Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire uno studio di fisioterapia servono laurea abilitante, iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti, Partita IVA, adempimenti previdenziali INPS e SCIA al SUAP. Scegli il regime fiscale più vantaggioso e rispetta privacy e Tessera Sanitaria.
- Prestazioni sanitarie esenti IVA ex art. 10 n. 18 DPR 633/1972; bollo da 2 euro oltre 77,47 euro.
- Previdenza in Gestione Separata INPS; aliquota fissata annualmente con circolare INPS (calcolo a percentuale sul reddito).
- Regime forfettario possibile entro 85.000 euro, coefficiente 78%, imposta 15% o 5% start-up; uscita immediata oltre 100.000.
Requisiti professionali e quadro normativo
Titolo abilitante e profilo professionale
Per esercitare serve la laurea in Fisioterapia, che abilita direttamente alla professione. La laurea è abilitante per effetto del Decreto-Legge 36/2022, convertito in Legge 79/2022. Così non occorre esame di Stato.
Il profilo del fisioterapista è definito dal Decreto Ministeriale 741/1994. Indica compiti, ambiti di autonomia e responsabilità clinica. Conoscere questo profilo aiuta a distinguere le prestazioni sanitarie esenti IVA da attività diverse.
Iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti
L’iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti è obbligatoria. L’Albo rientra nell’Ordine TSRM e PSTRP, istituito dalla Legge 3/2018. Presenti domanda all’Ordine territoriale con laurea, documento e quanto richiesto dal regolamento interno.
Le procedure sono disciplinate dall’Ordine nazionale e dai regolamenti locali. Verifica requisiti e tempistiche sul portale dell’Ordine o presso la segreteria provinciale. Le fonti giuridiche sono consultabili su Normattiva.
Assicurazione professionale obbligatoria
Serve una polizza di Responsabilità Civile professionale. È obbligatoria per i sanitari dalla Legge 24/2017 e dall’art. 5 del DPR 137/2012. Copre i danni a pazienti e terzi, inclusi errori e colpa lieve.
Scegli massimali adeguati a rischi, attrezzature e numero di pazienti. Spesso conviene aggiungere tutela legale e retroattività. La polizza è richiesta anche per l’iscrizione all’Albo.
Apertura della Partita IVA e scelte fiscali
Modello AA9/12 e codice ATECO corretto
Apri la Partita IVA presentando il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online, via PEC o allo sportello. L’attribuzione è immediata o in pochi giorni.
Il codice ATECO più usato per i fisioterapisti è 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti (fisioterapista)”. In alcuni repertori aggiornati compare una voce “Fisioterapia”. Verifica sempre la corrispondenza nell’elenco ATECO dell’Agenzia delle Entrate o ISTAT.
Regime forfettario: quando conviene e come si calcola
Il regime forfettario è un regime semplificato. Paghi un’imposta sostitutiva, non l’IRPEF a scaglioni. Il limite di accesso è 85.000 euro di compensi annui. Se superi 100.000 esci subito dal regime nell’anno del superamento.
Per i professionisti si applica il coefficiente di redditività del 78%. Significa che il reddito imponibile è il 78% degli incassi. La differenza del 22% copre i costi in modo forfettario. Non deduci le spese reali.
L’imposta è il 15%. Può scendere al 5% per i primi 5 anni se rispetti requisiti “start-up” (nessuna attività simile nei tre anni precedenti; non prosecuzione di lavoro dipendente salvo tirocinio obbligatorio; nuova attività autonoma). Le regole sono all’art. 1 commi 54-89 della Legge 190/2014 e successive modifiche.
Regime ordinario: quando serve e cosa implica
Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni. Nel 2026 le aliquote sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Applichi deduzioni e detrazioni personali.
Calcoli il reddito professionale con il principio di cassa. Significa che contano incassi e pagamenti effettivi. Deduci costi reali inerenti (affitto studio, attrezzature, corsi ECM, assicurazioni, software).
Gestirai registri, fatture e liquidazioni con più oneri burocratici. Conviene se hai molti costi o investimenti da dedurre. Le basi sono negli articoli 53-54 del TUIR.
IVA e marca da bollo
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione sono esenti IVA. Lo dice l’art. 10 n. 18 del DPR 633/1972. L’esenzione vale per prestazioni rese da professionisti sanitari abilitati.
Sulle fatture esenti sopra 77,47 euro applichi la marca da bollo da 2 euro. Se svolgi anche servizi non sanitari, quelle prestazioni possono essere imponibili IVA. Serve distinguere in fattura le diverse voci.
