Non puoi essere “assunto” in Partita IVA perché questo termine fa riferimento esclusivo al lavoro dipendente, ma puoi lavorare come autonomo con la tua Partita IVA. Questa scelta può convenire per diversi motivi:
• Sei libero di lavorare negli orari che preferisci.
• Hai la possibilità di lavorare da remoto o in smart working.
• Puoi gestire i flussi del tuo lavoro in totale autonomia.
• Puoi scegliere liberamente i clienti e i progetti con cui collaborare.
• Godi di una tassazione notevolmente inferiore se accedi al regime forfettario.
Se rispetti i requisiti d’accesso, il regime forfettario ti offre importanti semplificazioni e agevolazioni:
• Imposta sostitutiva ridotta: paghi solo il 15% (o il 5% per i primi 5 anni in caso di nuova attività).
• Esenzione IVA: non devi inserire l’IVA in fattura, permettendoti di aumentare i tuoi margini di guadagno o di essere più competitivo sul mercato rispetto a chi applica l’imposta.
• Semplificazioni contabili: sei esonerato dagli studi di settore (ISA) e da adempimenti complessi come l’esterometro.
Puoi lavorare in Partita IVA inquadrandoti in una di queste categorie:
• Artigiano o Commerciante
• Libero professionista iscritto ad un albo professionale (es. Avvocati, Ingegneri)
• Lavoratore autonomo senza cassa previdenziale privata (es. Consulenti, Freelance)
A differenza del lavoro dipendente, dove le trattenute avvengono in busta paga, con la Partita IVA dovrai pagare autonomamente due tipi di spese: tasse e contributi previdenziali.
Le tasse variano a seconda del tuo regime fiscale:
• Regime forfettario: paghi un’aliquota del 5% o 15% applicata sull’imponibile, calcolato moltiplicando gli incassi per il coefficiente di redditività specifico della tua attività.
• Regime ordinario: paghi l’IRPEF secondo il sistema degli scaglioni progressivi sul reddito netto (incassi meno spese e contributi):
| Scaglione di reddito | % IRPEF |
|---|---|
| fino a 28.000 € | 23% |
| da 28.001 € a 50.000 € | 33% (aliquota ridotta rispetto al 35% del 2025) |
| oltre 50.000 € | 43% |
Anche i contributi previdenziali per la pensione variano in base alla tua cassa di appartenenza:
• Libero professionista con albo: versi i contributi secondo le scadenze e le percentuali stabilite dal regolamento della tua cassa professionale privata.
• Lavoratore autonomo senza albo: devi iscriverti alla Gestione Separata INPS, che prevede un’aliquota proporzionale del 26,07% da applicare sul tuo reddito imponibile, senza alcun costo fisso iniziale.
• Artigiani e Commercianti: devi iscriverti alla gestione INPS dedicata, che prevede due componenti di spesa:
– Contributi fissi: pari a 4.521,36€ all’anno per gli artigiani e a 4.611,64€ all’anno per i commercianti, da versare obbligatoriamente in 4 rate trimestrali indipendentemente dai tuoi incassi.
– Contributi variabili: dovuti se il tuo imponibile supera il minimale di 18.808,00€. Sulla parte eccedente pagherai il 24% (artigiani) o il 24,48% (commercianti). Se l’imponibile supera anche la seconda soglia di 56.224,00€, le percentuali sulle quote ulteriori salgono rispettivamente al 25% e al 25,48%.
Per valutare con certezza la convenienza economica e fare la scelta giusta tra lavoro dipendente e Partita IVA, il commercialista è il professionista adatto a cui rivolgerti. Puoi ricevere una consulenza fiscale gratuita e senza impegno con un esperto Fiscozen compilando il form qui sotto.