Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Puoi aprire la Partita IVA gratis se sei libero professionista con modello AA9/12; per la ditta individuale servono anche ComUnica, SUAP e costi camerali. Valuta il regime forfettario per ridurre imposte e semplificare.
- Modello AA9/12 per persone fisiche: apertura Partita IVA gratuita, ai sensi dell’art. 35 del DPR 633/1972, entro 30 giorni dall’inizio attività.
- Ditta individuale: apertura IVA + Registro Imprese/INPS/INAIL via ComUnica e, se previsto, SCIA al SUAP; costi iniziali tipici 200–350 euro.
- Regime forfettario (L. 190/2014, art. 1, commi 54-89): soglia 85.000 euro, imposta 15% (5% per start-up), e-fattura obbligatoria dal 2024.
Chi può aprire la Partita IVA “a basso costo” nel 2026
Aprire la Partita IVA può costare zero, poco, o qualcosa in più. Dipende da cosa fai e da come organizzi il lavoro. La legge distingue tra lavoratore autonomo professionista e imprenditore individuale (ditta individuale).
Il professionista presta servizi intellettuali, spesso senza struttura. Esempio: consulente marketing, developer freelance, traduttore. In questo caso, la sola apertura IVA con il modello AA9/12 è gratuita presso l’Agenzia delle Entrate.
La ditta individuale svolge attività d’impresa. Esempio: commercio, artigianato, e-commerce. Qui oltre alla Partita IVA servono iscrizione al Registro Imprese, INPS Artigiani/Commercianti, eventuale INAIL e adempimenti SUAP. Ci sono piccoli costi amministrativi.
Riferimenti normativi essenziali
L’apertura IVA discende dall’art. 35 del DPR 633/1972 (dichiarazione di inizio attività). Il regime forfettario è nella Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata dalle successive leggi di bilancio, incluso l’innalzamento a 85.000 euro stabilito dalla Legge 197/2022. La Comunicazione Unica al Registro Imprese deriva dal DL 7/2007, art. 9. Le procedure SUAP e SCIA si fondano sulla Legge 241/1990 e sul D.Lgs. 222/2016. Puoi consultare i testi su Normattiva, portale del Ministero della Giustizia e della Presidenza del Consiglio.
Libero professionista: come aprire gratis
Se svolgi un’attività professionale senza impresa, l’apertura è semplice. Non paghi diritti camerali né iscrizione al Registro Imprese. Compili e invii il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate.
Modello AA9/12: è il modulo per persone fisiche. Si usa per Partita IVA, variazioni e cessazioni. Puoi trasmetterlo online con SPID/CIE/CNS o presentarlo allo sportello. L’identificativo IVA arriva subito o entro pochi giorni.
Codice ATECO: è il codice che descrive l’attività. Sceglilo con cura perché incide su coefficiente di redditività (forfettario), inquadramento previdenziale e studi di settore storici. Lo trovi nelle tabelle Istat-Agenzia Entrate.
Regime fiscale per il professionista
Puoi scegliere il regime forfettario se rispetti requisiti e non hai cause di esclusione (per esempio partecipazioni in società di persone o controllo in SRL collegata). Soglia ricavi/compensi: 85.000 euro annui. Imposta sostitutiva: 15% o 5% per i primi cinque anni se sei start-up e rispetti le condizioni della norma.
Principio di cassa: significa paghi imposte sui compensi incassati, non solo fatturati. Nel forfettario l’IVA non si applica e non si detrae. Scrivi in fattura la dicitura di esonero e applichi il bollo da 2 euro sopra 77,47 euro.
Previdenza: se non hai cassa professionale, versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota si aggiorna ogni anno con circolare INPS e nel 2026 si attesta intorno al 26%. Se hai una cassa ordinistica (es. Inarcassa, Cassa Forense), segui il regolamento della cassa.
Ditta individuale: costi e adempimenti minimi
Se vendi beni o organizzi un’attività produttiva, sei un imprenditore individuale. Devi aprire la Partita IVA e iscriverti al Registro Imprese. Usi la ComUnica, che attiva anche INPS e, se serve, INAIL. Per molte attività commerciali o artigiane serve la SCIA tramite SUAP del Comune.
