso lordo, non ridotto dai contributi.
Cosa devi comunicare al committente
Se prevedi di superare o hai già superato i 5.000 euro annui, informalo per iscritto. Indica i compensi già percepiti da altri committenti nell’anno. Serve a calcolare l’eccedenza su cui applicare i contributi.
Se non superi la soglia nell’anno, non versi contributi INPS e non ti iscrivi alla Gestione Separata per questa attività.
Adempimenti del committente: ritenute, certificazioni e comunicazioni
Versamento ritenute e certificazioni
Il committente versa la ritenuta entro il 16 del mese successivo al pagamento con modello F24. La base è il DPR 600/1973. A fine anno, rilascia la Certificazione Unica entro il 16 marzo. Indica compensi e ritenute versate.
Deve anche inviare il modello 770 entro il termine previsto dal DPR 322/1998. Il 770 riassume le ritenute operate e versate nell’anno.
Comunicazione preventiva all’Ispettorato del Lavoro
Se il committente è un’impresa che usa lavoro autonomo occasionale ex articolo 2222 c.c., deve fare la comunicazione preventiva all’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Lo impone l’articolo 14 del DL 146/2021, convertito in legge 215/2021. Le modalità operative sono state chiarite dall’Ispettorato nelle istruzioni del 2022.
La mancata comunicazione comporta sanzioni da 500 a 2.500 euro per ciascun prestatore. È una misura contro il lavoro nero. Non si applica ai professionisti con Partita IVA.
Ravvedimento operoso e sanzioni
Se il committente versa in ritardo la ritenuta, può usare il ravvedimento operoso. La base è l’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Paga imposta, interessi legali e sanzioni ridotte in base ai giorni di ritardo.
Per l’omessa ritenuta o l’omesso versamento valgono le sanzioni ordinarie. È importante rispettare le scadenze e le aliquote corrette. Conserva F24 e ricevute di pagamento.
Come riporti il reddito in dichiarazione
Inserisci i compensi netti delle spese specifiche documentate nel quadro dei “redditi diversi” del Modello Redditi Persone Fisiche. Le spese “specificamente inerenti” significa spese legate a quella prestazione, con documenti a tuo nome.
Indica le ritenute subite nella sezione apposita dei crediti. In questo modo l’IRPEF dovuta si riduce dell’anticipo già trattenuto. Conserva CU e ricevute del committente.
Se ci sono contributi INPS, considera la deducibilità dal reddito complessivo secondo le regole vigenti. Le istruzioni ministeriali aggiornate guidano righi e codici da usare.
Distinguere bene: prestazione occasionale, CPO e Partita IVA
Prestazione occasionale ex articolo 2222 c.c.
È un lavoro autonomo saltuario, senza abitualità. Reddito in art. 67 TUIR. Ritenuta 20% se paga un sostituto. Contributi solo oltre 5.000 euro annui.
Contratto di prestazione occasionale (CPO)
È un istituto diverso, disciplinato dal DL 50/2017. Si gestisce sulla piattaforma INPS, con limiti e regole proprie. Non si emette ricevuta con ritenuta 20%. Non confondere i due strumenti.
Quando aprire Partita IVA
Serve se l’attività diventa abituale e organizzata. Non esiste una soglia di ricavi nella legge per definire l’abitualità. Conta la frequenza, la promozione e la struttura. Verifica il regime più adatto, come il regime forfettario. Il forfettario è un regime agevolato con imposta sostitutiva e regole semplificate.
Regola decisionale rapida
Se/Allora per scegliere cosa fare
Se il committente è un’impresa, un professionista o la PA, allora applica la ritenuta d’acconto del 20% e indica il netto in ricevuta.
Se il committente è un privato non sostituto d’imposta, allora non applicare la ritenuta. Incassa il lordo e conserva la ricevuta.
Se nell’anno superi 5.000 euro lordi da prestazioni occasionali con più committenti, allora comunicalo a chi ti paga e applica la Gestione Separata INPS sulla sola eccedenza.
