Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se sei in regime forfettario e iscritto alle gestioni INPS artigiani o commercianti, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi fissi e percentuali; l’accredito pensionistico si riduce in modo proporzionale.
- Riduzione del 35% su contributi dovuti ad artigiani e commercianti se in regime forfettario, su domanda all’INPS.
- La riduzione si applica sia ai contributi fissi sul minimale sia alla parte eccedente (aliquote percentuali ridotte del 35%).
- L’accredito ai fini pensione si riduce proporzionalmente (se versi solo i minimi ridotti, maturi circa il 65% delle settimane).
Cos’è la riduzione contributiva del 35% per i forfettari
La legge sul regime forfettario prevede uno sconto del 35% sui contributi dovuti alle gestioni INPS artigiani e commercianti. Devi essere nel forfettario e presentare una domanda all’INPS.
La base normativa è nella Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, come chiarita da INPS, circolare n. 94/2015 e messaggi operativi successivi. Trovi i testi su Normattiva e sul portale INPS.
Lo sconto si applica sui contributi minimi sul reddito minimale e sui contributi percentuali dovuti sulla parte di reddito oltre il minimale. Le aliquote ridotte sono pari al 65% delle aliquote ordinarie.
Chi può chiederla e quando decorre
Possono chiederla i titolari di ditte individuali in regime forfettario iscritti come artigiani o commercianti. La domanda si presenta telematicamente nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti.
In via ordinaria, l’INPS indica ogni anno le finestre e i termini (di solito entro fine febbraio per i già attivi). Per attività appena avviate, vale dalla data di decorrenza dell’iscrizione se presenti la domanda tempestivamente.
La decorrenza e le scadenze precise sono fissate dalle circolari annuali INPS sulle aliquote e dai messaggi operativi dell’anno in corso.
Come si calcolano i contributi: fissi e variabili
I contributi sono di due tipi.
Contributi fissi: li paghi anche se incassi poco. Si calcolano su un reddito minimale deciso ogni anno dall’INPS. L’importo annuo cambia con l’aliquota ordinaria di categoria e con le addizionali.
Contributi variabili: scattano se il tuo reddito imponibile previdenziale supera il minimale. Applichi una percentuale sulla quota che eccede il minimale. Artigiani e commercianti hanno aliquote ordinarie lievemente diverse.
Riduzione del 35%: come impatta su fissi e variabili
Con la riduzione, paghi il 65% dei contributi dovuti. Quindi:
- Contributi fissi: l’importo annuo si abbassa del 35%.
- Contributi variabili: l’aliquota percentuale si riduce del 35% (esempio: 24% diventa 15,6%).
Le soglie di reddito (minimale e massimale) e le aliquote ordinarie cambiano ogni anno. INPS pubblica a inizio anno la circolare con i numeri aggiornati.
Esempio pratico con valori indicativi
Esempio didattico basato su valori 2024 per far capire il meccanismo. Non usarli per i pagamenti 2026: verifica sempre i valori dell’anno corrente nella circolare INPS.
Ipotesi: artigiano, reddito imponibile previdenziale 30.000 euro. Minimale annuo intorno ai 18.800 euro (dato indicativo). Aliquota ordinaria 24% sulla quota eccedente e contributi fissi attorno a 4.500 euro (dato indicativo).
- Senza riduzione: fissi circa 4.500; variabili 24% su (30.000 − 18.800) = 24% su 11.200 = 2.688; totale indicativo 7.188.
- Con riduzione 35%: fissi circa 2.925; variabili 15,6% su 11.200 = 1.747; totale indicativo 4.672.
Il risparmio è evidente. Ma l’accredito pensionistico cambia: se versi solo i minimi ridotti, l’INPS accredita il 65% delle settimane dell’anno. Sulla parte eccedente, invece, l’accredito segue i contributi effettivi versati.
Effetti su pensione e malattia: cosa cambia
L’INPS ha chiarito che la riduzione impatta sull’accredito contributivo ai fini pensionistici in modo proporzionale. Se versi l’intero dovuto (minimi ridotti + eccedenza), l’accredito segue i contributi pagati.
Se versi solo i contributi minimi ridotti, maturi circa 7,8 mesi su 12 (65% delle settimane). Ciò può allungare i tempi per raggiungere i requisiti pensionistici.
Le prestazioni assistenziali e di maternità seguono le regole della gestione. Anche qui contano i contributi effettivi. INPS dettaglia tutto nelle circolari annuali e nelle sue guide.
Professionisti: gestione separata e casse private
Se sei un libero professionista in Gestione separata INPS, non esiste la riduzione del 35%. Paghi l’aliquota piena prevista per l’anno.
