Aprire shop online: come fare e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire uno shop online: P.IVA (ATECO 47.91.10), ComUnica, SCIA al SUAP, iscrizione INPS commercianti, fattura elettronica, privacy e Codice del Consumo. Costi: 200–500 apertura, 1.000–10.000 sito, più contributi e marketing.

  • Codice ATECO corretto per e-commerce indiretto: 47.91.10. Apertura con ComUnica, SCIA al SUAP, PEC e firma digitale.
  • Regime fiscale: forfettario fino a 85.000 euro o semplificato/ordinario. Fattura elettronica obbligatoria per tutti.
  • IVA nelle vendite a distanza: soglia UE 10.000 euro, OSS/IOSS, diritto di recesso 14 giorni e GDPR da rispettare.

Cos’è uno shop online e come si inquadra fiscalmente

Uno shop online è commercio elettronico indiretto. Vendi beni fisici tramite sito o marketplace e spedisci al cliente. Incassi online o alla consegna.

Fiscalmente è una normale vendita di beni. Si applica l’IVA del DPR 633/1972. Non confondere con servizi digitali scaricabili, che sono e-commerce diretto.

Per il codice attività usa 47.91.10. Significa “commercio al dettaglio effettuato via internet”. Se abbini un negozio fisico, aggiungi anche il codice del punto vendita.

Perché conta la distinzione diretto/indiretto

E-commerce indiretto: spedisci merce. Non devi emettere scontrino o ricevuta fiscale. Emetti fattura solo se il cliente la chiede e annoti i corrispettivi. Fonte: prassi Agenzia delle Entrate su vendite a distanza e DPR 696/1996 (esoneri).

E-commerce diretto: vendi file o software online. Qui emetti fattura e applichi regole IVA specifiche per servizi elettronici. Verifica caso per caso.

Iter amministrativo: cosa aprire, dove e in quali tempi

Apri come ditta individuale commerciale. Questo è il percorso standard e più snello per iniziare da solo.

La ComUnica è la pratica unica per avviare l’impresa. Con un invio solo apri la Partita IVA, iscrivi l’impresa al Registro Imprese e alla gestione INPS. Base normativa: D.P.C.M. 6 maggio 2009 e istruzioni del Registro Imprese.

La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La invii al SUAP del Comune dove hai la sede. È telematica. Parti subito, salvo controlli. Basis: art. 19 L. 241/1990, D.Lgs. 222/2016 e DPR 160/2010.

Documenti e requisiti pratici

Servono: PEC attiva (domicilio digitale obbligatorio per imprese, base: DL 185/2008), firma digitale per firmare le pratiche, SPID o CNS per accedere ai portali.

L’INPS è la gestione Commercianti. Paghi contributi fissi annuali più una percentuale sul reddito oltre una soglia. Riferimenti: L. 613/1966, L. 233/1990 e circolari INPS annuali.

Tempi tipici: ComUnica 1–3 giorni lavorativi, SCIA in giornata, attivazione PEC immediata, firma digitale in poche ore.

Regime fiscale, contabilità e fatturazione elettronica

Hai due strade principali: forfettario o semplificato/ordinario. La scelta dipende da ricavi, costi e prospettive di crescita.

Regime forfettario: ricavi fino a 85.000 euro. Tasse con imposta sostitutiva 15% o 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up”. Base: L. 190/2014 e successive modifiche.

Nel forfettario non deduci i costi reali. Applichi un coefficiente fisso. Per il commercio al dettaglio è 40%. Contributi previdenziali si deducono sempre a parte.

Quando scegliere il semplificato o l’ordinario

Se superi 85.000 euro, o compri molta merce, conviene la contabilità semplificata. Usi il principio di cassa. Significa tassare incassi meno pagamenti. Base: L. 232/2016 e art. 18 DPR 600/1973.

In ordinario usi il principio di competenza. Ha più obblighi e costi, ma dà controllo totale sui numeri. Valuta con il consulente.

Fatturazione elettronica: obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA stabiliti in Italia, anche nel forfettario. Base: DL 36/2022 e provvedimenti Agenzia Entrate.

Contributi INPS gestione commercianti

Paghi contributi fissi annuali, aggiornati ogni anno da INPS. Di solito sono nell’ordine di 4.000–5.000 euro l’anno, poi una percentuale sull’eccedenza.

Nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. Base: L. 190/2014, art. 1, comma 77, e circolari INPS. Valuta pro e contro, perché ridurre i contributi riduce anche la pensione.

