Aprire Partita IVA da avvocato: come si fa e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire la Partita IVA da avvocato compila il modello AA9/12 con ATECO 69.10.10, invialo entro 30 giorni, scegli il regime fiscale, iscriviti a Cassa Forense ed emetti fatture elettroniche con rivalsa integrativa 4%.

  • Modello AA9/12: presentazione entro 30 giorni dall’avvio attività (articolo 35, DPR 633/1972); ATECO 69.10.10; invio telematico, sportello o raccomandata.
  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% (5% start-up), soglia ricavi 85.000 euro, coefficiente 78%, niente IVA e ritenute (Legge 190/2014 e successive modifiche).
  • Cassa Forense: contributo soggettivo percentuale con minimi, integrativo 4% in fattura, maternità/paternità fisso annuale (Regolamento contributi Cassa Forense).

Requisiti, quadro normativo e cosa cambia per un avvocato

Per esercitare come avvocato devi essere iscritto all’Albo presso l’Ordine. La base è la Legge 247/2012 sull’ordinamento forense. Senza Albo, non puoi esercitare in proprio né emettere parcelle professionali.

Per aprire la Partita IVA applichi le regole dell’IVA e dei redditi di lavoro autonomo. Le norme cardine: articolo 35 del DPR 633/1972 per la dichiarazione di inizio attività; DPR 633/1972 per l’IVA; DPR 917/1986 (TUIR), articoli 53 e 54, per il reddito di lavoro autonomo. Trovi i testi su Normattiva e i provvedimenti attuativi sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il regime forfettario per i professionisti deriva dalla Legge 190/2014, commi 54-89, come modificata dalla Legge 145/2018 e dalle successive leggi di bilancio. La soglia dei ricavi è 85.000 euro annui. Il coefficiente di redditività per le attività professionali come gli studi legali è il 78%.

La previdenza è disciplinata dal Regolamento della Cassa Forense (Regolamento contributi e prestazioni) e dalle delibere annuali. La contribuzione è obbligatoria per chi esercita la professione ed è iscritto all’Albo.

Procedura pratica: come aprire la Partita IVA da avvocato

1) Compilazione del modello AA9/12

Il modello AA9/12 è la dichiarazione di inizio attività per persone fisiche. Indichi: dati anagrafici, domicilio fiscale e sede dell’attività, data di inizio, attività svolta, regimi contabili e fiscali.

Per un avvocato il codice ATECO è 69.10.10 – Studi legali. Serve per classificare l’attività e determina adempimenti statistici e, indirettamente, alcuni parametri fiscali.

Se pensi di aderire al regime forfettario, spunta la relativa opzione nel quadro specifico. Se resti nel regime ordinario, seleziona la contabilità semplificata per cassa, salvo che ti serva la contabilità ordinaria per obbligo o scelta.

2) Canali e tempistiche di presentazione

Devi presentare l’AA9/12 entro 30 giorni dall’avvio dell’attività, come previsto dall’articolo 35 del DPR 633/1972. Puoi farlo online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, tramite un intermediario abilitato, a mano presso un ufficio o con raccomandata.

La pratica non ha imposte se la presenti da solo. Se ti affidi a un professionista, sosterrai il costo del servizio. La tardiva presentazione può generare sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 471/1997.

3) Strumenti digitali indispensabili: PEC, fattura elettronica, cassetto fiscale

Ti serve una PEC attiva. La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i contribuenti in regime forfettario. Emetti e ricevi e-fatture via Sistema di Interscambio (SDI). Gestisci marche da bollo virtuali e versamenti trimestrali.

Accedi al cassetto fiscale per controllare ricevute SDI, deleghe, F24 e comunicazioni. Se lavori con Pubbliche Amministrazioni, usa il formato PA e rispetta i codici ufficio.

Scelta del regime fiscale: forfettario o ordinario

Regime forfettario: come funziona e quando conviene

Cos’è: un regime agevolato con imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IVA. Non addebiti IVA in fattura e non subisci ritenute d’acconto. La base tassabile è calcolata in modo “forfettario”.

Requisiti: ricavi/compensi dell’anno precedente non superiori a 85.000 euro. Valgono anche specifiche cause di esclusione (partecipazioni in società di persone, controlli in SRL con attività riconducibile, regimi speciali IVA, lavoro dipendente prevalente oltre certe soglie). Verifica sempre le condizioni aggiornate sulle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Calcolo imposta: imponibile = compensi incassati x coefficiente 78%. Poi sottrai i contributi previdenziali versati. Sull’importo residuo applichi l’imposta sostitutiva 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up.

