Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Non esistono agevolazioni under 25 all’apertura. I costi dipendono da attività (professionista o ditta) e da come gestisci le pratiche. Dopo l’avvio, possibili sconti contributivi e bandi regionali.
- Professionista: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (art. 35 DPR 633/1972), iscrizione alla cassa professionale o Gestione Separata INPS (art. 2, c. 26, L. 335/1995).
- Ditta individuale: ComUnica (art. 9 DL 7/2007 convertito in L. 40/2007), SCIA al SUAP (art. 19 L. 241/1990; DPR 160/2010), eventuale INAIL (DPR 1124/1965).
- Regime forfettario: limite 85.000 euro, imposta sostitutiva 15% o 5% per start-up se rispetti i requisiti (L. 190/2014, come modificata dalla L. 197/2022). Fattura elettronica obbligatoria per tutti dal 2024 (D.Lgs. 127/2015; DL 36/2022).
Quadro normativo essenziale e concetti chiave
Non esiste uno “sconto giovani” per aprire la Partita IVA. Le regole sono uguali per tutti. Lo dicono le norme generali su IVA, impresa e lavoro autonomo.
Il modello AA9/12 serve per dichiarare l’inizio attività all’Agenzia delle Entrate. La base giuridica è l’art. 35 del DPR 633/1972, consultabile su Normattiva. È obbligatorio per professionisti e ditte individuali.
La ComUnica accorpa più adempimenti in un’unica pratica digitale. Nasce dall’art. 9 del DL 7/2007, convertito in L. 40/2007. Con un invio ti iscrivi a Registro Imprese/REA, INPS e, se serve, INAIL.
La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. È regolata dall’art. 19 della L. 241/1990 e dal D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2.0). La presenti al SUAP, disciplinato dal DPR 160/2010. Serve per molte attività commerciali e artigiane.
Il regime forfettario è il regime fiscale semplificato per chi fattura entro 85.000 euro. Lo definisce la L. 190/2014, aggiornata dalla L. 197/2022. Applica un’imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni se rispetti condizioni precise. Usa il principio di cassa, cioè paghi le imposte su quanto incassato.
Aprire la Partita IVA come libero professionista
1) Scegli il codice ATECO e verifica l’albo
Il codice ATECO identifica cosa fai. Sceglilo con cura perché incide su INPS, contributi e obblighi. Se l’attività prevede un albo (es. avvocato), iscriviti alla cassa previdenziale dell’ordine. Le casse sono regolate dai D.Lgs. 509/1994 e 103/1996.
2) Compila e invia il modello AA9/12
Indichi dati anagrafici, domicilio fiscale, codice ATECO, regime IVA. Puoi inviare online o allo sportello dell’Agenzia delle Entrate. Non si paga nulla per l’apertura con AA9/12.
3) Iscrizione previdenziale
Se la tua professione ha una cassa, ti iscrivi lì. Ogni cassa stabilisce aliquote, minimi e riduzioni. Consulta i regolamenti sul sito istituzionale della tua cassa.
Se non hai una cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (art. 2, c. 26, L. 335/1995). L’aliquota varia ogni anno con circolari INPS. Controlla quella vigente per il 2026. Non esistono sconti “under 25” nazionali su questa gestione.
4) Fisco operativo: regime, fatture e scadenze
Valuta il regime forfettario se resti entro 85.000 euro. L’imposta sostitutiva è al 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni della L. 190/2014: attività nuova, niente prosecuzione di un’attività simile, assenza di lavoro subordinato prevalente proseguito.
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari già dal 2024. Lo prevedono il D.Lgs. 127/2015 e l’art. 18 del DL 36/2022. Devi attivare un canale o un software per emettere e conservare le fatture.
Devi avere un domicilio digitale (PEC). È obbligatorio per le imprese e, di fatto, essenziale anche per i professionisti. La base è nel Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e nel DL 76/2020 convertito in L. 120/2020.
5) Tempi e costi per il professionista
Tempi: in 1-2 giorni ottieni la Partita IVA. L’iscrizione alla cassa o all’INPS richiede pochi giorni in più.
Costi amministrativi: apertura AA9/12 a costo zero. Paghi solo eventuali servizi di un intermediario e la PEC/firma digitale. I contributi dipendono da cassa o Gestione Separata.
Aprire una ditta individuale commerciale o artigiana
1) ComUnica e Registro Imprese
La ComUnica ti iscrive in un colpo solo a Registro Imprese/REA, Agenzia Entrate, INPS e, se serve, INAIL. La norma base è l’art. 9 del DL 7/2007 e i decreti attuativi del Ministero dello Sviluppo Economico.
2) SCIA al SUAP comunale
Molte attività richiedono la SCIA: commercio al dettaglio, somministrazione alimenti, acconciatura, estetica, autoriparazione e altro. La presenti al SUAP del Comune. La SCIA ha effetto immediato salvo verifiche.
3) Iscrizione INPS artigiani/commercianti e INAIL
Per le ditte artigiane e commerciali l’iscrizione avviene alle Gestioni speciali INPS. L’INPS comunica ogni anno aliquote e minimali. Puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi se sei nel forfettario, su domanda annuale. Riferimenti: circolari INPS a partire dalla n. 22/2017.
L’assicurazione INAIL è obbligatoria se esistono rischi di infortunio. Lo stabilisce il DPR 1124/1965. Molti laboratori artigiani rientrano nell’obbligo.
4) Costi amministrativi tipici (2026)
Se fai da solo: imposta di bollo circa 17,50 euro, diritti di segreteria circa 18 euro, diritto camerale annuale tra 53 e 120 euro in base alla sezione, SCIA da 0 a 200 euro secondo il Comune. Gli importi possono variare con delibere camerali o comunali.
Se ti affidi a un intermediario, aggiungi il suo compenso. Considera anche PEC, firma digitale e software di fatturazione elettronica.
5) Tempistiche
La ComUnica si chiude in 1-3 giorni lavorativi. La SCIA ha effetto immediato. L’INAIL rilascia la posizione in tempi brevi, variabili per sede e rischio.
Agevolazioni dopo l’apertura per chi ha meno di 25 anni
Agevolazioni contributive
Nessun taglio automatico per età in INPS. Nelle Gestioni speciali artigiani/commercianti puoi chiedere la riduzione del 35% se sei nel forfettario. La disciplina è nelle circolari INPS (prima fra tutte la n. 22/2017 e gli aggiornamenti annuali).
Le casse professionali possono prevedere sconti per i primi anni, per under 35 o per redditi bassi. Ogni cassa ha regole proprie. Verifica sul sito istituzionale della tua cassa o sul portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Agevolazioni finanziarie
Puoi partecipare a bandi regionali del ciclo POR FESR 2021-2027, misure per autoimprenditorialità e microcredito. Esistono anche misure nazionali di autoimpresa disciplinate dal D.Lgs. 185/2000, gestite da enti come Invitalia. I requisiti variano per territorio e settore.
Molti bandi premiano punteggi giovani, donne o aree svantaggiate. Non sono però bonus automatici. Richiedono domanda, progetto e rispetto di spese ammissibili.
Agevolazioni fiscali del regime forfettario
Il vero “sconto giovani” è indiretto: se inizi da zero e rispetti le condizioni di legge, puoi applicare il 5% per i primi 5 anni. La base normativa è la L. 190/2014. Dopo, l’aliquota torna al 15% fino a 85.000 euro di ricavi.
Regola decisionale rapida
Sei un professionista intellettuale?
Allora: modello AA9/12 → cassa professionale se prevista, altrimenti Gestione Separata INPS → niente ComUnica, niente Registro Imprese → niente SCIA salvo casi particolari (es. studio aperto al pubblico con requisiti locali).
Vendi beni o svolgi lavorazioni tipiche di impresa?
Allora: ditta individuale → ComUnica → Registro Imprese/REA → INPS artigiani/commercianti → INAIL se c’è rischio → SCIA al SUAP se l’attività la richiede.
Prevedi ricavi entro 85.000 euro e parti da zero?
Valuta il forfettario: 5% per 5 anni se rispetti i requisiti, poi 15%. Se superi 100.000 euro in corso d’anno perdi subito il regime. Questo è quanto indicato dalla L. 197/2022.
Vuoi ridurre i contributi INPS artigiani/commercianti?
Se sei nel forfettario, inoltra domanda di riduzione del 35% nei tempi comunicati dall’INPS ogni anno. Ricorda: riduci i contributi, ma anche la futura pensione.
Hai locali, macchinari o personale?
Prepara SCIA, eventuali nulla osta, DVR sicurezza se dovuto e verifica i requisiti igienico-sanitari. Confrontati con SUAP e ASL prima di firmare contratti di locazione.
Obblighi digitali e scadenze del primo anno
Domicilio digitale e firma
Attiva la PEC e la firma digitale. La PEC è il tuo domicilio digitale. È indispensabile per imprese e utile per professionisti. Riferimento: D.Lgs. 82/2005 e DL 76/2020.
Fatturazione elettronica e conservazione
Emetti tutte le fatture in formato elettronico via SDI. Conserva a norma i documenti. La base è nel D.Lgs. 127/2015 e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Imposte e contributi
Metti in agenda giugno e novembre per acconti e saldo imposte, e le scadenze contributive trimestrali se iscritto alle Gestioni speciali. Le date derivano dal DPR 435/2001 e dai calendari INPS annuali.
| Scenario | Pratiche obbligatorie | Tempi medi | Costi amministrativi stimati (2026) | Previdenza e note |
|---|---|---|---|---|
| Libero professionista senza albo (es. copywriter) | AA9/12; PEC; fattura elettronica | 1-2 giorni | Apertura: 0 euro; PEC/firma: 30-100 euro/anno | INPS Gestione Separata; niente CCIAA; niente SCIA salvo casi specifici |
| Professionista con albo (es. avvocato) | AA9/12; iscrizione Ordine; PEC; e-fattura | 3-10 giorni | Apertura: 0 euro; contributi minimi di cassa secondo regolamento | Cassa professionale obbligatoria; possibili riduzioni giovani secondo regolamento cassa |
| Ditta individuale commerciale (negozio o e-commerce) | ComUnica; SCIA SUAP; PEC; e-fattura | 2-5 giorni | Bollo ~17,50; diritti ~18; diritto camerale 53-120; SCIA 0-200; PEC/firma | INPS commercianti; INAIL se dovuto; possibile riduzione INPS 35% se forfettario |
| Ditta artigiana con laboratorio | ComUnica; SCIA SUAP; eventuale ASL; PEC; e-fattura | 3-7 giorni | Come sopra + eventuali diritti sanitari locali | INPS artigiani; INAIL spesso obbligatoria; verifica requisiti locali e sicurezza |
| Attività soggetta a requisiti speciali (es. alimenti, estetica) | ComUnica; SCIA con requisiti professionali; eventuali autorizzazioni ASL | Variabile, SCIA immediata con controlli successivi | SCIA più alta in alcuni Comuni; costi attestati requisiti | Formazione obbligatoria e requisiti igienico-sanitari; sanzioni se non conformi |
FAQ
Esistono bonus o sconti per aprire una Partita IVA prima dei 25 anni?
No, non ci sono sconti nazionali che riducono tasse o contributi solo perché hai meno di 25 anni. L’apertura segue le stesse regole per tutti. Lo stabiliscono le norme IVA e impresa (art. 35 DPR 633/1972; art. 9 DL 7/2007). Dopo l’apertura, puoi però sfruttare strumenti che spesso aiutano chi parte giovane. Esempi: regime forfettario al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni della L. 190/2014; riduzione INPS del 35% per artigiani e commercianti in forfettario su domanda annuale (circolari INPS a partire dalla n. 22/2017); bandi regionali finanziati dai fondi europei 2021-2027, microcredito e autoimprenditorialità (D.Lgs. 185/2000). Queste misure non dipendono dall’età, ma dai requisiti di progetto, settore e regime adottato.
Quanto costa davvero aprire e mantenere l’attività nel primo anno?
Se sei professionista: apertura AA9/12 costa zero. Aggiungi PEC e firma digitale (30-100 euro/anno), software di fatturazione elettronica se non usi il servizio gratuito. I contributi dipendono dalla cassa o dalla Gestione Separata INPS. Le aliquote cambiano ogni anno con circolari INPS o con i regolamenti delle casse. Le imposte in forfettario si calcolano con l’aliquota del 15% (o 5% start-up) applicata al reddito forfettario, dato da ricavi x coefficiente di redditività. Paghi saldo e acconti a giugno e novembre (DPR 435/2001).
Se sei ditta individuale: somma i costi amministrativi (bollo ~17,50; diritti ~18; diritto camerale 53-120; SCIA 0-200), più PEC/firma e software. I contributi INPS artigiani/commercianti prevedono minimali fissi e un’aliquota. Puoi chiedere la riduzione del 35% se sei nel forfettario. Ricorda che ridurre i contributi riduce anche la futura pensione. Prevedi anche eventuali costi per adeguare il locale e per sicurezza/ASL.
Posso aprire Partita IVA mentre studio o ho un lavoro dipendente?
Sì. Se studi, non ci sono limiti fiscali: gestisci tempi e adempimenti. Se lavori nel privato, la legge lo consente salvo patto di non concorrenza o conflitto d’interessi. Controlla il tuo contratto. Se lavori nel pubblico impiego, servono autorizzazioni e spesso ci sono limiti forti all’attività extra, indicati dal D.Lgs. 165/2001 e dai regolamenti dell’amministrazione. In ogni caso, devi rispettare gli obblighi fiscali e contributivi della tua attività autonoma. Se entri nel forfettario al 5%, verifica che l’attività non sia prosecuzione del tuo lavoro dipendente prevalente, come chiede la L. 190/2014.
Come scelgo tra professionista e ditta individuale? Cosa guardano le norme?
Conta la natura dell’attività. Se vendi beni, gestisci un negozio o hai un’organizzazione tipica d’impresa, la ditta individuale è la forma corretta. Farai ComUnica, iscrizione al Registro Imprese, INPS artigiani/commercianti e spesso SCIA/INAIL. Se fornisci servizi intellettuali con lavoro personale e senza struttura d’impresa, rientri nel lavoro autonomo professionale. Apri con AA9/12 e ti iscrivi alla cassa o alla Gestione Separata. La giurisprudenza guarda a organizzazione, rischio d’impresa, presenza di beni strumentali e modalità di vendita, un aspetto centrale se stai valutando come aprire e quanto costa avviare un business online. Se hai dubbi, confrontati con il SUAP e con l’Agenzia delle Entrate per inquadrare correttamente codice ATECO e requisiti.
Il regime forfettario conviene davvero? Quando potrei uscirne?
Conviene se hai costi bassi e ricavi entro 85.000 euro. Ti dà imposta semplice, contabilità leggera e riduzione del 35% dei contributi per artigiani/commercianti su domanda. Non conviene se hai costi alti, perché non puoi dedurre le spese analitiche. Esci se superi 85.000 euro l’anno. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito e applichi l’IVA dal momento del superamento. Queste regole derivano dalla L. 190/2014 e dalle modifiche della L. 197/2022, consultabili su Normattiva e nei documenti dell’Agenzia delle Entrate. Valuta anche i rapporti con pochi clienti “ex datore di lavoro”: ci sono cause di esclusione se la tua attività è di fatto una prosecuzione del lavoro dipendente.
