Partita IVA onlyfans: codice ATECO, come aprire e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Devi aprire la Partita IVA quando la creazione di contenuti su OnlyFans diventa abituale e professionale: scegli il codice ATECO adatto, iscrivi la Gestione Separata INPS, valuta il forfettario (soglia 85.000 euro) ed emetti fattura elettronica.

  • Apertura: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate e iscrizione alla Gestione Separata INPS; PEC obbligatoria come domicilio digitale.
  • Fisco: regime forfettario fino a 85.000 euro; imposta sostitutiva 5% start-up, poi 15%; coefficiente di redditività tipico 67% per attività artistiche (Sezione R).
  • Operazioni estere: fattura elettronica senza IVA con inversione contabile per piattaforme non residenti (art. 7-ter e art. 17, DPR 633/1972); marca da bollo su fatture oltre 77,47 euro.

Quando serve davvero la Partita IVA

Apri la Partita IVA quando l’attività è abituale e organizzata. In pratica, quando pubblichi con regolarità, offri servizi continuativi e incassi in modo stabile. Questo è il criterio usato dal fisco per distinguere il lavoro professionale da quello occasionale.

La legge IVA definisce l’attività economica svolta abitualmente e professionalmente come soggetta a IVA e quindi a Partita IVA (riferimento generale: DPR 633/1972). Per le imposte sui redditi, i compensi rientrano nel lavoro autonomo se svolgi con professionalità e continuità (art. 53 del TUIR).

Se pubblichi contenuti in modo sporadico puoi rientrare nel lavoro autonomo occasionale (art. 2222 c.c.). Oltre i 5.000 euro annui lordi da prestazioni occasionali scatta l’obbligo di contributi alla Gestione Separata, ma non è un “regime stabile”. Appena l’attività diventa abituale, la Partita IVA è necessaria.

Codice ATECO: come scegliere quello corretto

Per chi crea e vende contenuti digitali originali a pagamento, tra i codici più utilizzati rientra 90.03.09 “Altre creazioni artistiche e letterarie”. Appartiene alla Sezione R, attività artistiche e di intrattenimento, per cui il coefficiente forfettario tipico è 67%.

Altre opzioni valutabili, in base alla concreta attività: 90.01.09 “Altre rappresentazioni artistiche” se prevale la performance; 74.90.99 “Altre attività professionali nca” se l’attività non è chiaramente inquadrabile nella Sezione R. Verifica sempre la descrizione ISTAT/AE per allineare il codice alle tue prestazioni reali.

Attenzione agli errori: 90.13.00 è spesso citato erroneamente, ma non è un codice ATECO valido. Consulta la tabella ATECO aggiornata sul portale dell’Agenzia delle Entrate o ISTAT per confermare il codice corretto prima dell’apertura.

Regime fiscale: perché il forfettario è spesso la scelta iniziale

Requisiti, limiti e cause di esclusione

Il regime forfettario è previsto dalla Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, come aggiornata. Dal 2023 la soglia di accesso e permanenza è 85.000 euro di ricavi/compensi annui. Oltre i 100.000 euro scatta l’uscita immediata dal regime nell’anno di superamento (Legge 197/2022).

Restano le principali cause di esclusione: partecipazione in società di persone o S.r.l. che svolgono attività riconducibili, regimi IVA speciali, e attività svolta prevalentemente verso l’attuale o recente datore di lavoro (norma antielusiva introdotta e tutt’ora vigente). Verifica i testi aggiornati su Normattiva e Agenzia delle Entrate.

Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Applichi il principio di cassa: contano gli incassi avvenuti nel periodo d’imposta.

Aliquote 5% e 15%, coefficiente e calcolo

L’imposta sostitutiva è 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti “start-up” (assenza di attività analoga nei tre anni precedenti, inizi nuova attività, e altre condizioni della Legge 190/2014 e successive). Trovi riferimenti e prassi sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditività ai compensi incassati. Per la Sezione R (attività artistiche) il coefficiente è 67%: significa che il 33% è considerato costo forfettario, senza tener conto delle spese reali.

Esempio: incassi annui 40.000. Reddito imponibile = 40.000 x 67% = 26.800. Imposta al 5% = 1.340; al 15% = 4.020. A questa imposta aggiungi i contributi INPS (vedi sotto). Non applichi IRAP sulle persone fisiche, abolita dal 2022 per ditte individuali e professionisti (Legge 234/2021).