Fatture: indichi che l’operazione è non soggetta a IVA per adesione al regime forfettario (nelle e-fatture si usa solitamente la natura N2.2). Applichi il contributo integrativo Cassa Forense 4%. Aggiungi marca da bollo da 2 euro se il totale documento supera 77,47 euro.

Regime ordinario: quando serve e come si calcola

Cos’è: il regime “pieno” con IVA, IRPEF progressiva e addizionali regionali e comunali. Deduci i costi effettivi inerenti e detrai l’IVA sugli acquisti. Applichi il principio di cassa per i redditi professionali (articolo 54, TUIR).

IVA: di regola applichi il 22% sulle prestazioni nazionali, salvo regole specifiche per operazioni con l’estero. Registri fatture emesse e ricevute e versi l’IVA con liquidazioni periodiche.

IRPEF: gli scaglioni e le aliquote possono cambiare con le leggi di bilancio. Nel 2026, la struttura resta progressiva con aliquote differenziate per scaglioni di reddito. Consulta sempre l’ultimo provvedimento su Normattiva o sul portale dell’Agenzia delle Entrate prima dei calcoli di acconti e saldi.

Ritenuta d’acconto: se fatturi a sostituti d’imposta, questi trattengono il 20% a titolo di acconto IRPEF sulla base imponibile al netto dei contributi integrativi. Indica correttamente la ritenuta in fattura.

Costi deducibili e semplificazioni contabili

Nel regime ordinario deduci i costi inerenti: canoni studio, utenze, assicurazioni, formazione, software, ammortamenti, interessi e spese auto con limiti. L’IVA assolta è detraibile se inerente e se la prestazione è imponibile.

Contabilità: per la maggioranza dei professionisti va bene la semplificata per cassa. Se superi i limiti o lo preferisci, puoi adottare la contabilità ordinaria con registri più completi.

Contributi Cassa Forense: tipologie, minimi e scadenze

Tre contributi distinti

Contributo soggettivo: è una percentuale sul reddito professionale IRPEF, con un minimo annuale. La percentuale ordinaria è fissata dal Regolamento Cassa Forense. Sono previste riduzioni dei minimi per i primi anni e per under 35, secondo delibere vigenti.

Contributo integrativo: 4% da addebitare in ogni fattura al cliente. È un’entrata della Cassa e si versa con modalità fissate annualmente. In regime ordinario entra nel volume d’affari IVA; in forfettario non genera IVA ma rientra nei compensi.

Contributo di maternità/paternità: importo fisso deciso ogni anno. Copre le prestazioni assistenziali. L’importo varia in base alla delibera annuale di Cassa Forense.

Iscrizione, versamenti e controlli

L’iscrizione a Cassa Forense è obbligatoria per l’avvocato iscritto all’Albo che esercita. La base normativa è nel Regolamento della Cassa e nella Legge 247/2012. Se avvii l’attività, attiva subito la posizione previdenziale per evitare sanzioni.

I versamenti si articolano in acconti e saldo, con scadenze annuali stabilite dalla Cassa. Gli importi minimi e gli acconti si calcolano su dati dichiarati e su provvedimenti annuali.

Se non raggiungi certe soglie di reddito o volume d’affari, puoi chiedere riduzioni dei minimi ove previste. Consulta sempre l’ultima delibera Cassa Forense prima di pianificare i pagamenti.

Operazioni con l’estero, bollo e altri adempimenti

Prestazioni a clienti UE/extra-UE

Le regole IVA cambiano con il luogo di tassazione. Per i servizi professionali a soggetti passivi UE si applica, di norma, il meccanismo del reverse charge nel Paese del cliente (articolo 7-ter, DPR 633/1972 e normativa UE). Per privati esteri si applicano regole diverse.

Dal punto di vista dichiarativo, usa i tracciati elettronici corretti e gli adempimenti transfrontalieri previsti dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Conserva la documentazione che prova lo status del cliente e il luogo di consumo.

Imposta di bollo e ritenute

Per fatture senza IVA superiori a 77,47 euro applichi la marca da bollo da 2 euro. In e-fattura il bollo è virtuale e si versa trimestralmente con F24 o addebito. Tieni monitorate le scadenze nel cassetto fiscale.

Se sei in forfettario, rilascia dichiarazione al cliente per non subire ritenute d’acconto, richiamando la Legge 190/2014. In ordinario, applichi la ritenuta 20% se il cliente è un sostituto d’imposta.