Se sei iscritto a una cassa professionale privata, ogni cassa ha regole autonome su riduzioni o agevolazioni. Consulta il regolamento della tua cassa e le delibere più recenti.
Regola decisionale rapida
Usa questi passaggi rapidi per decidere se chiedere la riduzione.
- Hai una ditta individuale in regime forfettario? Sì: vai avanti. No: la riduzione non si applica.
- Sei iscritto a INPS artigiani o commercianti? Sì: puoi fare domanda. Sei in Gestione separata o in cassa privata: la riduzione non si applica.
- Prevedi redditi sopra il minimale? Sì: anche i contributi percentuali scendono del 35%. Il risparmio cresce con il reddito.
- Hai carriere contributive “corte”? Se sì, valuta l’effetto sull’accredito: con soli minimi ridotti maturi circa il 65% delle settimane.
- Obiettivo: risparmio di cassa nel breve o massimizzare i contributi per la pensione? Scegli riduzione per risparmio; rinuncia se vuoi più settimane.
- Tempistiche: verifica la finestra INPS dell’anno (di norma entro fine febbraio per i già iscritti) ed invia la domanda nel Cassetto previdenziale.
Procedura operativa: domanda, revoca e controlli
Come presentare la domanda
Accedi al Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti con SPID, CIE o CNS. Cerca la funzione dedicata alla “Riduzione contributiva 35% regime forfettario”. Compila i dati e invia.
La riduzione decorre secondo quanto stabilito dall’INPS per l’anno. L’istituto pubblica le istruzioni nelle circolari sulle aliquote e nei messaggi di inizio anno.
Conserva ricevuta e protocolli. Verifica l’applicazione della riduzione nelle scadenze trimestrali dei contributi minimi e nei prospetti di calcolo della quota eccedente.
Revoca e cambio regime
Puoi rinunciare alla riduzione. La rinuncia si fa sempre nel Cassetto previdenziale. Di solito ha effetto dall’anno in corso, secondo i termini fissati dall’INPS.
Se esci dal forfettario durante l’anno, la riduzione non spetta più dal mese di fuoriuscita. Dovrai ricalcolare i contributi in misura piena per i periodi non agevolati.
Conserva la documentazione sul passaggio di regime. Ti servirà in caso di controlli.
Quadro normativo e fonti ufficiali
La riduzione del 35% nasce dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89). L’INPS ha definito modalità e limiti con la circolare n. 94/2015 e con successivi messaggi e circolari annuali su aliquote, minimale e massimale.
Puoi consultare i testi su Normattiva e i documenti INPS. Le politiche su tutele e lavoro autonomo sono richiamate anche dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Per i numeri aggiornati al 2026 (minimale, massimale, aliquote e scadenze), verifica la circolare INPS aliquote artigiani e commercianti 2026 pubblicata a inizio anno.
| Scenario | Requisiti di accesso | Cosa si paga | Domanda e tempistiche | Impatto su pensione |
|---|---|---|---|---|
| Artigiano in forfettario | Ditta individuale; iscrizione INPS artigiani; regime forfettario attivo | Contributi minimi sul minimale ridotti del 35%; percentuali su eccedenza con aliquote ridotte del 35% | Domanda telematica nel Cassetto; di norma entro fine febbraio per già attivi; dalla decorrenza per nuove aperture secondo istruzioni INPS | Se versi solo minimi ridotti, accredito circa 65% settimane; eccedenza accredita in base ai contributi effettivi |
| Commerciante in forfettario | Ditta individuale; iscrizione INPS commercianti; regime forfettario attivo | Contributi minimi ridotti del 35%; percentuali su eccedenza ridotte del 35% (aliquote ordinarie categoria – 35%) | Stessa procedura dell’artigiano; controlla la circolare INPS 2026 per scadenze e decorrenze | Riduzione proporzionale dell’accredito se paghi solo minimi ridotti; nessun taglio sull’accredito della quota eccedente versata |
| Professionista in Gestione separata | Iscrizione alla Gestione separata; regime forfettario irrilevante ai fini della riduzione | Aliquota piena Gestione separata; nessuna riduzione del 35% | Nessuna domanda per riduzione; valgono le regole ordinarie di versamento | Accredito ordinario secondo contributi effettivi e aliquota vigente |
| Professionista con cassa privata | Iscrizione a cassa di categoria; ogni cassa ha regolamento proprio | Contributi secondo regolamento della cassa; eventuali agevolazioni specifiche | Domande e scadenze secondo delibere della cassa; verifica regolamento aggiornato | Secondo le norme della cassa; possibile impatto su anzianità e montante |
FAQ
La riduzione del 35% si applica automaticamente se sono in forfettario?