I versamenti sono trimestrali. Attiva il cassetto previdenziale per monitorare scadenze e avvisi.

IVA nelle vendite nazionali e internazionali

In Italia applichi l’IVA ordinaria sulle vendite ai consumatori. Se sei in forfettario, non addebiti l’IVA. Indichi in fattura la norma di esenzione del regime.

In Unione Europea si applica la soglia unica di 10.000 euro per vendite a distanza B2C. Oltre la soglia, applichi l’IVA del paese del cliente e puoi usare l’OSS. Fonti: Direttiva UE 2017/2455, 2019/1995 e D.Lgs. 83/2021.

Extra-UE: per spedizioni fino a 150 euro puoi usare l’IOSS per incassare l’IVA del paese di destinazione al checkout. Sopra 150 euro l’IVA si paga in dogana.

Marketplace e ruolo di “facilitatore”

In alcuni casi il marketplace è “deemed supplier”. Incassa e versa lui l’IVA per specifiche operazioni, soprattutto importazioni sotto 150 euro o venditori extra-UE. Verifica sempre il contratto del marketplace e le regole IVA applicabili.

Attenzione agli obblighi di comunicazione delle piattaforme digitali ai fini fiscali. Base: D.Lgs. 32/2023 (DAC7) e indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Compliance legale: consumatori, privacy e pagamenti

Codice del Consumo: devi dare informazioni chiare prima dell’acquisto. Hai il recesso di 14 giorni e la garanzia legale di 24 mesi sul bene nuovo. Base: D.Lgs. 206/2005.

Privacy: adegua il sito al GDPR (Reg. UE 2016/679) e al D.Lgs. 196/2003. Fornisci privacy policy, cookie policy e banner cookie conforme alle Linee guida del Garante 2021.

Pagamenti: rispetta la Strong Customer Authentication (SCA) prevista dalla PSD2. In Italia la norma è nel D.Lgs. 11/2010 e disposizioni Banca d’Italia.

Altri adempimenti spesso dimenticati

Imballaggi ed etichettatura ambientale: segui il D.Lgs. 116/2020 e le linee guida ministeriali. Se importi imballaggi, verifica gli obblighi contributivi ambientali.

Prodotti elettrici ed elettronici: gestisci eco-contributo e ritiro secondo il D.Lgs. 49/2014 (RAEE).

Geoblocking: non puoi discriminare i clienti UE senza motivo legittimo. Base: Regolamento UE 2018/302. Indica anche le informazioni per l’ADR/ODR dei consumatori.

Costi di apertura e di gestione: quanto serve davvero

Pratiche di apertura: tra 200 e 500 euro. Comprendono bolli, diritti camerali, firma digitale e PEC. Se deleghi, aggiungi il compenso del professionista.

Sito e-commerce: da 1.000 a 10.000 euro. Dipende da design, funzionalità, integrazioni, catalogo e traduzioni. A budget, prevedi manutenzione e hosting.

Strumenti ricorrenti: piattaforma, gestione spedizioni, software contabile. Metti in conto 30–300 euro al mese complessivi, secondo la complessità.

Altri costi da non sottovalutare

Pagamenti: commissioni 0,8–3% per transazione, più un fisso. Valuta anche costi antifrode e chargeback.

Logistica: imballaggi, magazzino e spedizioni. Una spedizione nazionale costa spesso 5–10 euro a pacco, variabile per peso e volumi.

Marketing: pianifica un budget tra il 5% e il 15% del fatturato iniziale. Considera campagne, contenuti, SEO e programmazione promozioni.

Regola decisionale rapida

Decidi in 6 mosse, con nessi logici chiari

1) Ricavi stimati sotto 85.000 euro e margini buoni? Scegli forfettario. Se margini bassi e acquisti alti, valuta semplificato anche sotto soglia.

2) Vendi solo in Italia o in UE sotto 10.000 euro l’anno? Applica IVA italiana. Se superi la soglia UE, attiva OSS e applichi IVA del paese del cliente.

3) Spedisci spesso extra-UE con ordini sotto 150 euro? Valuta IOSS per semplificare l’IVA al checkout.

4) Sei all’inizio e non conosci la domanda? Parti su marketplace per testare. Se controlli il brand e i dati, investi nel sito proprietario.

5) Hai pochi prodotti e catalogo semplice? Piattaforma standard. Se hai configurazioni complesse o integrazioni gestionali, prevedi sviluppo su misura.

