Aprire negozio di oggetti fatti a mano: come fare e quanto costa?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire un negozio di oggetti fatti a mano: ditta individuale commerciale, ComUnica, SCIA al SUAP, PEC e firma digitale. Scegli codice ATECO corretto, regime fiscale (forfettario o ordinario) e iscriviti all’INPS commercianti.

  • ComUnica: apertura Partita IVA, iscrizione Registro Imprese/REA e INPS in un’unica pratica. SCIA al SUAP con effetto immediato.
  • Regimi 2026: forfettario (imposta 15% o 5% start-up) o ordinario IRPEF 23%/33%/43%. Niente IRAP per ditte individuali.
  • INPS commercianti: contributi fissi annui e contributi percentuali oltre il minimale. Obbligo POS, e-fattura, registratore telematico.

Quadro normativo essenziale e inquadramento dell’attività

La vendita al dettaglio richiede un’attività d’impresa. La base giuridica è nel Codice Civile e nelle norme su impresa e commercio. La ComUnica nasce dall’art. 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007 n. 7, convertito nella legge 2 aprile 2007 n. 40 (consultabile su Normattiva). La SCIA discende dall’art. 19 della legge 7 agosto 1990 n. 241, come modificato dai decreti legislativi 126/2016 e 222/2016. Il SUAP è regolato dal DPR 160/2010.

Fiscalmente contano il TUIR (DPR 917/1986), il DPR 633/1972 per l’IVA e la legge 190/2014 (commi 54-89) per il regime forfettario, come modificata dalla legge 197/2022 per soglie e fuoriuscita. L’IRAP non si applica alle persone fisiche esercenti attività d’impresa dal 2022 (legge 234/2021). Contributi INPS gestione commercianti e artigiani sono disciplinati dalle norme INPS e circolari annuali (Ministero del Lavoro e INPS).

Se realizzi tu gli oggetti, puoi configurarti come impresa artigiana con vendita diretta. In questo caso ti iscrivi anche all’Albo Artigiani presso la Camera di Commercio. Se rivendi oggetti acquistati da terzi, sei commerciante puro. Le due impostazioni comportano codici ATECO diversi e, spesso, la stessa gestione contributiva (artigiani o commercianti), con regole simili su minimali e aliquote.

Per la tracciabilità fiscale sono obbligatori: fatturazione elettronica (anche per forfettari), memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi (DLgs 127/2015 e provvedimenti Agenzia delle Entrate), PEC e firma digitale (Codice dell’Amministrazione Digitale, D.Lgs. 82/2005). Il POS è obbligatorio con sanzioni in caso di rifiuto (DL 36/2022).

Iter operativo: dalla ComUnica alla prima vendita

1) Scelta del codice ATECO e verifica dell’attività

Per un negozio che vende oggetti artigianali al dettaglio, il codice ATECO tipico è 47.78.22 “Commercio al dettaglio di oggetti d’artigianato”. Nel regime forfettario, il relativo coefficiente di redditività è 40% (tabella del DM MEF 17 gennaio 2019).

Se produci gli oggetti in un tuo laboratorio e li vendi, potresti avere un ATECO della sezione manifatturiera (es. 32.x) più vendita al dettaglio. Valuta un’attività mista (artigianato + commercio). La scelta ATECO condiziona il coefficiente in forfettario e alcuni adempimenti locali.

2) ComUnica: apertura ditta individuale

Con la ComUnica apri la Partita IVA, ti iscrivi al Registro Imprese/REA e alla gestione INPS commercianti o artigiani. La ComUnica è telematica e si invia alla Camera di Commercio competente. Paghi diritti e bolli contestualmente.

Costi indicativi 2026 se fai da solo: diritti di segreteria 18 euro, bollo 17,50 euro, diritto camerale annuale 53 euro. Se deleghi un intermediario, si aggiunge il suo onorario.

3) SCIA commerciale al SUAP del Comune

La SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) si invia al SUAP del Comune dove ha sede il negozio. Ha effetto immediato, salvo controlli. Devi allegare planimetrie, dichiarazioni sui requisiti del locale e, se richiesto, asseverazioni tecniche.

Il costo della SCIA varia da 0 a 200 euro a seconda del Comune. La base giuridica è l’art. 19 L. 241/1990 e il D.Lgs. 222/2016 che definisce cosa è SCIA, comunicazione o autorizzazione.

