Aprire Partita IVA come social media manager: come e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire la Partita IVA da social media manager compila l’AA9/12, scegli il codice ATECO corretto (73.11.01 o 73.11.02), decidi il regime fiscale (forfettario o ordinario) e iscriviti alla Gestione Separata INPS.

  • Codici ATECO tipici: 73.11.01 (ideazione campagne) o 73.11.02 (conduzione campagne e servizi pubblicitari). Coefficiente di redditività 78% nel forfettario.
  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% o 5% start-up per 5 anni, soglia ricavi 85.000 euro, niente IVA in fattura.
  • INPS Gestione Separata: contribuzione 26,07% nel 2026, F24 in due rate (30 giugno e 30 novembre) su reddito imponibile.

Quadro generale: come inquadrare il social media manager nel 2026

Social media manager indica chi progetta, gestisce e analizza contenuti e campagne sui social. Spesso offre consulenza, pianifica budget e cura report.

Dal punto di vista fiscale, l’attività rientra nel macro-settore pubblicità e marketing. L’ATECO orienta deduzioni, statistiche e gestione IVA.

Le regole pratiche derivano da norme presenti su Normattiva, da prassi dell’Agenzia delle Entrate e dalle circolari INPS. L’obiettivo è scegliere l’inquadramento più efficiente.

Codice ATECO: quale scegliere e perché conta

Le scelte più usate sono:

  • 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie. Va bene se progetti creatività e strategia.
  • 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari. Va bene se gestisci operatività e pianificazione media, inclusi social.
  • 74.90.99 – Altre attività professionali n.c.a. Solo se fai consulenze trasversali non riconducibili alla pubblicità.

In regime forfettario, il “coefficiente di redditività” è 78%. È una percentuale fissata per legge che stima il reddito imponibile senza contabilità analitica.

La scelta ATECO incide sulla descrizione attività e su eventuali codifiche contributive. Verifica coerenza con i servizi che offrirai.

Apertura Partita IVA: modello AA9/12 e canali di invio

Il modello AA9/12 serve per le persone fisiche che avviano attività d’impresa, arte o professione. Indica i dati anagrafici, il codice ATECO e il regime fiscale prescelto.

Presenti l’AA9/12 entro 30 giorni dall’inizio attività. L’inizio attività è il primo atto professionale retribuito o la prima fattura.

Modalità di invio:

  • Servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (direttamente o tramite un intermediario abilitato).
  • Raccomandata a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
  • Consegna a mano allo sportello.

La pratica di apertura Partita IVA non ha costi amministrativi se la gestisci da solo. Se coinvolgi un professionista, paghi il servizio.

Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario?

Regime forfettario: legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata (soglia ricavi 85.000 euro). Non applichi l’IVA in fattura e versi un’imposta sostitutiva del 15%, o del 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up.

Start-up al 5% richiede assenza di altra attività simile nei tre anni precedenti e altri vincoli previsti dalla legge. Il 5% dura massimo 5 periodi d’imposta.

Casi ostativi al forfettario: alcune collaborazioni con l’ex datore di lavoro, partecipazioni in società controllate o in regimi speciali IVA. Verifica i divieti su Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate.

Regime ordinario: DPR 917/1986 (TUIR) per IRPEF e DPR 633/1972 per IVA. Applichi l’IVA in fattura, detrai l’IVA sugli acquisti e determini il reddito con ricavi meno costi deducibili.

Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Si aggiungono addizionali regionali e comunali.

Contributi INPS: Gestione Separata

Se non hai una Cassa professionale dedicata, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. È il fondo pensione per professionisti senza albo con cassa.

Nel 2026 l’aliquota è 26,07% sul reddito imponibile. La base è il reddito professionale al netto dei costi (ordinario) o al netto della quota forfettaria (forfettario).

Versi con modello F24. Scadenze tipiche: 30 giugno (saldo anno precedente e primo acconto) e 30 novembre (secondo acconto). Non ci sono minimali fissi, versi in proporzione al reddito.

IVA e fatturazione elettronica

IVA nel forfettario: non si applica in fattura. Indichi la dicitura di operazione in franchigia da IVA ai sensi della legge 190/2014.

IVA nell’ordinario: applichi l’aliquota corretta (di solito 22%). Liquidazione mensile o trimestrale e dichiarazione annuale IVA.

Fatturazione elettronica: obbligatoria per tutti i forfettari nel 2026. La base è la disciplina introdotta dal Decreto-Legge 36/2022 e dalle regole tecniche dell’Agenzia delle Entrate.

Esempi numerici di calcolo

Forfettario, ricavi 30.000 euro, coefficiente 78%: reddito imponibile 23.400 euro. Contributi 26,07% su 23.400 = 6.102,38 euro circa, utile per farsi un’idea di quante tasse paga un social media manager.