Costi iniziali tipici: imposta di bollo 17,50 euro, diritti di segreteria circa 18 euro, diritto camerale iniziale e diritto annuale (circa 53 euro per micro imprese; può variare per provincia). A questi si sommano eventuali bolli SUAP e oneri specifici.
Previdenza: artigiani e commercianti versano contributi fissi sul minimale più una percentuale sull’eccedenza. Se stai in forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (agevolazione introdotta dalla Legge 208/2015 e disciplinata da circolari INPS). L’agevolazione non è automatica: va richiesta e confermata ogni anno.
Fatturazione e corrispettivi
La fattura elettronica è obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari, dal 2024 in poi, come previsto dalla normativa sulla digitalizzazione (atti attuativi del D.L. 36/2022 e D.Lgs. 127/2015). Se fai vendita al dettaglio, emetti corrispettivi elettronici con registratore telematico o procedura web.
Se non applichi IVA (forfettario), la fattura resta senza IVA. Ricorda il bollo di 2 euro per fatture oltre 77,47 euro. L’imposta di bollo si paga trimestralmente con F24 o addebito automatico da Sistema di Interscambio.
Regime forfettario vs ordinario: come scegliere
Regime forfettario: è un regime agevolato. Calcoli il reddito applicando un coefficiente di redditività ai ricavi/compensi. Non detrai costi analitici né IVA. Hai imposta sostitutiva al 15% o al 5% per start-up. Adempimenti contabili ridotti.
Regime ordinario semplificato: usi contabilità semplificata e il principio di cassa. Detrai i costi reali e l’IVA sugli acquisti. Versi l’IVA sulle vendite al netto di quella detraibile. Può convenire se hai molti costi e investimenti.
Uscita dal forfettario: se superi 100.000 euro di ricavi/compensi in corso d’anno, esci subito e applichi IVA dal momento del superamento (regola introdotta dalla Legge 197/2022). Se stai tra 85.000 e 100.000, esci dall’anno successivo.
Casi pratici rapidi
Hai pochi costi, lavori da remoto, compensi sotto 85.000 euro: spesso conviene il forfettario. Hai attrezzature costose, dipendenti, forte incidenza di costi con IVA: valuta l’ordinario. Se vendi al dettaglio con merce, l’IVA sugli acquisti può pesare molto: fai due conti prima di scegliere.
Regola decisionale rapida
Decidi in 5 passaggi
- Attività: se presti servizi intellettuali senza impresa, sei professionista. Se vendi beni o organizzi mezzi e persone, sei ditta individuale.
- Adempimenti: professionista compila AA9/12. Ditta individuale usa ComUnica e, se necessario, presenta SCIA al SUAP.
- Costi iniziali: professionista quasi zero. Ditta individuale mette in conto 200–350 euro tra imposte di bollo, diritti e diritto camerale.
- Regime fiscale: se preveda ricavi sotto 85.000 e pochi costi con IVA, scegli il forfettario. Se hai tanti costi e investimenti, valuta l’ordinario.
- Previdenza: senza cassa usi Gestione Separata INPS. Per artigiani/commercianti ci sono contributi fissi. In forfettario puoi chiedere la riduzione 35%.
Procedura passo-passo
Libero professionista
- Scegli il codice ATECO corretto. È la “targa” della tua attività.
- Compila il modello AA9/12 con dati anagrafici, domicilio fiscale, ATECO e regime fiscale scelto.
- Invia il modello online via servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o consegnalo allo sportello.
- Ricevi il numero di Partita IVA. Attiva la fattura elettronica dal tuo software o dal portale Fatture e Corrispettivi.
- Valuta l’iscrizione a una cassa professionale, se prevista per il tuo ordine; altrimenti Gestione Separata INPS.
Ditta individuale
- Scegli il codice ATECO e verifica i requisiti comunali (orari, locali, igiene, pre-requisiti professionali).