4) Strumenti obbligatori: PEC, firma digitale, registratore telematico, POS

Attiva una PEC come domicilio digitale e una firma digitale per firmare le pratiche. Acquista o noleggia un registratore telematico, o usa un’app certificata. Collega il POS per i pagamenti elettronici.

Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria per tutti, anche per i forfettari. Per il dettaglio IVA, usa il registratore per i corrispettivi. Per le vendite online B2C, integra la piattaforma con i corrispettivi o emetti fatture elettroniche.

Regimi fiscali 2026: come scegliere

Regime forfettario (L. 190/2014 e s.m.i.)

Requisiti principali 2026: ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro. Se superi 100.000 euro, esci subito nell’anno del superamento. Tra 85.001 e 100.000 euro esci dall’anno successivo. Queste soglie derivano dalla legge 197/2022.

Imposta sostitutiva: 15%. Puoi scendere al 5% per i primi 5 anni se sei nuova attività e rispetti i requisiti “start-up” (nessuna attività simile nei tre anni precedenti, nuova organizzazione). L’imposta sostituisce IRPEF e addizionali. In forfettario non applichi IVA e non subisci ritenute alla fonte.

Base imponibile: ricavi incassati x coefficiente di redditività del tuo settore (per il dettaglio artigianato 40%) meno i contributi INPS versati. Esempio: incassi 20.000 euro, coefficiente 40% = 8.000. Se hai versato 4.200 di contributi, imponibile 3.800 euro. L’imposta si calcola su 3.800.

Adempimenti: niente registri IVA, ma conservi fatture, corrispettivi e invii e-fatture. Versi imposta con acconti e saldo. Restano i contributi INPS e la gestione dei corrispettivi telematici.

Regime ordinario semplificato (per cassa)

Se superi 85.000 euro o se conviene per costi elevati, scegli l’ordinario semplificato. Applichi e detrai l’IVA. Tassi IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000, 43% oltre 50.000. Le aliquote si applicano al reddito imponibile.

Nel semplificato per cassa, tassazione su incassi e pagamenti effettivi. Deduci i costi reali documentati (affitto, utenze, merce, consulenze, ammortamenti). Addizionali regionali e comunali si sommano. IRAP non dovuta dalle persone fisiche.

Adempimenti: liquidazioni IVA periodiche, registri IVA, esterometro se necessario, corrispettivi telematici, e-fatture. Maggiore onere amministrativo, ma più deduzioni se hai tanti costi.

Contributi INPS gestione commercianti 2026

Paghi contributi fissi annui, anche se non incassi, più una quota percentuale sull’eccedenza. Valori 2026 indicativi da circolari INPS: fissi circa 4.611,64 euro in quattro rate trimestrali. Sull’imponibile oltre 18.808 euro versi circa il 24,48%. Oltre 56.224 euro, circa il 25,48%.

Se sei artigiano, le regole sono simili, con le stesse logiche su minimali e scaglioni. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi fissi e percentuali. L’opzione va richiesta all’INPS e riduce anche la copertura previdenziale proporzionalmente.

Costi, tempi e pianificazione 2026

Costi di apertura

Oltre a diritti e bolli (18 + 17,50 + 53 euro), considera: SCIA 0-200 euro secondo il Comune, firma digitale 30-60 euro/anno, PEC 5-15 euro/anno, registratore telematico 300-700 euro una tantum o canone mensile 10-25 euro, eventuale SCIA edilizia/impianti se necessario.

Se deleghi un professionista, aggiungi il suo compenso. Pianifica un fondo iniziale per merce, arredi, cauzioni utenze, software gestionale e POS.

Tempi

ComUnica: 1-3 giorni lavorativi per protocolli e iscrizioni. SCIA: effetto immediato alla presentazione, con controlli successivi. Attivazione registratore e POS: 1-5 giorni. In pratica puoi aprire in una settimana ben organizzata.

Regola decisionale rapida

Come scegliere forma, ATECO e regime in 4 passaggi logici

1) Produci tu gli oggetti? Se sì, impresa artigiana con eventuale vendita diretta. Se no, commercio puro. Questo guida ATECO e iscrizioni (Albo Artigiani o solo commercio).

2) Fatturato previsto primo anno: sotto 85.000 euro? Valuta forfettario per semplicità e imposta bassa. Sopra 85.000 o costi alti? Ordinario semplificato per dedurre i costi reali e gestire l’IVA.

3) Margini e costi: se il ricarico è basso e i costi sono alti, l’ordinario può convenire anche sotto 85.000. Se margini alti e costi bassi, forfettario è spesso migliore.