Imposta sostitutiva 15% su 23.400 meno contributi: base 17.297,62 euro. Imposta circa 2.594,64 euro. Totale imposte e contributi circa 8.697 euro.

Ordinario, ricavi 30.000 euro e costi deducibili 9.000 euro: reddito 21.000 euro. Contributi 26,07% su 21.000 = 5.474,7 euro. IRPEF 23% sulla base al netto contributi (circa 15.525 euro): imposta circa 3.571 euro, più addizionali e IVA gestita a parte.

Regola decisionale rapida

Quale regime scegliere e quando cambiare

Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e hai costi bassi, di norma conviene il forfettario. Paghi imposta sostitutiva e semplifichi gli adempimenti.

Se i tuoi costi superano il 30-35% dei ricavi, valuta l’ordinario. Detrai l’IVA e deduci i costi reali, con possibile risparmio d’imposta.

Se lavori quasi solo per un ex datore di lavoro con attività simile, verifica i divieti di accesso al forfettario. Potresti dover optare per l’ordinario.

Se superi 85.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, l’uscita può essere immediata nello stesso anno, con passaggio all’IVA ordinaria.

Se inizi l’attività e hai i requisiti start-up, sfrutta l’aliquota 5% per i primi 5 anni. Programma gli investimenti in quei periodi.

Adempimenti e scadenze essenziali

Calendario fiscale minimo

30 giugno: saldo imposte e contributi anno precedente, primo acconto anno in corso. Puoi differire di 30 giorni con maggiorazione prevista dalla legge.

30 novembre: secondo acconto imposte e contributi. Ricorda eventuali rateizzazioni secondo le regole vigenti.

Entro 30 novembre: invio Modello Redditi Persone Fisiche con quadro LM (forfettario) o RE (ordinario professionisti). Riferimenti a TUIR e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

IVA e contabilità

Forfettario: niente liquidazioni IVA, niente registri IVA. Conserva i documenti e le fatture elettroniche. Applica la marca da bollo da 2 euro sulle fatture oltre 77,47 euro.

Ordinario: registri IVA, liquidazioni mensili o trimestrali, dichiarazione annuale IVA. Applica e versa l’imposta secondo il DPR 633/1972.

Operazioni con l’estero

Servizi a clienti UE con partita IVA: regola generale art. 7-ter DPR 633/1972. Non applichi IVA in Italia. Serve iscrizione VIES e, di norma, presentazione elenchi Intrastat servizi.

Clienti extra-UE: luogo di tassazione spesso è lo Stato del cliente. Verifica la regola sul luogo di prestazione e conserva la prova dello status del committente.

Trasmetti le fatture estere tramite il Sistema di Interscambio secondo le specifiche dell’Agenzia delle Entrate.

Fonti normative e istituzionali da conoscere

Regime forfettario: legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche. Consulta il testo aggiornato su Normattiva.

IRPEF e determinazione del reddito: DPR 917/1986 (TUIR). IVA: DPR 633/1972. Verifica sempre le versioni aggiornate su Normattiva.

E-fattura e specifiche tecniche: documentazione e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi Gestione Separata: circolari e messaggi INPS con aliquote annuali.

Compatibilità lavoro autonomo e subordinato: linee guida del Ministero del Lavoro e normativa civilistica e fiscale di riferimento.

Errori comuni e come evitarli

Codice ATECO incoerente. Descrivi in modo preciso i servizi offerti e scegli il codice aderente. Evita codici generici se non necessari.

Ignorare i limiti del forfettario. Monitora ricavi, cause ostative e l’eventuale superamento di 100.000 euro durante l’anno.

Dimenticare l’INPS. Senza iscrizione e versamenti corretti rischi sanzioni e interessi.

Trascurare la fatturazione elettronica e la marca da bollo. Le sanzioni possono essere pesanti. Usa codici natura corretti e bollo virtuale dove previsto.

Sottostimare gli acconti. Calcola acconti imposta e contributi con metodo previsionale o storico. Evita saldi pesanti e sanzioni.

Scenario Requisiti di accesso Base imponibile e imposte Adempimenti e tempistiche
Forfettario start-up (5%) con ATECO 73.11.02 Ricavi previsti ≤ 85.000 euro; requisiti start-up; nessuna causa ostativa Ricavi x 78% = reddito; contributi 26,07%; imposta 5% su reddito al netto contributi AA9/12 entro 30 giorni; F24 30/6 e 30/11; e-fattura continua; bollo su fatture > 77,47 euro
Forfettario ordinario (15%) con ATECO 73.11.01 Ricavi previsti ≤ 85.000 euro; nessuna causa ostativa Ricavi x 78% = reddito; contributi 26,07%; imposta 15% su reddito al netto contributi Modello Redditi entro 30/11; nessuna liquidazione IVA; monitoraggio soglie 85k/100k
Regime ordinario, IVA trimestrale Ricavi anche > 85.000 euro o costi elevati; nessun requisito speciale Reddito = ricavi – costi; contributi 26,07%; IRPEF 23-33-43% + addizionali Liquidazioni IVA trimestrali; F24 30/6 e 30/11 per imposte e contributi; Dichiarazione IVA annuale
Regime ordinario, IVA mensile con clienti UE/extra-UE Operazioni frequenti con estero; iscrizione VIES per UE Reddito analitico; detrazione IVA acquisti; regole territorialità art. 7-ter DPR 633/1972 Liquidazioni IVA mensili; Intrastat servizi; e-fattura anche per estero via SDI; Redditi entro 30/11