Regola decisionale rapida

Usa questi nessi logici per scegliere con metodo

Se prevedi compensi entro 85.000 euro e costi bassi (meno del 20% dei ricavi), allora il forfettario tende a convenire. Paghi imposta sostitutiva sul 78% dei compensi e niente IVA.

Se hai costi elevati (oltre il 30-35% dei ricavi), allora il regime ordinario tende a convenire. Deduci i costi reali e detrai l’IVA, riducendo l’IRPEF e l’IVA netta da versare.

Se lavori soprattutto con privati e PA, allora il forfettario è spesso più semplice e competitivo. Se lavori con imprese che detrarrebbero l’IVA, allora l’ordinario può risultare più “neutro” per il cliente.

Se devi fare investimenti importanti (arredi, software, collaborazioni), allora l’ordinario aiuta grazie a detrazione IVA e deduzioni. Se l’attività è snella e digitale, allora il forfettario minimizza burocrazia e costi fissi.

Prima di chiudere la scelta, verifica sempre: cause di esclusione dal forfettario; effetti sulle addizionali; aliquote IRPEF aggiornate per il 2026; obblighi verso Cassa Forense. Consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e i testi su Normattiva.

Esempio sintetico di calcolo

Forfettario con 40.000 euro incassati

Redditività 78%: 31.200 euro. Contributi versati 5.000 euro. Base imposta: 26.200 euro. Imposta sostitutiva 15%: 3.930 euro. Integrativo 4% incassato: non genera IVA; rientra nei compensi ai fini del tetto e del reddito forfettario.

Ordinario con 40.000 euro incassati e costi 12.000 euro

Reddito professionale: 28.000 euro (principio di cassa). Su questo calcoli IRPEF per scaglioni vigenti nel 2026 e addizionali. L’IVA si determina separatamente su fatture emesse al netto detraendo l’IVA sugli acquisti.

Tabella scenari, requisiti e tempistiche

Scenario Regime consigliato Documenti e adempimenti Tempistiche principali Note contributive Cassa Forense
Neo-avvocato under 35, ricavi previsti 30.000 euro, costi bassi Forfettario (5% se start-up) AA9/12 con ATECO 69.10.10; PEC; attivazione fattura elettronica; dicitura forfettario in fattura; marca da bollo AA9/12 entro 30 giorni; bollo trimestrale; imposta sostitutiva con acconti/saldo Iscrizione obbligatoria; possibili riduzioni minimi per primi anni/under 35 secondo Regolamento vigente
Studio singolo con ricavi 70.000 euro, investimenti software e arredi Ordinario (valuta deduzioni e detrazione IVA) AA9/12; registri IVA; liquidazioni periodiche; ritenute d’acconto; CU e dichiarativi Liquidazioni IVA mensili/trimestrali; acconti IRPEF/IVA; scadenze dichiarative annuali Versamenti acconti e saldo; minimo soggettivo dovuto; integrativo 4% su tutte le fatture
Ricavi 120.000 euro, clientela business che detrae IVA Ordinario (fuori soglia forfettario) Contabilità semplificata o ordinaria; gestione credito IVA; ritenute Gestione mensile stringente; monitoraggio plafond e liquidità Contributi calcolati sul reddito; verifica eventuali eccedenze rispetto ai minimi
Clienti esteri UE/extra-UE, ricavi 50.000 euro Forfettario o ordinario in base ai costi Fatture con regole territorialità; codifiche SDI; conservazione prove status cliente Scadenze bollo e imposte; comunicazioni transfrontaliere secondo provvedimenti AE Integrativo 4% sempre in fattura; contribuzione soggettiva su reddito imponibile
Avvio in corso d’anno, ricavi stimati 20.000 euro, collaborazioni occasionali pregresse Forfettario (se requisiti rispettati) AA9/12 con data avvio; verifica cause esclusione; autodichiarazione no ritenute Allineamento entro 30 giorni; acconti proporzionati; controllo soglia 85.000 euro pro-rata Iscrizione Cassa al momento dell’avvio; verifica minimi pro-rata se previsti

FAQ

Come si compila correttamente il modello AA9/12 per uno studio legale?