4) Vendita anche online UE? Se sì, pianifica l’IVA con OSS per B2C intracomunitario. Se solo Italia e dettaglio locale, concentrati su corrispettivi telematici e scontrino elettronico.

Errori frequenti da evitare

ATECO errato o attività mista non dichiarata

Un ATECO sbagliato altera coefficiente forfettario e i requisiti SCIA. Se fai sia produzione che vendita, dichiara entrambe le attività. Consulta la tabella ministeriale ATECO e il DM 17/01/2019.

SCIA assente o incompleta

Aprire senza SCIA espone a sanzioni e chiusura. Verifica i requisiti dei locali, l’accessibilità, l’agibilità, eventuali requisiti igienico-sanitari. Il SUAP pubblica modulistica e allegati richiesti.

Corrispettivi telematici non inviati

Dimenticare la trasmissione giornaliera comporta sanzioni. Imposta il registratore per l’invio automatico. Se vendi anche online, integra il gestionale e fai riconciliazioni periodiche.

Stima sbagliata del regime

Superare 100.000 euro in corso d’anno fa uscire subito dal forfettario. Monitora i ricavi mensilmente. Prepara un piano B per passaggio all’ordinario e gestione IVA.

POS e pagamenti

Rifiutare un pagamento elettronico comporta sanzioni. Verifica commissioni e scegli un POS adatto ai tuoi scontrini medi. Ricorda il limite ai contanti vigente (in questo periodo 5.000 euro, salvo future modifiche normative).

Scenario Requisiti amministrativi Regime fiscale consigliato (2026) Contributi INPS Tempistiche stimate
Negozio fisico, rivendita oggetti artigianali acquistati da terzi (commercio puro) ComUnica (ditta individuale), SCIA commercio al dettaglio, PEC, firma digitale, registratore telematico, POS Forfettario se ricavi previsti ≤ 85.000 e costi bassi; ordinario se costi elevati Gestione commercianti: fissi ~4.611,64 €/anno + 24,48% oltre 18.808 € (25,48% oltre 56.224 €) 5-7 giorni per apertura completa e primi scontrini
Laboratorio artigianale con vendita diretta in negozio (attività mista) ComUnica, iscrizione Albo Artigiani, SCIA vendita, eventuali requisiti tecnici del laboratorio, PEC, firma, RT, POS Forfettario con coefficiente del settore prevalente; valuta ordinario se materie prime e costi sono rilevanti Gestione artigiani con regole analoghe ai commercianti 7-14 giorni per pratiche e allestimenti
Negozio fisico + e-commerce B2C Italia/UE Come sopra + informativa privacy, condizioni di vendita, eventuale OSS per vendite UE, integrazione corrispettivi Forfettario se semplice; ordinario se volumi elevati e necessità di detrarre IVA sugli acquisti Commercianti o artigiani a seconda della prevalenza 10-20 giorni (integrazione sistemi e OSS)
Fatturato previsto > 85.000 € (e rischio > 100.000 €) ComUnica, SCIA, strumenti obbligatori; pianificazione IVA e flussi Ordinario semplificato per cassa: deduzioni piene e gestione IVA Contributi percentuali rilevanti sulla quota eccedente 5-7 giorni + pianificazione fiscale trimestrale
Start-up nuova attività con agevolazione 5% Verifica requisiti “nuova attività” e assenza di continuazione, opzione in dichiarazione Forfettario 5% per i primi 5 anni se ammesso Possibile riduzione INPS 35% su domanda 5-7 giorni; verifica requisiti prima della ComUnica

FAQ: domande frequenti sul negozio di oggetti fatti a mano

Meglio ditta individuale o SRL per un negozio di oggetti fatti a mano?

La ditta individuale è veloce, economica e flessibile. Apri con ComUnica, paghi diritti e bolli contenuti e puoi scegliere il forfettario se rispetti i requisiti. Tassi IRPEF progressivi in ordinario e imposta sostitutiva in forfettario. Svantaggi: responsabilità illimitata sul patrimonio personale e contributi INPS da commercianti o artigiani con minimali fissi.

La SRL isola la responsabilità al capitale sociale. Conviene con investimenti importanti, fornitori strutturati e piani di crescita oltre 150.000 euro di ricavi, o quando vuoi soci. Ha costi di costituzione notarile, bilancio, organi sociali e contabilità ordinaria completa. La tassazione è IRES e IRPEF sui dividendi, con contributi INPS solo per gli amministratori o soci lavoratori.