IVA e fatturazione con controparti estere

Fattura elettronica: obbligo esteso

Dall’1 luglio 2022 l’obbligo di fattura elettronica ha iniziato a estendersi anche ai contribuenti in regime forfettario e, dal 1 gennaio 2024, è diventato generalizzato. Quindi emetti e ricevi fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio. Riferimenti: DL 36/2022 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Per le operazioni transfrontaliere, l’“esterometro” è stato sostituito dall’invio dei dati via SDI. Per le vendite verso soggetti esteri emetti una e-fattura con codice destinatario convenzionale per estero.

Servizi resi a piattaforme estere: luogo di imposizione e inversione contabile

Se vendi servizi digitali a una piattaforma estera che agisce come committente, applichi la regola generale B2B: luogo di tassazione IVA nel Paese del committente (art. 7-ter, DPR 633/1972). In Italia emetti fattura senza IVA indicando “operazione non soggetta ex art. 7-ter DPR 633/1972” e “inversione contabile ex art. 17, comma 2”.

Di solito la piattaforma trattiene una commissione e ti paga il netto. Con il principio di cassa consideri imponibile ciò che incassi. Se la piattaforma è extra-UE, non serve iscrizione VIES. Con committenti UE B2B, iscrizione VIES consigliata e regole analoghe di non imponibilità.

Marca da bollo, registri e altre note

Nel forfettario non si applica l’IVA, quindi sulle fatture oltre 77,47 euro è dovuta la marca da bollo da 2 euro. Con la fattura elettronica la imposti in modo virtuale e versi trimestralmente secondo indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Non hai l’obbligo dei registri IVA. Conservi le e-fatture in modalità elettronica a norma. Nessuno scontrino o corrispettivo telematico per i servizi resi a un committente estero con fattura.

Contributi INPS: Gestione Separata per i creators

Iscrizione e aliquote

Se non esiste una Cassa professionale di categoria, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS quando apri la Partita IVA. L’iscrizione si fa online sul portale INPS. L’aliquota per professionisti senza tutela aggiuntiva negli ultimi anni è stata 26,23%. Verifica l’aliquota 2026 nella circolare annuale INPS sulla Gestione Separata.

I contributi si calcolano sul reddito imponibile forfettario (dopo coefficiente). Non c’è un minimale fisso da versare, ma esiste un minimale per l’accredito dell’anno pensionistico pieno: se versi contributi sotto una certa soglia, maturi mesi proporzionali. Fonte: INPS e circolari annuali.

Quando e come si paga

Versi i contributi con F24 alle stesse scadenze di saldo e acconti delle imposte: saldo e primo acconto entro il 30 giugno (o con maggiorazione a luglio), secondo acconto il 30 novembre. L’acconto si basa in genere sull’80% del contributo dell’anno precedente.

Procedura pratica di apertura

Passi operativi

1) Compila il modello AA9/12 per persone fisiche e invialo all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio attività. Indica il codice ATECO scelto, il luogo di esercizio, il regime fiscale (forfettario) e i dati anagrafici.

2) Iscriviti alla Gestione Separata INPS come libero professionista senza cassa. Completa i dati di attività e recapiti.

3) Attiva la PEC come domicilio digitale e comunicala, se richiesto, al Registro Imprese solo se apri un’attività soggetta a iscrizione. Per la sola attività professionale non iscritta in CCIAA, conserva la PEC e utilizzala per i rapporti con PA.

4) Valuta l’iscrizione al VIES se prevedi fatture B2B con soggetti UE. Prepara un modello di fattura elettronica con le corrette annotazioni IVA e bollo.

Documenti e tempi

Servono documento di identità, codice fiscale, PEC, dati bancari per incassi e versamenti. L’attribuzione della Partita IVA è immediata. L’iscrizione INPS richiede in genere pochi minuti. Organizzati per la fatturazione elettronica sin da subito.

Regola decisionale rapida

Se pubblichi contenuti in modo sporadico e incassi saltuariamente, valuta prestazione occasionale. Se stai pubblicando con frequenza, hai abbonati o clienti ricorrenti, e prevedi incassi regolari, apri la Partita IVA.

Hai ricavi annui previsti entro 85.000 euro e non ricadi nelle esclusioni? Scegli il forfettario. Prevedi di superare 85.000 ma restare sotto 100.000? Pianifica l’uscita l’anno successivo. Sopra 100.000 nell’anno, esci subito.