FAQ

Qual è il codice ATECO migliore per un social media manager che fa sia strategia sia gestione operativa?

Se progetti la strategia, scrivi piani editoriali e coordini la creatività, l’ATECO 73.11.01 è coerente. Se gestisci campagne, budget, report e pianificazione media, l’ATECO 73.11.02 rispecchia meglio l’operatività. Se offri entrambe le cose, valuta quello prevalente in termini di tempo e fatturato atteso. La coerenza tra descrizione dell’attività, contratto con il cliente e contenuto delle fatture è decisiva. Una scelta coerente riduce rischi di contestazioni in caso di controlli. In forfettario, entrambi appartengono al settore con coefficiente 78%, quindi l’impatto fiscale non cambia. Meglio evitare codici troppo generici (come 74.90.99) se puoi collocarti chiaramente nel ramo pubblicità/marketing.

Quando conviene passare dal regime forfettario all’ordinario?

Conviene passare quando i tuoi costi reali sono alti e ricorrenti. Ad esempio, se spendi molto in collaboratori, advertising, software e attrezzature. In ordinario deduci i costi e detrai l’IVA sugli acquisti, riducendo il carico fiscale complessivo. Se prevedi di superare 85.000 euro, il passaggio è obbligatorio dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, la fuoriuscita può scattare subito. Inoltre, se inizi a lavorare stabilmente con clienti UE ed extra-UE con molta IVA a credito sugli acquisti, l’ordinario aiuta la liquidità grazie alla detrazione. Valuta anche le addizionali IRPEF e l’effetto degli scaglioni. Un confronto numerico su ricavi, costi e contributi chiarisce la convenienza effettiva.

Come si fattura a clienti esteri nel 2026 se sono in regime forfettario?

Usi la fattura elettronica via Sistema di Interscambio anche per l’estero. Per clienti UE con partita IVA, si applica la regola generale dei servizi, art. 7-ter DPR 633/1972: non applichi IVA in Italia e il cliente integra con reverse charge nel suo Stato. Serve l’iscrizione al VIES e, di regola, la presentazione degli Intrastat servizi. Per clienti extra-UE, la prestazione spesso è fuori campo IVA per territorialità. Indica in fattura la dicitura adeguata alla territorialità. Conserva prove di status del cliente. Anche in forfettario, pur senza IVA in fattura, restano gli obblighi documentali e di trasmissione. Consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per i tipi documento e le nature operazione da usare in e-fattura.

Come funzionano acconti e saldi di imposte e contributi per un social media manager?

Paghi il saldo dell’anno precedente e l’acconto dell’anno in corso entro il 30 giugno. Versi il secondo acconto entro il 30 novembre. L’acconto di imposta (IRPEF o sostitutiva) e l’acconto dei contributi INPS seguono di norma la regola 100% in due rate: 40% a giugno e 60% a novembre. Puoi usare il metodo storico (basato sull’imposta/contributi dell’anno precedente) o il metodo previsionale. Il previsionale è utile se prevedi cali di reddito, ma se sbagli al ribasso rischi sanzioni per insufficiente versamento. Usa l’F24 con i codici tributo corretti e conserva le ricevute. Considera anche eventuali rateizzazioni entro i limiti consentiti dalla normativa vigente.

Posso aprire la Partita IVA da social media manager mentre sono dipendente? E il forfettario è compatibile?

Sì, puoi cumulare lavoro dipendente e attività autonoma. Il forfettario è compatibile, ma attenzione alle cause ostative. In particolare, se fatturi a un datore di lavoro (attuale o recente) con attività sostanzialmente riconducibile al tuo lavoro dipendente, rischi l’esclusione dal forfettario. Verifica i casi su Normattiva e nelle guide dell’Agenzia delle Entrate. La compresenza di redditi di lavoro dipendente può incidere su addizionali e detrazioni personali. Organizza la fatturazione, i permessi contrattuali e la gestione dei conflitti di interesse secondo le indicazioni del datore e del Ministero del Lavoro. Valuta inoltre l’impatto dei contributi INPS: il lavoro dipendente versa in una gestione diversa, ma i contributi della Gestione Separata si calcolano comunque sul reddito professionale.

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