6) Hai bisogno di incassare subito? Attiva metodo di pagamento con SCA e antifrode integrata. Verifica tempi di accredito e costi.

Marketplace o sito proprietario: impatto su fisco e operatività

Marketplace: avvii veloce, pubblico già presente, regole chiare. Commissioni elevate e meno controllo su dati e marketing. IVA e fatture seguono accordi e regime “facilitatore” quando applicabile.

Sito proprietario: hai controllo su UX, dati e margini. Richiede investimento iniziale più alto e lavoro su traffico e conversione. Obblighi di legge restano tutti in capo a te.

Una strategia ibrida è spesso efficace: test su marketplace e costruzione progressiva del sito, con migrazione della clientela più fedele.

Scenario IVA/Regime applicabile Adempimenti e registrazioni Tempistiche/Note operative
Vendite solo in Italia, ricavi < 85.000 euro Forfettario possibile (imposta 15% o 5%). Niente IVA in fattura. ComUnica, SCIA SUAP, INPS commercianti, e-fattura se emessa su richiesta, registro corrispettivi. Avvio 1–3 giorni. Contributi trimestrali. Diritto camerale annuale.
Vendite UE sotto soglia 10.000 euro IVA italiana ai consumatori UE. Forfettario: niente IVA. Monitora cumulato UE. Mantieni evidenze per paese. Valuta passaggio a OSS se prevedi superamento soglia. Controllo mensile dei ricavi UE. Attenzione ai picchi stagionali.
Vendite UE sopra soglia 10.000 euro IVA del paese del cliente. Iscrizione a OSS Italia per liquidare centralmente. Attiva OSS presso Agenzia Entrate. Aggiorna listini con aliquote estere. Adegua fatture/corrispettivi. OSS attivo dal trimestre successivo all’iscrizione. Scadenze trimestrali OSS.
Spedizioni extra-UE fino a 150 euro Possibile IOSS per addebitare l’IVA del paese di destinazione al checkout. Richiedi IOSS o usa intermediario. Configura calcolo IVA per paese. Conserva ID IOSS in dogana. IOSS semplifica la consegna. Eviti oneri al destinatario e resi per rifiuto.
Vendite tramite marketplace In alcuni casi marketplace è “facilitatore” IVA. Verifica contratto. Fatturi al marketplace o al cliente secondo flusso. Conserva report vendite e fee. DAC7: scambi dati fiscali. Onboarding 1–2 settimane. Commissioni su transato. Pagamenti con ritardo.
Negozio fisico + e-commerce Stesse regole IVA. Gestisci codici ATECO multipli e magazzino unico o separato. SCIA anche per punto vendita. Corrispettivi telematici per il fisico; e-commerce con esonero scontrino. Allinea giacenze. Definisci listini e resi coerenti su canali diversi.

FAQ

Devo aprire la Partita IVA anche se penso di vendere poco o in modo saltuario?

Sì, se crei uno shop online aperto al pubblico con vendita continuativa, serve la Partita IVA. L’attività non è occasionale quando organizzi mezzi e canali per vendere con una certa regolarità. Pubblicare un sito, attivare pagamenti e campagne indica professionalità. La prestazione occasionale è pensata per lavori sporadici, senza organizzazione e senza continuità. Per il commercio al dettaglio a distanza la prassi richiede l’apertura della Partita IVA e l’iscrizione al Registro Imprese. Base: principi del TUIR, istruzioni Agenzia delle Entrate e normativa su impresa commerciale nel Codice Civile.

Vuoi fare un test minimo? Puoi validare il prodotto con preordini senza incasso o con una lista d’attesa. Appena inizi a incassare in modo sistematico, apri la P.IVA. Eviti sanzioni per esercizio abusivo e per omessa fatturazione.

Qual è il codice ATECO giusto e cosa cambia se faccio dropshipping?

Per uno shop online che vende beni fisici e spedisce ai clienti, il codice tipico è 47.91.10. Indica commercio al dettaglio via internet. Se gestisci anche un negozio fisico, aggiungi il relativo codice. Se vendi categorie particolari (es. alimenti, integratori, cosmetici), verifica eventuali requisiti sanitari o comunicazioni specifiche al Comune o alla ASL competente, secondo D.Lgs. 114/1998 e D.Lgs. 222/2016.