Vendi servizi a piattaforma estera che ti paga compensi? Emetti e-fattura senza IVA con dicitura art. 7-ter e inversione contabile art. 17. Applica marca da bollo se dovuta. Calcola imposta sostitutiva e contributi su base di cassa.

Errori frequenti da evitare

Confondere incassi netti e imponibile fiscale

Se il committente trattiene commissioni, fatturi e consideri ai fini fiscali l’importo che incassi. Evita di sommare il lordo pagato dagli utenti finali quando la piattaforma è il tuo committente.

Codice ATECO errato

Un codice sbagliato può cambiare coefficiente di redditività e inquadramento contributivo. Verifica le descrizioni ufficiali. Se l’attività è artistica e creativa, la Sezione R con 90.03.09 è spesso la più adeguata.

Dimenticare la fattura elettronica e il bollo

Dal 2024 tutti i forfettari emettono e-fatture. Oltre 77,47 euro, applica il bollo digitale di 2 euro. L’Agenzia delle Entrate liquida il bollo trimestralmente.

Trascurare i contributi INPS

La Gestione Separata pesa più dell’imposta sostitutiva. Calcola gli acconti in modo prudente per evitare sorprese a saldo.

Riferimenti normativi utili

Per il regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89; aggiornamenti con Legge 197/2022. Per IVA e territorialità: DPR 633/1972, art. 7-ter e art. 17, comma 2. Per lavoro autonomo: art. 53 TUIR e art. 2222 c.c. Per IRAP: Legge 234/2021. Per e-fattura: DL 36/2022 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Per aliquote Gestione Separata: circolari INPS annuali. Consulta i testi su Normattiva, Agenzia delle Entrate, INPS e Ministero del Lavoro.

Scenario Requisiti/condizioni Adempimenti fiscali e previdenziali Tempistiche operative
Avvio attività con ricavi previsti ≤ 85.000 euro Attività abituale; nessuna causa di esclusione forfettario Partita IVA (AA9/12); forfettario; e-fatture; bollo; Gestione Separata INPS Attribuzione P.IVA immediata; INPS in giornata; operativo in 24-48 ore
Superamento soglia 85.000 ma ≤ 100.000 Superi 85.000 nell’anno; non oltre 100.000 Permanenza forfettario fino a fine anno; dal successivo passi a ordinario Monitoraggio mensile incassi; pianifica cambio regime per 1° gennaio
Superamento immediato > 100.000 Incassi oltre 100.000 nell’anno Uscita immediata dal forfettario; IVA e registri da quel momento Verifica al mese di superamento; adegua fatturazione entro la scadenza successiva
Prestazioni verso piattaforma extra-UE Committente estero; B2B E-fattura senza IVA; note art. 7-ter e art. 17 c.2; bollo se dovuto Fattura entro 12 giorni dall’operazione o incasso, secondo prassi adottata
Occasionale sotto i 5.000 euro Prestazioni non abituali e non organizzate Ricevuta per prestazione occasionale; ritenuta d’acconto se committente italiano Apri P.IVA al primo segnale di abitualità o crescita

FAQ

Posso evitare la Partita IVA se incasso poco e pubblico saltuariamente?

Sì, ma solo se l’attività è davvero occasionale. Occasione significa prestazioni non programmate, senza continuità e senza una struttura organizzata. Una singola campagna o pochi contenuti venduti in modo sporadico possono rientrare nel lavoro autonomo occasionale. Oltre 5.000 euro annui lordi da prestazioni occasionali versi i contributi INPS alla Gestione Separata sulla parte eccedente, ma questo non sostituisce la Partita IVA quando l’attività diventa abituale. Se pubblichi con regolarità, hai abbonati, ricevi mance e pagamenti ricorrenti, l’Amministrazione finanziaria considera l’attività professionale. In quel caso la Partita IVA è necessaria a prescindere dall’importo, perché conta l’abitualità più che la cifra. Riferimenti: art. 2222 c.c., DPR 633/1972 per il concetto di esercizio abituale, art. 53 TUIR per il lavoro autonomo.

Qual è il codice ATECO più adatto e cosa cambia se sbaglio?