Se la ricevuta supera 77,47 euro e non c’è IVA, allora assolvere l’imposta di bollo da 2 euro e indicarla nel documento.
Se ripeti spesso l’attività e ti organizzi (sito, pubblicità, attrezzature dedicate), allora valuta l’apertura della Partita IVA perché l’occasionalità potrebbe essere superata.
Esempio completo di ricevuta compilata
Intestazione: Data 10/09/2026, Ricevuta n. 03. Dati prestatore: Nome, Cognome, CF, residenza. Dati committente: Denominazione, P.IVA, sede.
Descrizione: “Prestazione occasionale di consulenza editoriale svolta in data 05/09/2026”. Compenso lordo: 1.200,00 euro. Ritenuta d’acconto 20% art. 25 DPR 600/1973: 240,00 euro. Imposta di bollo DPR 642/1972: 2,00 euro (addebitata).
Netto a pagare: 1.200,00 – 240,00 + 2,00 = 962,00 euro. Firma. Dichiarazione finale: “Prestazione di lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c. Redditi diversi ex art. 67 TUIR”.
Errori frequenti da evitare
Applicare la ritenuta quando paga un privato
Errore comune. Il privato non è sostituto d’imposta. In quel caso non c’è ritenuta. Emetti una semplice ricevuta senza trattenuta.
Dimenticare la comunicazione preventiva all’Ispettorato
Se il committente è impresa, serve la comunicazione. La sanzione è pesante. Accertati che venga fatta prima dell’avvio.
Non considerare i 5.000 euro per l’INPS
Superata la soglia, la quota contributiva sulla eccedenza è obbligatoria. Comunica tempestivamente le somme già incassate nell’anno.
Saltare il bollo
Oltre 77,47 euro senza IVA, il bollo è dovuto. Se il documento è cartaceo, applica la marca. Se è digitale, conserva la prova di assolvimento.
Non conservare le prove
Conserva ricevute, F24, CU e scambi e-mail. Servono per la dichiarazione e in caso di controlli. La base è il principio di tracciabilità e la corretta tenuta dei documenti fiscali.
| Scenario | Cosa indicare in ricevuta | Versamenti e scadenze | Note operative e norme |
|---|---|---|---|
| Pagamento da impresa/professionista | Lordo, ritenuta 20%, bollo se dovuto, netto | Ritenuta entro il 16 mese successivo (F24). CU entro 16 marzo. 770 entro scadenza annuale | DPR 600/1973 artt. 25 e 64; DPR 322/1998 per 770; istruzioni CU |
| Pagamento da privato | Solo lordo, bollo se dovuto, incassi il lordo | Nessuna ritenuta. Dichiarazione dei redditi l’anno successivo | TUIR art. 67 per redditi diversi; DPR 642/1972 per bollo |
| Soglia INPS superata (oltre 5.000 euro annui) | Indica ritenuta 20%. Il committente trattiene anche la tua quota INPS sull’eccedenza | Contributi Gestione Separata su eccedenza, ripartiti. Versamento con modalità INPS e scadenze ordinarie | DL 269/2003 art. 44; circolari INPS su aliquote e ripartizione |
| Impresa che avvia prestazione occasionale | Ricevuta come da regole. Conserva evidenze | Comunicazione preventiva all’Ispettorato prima dell’avvio. Sanzioni se omessa | DL 146/2021 art. 14, legge 215/2021; note INL 2022 |
FAQ
Come si calcola correttamente la ritenuta d’acconto su una prestazione occasionale con rimborsi spese?
La ritenuta d’acconto è il 20% sul compenso lordo per la prestazione. I rimborsi spese entrano nel calcolo solo se fanno parte del compenso. Se sono rimborsi “in nome e per conto” del committente, documentati e intestati al committente, non rappresentano reddito. In tal caso, non concorrono alla base della ritenuta. Se invece hai spese intestate a te e il committente ti rimborsa in modo forfettario, questi importi diventano compenso e su di essi si applica la ritenuta. In pratica: specifica in ricevuta il compenso, i rimborsi imponibili e, separati, eventuali anticipi in nome e per conto con documenti intestati al committente. Applica la ritenuta solo sulle somme che costituiscono compenso. La base normativa di riferimento è l’articolo 25 del DPR 600/1973 per la ritenuta e i principi generali di inerenza e documentazione fiscale richiamati nelle istruzioni ministeriali.