- Prepara ComUnica per Registro Imprese, INPS, INAIL. Servono PEC/domicilio digitale e firma digitale.
- Presenta SCIA al SUAP del Comune se l’attività lo richiede (commercio, artigianato, somministrazione).
- Versa imposta di bollo, diritti di segreteria e diritto camerale. Importi variabili per provincia.
- Attiva corrispettivi telematici e, se vendi online, adegua privacy, cookie e policy di reso.
Tempi, controlli e sanzioni
Tempi medi: la Partita IVA si attiva subito o in 1–3 giorni. L’iscrizione al Registro Imprese richiede in media 1–5 giorni. La SCIA produce effetti immediati con controlli successivi (silenzio-assenso), salvo attività soggette ad autorizzazione preventiva.
Sanzioni: l’omessa dichiarazione di inizio attività IVA è sanzionata dal D.Lgs. 471/1997. L’omessa iscrizione al Registro Imprese o l’avvio senza SCIA può portare a sospensione e sanzioni amministrative comunali. Aggiorna sempre i dati con AA9/12 in caso di variazione.
Fonti utili: Normattiva per i testi aggiornati; Agenzia delle Entrate per modelli e istruzioni; Ministero delle Imprese e del Made in Italy per ComUnica; Ministero del Lavoro e INPS per aspetti contributivi; INAIL per la tutela assicurativa.
| Scenario | Adempimenti obbligatori | Costi iniziali stimati | Tempistiche medie | Fonti/Norme chiave |
|---|---|---|---|---|
| Libero professionista senza cassa (es. consulente) | AA9/12 all’Agenzia Entrate; scelta regime; apertura fattura elettronica; iscrizione Gestione Separata INPS | 0 euro per apertura IVA; marca da bollo 2 euro su fatture oltre 77,47 euro | IVA: immediato/1–3 giorni; INPS: 1–5 giorni | DPR 633/1972 art. 35; L. 190/2014; circolari INPS su aliquote Gestione Separata |
| Professionista con cassa ordinistica (es. architetto) | AA9/12; iscrizione all’Ordine; iscrizione Cassa; e-fattura | 0 euro apertura IVA; contributi minimi secondo regolamento cassa | IVA: 1–3 giorni; Cassa: 1–2 settimane | DPR 633/1972; Statuto Cassa; L. 190/2014 |
| Ditta individuale commercio al dettaglio | ComUnica (Registro Imprese, INPS, INAIL se necessario); SCIA SUAP; corrispettivi telematici | 200–350 euro tra bollo 17,50, diritti 18, diritto camerale e bolli SUAP | Registro: 1–5 giorni; SCIA: effetto immediato con controlli | DL 7/2007 art. 9; D.Lgs. 222/2016; L. 241/1990; D.Lgs. 127/2015 |
| Ditta individuale artigiana (es. riparazioni) | ComUnica; iscrizione Albo Artigiani; SCIA se laboratorio; INPS Artigiani; INAIL | 250–400 euro complessivi, variabili per CCIAA | Registro/Albo: 3–7 giorni; SCIA: immediata | DL 7/2007; norme regionali artigianato; D.Lgs. 222/2016 |
| E-commerce (vendor proprio magazzino) | ComUnica; SCIA per vendita a distanza; corrispettivi telematici o sola e-fattura B2B; adeguamenti fiscali marketplace | 200–350 euro iniziali; eventuali costi software | Registro: 1–5 giorni; SCIA: immediata | D.Lgs. 114/1998; D.Lgs. 127/2015; prassi Agenzia Entrate su e-commerce |
FAQ
Quanto costa davvero aprire la Partita IVA da libero professionista nel 2026?