No. Non è automatica. Devi presentare una domanda all’INPS dalla tua area personale (Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti). L’INPS conferma la decorrenza in base alle finestre fissate ogni anno. Senza domanda, paghi i contributi pieni. Se apri la ditta durante l’anno, presenta la richiesta appena ricevute le credenziali. Così minimizzi il rischio di pagare rate non agevolate. Ricorda di conservare la ricevuta con il numero di protocollo. Serve in caso di controlli o disallineamenti nei prospetti di rateazione.
Conviene sempre chiedere la riduzione o è meglio rinunciare per la pensione?
Dipende dal tuo obiettivo. Se miri a più liquidità oggi, la riduzione riduce i versamenti immediati. Se ti interessa massimizzare l’accredito pensionistico, la riduzione può non convenire, soprattutto se versi solo i minimi. Con soli minimi ridotti maturi circa il 65% delle settimane. È un taglio che, sommandosi per più anni, può allungare il tempo per raggiungere i requisiti. Una soluzione di compromesso è mantenere la riduzione ma prevedere un reddito oltre il minimale. Sulla parte eccedente versi comunque contributi percentuali che migliorano l’accredito.
Quali sono importi e aliquote esatti per il 2026? Posso usare i numeri del 2024 come riferimento?
Gli importi cambiano ogni anno. L’INPS aggiorna minimale, massimale e aliquote con una circolare a inizio anno (artigiani e commercianti). Non usare valori 2024 per i pagamenti 2026. Servono i numeri ufficiali 2026. Il metodo però non cambia: calcoli i minimi sul minimale, applichi la riduzione del 35%, calcoli la percentuale sulla quota oltre minimale con aliquote ridotte del 35%. Per certezza, verifica la circolare aliquote 2026 e i messaggi INPS sulle scadenze. Le fonti ufficiali sono il sito INPS e la base normativa su Normattiva.
Ho chiesto la riduzione, ma a metà anno esco dal forfettario: che succede ai contributi?
Dal mese di uscita dal forfettario la riduzione non spetta più. Devi ricalcolare i contributi in misura piena per i periodi non agevolati. L’INPS, nei suoi messaggi, spiega come rettificare i versamenti. In pratica, si confrontano quanto dovuto in misura piena e quanto versato con riduzione. La differenza si paga con F24 alle scadenze indicate. Tieni tutti i documenti che provano la data di fuoriuscita dal regime. Eviterai contestazioni e interessi.
Posso cambiare idea ogni anno? E se sbaglio i calcoli o perdo la scadenza?
Sì, puoi rinunciare alla riduzione in anni successivi. La rinuncia segue le finestre previste dall’INPS. Se perdi la scadenza di richiesta per l’anno, di norma la riduzione parte dall’anno successivo. Ogni anno conviene controllare la circolare INPS per le date aggiornate. Per i calcoli, usa i prospetti del Cassetto previdenziale e le istruzioni dell’INPS. In caso di errore, puoi presentare istanze di rettifica. Ricorda: la base giuridica è la Legge 190/2014 e le istruzioni operative sono nelle circolari e nei messaggi INPS. Se sei in dubbio, meglio verificare prima di versare: evita sanzioni e rateazioni inutili.
Se verso solo i minimi ridotti per diversi anni, quanto perdo di settimane?
Ogni anno con soli minimi ridotti accrediti circa il 65% delle settimane, cioè circa 34 settimane su 52. In dieci anni, matureresti circa 6,5 anni “utili” invece di 10 pieni. È una stima semplificata che non considera eventuali contributi su eccedenza. Se prevedi redditi sopra il minimale, una parte dell’accredito torna a crescere grazie ai contributi percentuali. L’INPS calcola l’anzianità con criteri specifici della gestione artigiani e commercianti. Verifica gli estratti conto contributivi per controllare come si muove la tua posizione.
La riduzione incide su maternità, malattia o altri diritti?
Per artigiani e commercianti contano i contributi effettivamente versati. Un versamento ridotto può riflettersi su alcune prestazioni che richiedono determinate soglie contributive. L’INPS chiarisce ogni anno requisiti, importi e indennità nelle sue circolari. In generale, più contributi versi, più solida è la tua copertura. Se per te queste tutele sono critiche, valuta di rinunciare alla riduzione oppure di pianificare versamenti su eccedenza grazie a un reddito oltre il minimale.