Se supero 5.000 euro con più committenti, come si applicano i contributi INPS e come cambia il netto?
I 5.000 euro sono una soglia annua sul totale dei compensi lordi da prestazioni occasionali. Superata la soglia, paghi la Gestione Separata solo sulla parte che eccede. Esempio: se a fine anno raggiungi 7.000 euro complessivi, l’eccedenza è 2.000 euro. Su quei 2.000 euro calcoli i contributi con l’aliquota INPS in vigore per i collaboratori iscritti alla Gestione Separata. La ripartizione è generalmente 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico tuo. Il committente trattiene la tua quota dalla ricevuta e versa l’intero. La ritenuta del 20% si calcola comunque sul compenso lordo, indipendentemente dai contributi. Quindi il tuo netto diventa: lordo meno ritenuta 20% meno la tua quota INPS (se sei oltre soglia) più 2 euro di bollo, se addebitato. Le aliquote e i massimali INPS sono aggiornati ogni anno con circolari INPS: verifica sempre quelle dell’anno di competenza.
Quali elementi dimostrano l’occasionalità e quando è obbligatoria la Partita IVA?
La legge non fissa una soglia di euro che impone la Partita IVA. Conta la sostanza: se l’attività è abituale, organizzata e stabile, serve aprire la Partita IVA. Indici tipici di abitualità sono: promuovi in modo strutturato i servizi (sito web con listino, campagne), hai attrezzature dedicate e organizzazione stabile, svolgi incarichi ripetitivi durante l’anno con continuità, ti rendi disponibile in modo non episodico. Se questi indici si sommano, l’occasionalità viene meno. In tal caso le operazioni rientrano nell’IVA (DPR 633/1972) e nei redditi di lavoro autonomo ordinari (articoli 53-54 TUIR). Resta invece prestazione occasionale quando l’incarico è sporadico, senza struttura e senza promozione continuativa. In dubbio, è prudente aprire la Partita IVA o chiedere un parere professionale scritto.
Il committente privato deve fare adempimenti? E io come dichiaro il reddito senza ritenuta?
Se ti paga un privato non sostituto d’imposta, non ci sono ritenute. Il privato non ha obblighi di F24, CU o 770. Tu emetti una ricevuta semplice, con bollo se l’importo supera 77,47 euro. Incassi il lordo. In dichiarazione dei redditi indichi l’importo percepito al netto delle eventuali spese specifiche documentate e paghi l’IRPEF dovuta, tenendo conto degli scaglioni e delle detrazioni personali. Se superi 5.000 euro annui complessivi da prestazioni occasionali, potresti dover versare contributi INPS sulla parte eccedente, anche se chi ti ha pagato è un privato: informa i committenti e concorda chi versa e quando, nel rispetto delle regole INPS. Conserva ricevute, estratti conto e documenti di spesa per dimostrare importi e date di incasso.
Cosa succede se il committente dimentica la comunicazione preventiva all’Ispettorato o versa tardi la ritenuta?
Per la comunicazione preventiva del lavoro autonomo occasionale da parte delle imprese, la mancata comunicazione comporta una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ciascun prestatore. La base è l’articolo 14 del DL 146/2021, convertito in legge 215/2021, con istruzioni operative dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. L’omissione non annulla il rapporto, ma espone a controlli e sanzioni. Per il versamento tardivo della ritenuta, il committente può usare il ravvedimento operoso dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, pagando imposta, interessi legali e una sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo. Se il ritardo è accertato senza ravvedimento, si applicano le sanzioni piene. Per prevenire errori, è utile tenere un calendario delle scadenze, predisporre deleghe F24 per tempo e riconciliare periodicamente ricevute e pagamenti.