Compila i dati anagrafici e indica la sede dell’attività, anche se coincidente con il domicilio. Nella sezione attività inserisci il codice ATECO 69.10.10 – Studi legali. Specifica la data di inizio attività: è la data dalla quale inizi a fatturare e sostenere costi. Scegli il regime fiscale: spunta il forfettario se possiedi i requisiti; altrimenti seleziona il regime ordinario con contabilità semplificata. Per l’IVA, in forfettario indichi l’adesione al regime agevolato che esclude l’IVA; in ordinario selezioni l’applicazione dell’IVA con liquidazioni periodiche. Inserisci PEC e, se già disponibile, i dati dell’intermediario. Ricorda che l’AA9/12 va presentato entro 30 giorni dall’inizio, come previsto dall’articolo 35 del DPR 633/1972. Conserva protocolli e ricevute telematiche. In caso di errore puoi inviare una nuova dichiarazione di variazione.

Quali sono i requisiti e le cause di esclusione dal regime forfettario per un avvocato?

Il requisito principale è il limite di ricavi/compensi non superiore a 85.000 euro nell’anno precedente. Devi inoltre rispettare le condizioni soggettive: non partecipare a società di persone o associazioni professionali che generano redditi in confluenza; non controllare, direttamente o indirettamente, SRL che svolgono attività riconducibile alla tua; non applicare regimi IVA speciali. Se hai lavoro dipendente, non devi superare le soglie e la prevalenza che farebbero decadere il requisito di autonomia professionale, secondo le regole fissate dalle leggi di bilancio e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate. Se entri nel forfettario come start-up puoi accedere all’aliquota 5% per i primi 5 anni se non hai esercitato attività professionale nei tre anni precedenti e se l’attività non è mera prosecuzione di lavoro dipendente. Le fonti sono la Legge 190/2014, come modificata, e le istruzioni AE aggiornate reperibili sui portali istituzionali.

Come funzionano ritenuta d’acconto e contributo integrativo 4% in forfettario e in ordinario?

In ordinario, quando fatturi a un sostituto d’imposta, applichi la ritenuta d’acconto del 20% sul compenso al netto di eventuali spese escluse ex articolo 15 del DPR 633/1972. Il cliente trattiene e versa la ritenuta e ti rilascia la CU. In forfettario, per la Legge 190/2014, non subisci ritenute: inserisci in fattura la dicitura che attesti l’adesione al regime e consegna un’autodichiarazione al cliente. In tutti i casi, aggiungi il contributo integrativo Cassa Forense del 4% in fattura. È un onere a carico del cliente, ma fiscalmente concorre ai tuoi compensi. In ordinario, l’integrativo entra nel volume d’affari IVA e segue le regole generali di liquidazione. In forfettario non genera IVA e si indica come componente del corrispettivo su operazione non soggetta. Ricorda la marca da bollo di 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro, con versamento virtuale trimestrale.

Quali sono i contributi minimi Cassa Forense nel 2026 e come si pagano?

Gli importi minimi (soggettivo, integrativo minimo e maternità/paternità) vengono stabiliti ogni anno da Cassa Forense con delibera. La regola di base: versi il contributo soggettivo in percentuale sul reddito professionale con un minimo annuale; versi l’integrativo del 4% su ogni fattura con un minimo annuo; versi il contributo di maternità/paternità in cifra fissa. Sono previste riduzioni dei minimi per i primi anni di iscrizione e per under 35, secondo quanto dispone il Regolamento contributi. Le scadenze tipiche prevedono acconti e saldo nell’anno successivo, oltre a eventuali rateazioni. Per pianificare correttamente, verifica la delibera contributiva 2026 e le istruzioni operative sul portale della Cassa. In caso di avvio in corso d’anno, possono applicarsi criteri pro-rata, quando previsti.

Come scegliere tra forfettario e ordinario se prevedo oscillazioni di ricavi o investimenti importanti?

Parti da tre variabili: ricavi attesi, peso dei costi e profilo dei clienti. Se i ricavi restano sotto 85.000 euro e i costi sono contenuti, il forfettario semplifica e spesso riduce il carico fiscale. Se prevedi investimenti rilevanti e spese ricorrenti (locazione, collaborazioni, software), l’ordinario ti consente deduzioni e detrazione IVA che possono abbattere l’imposta. Se i clienti sono aziende che detrarrebbero l’IVA, l’ordinario evita che il tuo servizio risulti “più caro” per assenza di IVA detraibile. Ricorda che il passaggio di regime comporta effetti su IVA (riporto credito, rettifiche) e su acconti IRPEF. Prima di decidere per il 2026, verifica le aliquote IRPEF aggiornate e le eventuali novità introdotte dall’ultima legge di bilancio su Normattiva e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate. Pianifica sempre con simulazioni numeriche su due scenari, includendo i contributi Cassa Forense.

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