Aprire la Partita IVA: come fare e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire Partita IVA scegli il codice ATECO corretto, poi apri come libero professionista (modello AA9/12) o come ditta individuale (pratica ComUnica). Contributi INPS e costi cambiano in base all’attività.

  • Codice ATECO: identifica l’attività e incide su tasse, contributi e adempimenti.
  • Libero professionista: apertura con modello AA9/12; ditta individuale: apertura con ComUnica (Registro Imprese, INPS, INAIL, SCIA).
  • Contributi 2026: Gestione Separata 26,07%; artigiani/commercianti fissi + percentuali oltre soglie.

Codice ATECO: cos’è, come sceglierlo senza errori

Il codice ATECO è un codice a sei cifre che identifica l’attività economica. Lo assegna ISTAT e lo usa l’Agenzia delle Entrate per inquadrare il tuo lavoro.

Perché conta: determina se sei attività professionale o impresa, i tuoi adempimenti (es. SCIA), il coefficiente di redditività nel regime forfettario e possibili requisiti per INAIL.

Esempio: un avvocato usa 69.10.10 (attività degli studi legali). Un parrucchiere rientra nei servizi alla persona e apre come impresa artigiana.

Come sceglierlo in pratica

Scrivi cosa farai, come lo farai e a chi venderai. Cerca il codice più aderente alla tua attività prevalente. Attività secondarie? Inseriscile in aggiunta.

Se il codice cambia la “natura” dell’attività, cambiano anche gli adempimenti. Un social media manager è professionista; un e-commerce è impresa commerciale.

Fonti utili: classificazione ATECO ISTAT (testo ufficiale) e istruzioni Agenzia delle Entrate su modello AA9/12.

Aprire come libero professionista: quando e come

Modello AA9/12: cosa compilare davvero

Usa il modello AA9/12 per dichiarare l’inizio attività ai fini IVA. Inserisci dati anagrafici, domicilio fiscale, codice ATECO, regime fiscale scelto e luogo di esercizio.

Puoi inviare il modello online o allo sportello. L’apertura è gratuita se fai da te. La partita IVA si attiva in genere in 24-48 ore.

Riferimenti normativi: DPR 633/1972 (IVA), DPR 605/1973 (anagrafe tributaria), modulistica Agenzia delle Entrate.

Previdenza dei professionisti

Se appartieni a un Ordine con cassa privata (es. avvocati, medici, ingegneri), ti iscrivi alla tua cassa e versi secondo regolamenti interni. Le regole variano per minimi e acconti.

Se non hai cassa privata, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Aliquota 2026: 26,07% sul reddito professionale netto (compensi meno costi deducibili). Si paga con acconti e saldo.

Riferimenti: Legge 335/1995 (riforma previdenziale), circolari INPS 2026 sul contributo Gestione Separata, Ministero del Lavoro per indirizzi in materia previdenziale.

Aprire come ditta individuale: quando e come

ComUnica: un solo invio, più iscrizioni

Per attività commerciali, artigiane o d’impresa, usi la pratica ComUnica. Con un unico invio apri la partita IVA, ti iscrivi al Registro delle Imprese, a INPS e a INAIL se richiesto.

La ComUnica si invia al Registro Imprese della Camera di Commercio. Serve PEC attiva e firma digitale. La pratica genera anche la posizione previdenziale.

Riferimenti: D.P.C.M. 6 maggio 2009 (ComUnica), Codice Civile artt. 2188 e seguenti (Registro Imprese), Codice dell’Amministrazione Digitale D.Lgs. 82/2005 (firma digitale), DL 185/2008 e DL 76/2020 (PEC/domicilio digitale).

SCIA, SUAP, INAIL: quando servono

Molte attività d’impresa necessitano di SCIA al SUAP del Comune. La SCIA abilita subito, ma l’ente può verificare entro termini di legge.

Attività con rischio infortuni richiedono iscrizione INAIL. L’iscrizione in genere è contestuale alla ComUnica e si perfeziona con i dati aggiuntivi.

Riferimenti: L. 122/2010 (SCIA), D.Lgs. 222/2016 (tabelle attività soggette a SCIA, SCIA unica/condizionata), D.P.R. 160/2010 (SUAP), D.P.R. 1124/1965 e norme INAIL.

Contributi 2026 per artigiani e commercianti

I contributi si versano alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Sono composti da una quota fissa annua e una variabile su scaglioni di reddito.

Quote fisse 2026: 4.460,49 euro per artigiani; 4.611,64 euro per commercianti. Quota variabile: 24% (artigiani) e 24,48% (commercianti) sul reddito che supera 18.808,00 euro.

Oltre 56.224,00 euro, l’aliquota sale al 25% (artigiani) e 25,48% (commercianti). Base di calcolo: reddito d’impresa netto ai fini IRPEF. Fonte: circolari INPS 2026.