Previdenza, contributi e altre imposte
Gestione Separata INPS: aliquote e calcoli
Il fisioterapista libero professionista versa i contributi alla Gestione Separata INPS. Non esiste una cassa previdenziale autonoma di categoria. L’aliquota viene fissata ogni anno da INPS con apposita circolare.
Base di calcolo: reddito professionale. In forfettario è il 78% degli incassi. In ordinario è la differenza tra incassi e costi. Applichi l’aliquota INPS vigente e versi con F24 alle scadenze di acconti e saldo.
Esempio pratico: incassi 20.000 euro in forfettario. Reddito imponibile previdenziale 15.600 euro (78%). Se l’aliquota INPS dell’anno è 26,23%, i contributi sono 4.092, al lordo di eventuali arrotondamenti e acconti.
INAIL, dipendenti e collaboratori
Il libero professionista senza dipendenti di norma non è soggetto a INAIL. Se assumi personale, devi assicurarlo all’INAIL se svolge mansioni a rischio tutelate. Valuta i codici tariffa con il consulente del lavoro.
Ricorda gli adempimenti di lavoro: lettera di assunzione, comunicazione UNILAV, DVR, formazione e visite mediche. Le basi normative: D.Lgs. 81/2008 e circolari INAIL.
IRAP: quando si applica
L’IRAP non si applica al professionista senza autonoma organizzazione. Se però hai una struttura stabile, più dipendenti e capitali rilevanti, il rischio IRAP cresce. La base è il D.Lgs. 446/1997 e la giurisprudenza di Cassazione.
Valuta il tuo assetto: personale, apparecchiature e locali. In caso di dubbio, fai un interpello o una valutazione preventiva.
Adempimenti per lo studio: locali, SCIA, privacy e sanità
SCIA e autorizzazioni igienico-sanitarie
Per aprire lo studio presenti la SCIA al SUAP del Comune. La SCIA si basa sull’art. 19 della Legge 241/1990 e sul DPR 160/2010. Attesti requisiti dei locali e l’inizio attività.
Alcune Regioni richiedono autorizzazioni sanitarie specifiche per studi professionali. Il quadro di riferimento è negli articoli 8-ter e 8-quater del D.Lgs. 502/1992. Verifica sempre la normativa regionale e i regolamenti ASL.
Requisiti dei locali e sicurezza
I locali devono essere conformi a norme edilizie, igieniche e antincendio. Servono spazi per accoglienza, trattamento, servizi igienici e accessibilità. Prevedi superfici lavabili, aerazione e privacy acustica.
Se hai lavoratori, redigi il DVR, nomina RSPP e attua formazione. Applica il D.Lgs. 81/2008. Mantieni estintori, vie di fuga e segnaletica secondo i decreti antincendio in vigore.
Privacy, cartella clinica e Tessera Sanitaria
Tratti dati sanitari sensibili. Applica il GDPR (Reg. UE 2016/679) e il Codice Privacy. Prepara informativa, base giuridica, consenso quando necessario, registro trattamenti e misure di sicurezza.
I dati delle spese sanitarie vanno trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria. L’obbligo deriva dai decreti MEF e dalle regole del Sistema TS. Scadenze e formato sono fissati da provvedimenti annuali del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate.
Per la fattura elettronica, i sanitari che inviano al Sistema TS hanno regole particolari sulle fatture verso persone fisiche. Verifica ogni anno i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che disciplinano eventuali esoneri o modalità alternative.
Costi, tempi e pianificazione
Voci di costo tipiche
I costi iniziali includono: quota di iscrizione all’Albo e quota annuale, polizza RC, PEC e firma digitale, pratica Partita IVA, SCIA con bolli e diritti, attrezzature e arredi.
La pratica IVA può costare da zero se fai da solo, a qualche centinaio di euro con un intermediario abilitato. Aggiungi software di fatturazione e gestionale clinico conforme a privacy e Sistema TS.
Tempi realistici
Iscrizione all’Albo: in genere 2-6 settimane, secondo l’Ordine. Partita IVA: anche in giornata. SCIA: effetto immediato, salvo controlli successivi del Comune o dell’ASL.
Assicurazione e PEC sono immediati. L’arredo e l’idoneità dei locali richiedono più pianificazione. Prevedi un cronoprogramma di 30-60 giorni per un avvio ordinato.
Regola decisionale rapida
Hai meno di 85.000 euro di incassi previsti, poche spese e vuoi semplicità? Scegli il forfettario. Aliquota 15% (5% se start-up), coefficiente 78%.
