Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Artigiani/commercianti: iscrizione alla gestione corrispondente, contributi fissi+variabili. Professionisti senza cassa: gestione separata, solo percentuale sull’imponibile. Scadenze: 16/05, 22/08, 16/11, 16/02 (fissi) e 30/06, 30/11 (saldo/anticipi).
- L’iscrizione segue la prevalenza dell’attività: manuale o commerciale nelle gestioni INPS artigiani/commercianti; attività intellettuale senza cassa nella Gestione separata (art. 2, c. 26, Legge 335/1995, su Normattiva).
- Imponibile previdenziale: nel regime ordinario è il reddito netto; nel forfettario è il fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività (Legge 190/2014 e successive modifiche, su Normattiva).
- 2026: gestioni artigiani/commercianti con contributi fissi più variabili oltre la soglia; Gestione separata con aliquota percentuale, senza minimi. Scadenze come da circolari INPS annuali.
Quale gestione INPS scegliere: criteri chiari e norme di riferimento
Artigiani e commercianti: quando iscriversi
Ti iscrivi alla gestione artigiani se svolgi un’attività manuale o di produzione. Ti iscrivi alla gestione commercianti se vendi beni o servizi in modo organizzato.
Conta l’attività prevalente. Prevalente significa quella che ti occupa la maggior parte del tempo o genera la quota maggiore di ricavi.
La base normativa è storica e si innesta nella Legge 335/1995 e nelle circolari INPS sull’inquadramento. Puoi verificare il quadro su Normattiva e sul portale INPS. Il Ministero del Lavoro fornisce criteri di inquadramento delle attività.
Gestione separata: chi rientra
Se svolgi un’attività intellettuale senza una cassa professionale autonoma, rientri nella Gestione separata INPS. Esempio: consulente marketing, social media manager, copywriter.
La regola cardine sta nell’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995. La Gestione separata copre i professionisti non iscritti a ordini con cassa e i collaboratori.
In questa gestione non paghi contributi minimi fissi. Paghi solo in base a quanto incassi. Se incassi zero, non versi contributi.
Come si calcola l’imponibile previdenziale
Regime ordinario: definizione semplice
Il regime ordinario determina l’imponibile come differenza tra ricavi e costi inerenti. È il reddito netto dell’attività. Applichi il principio di competenza o di cassa in base al tuo regime contabile. Per principio di cassa intendo: consideri quanto incassi e paghi nell’anno.
Esempio pratico: incassi 90.000 euro e sostieni costi per 20.000 euro. Il tuo imponibile previdenziale è 70.000 euro.
Le regole generali sul reddito d’impresa e lavoro autonomo sono nel TUIR (DPR 917/1986, su Normattiva) e si riflettono sul calcolo contributivo.
Regime forfettario: cos’è il coefficiente di redditività
Il regime forfettario usa un coefficiente di redditività. È una percentuale che stima il reddito imponibile partendo dai ricavi. Non detrai i costi effettivi.
Esempio: social media manager con 30.000 euro di incassi e coefficiente 78%. Imponibile previdenziale e fiscale: 30.000 x 78% = 23.400 euro.
La cornice normativa è nella Legge 190/2014 e successive modifiche, presenti su Normattiva. L’INPS applica le regole sullo stesso imponibile, salvo specifiche indicazioni di circolare.
Aliquote e importi 2026: artigiani/commercianti e Gestione separata
Artigiani e commercianti: contributi fissi e variabili
In queste gestioni paghi due quote:
- Contributi fissi. Li paghi anche se non hai reddito. Per il 2026 l’importo annuo di riferimento è pari a 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti. Si versa in 4 rate.
- Contributi variabili. Li paghi sulla parte di imponibile che supera 18.808,00 euro (soglia 2026). Aliquota 24% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti.
Se superi 56.224,00 euro di imponibile, scatta una maggiorazione sulla parte eccedente: 25% per gli artigiani e 25,48% per i commercianti.
Questi valori discendono dalle circolari INPS annuali su aliquote e minimali per artigiani e commercianti. La cornice generale è nella Legge 335/1995 e provvedimenti collegati, consultabili su Normattiva.
Gestione separata: solo percentuale sull’imponibile
Nella Gestione separata versi solo una percentuale sull’imponibile. Per il 2026, l’aliquota per i professionisti senza altra tutela obbligatoria è del 26,07%.
Non ci sono contributi fissi. Se incassi zero, non versi nulla. Esistono massimali annui di reddito oltre i quali non versi più contributi utili. Il massimale è aggiornato ogni anno da INPS.
La base giuridica è l’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995. Le aliquote e i massimali si trovano nelle circolari INPS annuali. Le definizioni di attività e qualifiche sono richiamate dal Ministero del Lavoro.