Regime fiscale 2026: forfettario o ordinario

Regime forfettario: quando conviene

È un regime agevolato per persone fisiche con ricavi/compensi fino a 85.000 euro annui. Imposta sostitutiva 15% o 5% per startup per i primi 5 anni se rispetti i requisiti.

Reddito imponibile calcolato con coefficiente di redditività legato al codice ATECO. Non deduci i costi analitici. Applichi il principio di cassa semplificato, cioè tasse sugli incassi.

Riferimenti: L. 190/2014 art. 1, commi 54-89; L. 208/2015; L. 145/2018; Leggi di Bilancio successive fino al 2026. Verifica sempre aggiornamenti su Normattiva e Agenzia delle Entrate.

Regime ordinario semplificato: quando serve

Per chi supera i limiti del forfettario o ha molti costi deducibili. Tasse su reddito netto reale: ricavi meno costi. IVA con liquidazioni periodiche, registri e dichiarazioni.

Il semplificato usa il principio di cassa per le imprese minori e i professionisti. Lo ordinario per contabilità ordinaria usa il principio di competenza.

Riferimenti: DPR 917/1986 (TUIR, art. 54 e 66), DPR 633/1972 (IVA), D.Lgs. 446/1997 (IRAP, se applicabile), provvedimenti Agenzia delle Entrate.

Imponibile fiscale e contributivo: fai attenzione

Nel regime ordinario, il reddito è incassi meno costi deducibili. Nel forfettario, il reddito si calcola con il coefficiente di redditività, non con i costi reali.

Contributi dei professionisti senza cassa si calcolano sul reddito professionale netto. Per artigiani e commercianti contano i redditi d’impresa netti.

I contributi sono deducibili. Quindi riducono il reddito imponibile ai fini delle imposte. Controlla sempre i calcoli prima di versare acconti e saldo.

Regola decisionale rapida

Se offri prestazioni personali e intellettuali senza struttura d’impresa, apri come libero professionista con AA9/12. Se vendi beni, assumi personale, hai laboratorio, negozio o magazzino, apri come ditta individuale con ComUnica.

Se l’attività richiede autorizzazioni o SCIA, passa per SUAP e ComUnica. Se non richiede SCIA e non è impresa, basta AA9/12. Scegli il regime fiscale: se stimi ricavi entro 85.000 euro e pochi costi, valuta il forfettario. Se hai molti costi o superi il limite, scegli l’ordinario.

Se appartieni a un Ordine, iscriviti alla cassa privata. Altrimenti: Gestione Separata se professionista; Gestione Artigiani o Commercianti se impresa. Verifica sempre il tuo codice ATECO: guida gli adempimenti a valle.

Fonti normative da consultare per validare ogni passaggio: Normattiva per leggi e decreti; Agenzia delle Entrate per AA9/12 e regimi fiscali; Ministero del Lavoro e INPS per iscrizioni e aliquote contributive; SUAP comunale per SCIA.

Costi e tempistiche realistiche nel 2026

Costi di apertura

Libero professionista fai-da-te: zero costi amministrativi. Puoi sostenere solo spese facoltative (firma digitale, PEC) se ti servono per invii o fatturazione.

Ditta individuale fai-da-te: imposta di bollo 17,50 euro; diritti di segreteria 18 euro; diritto camerale da 53 a 120 euro circa; SCIA da 0 a 200 euro secondo il Comune; PEC e firma digitale circa 35 euro.

Se affidi la pratica a un intermediario, aggiungi il suo compenso. Ricorda anche il diritto camerale annuale e l’eventuale premio INAIL in acconto.

Tempistiche

AA9/12: attivazione partita IVA in 1-2 giorni lavorativi. Iscrizione Gestione Separata in tempi brevi dopo l’invio.

ComUnica: protocollazione in giornata, attivazione posizioni in 1-3 giorni. SCIA produce effetto immediato; l’amministrazione può controllare entro termini di legge.

Registrazioni INPS/INAIL: spesso contestuali, ma la piena operatività può richiedere qualche giorno per assegnazioni e codici.

Scenario Modulistica/Canale Requisiti e iscrizioni Tempi medi Costi iniziali indicativi
Libero professionista con cassa privata (es. avvocato) Modello AA9/12 (Agenzia Entrate) Iscrizione all’Ordine e alla cassa di categoria; eventuale PEC 24-48 ore per P. IVA; cassa secondo procedure interne 0 euro amministrativi; contributi minimi/percentuali secondo cassa
Libero professionista senza cassa (es. social media manager) Modello AA9/12 Iscrizione INPS Gestione Separata; eventuale PEC 24-48 ore per P. IVA; INPS in pochi giorni 0 euro amministrativi; contributi 26,07% sul reddito netto
Ditta individuale artigiano (es. parrucchiere) ComUnica al Registro Imprese + SCIA SUAP (se richiesta) INPS Gestione Artigiani; INAIL obbligatoria; PEC e firma digitale 1-3 giorni per attivazioni; SCIA immediata con controlli successivi Bolllo 17,50; segreteria 18; diritto camerale 53-120; SCIA 0-200; PEC/firma ~35
Ditta individuale commerciante (es. e-commerce) ComUnica + eventuale SCIA per vendita INPS Gestione Commercianti; INAIL se dovuta; PEC e firma digitale 1-3 giorni; SCIA immediata Come sopra; contributi fissi + 24,48% oltre 18.808 euro

FAQ: domande frequenti sull’apertura della Partita IVA

Come scelgo il codice ATECO giusto se svolgo più attività diverse?

