Apertura Partita IVA: 4 consigli + 1 per partire al meglio

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apertura partita iva

L’apertura della Partita IVA – come più volte abbiamo sottolineato – è una scelta che segna l’inizio ufficiale della propria carriera o di un personale progetto di business. Data la sua importanza, quindi, andrebbe sempre preceduta da una fase di attenta riflessione e, solo dopo aver raggiunto la piena consapevolezza, può essere finalmente posta in atto dal punto di vista fiscale e burocratico.

Per buona parte dei freelance, comunque, l’apertura della Partita IVA non coincide con l’effettivo avvio dell’attività. Difatti, tanti giovani aspiranti professionisti preferiscono mettersi inizialmente alla prova optando per una modalità che non preveda l’assunzione di particolari rischi o responsabilità: in tal senso, l’uso della prestazione occasionale è un’ottima soluzione, per lo meno sul breve termine.

Tuttavia, appena proviamo ad alzare lo sguardo ed a concentrarci su tempi più lunghi, ecco che sorgono i primi dubbi. Per esempio: in quale momento aprire Partita IVA cessa di essere una mera possibilità, per diventare un vero e proprio obbligo? E come bisognerebbe prepararsi in vista di questo momento “cruciale”? Se anche tu ti stai ponendo simili domande, qui troverai 4 consigli + 1 per partire subito al meglio!

Riconoscere il momento adatto

È vero: in Italia è possibile effettuare delle prestazioni lavorative in forma autonoma e dietro compenso, senza essere tenuti per forza ad emettere fattura. Attenzione, però: questo “privilegio” è concesso solamente in presenza di determinate condizioni.

Anche se, ancora adesso, sei tra quei “fortunati” lavoratori che rientrano nella fattispecie delle “prestazioni occasionali”, e quindi ti è permesso di collaborare con privati ed aziende per brevi periodi, sappi che, in un futuro non troppo lontano, dovrai comunque deciderti ad aprire una Partita IVA per proseguire nel tuo lavoro.

Qual è il momento adatto per compiere questa scelta? 

A nostro parere, l’apertura della Partita IVA è da considerarsi necessaria quando uno o più clienti si rivolgono a te regolarmente per ricevere un prodotto o servizio: se ti capita di creare un videoclip o di tradurre un singolo testo, chiaramente non vi è bisogno di fatturare; se, però, la collaborazione si protrae per oltre 30 giorni o si ripete, ad esempio, per alcuni mesi di fila, allora la situazione è assai differente.

Acquisire tutte le informazioni

A seconda dell’attività che svolgi – o che intendi svolgere – potrebbero essere necessari alcuni accorgimenti preliminari all’apertura della Partita IVA

Ad esempio, per poter adottare legalmente il Codice ATECO associato ad una professione, un mestiere o un settore, in certi casi occorre prima esibire uno o più requisiti, come il possesso di un’apposita qualifica o di titoli di studio adeguati.

Per questa ragione, è utile rivolgersi ad un consulente per acquisire quante più informazioni possibile e, solo quando si è certi di rientrare nei criteri stabiliti dalla normativa, proseguire con l’apertura della Partita IVA.

A volte, però, navigare in Rete non è sufficiente per trovare dati completi e, soprattutto, aggiornati. In questi casi, è preferibile contattare anche la sede territoriale delle Camere di Commercio, del tuo Ordine Professionale – se esistente – o, in alternativa, inviare una e-mail alle associazioni di categoria di maggior rilievo.

Ragionare sul regime fiscale

Oggi come non mai, il regime forfettario sembra essere l’unica opzione davvero conveniente per le attività nascenti e per i giovani freelance. È realmente così?

Ebbene, nonostante gli innegabili vantaggi di cui godono i “forfettari” – come la tassazione agevolata con aliquota fissa al 15% e, in certi casi, con aliquota start-up al 5% per i primi cinque anni, la franchigia IVA, l’assenza di contabilità e l’esonero da molteplici adempimenti: esterometro, studi di settore, ecc. – è sempre utile far valutare la propria situazione ad un consulente fiscale di fiducia.

Talvolta, infatti, il sistema utilizzato dai forfettari per la determinazione del reddito imponibile e per il conteggio delle spese non corrisponde alle effettive esigenze. 

Un esempio? Quando i costi sostenuti dal professionista o imprenditore superano nettamente quelli deducibili su base forfettaria, ovvero secondo la percentuale prevista per quel Codice ATECO. In questi casi, è meglio rivolgersi ad un esperto!

Fare una stima delle spese

A tal proposito, ecco il nostro quarto suggerimento: prima dell’apertura della Partita IVA, è importante avere chiaro il quadro economico dell’attività, in particolare riguardo al bilancio tra entrate ed uscite. Cosa significa a livello pratico? Semplice: che dovrai preparare un elenco quanto più preciso delle spese da affrontare durante il primo anno e degli incassi (stimati) previsti per lo stesso periodo.

Non è detto che, per lo meno nella fase iniziale, il totale delle due voci debba essere di uguale importo: spesso, infatti, sono necessari alcuni anni per “ingranare” e andare in pari con gli investimenti.

Tuttavia, non considerare tali aspetti vuol dire esporsi al rischio di spendere molto più di quanto ci si potrebbe permettere. Di conseguenza, il pareggio dei conti diventerebbe molto più complicato da raggiungere.

Emettere subito fattura

Una volta conclusa l’apertura della Partita IVA ed espletati gli ultimi adempimenti, l’attività può avere luogo in maniera non più “occasionale”, bensì con un’impostazione seria e professionale. Ciò significa che dovrai essere pronto a ricevere i compensi sul tuo conto e, in parallelo, ad emettere regolare fattura.

A questo proposito, ormai da qualche anno, la fatturazione cartacea sta lasciando il passo a quella elettronica. Pertanto, anche se i contribuenti che aderiscono al regime forfettario possono ancora utilizzare la doppia fatturazione (con il solo obbligo di emettere fattura digitale per le prestazioni rese al settore pubblico), è bene prepararsi al definitivo superamento della versione analogica.

Come? Cominciando, da subito, ad approcciarsi con le fatture telematiche e, soprattutto, con gli strumenti per la compilazione, l’invio e la conservazione.

Se quelli gratuiti dell’Agenzia delle Entrate risultano troppo complicati da utilizzare, non disperare! Esistono, infatti, delle ottime alternative per chi ha poca familiarità con la tecnologia, che permettono di generare e inviare e-fatture con pochi click ed una procedura semplicissima. Oppure, ancora meglio, puoi abbonarti a Fiscozen: un’unica piattaforma digitale per tutte le esigenze legate alla tua Partita IVA.

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