Scadenze, modalità e pianificazione dei versamenti
Artigiani e commercianti: calendario 2026
Contributi fissi in quattro rate:
- 16 maggio
- 22 agosto
- 16 novembre
- 16 febbraio dell’anno successivo
Contributi variabili con le stesse scadenze delle imposte:
- 30 giugno: saldo anno precedente e primo acconto anno in corso
- 30 novembre: secondo acconto
Si versa con modello F24. I codici tributo sono indicati nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle circolari INPS. Verifica ogni anno perché possono aggiornarsi.
Gestione separata: scadenze allineate a saldo e acconti
Paghi il 30 giugno e il 30 novembre. A giugno versi il saldo per l’anno precedente più il primo acconto. A novembre versi il secondo acconto.
Usi il modello F24 con i codici tributo della Gestione separata. Le istruzioni sono nelle circolari INPS e nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Pianifica la liquidità. Se sei nel forfettario, ricorda che l’acconto si calcola sull’imposta e sui contributi dell’anno prima. Prevedi un margine di sicurezza.
Regola decisionale rapida
In 6 passaggi, dalla tua attività alla gestione corretta
- Attività manuale o produzione? Probabile gestione artigiani.
- Vendita beni/servizi in modo organizzato? Probabile gestione commercianti.
- Prestazione intellettuale senza cassa professionale? Gestione separata.
- Attività mista? Valuta prevalenza per tempo impiegato e ricavi generati.
- Regime fiscale ordinario? Imponibile = ricavi – costi inerenti.
- Regime forfettario? Imponibile = fatturato x coefficiente di redditività.
Se resti nel dubbio, verifica le definizioni ufficiali sul portale INPS e le classificazioni del Ministero del Lavoro. Le norme cardine sono su Normattiva. Poi confronta con le circolari INPS sulle aliquote dell’anno.
Errori comuni e casi particolari
Attività miste: come valutare la prevalenza
Molti hanno attività miste. Ad esempio, laboratorio artigiano con annessa vendita. In questi casi conta l’attività che prevale per tempo e ricavi.
Documenta il criterio scelto. Tieni traccia delle ore e dei ricavi per ramo. Serve in caso di verifica INPS.
Se cambia la prevalenza, aggiorna l’iscrizione. L’inquadramento non è immutabile. Segui le istruzioni INPS e del Ministero del Lavoro.
Riduzione contributiva 35% per forfettari (artigiani/commercianti)
Chi è nel forfettario e iscritto ad artigiani/commercianti può chiedere la riduzione del 35% dei contributi IVS. Si applica ai fissi e ai variabili.
La base normativa nasce con la Legge 190/2014 ed è attuata da provvedimenti INPS. Va richiesta. Non è automatica. Valuta l’effetto sulla futura pensione, perché versi meno contributi.
La scelta è annuale. Organizza la tua cassa per evitare di trovarsi senza copertura adeguata in caso di eventi futuri.
Coadiuvanti e coadiutori: cosa significa
Coadiuvante o coadiutore è un familiare che aiuta stabilmente nell’impresa. Ad esempio, coniuge o figlio. Deve essere iscritto e versare contributi.
Serve il requisito di abitualità e prevalenza nell’aiuto. È un obbligo previdenziale, non una facoltà. La disciplina è nelle istruzioni INPS e nella normativa su impresa familiare (su Normattiva).
Calcola anche i contributi del coadiuvante nel tuo budget. L’INPS indica aliquote e modalità di riparto.
Massimali, minimali e accredito contributivo
In artigiani/commercianti esistono minimali di reddito. Se stai sotto, versi comunque i fissi e accrediti l’intero anno. Oltre il minimale, scattano i variabili.
Nella Gestione separata non ci sono minimi, ma esistono massimali. Oltre i massimali non maturi ulteriore contribuzione utile. Le soglie cambiano con le circolari annuali INPS.
Verifica ogni anno i valori aggiornati. La base resta nella Legge 335/1995 e nei decreti attuativi, consultabili su Normattiva.
Esempi numerici 2026
Artigiano, reddito 15.000 euro (forfettario o ordinario) e assenza di variabili
Paghi solo i contributi fissi annui. Con 15.000 euro resti sotto la soglia dei 18.808 euro. Non scattano i variabili. Se sei forfettario e opti per la riduzione 35%, i fissi si riducono di conseguenza.
Commerciante, imponibile 40.000 euro (ordinario)
Paghi i fissi commerciante. In più, i variabili sul reddito che eccede 18.808 euro. Applichi il 24,48% sulla porzione eccedente fino a 56.224 euro.