Prevedi investimenti, canoni alti e molti costi deducibili? Valuta l’ordinario. Potrai dedurre costi reali e sfruttare detrazioni personali IRPEF.
Fatturi anche servizi non sanitari? Se superi la soglia IVA o hai operazioni imponibili, struttura correttamente la fatturazione e la contabilità mista.
Assumi personale o attivi più sedi? Considera impatti su IRAP, sicurezza e costi ricorrenti. Pianifica cassa e acconti fiscali.
Dubbi su aliquota INPS e STS? Controlla ogni anno circolari INPS e provvedimenti Sistema TS prima di emettere le prime fatture.
Errori comuni da evitare
Codice ATECO non aggiornato
Usare un codice ATECO non coerente può creare problemi con coefficienti forfettari e statistiche. Verifica sempre le tabelle ATECO aggiornate presso Agenzia delle Entrate o ISTAT.
Confondere prestazioni esenti e imponibili IVA
Non tutte le attività svolte in studio sono sanitarie. Le consulenze non riconducibili a diagnosi, cura o riabilitazione possono essere imponibili. Distingui le voci in fattura.
Dimenticare Sistema Tessera Sanitaria
La mancata trasmissione al Sistema TS comporta sanzioni. Imposta da subito il gestionale e le deleghe. Rispetta scadenze e tracciati tecnici previsti dai provvedimenti MEF.
Sottostimare i contributi INPS
Gli acconti pesano sulla cassa. Calcola aliquota e acconti in base al reddito stimato. Aggiorna il budget quando cambiano le tariffe INPS con la circolare annuale.
Privacy e sicurezza dei dati clinici
Cartelle non protette o backup assenti sono rischi gravi. Applica il GDPR, cifra i dati, limita gli accessi e definisci tempi di conservazione. Forma il personale.
Fonti normative principali (da consultare su portali istituzionali)
Riferimenti essenziali
Legge 3/2018 su Ordini e Albi delle professioni sanitarie (Normattiva). Decreto Ministeriale 741/1994 sul profilo professionale del fisioterapista (Ministero della Salute). Decreto-Legge 36/2022 convertito in Legge 79/2022 su lauree abilitanti (Normattiva).
DPR 633/1972 art. 10 n. 18 sull’esenzione IVA per prestazioni sanitarie (Agenzia delle Entrate). Legge 190/2014 art. 1 commi 54-89 e modifiche sul regime forfettario (Normattiva). TUIR artt. 53-54 sul reddito di lavoro autonomo (Normattiva).
D.Lgs. 502/1992 artt. 8-ter e 8-quater su autorizzazioni e accreditamenti sanitari (Ministero della Salute). DPR 160/2010 e Legge 241/1990 art. 19 su SUAP e SCIA (Ministero delle Imprese e PA). D.Lgs. 81/2008 su salute e sicurezza (Ministero del Lavoro).
Regolamento UE 2016/679 GDPR e Codice Privacy (Garante per la protezione dei dati personali). Circolari INPS annuali su aliquote Gestione Separata (INPS). Provvedimenti MEF e Sistema Tessera Sanitaria su invii e tracciati (MEF).
| Scenario | Regime fiscale indicativo | Requisiti/Adempimenti chiave | Tempistiche tipiche | Note operative |
|---|---|---|---|---|
| Neolaureato senza costi elevati | Forfettario 5% se start-up, altrimenti 15% | Albo, Partita IVA AA9/12, ATECO 86.90.29, RC professionale, PEC, STS | IVA in 1-3 giorni; Albo 2-6 settimane; SCIA immediata | Coefficiente 78%; contributi INPS su reddito forfettario; marca da bollo |
| Professionista con alti investimenti | Ordinario IRPEF a scaglioni | Contabilità, deduzione costi, registri; eventuale leasing/ammortamenti | Start-up 30-60 giorni per assetto contabile | Utile se canone, attrezzature e corsi ECM sono rilevanti |
| Studio con dipendenti | Ordinario (valutare IRAP) | UNILAV, INAIL dipendenti, DVR, medico competente, formazione | Assunzioni: 1-2 settimane; adempimenti sicurezza: continuo | Rischio IRAP se struttura organizzata; pianifica cuneo e ferie |
| Prestazioni miste (sanitarie e non) | Misto con gestione IVA selettiva | Fatture con righe esenti e imponibili; corrette aliquote e bollo | Setup gestionale 1 settimana; controlli periodici | Verifica art. 10 DPR 633/1972 per confini dell’esenzione |
| Ricavi > 85.000 ma < 100.000 | Forfettario ancora possibile, attento agli acconti | Monitoraggio soglia e previsione incassi | Verifica trimestrale | Se superi 100.000 esci subito nell’anno (Legge di Bilancio 2023) |
FAQ
Qual è il codice ATECO corretto per il fisioterapista e perché conta?