Individua l’attività prevalente, cioè quella che genererà i maggiori ricavi. Usa quel codice come principale. Aggiungi i codici secondari per le attività accessorie che prevedi con una certa continuità. Se nel tempo cambia la prevalenza, puoi comunicare la variazione con il modello AA9/12 (per professionisti) o con pratica di variazione al Registro Imprese (per ditte). Scegliere un codice errato può portare a errori su regime fiscale, contributi, obblighi INAIL o SCIA. Prima di scegliere, confronta le descrizioni ISTAT delle voci ATECO e verifica gli effetti sul coefficiente di redditività nel forfettario. In caso di dubbi, usa la descrizione operativa di ciò che farai e trova il match più preciso. Norme di riferimento: classificazione ATECO ISTAT e modulistica Agenzia delle Entrate.

Sono un social media manager: libero professionista o ditta individuale?

Se offri servizi personali e intellettuali, lavori senza struttura d’impresa e non vendi beni, rientri tipicamente tra i professionisti. Apri con modello AA9/12 e ti iscrivi alla Gestione Separata INPS se non hai cassa privata. Diventi impresa se vendi prodotti (es. merchandising), gestisci un magazzino, assumi dipendenti stabili, apri un negozio o un laboratorio, o organizzi l’attività con mezzi e capitale tipici dell’impresa. In quel caso apri ditta individuale con ComUnica, ti iscrivi al Registro Imprese, INPS Artigiani/Commercianti e, se previsto, a INAIL. Valuta anche se serve SCIA presso il SUAP. Fonti utili: D.P.C.M. 6 maggio 2009 (ComUnica), L. 122/2010 e D.Lgs. 222/2016 (SCIA), circolari INPS sulle gestioni previdenziali.

Forfettario 2026: limiti, cause di esclusione e uscita dal regime

Il limite ordinario di accesso e permanenza è 85.000 euro di ricavi/compensi annui. L’imposta sostitutiva è il 15% o il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti agevolati (start-up senza esperienze recenti in attività simili e con altre condizioni di legge). Sei escluso se partecipi a società di persone, associazioni o SRL “trasparenti” con attività riconducibile alla tua, o se operi prevalentemente verso il tuo ex datore di lavoro in certe condizioni. Esci dal regime se superi la soglia o se non rispetti i requisiti. Se superi in modo significativo, scattano regole di fuoriuscita dall’anno successivo o, in casi previsti, anche in corso d’anno. Riferimenti: L. 190/2014 art. 1 commi 54-89, L. 145/2018 e successive leggi di bilancio. Consulta sempre le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate e i testi su Normattiva per le versioni vigenti.

Come si calcolano i contributi INPS nel 2026 con il forfettario e quali agevolazioni esistono?

Professionisti senza cassa: versi alla Gestione Separata il 26,07% sul reddito professionale netto determinato ai fini IRPEF. Se sei in forfettario, il reddito è quello forfettario (ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività), al netto dei contributi stessi. Artigiani e commercianti: paghi i contributi fissi, poi l’aliquota percentuale sulla parte di reddito che supera 18.808,00 euro, con scatti oltre 56.224,00 euro (24% e 25% per artigiani; 24,48% e 25,48% per commercianti). Esiste l’agevolazione contributiva del 35% per forfettari iscritti ad Artigiani/Commercianti, su domanda e se mantieni i requisiti. L’agevolazione riduce i contributi ma riduce anche la base utile ai fini pensionistici. Fonti: circolari INPS 2026 (aliquote e minimali), L. 190/2014 e prassi INPS sull’agevolazione forfettari.

Quando serve la SCIA e cosa rischio se non la presento?

Serve per le attività soggette a segnalazione certificata di inizio attività, come molte attività commerciali, artigiane e dei servizi. La presenti al SUAP del Comune. Produce effetti immediati, ma l’amministrazione può intervenire entro i termini previsti. Se non la presenti quando dovuta, rischi sanzioni amministrative, sospensione dell’attività e l’obbligo di regolarizzazione. La regola pratica è: se apri un locale aperto al pubblico, svolgi lavorazioni con rischio, o vendi beni, verifica sempre il regime autorizzatorio. Norme: L. 122/2010, D.Lgs. 222/2016, D.P.R. 160/2010 e regolamenti comunali. Per irregolarità fiscali connesse all’avvio (es. tardiva apertura IVA), si applicano sanzioni secondo D.Lgs. 471/1997, con possibilità di ravvedimento operoso ex D.Lgs. 472/1997.

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