Per un negozio artigianale in avvio, la ditta individuale è spesso più efficiente. Passa a SRL quando il rischio operativo e i volumi crescono. La decisione va valutata sul business plan, non solo sulle imposte. Le basi giuridiche sono nel Codice Civile e nel TUIR (DPR 917/1986).

Posso vendere sia in negozio fisico sia online con lo stesso ATECO? Quali adempimenti IVA per l’UE?

Sì, puoi usare un ATECO di commercio al dettaglio e indicare anche la vendita online. In Italia emetti scontrini elettronici o fatture dove necessario e trasmetti i corrispettivi. Per l’UE B2C, se vendi a consumatori in altri Stati membri, puoi applicare il regime OSS (One Stop Shop) per semplificare l’IVA, versando in Italia l’IVA estera dovuta. La disciplina deriva dai regolamenti UE sul commercio elettronico e dalle norme IVA italiane (DPR 633/1972). La soglia unica UE per le vendite a distanza è 10.000 euro annui complessivi; superata, applichi l’IVA del paese del cliente o usi l’OSS.

Gestisci con attenzione resi, marketplace e drop-shipping. I marketplace talvolta sono “deemed supplier” per l’IVA. Adegua privacy e cookie policy (Regolamento UE 2016/679) e le condizioni di vendita (Codice del Consumo). Integra e-fattura e corrispettivi con l’e-commerce per evitare disallineamenti.

Come funziona la riduzione INPS del 35% per forfettari? Conviene sempre?

Artigiani e commercianti in forfettario possono chiedere all’INPS la riduzione del 35% dei contributi, su fisso e percentuali. La domanda si presenta telematicamente, di solito entro i primi mesi dell’anno o all’apertura. La riduzione si rinnova automaticamente finché resti in forfettario. La base è nella legge 190/2014 e nelle circolari INPS annuali.

Conviene se cerchi liquidità nel breve. Però riduce anche la contribuzione accreditata ai fini pensionistici e di alcune prestazioni (maternità, malattia per artigiani/commercianti secondo disciplina vigente). Valuta l’impatto su lungo periodo. Se hai margini ampi, potresti preferire non ridurre per non penalizzare la pensione futura.

Posso iniziare come “hobbista” senza Partita IVA ai mercatini?

La vendita occasionale di opere del proprio ingegno, senza organizzazione d’impresa e senza abitualità, può avvenire senza Partita IVA. È però un perimetro stretto e spesso confuso. Se l’attività è abituale, organizzata, con prezzi e promozione, serve la Partita IVA e, per un negozio, l’iscrizione al Registro Imprese e la SCIA. Le entrate derivanti da attività non imprenditoriali occasionali hanno regole fiscali diverse e limiti pratici.

Appena apri un locale al pubblico o vendi con continuità, la qualifica imprenditoriale è difficilmente evitabile. Le basi sono nel TUIR, nella disciplina sul commercio e nelle interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate. Per evitare sanzioni, valuta l’apertura della ditta individuale prima di rendere abituale la vendita.

Quali obblighi ho su scontrino elettronico, POS e contanti nel 2026?

Devi memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi giornalieri con un registratore omologato o una soluzione software certificata (DLgs 127/2015). La mancata trasmissione comporta sanzioni e, nei casi gravi, sospensione dell’attività. Conserva i documenti e riconcilia incassi contanti, POS e online.

Il POS è obbligatorio per accettare pagamenti elettronici. Il rifiuto ingiustificato comporta una sanzione fissa e una variabile sulla transazione (DL 36/2022). Il limite ai contanti, alla data indicata, è 5.000 euro per singola operazione, salvo future modifiche. Verifica sempre gli aggiornamenti del MEF e del portale Normattiva.

Fonti e riferimenti normativi citati (senza link)

Portale Normattiva; Agenzia delle Entrate; Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; INPS. Norme principali: art. 9 DL 7/2007 conv. L 40/2007 (ComUnica); DPR 160/2010 (SUAP); art. 19 L 241/1990, D.Lgs. 126/2016 e 222/2016 (SCIA); DPR 917/1986 (TUIR); DPR 633/1972 (IVA); L 190/2014 e s.m.i., L 197/2022 (forfettario); L 234/2021 (IRAP persone fisiche); DLgs 127/2015 (corrispettivi); DL 36/2022 (POS); D.Lgs. 82/2005 (CAD); DM MEF 17/01/2019 (coefficienze forfettario).

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.