Il codice ATECO più utilizzato è 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti (fisioterapista)”. Conta perché orienta coefficienti del forfettario, studi statistici e, in alcuni casi, parametri INPS. Alcuni repertori aggiornati riportano una voce specifica “Fisioterapia”. In pratica, il contenuto dell’attività è identico e resta sanitario. Prima di aprire, verifica l’elenco ATECO presso Agenzia delle Entrate o ISTAT. Se svolgi anche attività non sanitarie (esempio fitness non riabilitativo), potrebbe servire un secondo ATECO. In ogni caso, descrivi correttamente l’attività nel modello AA9/12 per evitare contestazioni in futuro.
In forfettario pago davvero solo il 5%? Quali condizioni devo rispettare per cinque anni?
L’imposta sostitutiva è del 15%, ma scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti “start-up”. Devi avviare una nuova attività, senza aver esercitato nei tre anni precedenti un’attività artistica o professionale simile. L’attività non deve essere mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo svolto in passato. Fa eccezione il tirocinio obbligatorio ai fini della professione. Devi essere in regola con il limite di 85.000 euro di compensi. Se superi 100.000, esci dal regime nell’anno stesso. Ricorda che il 5% si applica al reddito forfettario (78% degli incassi), non agli incassi. Inoltre, i contributi INPS si calcolano a parte e si deducono prima dell’imposta. Tieni traccia degli anni fruiti: il quinquennio è continuativo salvo cause di decadenza.
Le prestazioni di fisioterapia sono sempre esenti IVA? Come gestisco le attività “borderline”?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese dal fisioterapista abilitato sono esenti IVA ex art. 10 n. 18 DPR 633/1972. L’esenzione richiede finalità terapeutica e inquadramento professionale. Se vendi servizi non terapeutici (per esempio wellness, fitness non riabilitativo, corsi non sanitari), tali attività possono essere imponibili IVA. In fattura separa le righe: esenti per le prestazioni sanitarie, imponibili per le altre, con indicazione dell’aliquota corretta. Oltre 77,47 euro, sulle fatture esenti apponi bollo da 2 euro. Mantieni documentazione clinica che attesti la finalità terapeutica in caso di controlli. In dubbio, consulta le risposte dell’Agenzia delle Entrate su casi specifici.
Quali sono gli obblighi verso il Sistema Tessera Sanitaria e come si incastrano con la fatturazione elettronica?
I fisioterapisti devono trasmettere i dati delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria per la predisposizione delle detrazioni. Regole tecniche, calendario e tracciati sono fissati dai provvedimenti del MEF e del Sistema TS. Negli anni recenti, i sanitari obbligati all’invio al Sistema TS hanno avuto regole particolari o esoneri per l’emissione di e-fatture via SDI verso persone fisiche, per tutelare la privacy. Queste regole sono aggiornate periodicamente dall’Agenzia delle Entrate. In pratica: configura il gestionale per generare documenti compatibili con il Sistema TS; verifica ogni anno se le fatture verso privati devono transitare da SDI o se vige esonero; emetti sempre e-fattura via SDI verso partite IVA e PA; conserva le ricevute di invio al Sistema TS per eventuali controlli.
Quali permessi servono per lo studio e come preparo i locali a norma?
Presenti una SCIA al SUAP del Comune dichiarando l’inizio attività e la conformità dei locali. In alcune Regioni, per studi professionali sanitari, la normativa locale richiede requisiti aggiuntivi o specifiche autorizzazioni igienico-sanitarie. Il quadro di riferimento è nel D.Lgs. 502/1992 e nelle leggi regionali. I locali devono rispettare norme edilizie, igiene e sicurezza: superfici lavabili, adeguata aerazione, privacy acustica, illuminazione idonea, servizi igienici accessibili. Prevedi un’area accoglienza, una sala trattamento e spazi di deposito per dispositivi e presidi. Se assumi personale, applica il D.Lgs. 81/2008: DVR, formazione, sorveglianza sanitaria dove necessaria, gestione emergenze ed estintori. Conserva schede tecniche delle attrezzature e programma manutenzioni periodiche. Per la privacy (GDPR), predisponi informativa, registro trattamenti, misure di sicurezza e procedure per data breach.