Professionista Gestione separata, imponibile 23.400 euro (forfettario 30.000 x 78%)
Paghi il 26,07% su 23.400 euro. Non hai fissi. Versi a giugno e novembre con F24. Se l’anno successivo incassi zero, non versi.
| Scenario 2026 | Gestione INPS | Base imponibile previdenziale | Contributi dovuti | Scadenze | Note operative |
|---|---|---|---|---|---|
| Artigiano con imponibile 15.000 euro | Artigiani | 15.000 euro | Solo fissi: 4.521,36 euro | 16/05, 22/08, 16/11, 16/02 | Nessun variabile perché sotto 18.808 euro |
| Commerciante con imponibile 40.000 euro | Commercianti | 40.000 euro | Fissi 4.611,64 euro + 24,48% su (40.000 – 18.808) | Fissi trimestrali; variabili 30/06 e 30/11 | Non supera 56.224 euro, non si applica la maggiorazione |
| Artigiano con imponibile 70.000 euro | Artigiani | 70.000 euro | Fissi 4.521,36 euro + 24% su (56.224 – 18.808) + 25% su (70.000 – 56.224) | Fissi trimestrali; variabili 30/06 e 30/11 | Aliquota maggiorata oltre 56.224 euro |
| Professionista senza cassa, imponibile 23.400 euro | Gestione separata | 23.400 euro | 26,07% di 23.400 euro | 30/06 e 30/11 | Nessun fisso; versamento solo a percentuale |
| Professionista senza cassa, incassi 0 euro | Gestione separata | 0 euro | 0 euro | Nessuna scadenza operativa | Nessun obbligo contributivo se non ci sono incassi |
| Commerciante forfettario con riduzione 35% | Commercianti | Fatturato x coefficiente | Fissi e variabili ridotti del 35% su richiesta | Fissi trimestrali; variabili 30/06 e 30/11 | Riduzione da richiedere; impatta sull’accredito pensionistico |
FAQ
Se svolgo sia attività artigiana sia consulenza, come capisco dove iscrivermi?
Devi guardare la prevalenza. Prevalenza significa quale attività ti impegna di più e quale genera più ricavi. Se passi più tempo in laboratorio e la produzione pesa di più, ti iscrivi ad artigiani. Se invece la consulenza è il tuo lavoro principale e non hai una cassa professionale, rientri nella Gestione separata. Documenta il criterio. Tieni un prospetto con ore e ricavi per ramo. Questo ti aiuta in caso di verifica. La regola discende dall’inquadramento INPS e dagli indirizzi del Ministero del Lavoro. La cornice generale è rintracciabile su Normattiva e nelle circolari INPS.
Nel forfettario pago contributi sui costi reali o sul coefficiente?
Nel forfettario non contano i costi reali. Usi il coefficiente di redditività. Questo trasforma il fatturato in reddito imponibile. È la base per imposte e contributi. Se fatturi 30.000 euro e il tuo coefficiente è 78%, calcoli 23.400 euro di imponibile. Su questo paghi le imposte e i contributi. Le regole sono nella Legge 190/2014, su Normattiva. L’INPS recepisce l’imponibile così determinato, salvo chiarimenti di circolare. Ricorda che il coefficiente cambia per codice ATECO. Verifica il tuo codice prima di fare i conti.
Posso evitare i contributi minimi se in perdita come commerciante?
No. Nelle gestioni artigiani e commercianti i contributi minimi fissi sono dovuti anche in assenza di reddito. Servono ad accreditare l’anno ai fini pensionistici. I variabili scattano solo oltre il minimale di reddito. Ma i fissi restano. Questa struttura discende dalla Legge 335/1995 e dalle circolari INPS su minimali e aliquote. Puoi valutare, se sei nel forfettario, la riduzione del 35% su richiesta. La riduzione incide anche sull’accredito futuro. Valuta costi e benefici con attenzione.
In Gestione separata ho coperture per malattia, maternità e congedi?
Sì, la Gestione separata prevede alcune tutele. Parliamo di indennità di maternità/paternità, congedi parentali e, in certi casi, malattia e degenza ospedaliera. Le condizioni variano in base al tipo di iscritto e all’aliquota applicata. Le tutele derivano da norme e decreti attuativi collegati alla Legge 335/1995, oltre che da delibere INPS annuali. Verifica ogni anno i requisiti minimi di contribuzione per accedere alle prestazioni. Trovi i riferimenti nelle circolari INPS e nella normativa disponibile su Normattiva.
Come cambiano saldo e acconti tra imposte e contributi?
Il meccanismo è simile. A giugno versi il saldo dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno in corso. A novembre versi il secondo acconto. Per artigiani e commercianti, questo vale per la quota variabile. I fissi hanno le scadenze trimestrali. In Gestione separata versi a giugno e novembre. Gli acconti si calcolano sulle somme dovute l’anno prima. Se nell’anno corrente prevedi ricavi più bassi, puoi ridurre l’acconto. Ma attenzione al rischio di sanzioni se sbagli stima. Le regole generali seguono il calendario fiscale e le istruzioni INPS e dell’Agenzia delle Entrate.