Per chi crea e vende contenuti artistici e digitali originali, 90.03.09 “Altre creazioni artistiche e letterarie” è spesso il più coerente. Appartiene alla Sezione R e in regime forfettario usa il coefficiente 67%: su 100 di incassi, 67 diventano reddito imponibile. Se invece svolgi prevalentemente performance dal vivo in studio o set, può essere più adatto un codice della famiglia 90.01. Se la tua attività spazia tra consulenza creativa, contenuti e servizi non riconducibili alla Sezione R, può servire 74.90.99. Un codice errato può cambiare il coefficiente, le statistiche di settore e talvolta gli obblighi previdenziali. Prima di aprire, leggi le descrizioni ufficiali su Agenzia delle Entrate/ISTAT. Evita codici inesistenti come il frequente 90.13.00, frutto di refusi. Se devi correggere, puoi fare una variazione dati IVA con modello AA9/12.

Come fatturo i compensi quando la piattaforma trattiene una commissione? E le mance come si tassano?

Se la piattaforma è il tuo committente, tu fatturi alla piattaforma l’importo che effettivamente incassi, cioè il netto dopo la sua commissione, perché il tuo corrispettivo è quello. Applichi il principio di cassa: rilevi l’incasso quando arriva sul tuo conto o wallet, non quando l’utente paga. La fattura è senza IVA con nota “operazione non soggetta ex art. 7-ter DPR 633/1972” e “inversione contabile ex art. 17, comma 2”. Le mance ricevute tramite la piattaforma sono anch’esse compensi professionali: si sommano agli altri incassi e seguono le stesse regole fiscali e previdenziali. Nel forfettario, sommi tutti gli incassi dell’anno, applichi il coefficiente (ad esempio 67%), calcoli i contributi INPS sulla base risultante e poi l’imposta sostitutiva al 5% o 15%. Ricorda la marca da bollo da 2 euro per le fatture non imponibili sopra 77,47 euro.

Meglio forfettario o semplificato ordinario se prevedo spese elevate (attrezzature, studio, collaborazioni)?

Il forfettario conviene quando i costi reali sono inferiori o in linea al costo “presunto” del regime. Con coefficiente 67% il fisco ti riconosce costi forfettari pari al 33% degli incassi. Se le tue spese reali sono molto superiori (attrezzature costose, location, collaboratori), il regime semplificato ordinario potrebbe risultare più conveniente perché deduci i costi effettivi e detrai l’IVA. Valuta anche la soglia di ricavi: se sei vicino a 85.000 euro e ipotizzi crescita oltre 100.000, potresti dover gestire un cambio di regime in corso d’anno (se superi i 100.000). Fai simulazioni su tre scenari: incassi realistici, spese reali e impatti contributivi. Riferimenti normativi: Legge 190/2014 per il forfettario; DPR 633/1972 e TUIR per il regime ordinario.

Puoi mostrarmi un calcolo completo su 30.000, 60.000 e 90.000 euro di incassi annui nel forfettario?

Esempio con codice Sezione R (coefficiente 67%) e aliquota Gestione Separata indicativa 26,23% (verifica quella in vigore). Caso A: 30.000 incassi. Reddito imponibile = 30.000 x 67% = 20.100. Contributi INPS = 20.100 x 26,23% ≈ 5.273. Imposta 5% start-up = 20.100 x 5% = 1.005 (se spettante); al 15% = 3.015. Totale oneri ≈ 6.278 con imposta al 5%, oppure ≈ 8.288 al 15%. Caso B: 60.000 incassi. Reddito imponibile = 40.200. Contributi = 40.200 x 26,23% ≈ 10.546. Imposta 5% = 2.010; 15% = 6.030. Totale ≈ 12.556 con 5%, oppure ≈ 16.576 con 15%. Caso C: 90.000 incassi (attenzione, oltre soglia 85.000 resti forfettario fino a fine anno, ma pianifichi l’uscita). Reddito imponibile = 60.300. Contributi ≈ 60.300 x 26,23% = 15.819. Imposta 5% = 3.015; 15% = 9.045. Totale ≈ 18.834 con 5%, oppure ≈ 24.864 con 15%. Questi numeri sono stime semplificate: vanno aggiunti acconti, eventuali detrazioni personali in dichiarazione, e verificata l’aliquota INPS dell’anno. Per certe soglie, l’ottimizzazione dei tempi di incasso può migliorare la cassa e ridurre acconti e sanzioni.

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