Nel dropshipping vendi al cliente finale ma il fornitore spedisce al posto tuo. Fiscalmente resti il venditore al dettaglio. Applichi le stesse regole IVA e del Codice del Consumo verso il cliente, inclusi recesso, garanzia e assistenza. Cura i contratti con i fornitori per tempi di consegna, resi e conformità. Se il fornitore è extra-UE, considera anche dogane e IVA all’importazione. Valuta IOSS per ordini fino a 150 euro.

Se vendo su un marketplace, devo fare la SCIA al Comune e tenere i corrispettivi?

Sì, la vendita al dettaglio via internet richiede SCIA al SUAP del Comune dove è la sede dell’impresa. La presenti in via telematica e puoi iniziare subito, salvo controlli. Base normativa: art. 19 L. 241/1990, D.Lgs. 222/2016 e DPR 160/2010. L’obbligo vale anche se usi un marketplace, perché l’attività è tua e continuativa.

Per i corrispettivi, nelle vendite a distanza di beni non c’è obbligo di scontrino o ricevuta fiscale. Emetti fattura solo se il cliente la chiede. Devi però annotare i corrispettivi nel registro e conservare i report del marketplace. L’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi riguarda il negozio fisico; per l’e-commerce indiretto si applica l’esonero previsto dal DPR 696/1996 e dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate. Se emetti fattura, la fai in formato elettronico.

Come gestisco diritto di recesso, resi e garanzia legale nello shop online?

Il cliente consumatore ha 14 giorni per recedere senza motivare. Tu devi rimborsare entro 14 giorni dal recesso, usando lo stesso metodo di pagamento, salvo diverso accordo. Puoi trattenere il rimborso finché non ricevi il bene o prova della spedizione. Base: D.Lgs. 206/2005, artt. 52–59.

La garanzia legale di conformità dura 24 mesi per beni nuovi venduti a consumatori. Devi fornire riparazione, sostituzione o rimborso secondo i casi. Indica in modo chiaro condizioni, tempi e canali per l’assistenza. Specifica chi paga il reso in caso di recesso e come si calcolano eventuali diminuzioni di valore per uso non necessario. Prevedi procedure semplici nel sito e nelle email post-vendita. Eviti segnalazioni all’Autorità e reclami formali.

Quanto pago di contributi INPS nel primo anno e come funziona la riduzione del 35% nel forfettario?

Nella gestione commercianti versi contributi fissi annuali, aggiornati ogni anno da INPS con circolare. In media considera 4.000–5.000 euro l’anno come ordine di grandezza. Se il reddito supera una soglia annuale, versi anche una percentuale sull’eccedenza. Puoi rateizzare trimestralmente.

Se adotti il forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. La domanda si presenta all’INPS. Attenzione: riduci il costo oggi ma anche la copertura pensionistica domani. Valuta con simulazioni. Base: L. 190/2014, art. 1, comma 77, e istruzioni INPS. Ricorda che i contributi restano deducibili dal reddito, anche nel forfettario. Prevedi il primo acconto con le scadenze fiscali di giugno e novembre, oltre ai versamenti INPS trimestrali.

Devo fare fattura elettronica a ogni cliente? E cosa succede con i cookie e la privacy?

Nell’e-commerce indiretto B2C non devi emettere fattura, salvo richiesta del cliente entro il momento dell’acquisto o della consegna. Se emetti, è elettronica in formato XML via Sistema di Interscambio. Per B2B e PA emetti sempre fattura elettronica. Base: DL 36/2022 e provvedimenti Agenzia Entrate. Conserva i report incassi e il registro dei corrispettivi.

Per privacy e cookie, pubblica privacy policy completa, cookie policy dettagliata e banner conforme. Raccogli il consenso per cookie non tecnici. Registra le preferenze e consenti di revocarle. Nomina i responsabili del trattamento (es. gateway di pagamento, corrieri, hosting). Conserva un registro dei trattamenti. Basi: Reg. UE 2016/679 (GDPR), D.Lgs. 196/2003 e Linee guida cookie del Garante 2021. Evita dark pattern, indica prezzi trasparenti e spese totali prima del pagamento, come richiede il Codice del Consumo.

Fonti normative e istituzionali di riferimento

Per verifiche e testi aggiornati consulta: portale Normattiva per leggi e decreti vigenti; Agenzia delle Entrate per IVA, e-fattura, OSS e IOSS; Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Registro Imprese per ComUnica e adempimenti camerali; Ministero del Lavoro e INPS per gestione commercianti; Garante per la Protezione dei Dati Personali per privacy e cookie; Codice del Consumo per diritti dei clienti.

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