L’apertura è gratuita. Compili il modello AA9/12 e lo invii all’Agenzia delle Entrate. Non paghi bolli o diritti per l’attribuzione della Partita IVA. Dovrai invece sostenere costi operativi successivi: la marca da bollo da 2 euro per fatture oltre 77,47 euro, eventuale software di fatturazione elettronica, e i contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS o a una cassa professionale, secondo la tua categoria. L’imposta sul reddito dipende dal regime fiscale. Nel forfettario applichi il 15% o il 5% se start-up. Nell’ordinario la tassazione segue gli scaglioni IRPEF e le addizionali. Ricorda di aprire la posizione previdenziale contestualmente o subito dopo l’apertura IVA per evitare sanzioni. Le istruzioni ufficiali sono sul sito dell’Agenzia delle Entrate e su Normattiva per il DPR 633/1972.
Posso fare ditta individuale senza iscrivermi al Registro Imprese per risparmiare?
No. Se svolgi attività d’impresa, devi iscriverti al Registro Imprese. L’obbligo deriva dal sistema pubblicitario dell’impresa individuale. Usi la Comunicazione Unica che attiva anche INPS e, se necessario, INAIL. Senza iscrizione rischi sanzioni e la sospensione amministrativa. I costi sono contenuti: imposta di bollo, diritti di segreteria e diritto camerale. Molti Comuni richiedono la SCIA per attività commerciali o artigiane; la presenti al SUAP e puoi iniziare subito, salvo controlli. Le basi normative sono il DL 7/2007 (ComUnica), la Legge 241/1990 e il D.Lgs. 222/2016 per SCIA e semplificazioni. Puoi verificare le tariffe esatte sul portale della tua Camera di Commercio.
Mi conviene il regime forfettario o l’ordinario? Come faccio un confronto rapido?
Fai così: stima i ricavi annui e i costi con IVA. Se stai sotto 85.000 euro e hai costi bassi, il forfettario spesso vince per semplicità e imposta fissa (15% o 5%). Non detrai l’IVA e non deduci i costi analitici, ma applichi il coefficiente di redditività del tuo ATECO. Se invece acquisti merci o attrezzature con IVA elevata, hai canoni importanti e usi subfornitori, l’ordinario può risultare migliore perché deduci i costi e detrai l’IVA. Un esempio semplice: se spendi molto in beni e servizi con IVA e margine ridotto, l’ordinario abbassa subito il carico IVA e IRPEF. Se monetizzi soprattutto tempo e competenze, e hai poche spese, il forfettario riduce burocrazia e imposte. Ricorda le regole di uscita immediata oltre 100.000 euro e il limite 85.000. Le norme sono nella Legge 190/2014 e nella Legge 197/2022.
Devo fare SCIA, autorizzazioni o corsi (HACCP, SAB)? In quali casi e con che tempi?
Dipende dall’attività. Per commercio al dettaglio, somministrazione alimenti e bevande, artigianato alimentare, parrucchieri ed estetisti, servono requisiti specifici e spesso la SCIA. La SCIA si presenta al SUAP del Comune e produce effetti immediati. L’amministrazione può controllare dopo. Per alimenti è richiesto il rispetto del Regolamento UE 852/2004 (igiene) e la formazione HACCP. Per somministrazione può servire il requisito professionale SAB o titolo equipollente. I tempi variano in base al Comune, ma la SCIA consente l’avvio immediato salvo attività soggette ad autorizzazione espressa. Consulta sempre il portale SUAP del tuo Comune e verifica eventuali norme regionali. Le basi generali sono nella Legge 241/1990 e nel D.Lgs. 222/2016.
Come funziona la fatturazione elettronica per i forfettari nel 2026? E l’imposta di bollo?
Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria anche per i contribuenti in regime forfettario. Emitti e ricevi fatture tramite il Sistema di Interscambio. Non applichi IVA, quindi indichi la dicitura di esonero prevista dalla Legge 190/2014. Se l’importo della fattura supera 77,47 euro, applichi l’imposta di bollo da 2 euro. Se usi il canale telematico, il sistema calcola il bollo dovuto e lo addebita trimestralmente, pagabile con F24 o addebito da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per il commercio al dettaglio emetti corrispettivi telematici con registratore omologato o procedura web. Le regole operative si trovano nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle norme su fatturazione elettronica del D.Lgs. 127/2015 e dei successivi decreti attuativi.
