Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
La Partita IVA non viene attribuita d’ufficio: la richiedi tu. Professionista: mod. AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Ditta individuale artigiana/commerciale: pratica ComUnica, SCIA al SUAP, iscrizioni INPS/INAIL e Registro Imprese.
- Norma madre: dichiarazione di inizio attività entro 30 giorni (art. 35, DPR 633/1972, consultabile su Normattiva).
- Professionista: mod. AA9/12; impresa individuale: ComUnica (D.L. 7/2007 conv. L. 40/2007; D.M. 6/2/2008) e SCIA (art. 19 L. 241/1990; DPR 160/2010).
- Previdenza: Cassa di categoria o Gestione Separata (L. 335/1995); artigiani/commercianti INPS con contributi fissi + percentuali (circolari INPS annuali).
Non esiste l’attribuzione d’ufficio: cosa dice la legge e quando nasce l’obbligo
La Partita IVA nasce da tua dichiarazione. Non te la assegnano d’ufficio. Lo prevede l’art. 35 del DPR 633/1972: presenti la dichiarazione di inizio attività entro 30 giorni dal primo atto rilevante ai fini IVA.
Per atto rilevante si intende l’avvio abituale e professionale di un’attività. In parole semplici: se vendi o presti servizi in modo continuativo per generare reddito. Se l’attività è episodica, puoi usare la prestazione occasionale. Ma se diventa abituale, serve la Partita IVA.
In caso di omissione, l’Agenzia delle Entrate può accertare imposte e sanzioni. Ma non “apre” la tua Partita IVA al posto tuo. L’obbligo di aprirla resta tuo. Le sanzioni seguono le regole del D.Lgs. 471/1997 e norme collegate.
Aprire come libero professionista: mod. AA9/12, previdenza e adempimenti
Modulo e tempi
Se svolgi attività intellettuali (es. copywriter, consulente, architetto), apri come libero professionista. Compili il modello AA9/12 e lo invii all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online o allo sportello. Devi farlo entro 30 giorni dall’inizio.
Il modello AA9/12 identifica i tuoi dati, il codice ATECO e il regime fiscale. Il codice ATECO classifica cosa fai. Sceglilo con cura perché incide su contributi, studi statistici e, nel forfettario, sul coefficiente di redditività.
Previdenza: Cassa professionale o Gestione Separata
Se sei iscritto a un Albo con Cassa (avvocati, ingegneri, commercialisti, ecc.), ti iscrivi alla Cassa di categoria. Le regole contributive le stabilisce ciascuna Cassa. Trovi i regolamenti sui siti istituzionali delle Casse e sul portale del Ministero del Lavoro.
Se non hai una Cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (art. 2, c. 26, L. 335/1995). Contribuisci in percentuale al reddito. L’aliquota è fissata ogni anno da INPS. Nel 2026, per i professionisti senza altra tutela, è pari al 26,07% secondo la circolare INPS di riferimento.
Fisco: regime forfettario o ordinario
Il regime forfettario è un regime agevolato. Applichi un coefficiente di redditività ai ricavi (percentuale che rappresenta il tuo margine) e paghi un’imposta sostitutiva. È 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti requisiti “start-up”. La base giuridica è la L. 190/2014, commi 54-89, aggiornata dalla L. 197/2022 che ha fissato il limite di ricavi a 85.000 euro.
Il regime ordinario prevede IVA e IRPEF con deduzione dei costi reali. Per i professionisti, il reddito segue il principio di cassa (art. 54 TUIR): tassazione sugli incassi, non sulle fatture emesse. La contabilità può essere semplificata se rientri nei limiti.
Fatturazione elettronica e bollo
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari, dal 2024 in poi. Deriva da D.L. 36/2022 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Se emetti fatture senza IVA in forfettario, applichi il bollo da 2 euro oltre 77,47 euro. L’imposta di bollo in FatturaPA segue il D.M. 17 giugno 2014 e relative risoluzioni AE.
Aprire una ditta individuale artigiana o commerciale: ComUnica, SCIA e contributi
ComUnica: uno sportello, più adempimenti
Se avvii un’attività artigiana o commerciale (e-commerce, negozio, parrucchiere), usi la ComUnica. È la pratica unica che invii in modo telematico al Registro Imprese. Nasce col D.L. 7/2007, L. 40/2007 e D.M. 6 febbraio 2008.
Con una sola pratica: apri Partita IVA, ti iscrivi al Registro Imprese, apri la posizione INPS artigiani o commercianti, e, se necessario, la posizione INAIL. È tutto coordinato dalla Camera di Commercio.
SCIA e SUAP
Molte attività richiedono la SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La presenti al SUAP del Comune. La base normativa è l’art. 19 L. 241/1990 e il DPR 160/2010. L’effetto è immediato: puoi iniziare dalla presentazione, salvo controlli.
Alcune attività richiedono anche nulla osta sanitari, requisiti professionali o comunicazioni aggiuntive. Verifica il regolamento comunale e gli elenchi ministeriali delle attività soggette.
Firma digitale e domicilio digitale
Per la ComUnica serve la firma digitale. Ti serve anche la PEC, oggi “domicilio digitale”, obbligatoria per le imprese individuali. Il riferimento è nel Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e interventi successivi, come il D.L. 76/2020.
Contributi INPS artigiani e commercianti
Paghi contributi fissi su un reddito minimo (minimale) e contributi percentuali sulla quota eccedente. La base è la L. 233/1990 e le circolari INPS annuali che definiscono minimali, massimali e aliquote.
Gli importi fissi annui nel 2026 sono intorno a 4.500 euro, fra quota IVS e addizionali. Si versano in quattro rate. