Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Aprire la partita IVA come medico è gratuito se lo fai da solo; con intermediario paghi 300–500 euro. Contributi ENPAM obbligatori; prestazioni sanitarie alla persona sono esenti IVA.
- Prestazioni sanitarie rese alla persona: esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, DPR 633/1972. Perizie e consulenze: spesso imponibili IVA.
- ENPAM: Quota A fissa per età; Quota B percentuale sul reddito libero-professionale; contributo maternità annuo.
- Regime forfettario fino a 85.000 euro (L. 190/2014): imposta sostitutiva 5% start-up o 15%; coefficiente 78% per professioni sanitarie.
Come si apre la partita IVA da medico: passi, tempi e moduli
Aprire la partita IVA da libero professionista è rapido. Se compili tu, non paghi imposte di apertura. Sostieni solo i costi accessori e della gestione.
Passaggi operativi
1) Scegli il codice ATECO. I più usati: 86.21.00 (medicina generale), 86.22.xx (specialistica), 86.90.29 (altre attività sanitarie). Il codice definisce coefficienti e obblighi.
2) Scegli il regime fiscale. Forfettario (semplificato) o ordinario (analitico). Vedi la sezione di confronto più sotto.
3) Compila il modello AA9/12. È la dichiarazione di inizio attività per persone fisiche. Indichi dati, ATECO, luogo esercizio e regime contabile.
4) Presenta l’istanza all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online, in ufficio o con raccomandata. Un intermediario abilitato può inviarla per tuo conto.
5) Iscriviti all’ENPAM. L’iscrizione alla Cassa è obbligatoria per i medici iscritti all’Ordine. Attivi Quota A e, se fai libera professione, Quota B.
6) Attiva PEC e firma digitale. La PEC è il tuo domicilio digitale. La firma serve per pratiche e talvolta per i mandati.
7) Valuta l’RC professionale. È obbligatoria per i sanitari (L. 24/2017). Protegge da richieste risarcitorie per colpa professionale.
Tempi: l’Agenzia delle Entrate attribuisce la partita IVA in 1-2 giorni lavorativi. La posizione ENPAM si attiva nei giorni successivi all’iscrizione.
Fonti normative
Per l’apertura: DPR 633/1972 (disciplina IVA), DPR 322/1998 (adempimenti dichiarativi), modulistica AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate, consultabile tramite il portale istituzionale o su Normattiva per i riferimenti di legge. L’obbligo assicurativo deriva dalla L. 24/2017 (c.d. Gelli-Bianco). L’iscrizione a ENPAM è prevista dallo Statuto e dai Regolamenti ENPAM.
IVA e fatturazione del medico: quando è esente e quando è imponibile
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona sono esenti IVA. La base giuridica è l’art. 10, n. 18, DPR 633/1972. In fattura non indichi IVA ma l’annotazione “operazione esente art. 10, n. 18, DPR 633/1972”.
Se emetti fatture esenti con importo superiore a 77,47 euro, applichi l’imposta di bollo di 2 euro. In fatturazione elettronica il bollo è virtuale e si versa con scadenze trimestrali fissate dall’Agenzia delle Entrate.
Attenzione: non tutte le attività del medico sono esenti. Esempi tipici imponibili IVA (aliquota ordinaria, salvo eccezioni):
- Perizie medico-legali e consulenze tecniche per tribunali o assicurazioni.
- Formazione e docenza non sanitaria svolta per enti privati (salvo esenzioni previste per corsi riconosciuti).
- Prestazioni di medicina del lavoro non rivolte direttamente alla persona in ottica terapeutica.
Per questi casi, in regime ordinario, applichi IVA e ritenuta d’acconto se fatturi a sostituti d’imposta. In regime forfettario, non applichi l’IVA per definizione e non subisci ritenute.
Fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria: per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, alla data di agosto 2026 permane l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria. Il perimetro di esonero dalla fatturazione elettronica per queste prestazioni è disciplinato dai provvedimenti Agenzia delle Entrate/MEF, rinnovati annualmente. Verifica sempre le istruzioni aggiornate del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate.
ENPAM: Quota A, Quota B e contributo maternità
ENPAM è la Cassa di previdenza dei medici. È separata dall’INPS. Il medico libero-professionista versa due contributi principali: Quota A e Quota B.
Quota A (obbligatoria per tutti gli iscritti all’Ordine)
È un contributo fisso annuale determinato per fasce di età. Copre la pensione di base e altre prestazioni. Gli importi sono deliberati ogni anno da ENPAM e possono essere rateizzati. Esistono riduzioni per i giovani e per chi ha redditi bassi secondo i regolamenti vigenti.
Quota B (obbligatoria per chi svolge libera professione)
Si calcola in percentuale sul reddito netto professionale, cioè compensi meno costi deducibili, prima delle imposte. L’aliquota ordinaria storicamente è intorno al 19,5%, con aliquote ridotte previste per categorie particolari (ad esempio iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie o pensionati del Fondo Generale) e per redditi da intramoenia e corsi di formazione specifici. Le aliquote precise e i massimali sono fissati dai Regolamenti ENPAM vigenti.
Il versamento della Quota B avviene con acconti e saldo, spesso allineati alle scadenze fiscali (giugno/novembre per acconti, anno successivo per saldo), secondo istruzioni ENPAM.
Contributo di maternità
È un contributo annuo fisso stabilito dalla Cassa a sostegno della maternità/adozione. L’importo è determinato ogni anno dai Regolamenti ENPAM e comunicato con le scadenze.
Fonti: Regolamenti ENPAM (Statuto e Regolamento Generale, Regolamenti dei Fondi), consultabili sui canali istituzionali ENPAM; per il quadro generale della previdenza delle professioni, vedi anche Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario per il medico
Il medico può scegliere tra regime forfettario e regime ordinario. La scelta incide su imposte, deduzioni, IVA e burocrazia.
Regime forfettario (L. 190/2014, art. 1, commi 54-89 e s.m.i.)
Requisiti principali: ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro e assenza di cause di esclusione (partecipazioni in società di persone, controllo di Srl con attività riconducibile, prevalenti redditi da lavoro dipendente oltre soglia salvi i casi di cessazione, ecc.).
Come si calcolano le imposte: si applica il coefficiente di redditività del 78% ai compensi incassati (principio di cassa significa: contano gli incassi effettivi). Dalla base così calcolata si sottraggono i contributi previdenziali versati. Sull’imponibile si applica l’imposta sostitutiva: 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti “start-up” della legge; altrimenti 15%.
IVA: non si applica né si detrae. Fatture senza IVA, con marca da bollo se dovuta. Ritenute: non si subiscono ritenute d’acconto; va inserita in fattura l’annotazione di esclusione.
Regime ordinario
IVA: le prestazioni sanitarie alla persona sono esenti IVA. Perizie e consulenze non terapeutiche possono essere imponibili IVA. Detrai l’IVA solo per attività imponibili, con regole di pro-rata se svolgi sia attività esenti sia imponibili.
IRPEF: tassazione per scaglioni. Nel 2026, gli scaglioni sono aggiornati dalla legge di bilancio 2026. A titolo di riferimento operativo: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. L’imponibile si calcola partendo dal reddito professionale netto (compensi meno costi inerenti e contributi previdenziali). Fonte: TUIR, DPR 917/1986, e normativa di bilancio vigente; testi consultabili su Normattiva.
Ritenute d’acconto: se fatturi a sostituti d’imposta (per esempio cliniche private, società), in genere subisci ritenuta del 20% a titolo di acconto IRPEF.
IRAP
IRAP si applica se è presente autonoma organizzazione (dipendenti, collaboratori stabili, beni strumentali rilevanti). Se operi da solo con mezzi minimi, in linea con la giurisprudenza, di norma non versi IRAP. Fonte: D.Lgs. 446/1997 e orientamenti della Corte di Cassazione.
Costi reali: quanto spendi all’inizio e ogni anno
Apertura partita IVA: costo zero se fai tu la pratica. Se deleghi un intermediario, onorario tipico 300–500 euro. Tempi: 1–2 giorni per l’attribuzione della partita IVA.
Previdenza: Quota A ENPAM (importo fisso per età), Quota B sul reddito libero-professionale, contributo maternità annuo. Informati sui valori 2026 deliberati da ENPAM.
Assicurazione RC professionale: premio variabile per specialità e massimali. È obbligatoria. Considera anche la tutela legale.
Strumenti: PEC (costo annuo contenuto), firma digitale, software di fatturazione e conservazione elettronica, eventuale POS se richiesto dalla struttura. Costi amministrativi ricorrenti: tenuta contabile, dichiarazioni, gestione Sistema Tessera Sanitaria.
Regola decisionale rapida
Se vuoi decidere in 3 minuti
1) Stimi compensi annui entro 85.000 euro? Sì: valuta il forfettario. No: ordinario.
2) Hai costi elevati e ricorrenti (studio attrezzato, personale, canoni importanti)? Sì: l’ordinario spesso conviene perché deduci i costi reali. No: forfettario più semplice.
3) Fai soprattutto prestazioni sanitarie esenti IVA alla persona? Sì: in ordinario non detrai IVA; il vantaggio del forfettario cresce. No: se fatturi molte prestazioni imponibili (perizie, consulenze), l’ordinario con IVA detraibile può convenire.
4) Sei all’inizio e rispetti i requisiti “start-up”? Sì: forfettario al 5% per 5 anni è spesso l’opzione migliore.
5) Hai già un lavoro dipendente rilevante? Se il reddito da lavoro dipendente supera la soglia prevista e permane, potresti non accedere al forfettario. Valuta ordinario.
Fonti: L. 190/2014 e successive modifiche (regime forfettario); DPR 633/1972 (IVA); DPR 917/1986 TUIR (IRPEF); D.Lgs. 446/1997 (IRAP). Testi e aggiornamenti consultabili tramite Normattiva e documenti dell’Agenzia delle Entrate.
Adempimenti ricorrenti e scadenze da segnare
Fisco: saldo e primo acconto imposte entro il 30 giugno (proroghe possibili); secondo acconto entro il 30 novembre. In ordinario: LIPE trimestrali e dichiarazione IVA se svolgi attività imponibili IVA. In forfettario: niente IVA né LIPE.
ENPAM: rate Quota A secondo calendario Cassa; acconti/saldo Quota B sulle scadenze comunicate. Contributo maternità incluso nel piano annuale.
Fatture sanitarie a persone fisiche: invio al Sistema Tessera Sanitaria secondo calendario annuale definito da MEF e Agenzia delle Entrate.
Imposta di bollo sulle fatture elettroniche esenti: versamenti trimestrali con scadenze comunicate dall’Agenzia delle Entrate.
| Scenario | Requisiti/Note | Regime/Contributi consigliati | Tempistiche/Adempimenti chiave | Imposte e contributi principali |
|---|---|---|---|---|
| Neolaureato che inizia la libera professione | Compensi stimati < 85.000 euro; pochi costi; requisiti start-up | Forfettario 5% per 5 anni (se ammesso); ENPAM Quota A + Quota B | Partita IVA in 1-2 giorni; iscrizione ENPAM entro avvio; Sistema TS attivo | Imposta sostitutiva su base 78%; contributi deducibili; bollo su esenti |
| Medico specialista con studio attrezzato e segretaria | Costi rilevanti e ricorrenti; possibile autonoma organizzazione | Ordinario con deduzione costi reali; verifica IRAP; ENPAM Quota A+B | Contabilità ordinaria/semplificata; eventuale pro-rata IVA se attività miste | IRPEF a scaglioni; possibili IRAP; ENPAM Quota B su reddito netto |
| Medico dipendente SSN con attività intramoenia | Rientra in disciplina intramoenia; redditi particolari | In genere non serve partita IVA per intramoenia; Quota B con aliquota ridotta ove prevista dal Regolamento | Verifica con l’azienda sanitaria; contribuzione e ritenute gestite dal datore | Ritenute alla fonte; Quota B con aliquota propria per intramoenia |
| Medico libero-professionista che fa perizie e CTP/CTU | Prestazioni spesso imponibili IVA; compensi variabili | Ordinario se significativa imponibilità IVA; Forfettario se semplice e costi bassi | Gestione fatture con IVA e ritenuta; marca da bollo se esente | IVA 22% su perizie; IRPEF/Imposta sostitutiva; ENPAM Quota B |
| Medico con poche prestazioni occasionali all’anno | Attività non meramente occasionale? Serve partita IVA | Forfettario se entro 85.000 euro e requisiti ok | Apertura rapida; pochi adempimenti; Sistema TS se prestazioni sanitarie | Imposta sostitutiva minima; contributi ENPAM dovuti |
FAQ
Quanto costa davvero aprire e mantenere la partita IVA come medico nel 2026?
L’apertura in sé è gratuita se presenti tu il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Se incarichi un intermediario abilitato, l’onorario di mercato per apertura e inquadramento varia in genere tra 300 e 500 euro. Ai costi iniziali aggiungi: iscrizione a ENPAM (Quota A dovuta per tutti gli iscritti all’Ordine e Quota B se svolgi libera professione), polizza RC professionale obbligatoria (L. 24/2017), PEC e, se utile, firma digitale. Ogni anno sosterrai: imposte (IRPEF a scaglioni nel regime ordinario o imposta sostitutiva 5%/15% nel forfettario), acconti e saldo; contributi ENPAM (Quota A secondo l’età e Quota B in percentuale sul reddito professionale netto, con eventuali aliquote ridotte per casi particolari definiti dai Regolamenti ENPAM); imposta di bollo sulle fatture esenti IVA superiori a 77,47 euro; costi di contabilità e software. Le basi normative comprendono DPR 917/1986 (TUIR), L. 190/2014 per il forfettario e Regolamenti ENPAM; testi consultabili su Normattiva e portali istituzionali.
Il medico applica l’IVA? Perché spesso le fatture sono “senza IVA” ma con marca da bollo?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona sono esenti IVA per legge (art. 10, n. 18, DPR 633/1972). In questi casi, la fattura riporta l’annotazione di esenzione e, se l’importo supera 77,47 euro, va applicata l’imposta di bollo da 2 euro. Alcune attività del medico non rientrano nell’esenzione e possono essere imponibili IVA (perizie medico-legali, alcune consulenze non terapeutiche, formazione non riconosciuta): qui, se sei in regime ordinario, addebiti l’IVA e gestisci detrazione e pro-rata se fai anche attività esenti. In regime forfettario, non applichi IVA per definizione e non detrai l’IVA sugli acquisti. Riferimenti: DPR 633/1972 per IVA e circolari Agenzia delle Entrate; testi su Normattiva.
Forfettario o ordinario: cosa conviene a un medico con pochi costi e compensi entro 60.000 euro?
Se hai costi bassi e ricavi stabili entro 60.000 euro, il forfettario è spesso efficiente. Usi il coefficiente di redditività del 78%: imponibile = incassi annui x 78% – contributi ENPAM versati. Su tale base paghi l’imposta sostitutiva (5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti dell’avvio agevolato, altrimenti 15%). Non applichi né detrai IVA. Se invece sostieni costi rilevanti (affitti elevati, attrezzature costose, collaboratori), l’ordinario può ridurre l’imponibile grazie alla deduzione analitica dei costi e, per attività imponibili IVA, grazie alla detrazione dell’IVA. Considera anche che le prestazioni sanitarie esenti riducono la detrazione IVA in ordinario. Fonti: L. 190/2014; DPR 917/1986; DPR 633/1972.
Come funzionano Quota A e Quota B ENPAM e quando si pagano gli acconti?
Quota A è un contributo fisso annuale legato all’età anagrafica, dovuto da tutti gli iscritti all’Ordine dei Medici. Copre la previdenza di base ed è rateizzabile. Gli importi sono deliberati ogni anno da ENPAM. Quota B si applica a chi svolge attività libero-professionale: è una percentuale sul reddito professionale netto (compensi meno costi inerenti), con aliquota ordinaria e opzioni ridotte per specifiche situazioni (ad esempio iscrizione ad altra previdenza obbligatoria, redditi da intramoenia, pensionati del Fondo Generale), come previsto dai Regolamenti ENPAM. Gli acconti e il saldo Quota B di norma seguono un calendario coordinato con le scadenze fiscali (giugno e novembre per gli acconti, conguaglio l’anno successivo), ma fa fede la comunicazione annuale ENPAM. Riferimenti: Statuto e Regolamenti ENPAM; per il quadro generale delle casse professionali, vedi Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Devo pagare l’IRAP come medico libero professionista? E quali sono gli errori fiscali più comuni?
Paghi l’IRAP solo se c’è autonoma organizzazione: dipendenti o collaboratori stabili, strutture e beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile. Se lavori da solo, con dotazioni ordinarie, di regola non versi IRAP, come affermato dalla giurisprudenza. Base normativa: D.Lgs. 446/1997 e sentenze della Corte di Cassazione. Errori tipici da evitare: addebitare IVA sulle prestazioni sanitarie esenti; dimenticare il bollo sulle fatture esenti oltre 77,47 euro; non inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria nei termini; non iscriversi tempestivamente a ENPAM; scegliere il forfettario senza verificare le cause di esclusione (partecipazioni societarie, controllo di Srl riconducibile, prevalenza di redditi da lavoro dipendente); non considerare gli acconti di imposta e contributi, con rischio di sanzioni. Consulta sempre TUIR (DPR 917/1986), DPR 633/1972, L. 190/2014 e Regolamenti ENPAM su canali istituzionali o Normattiva.
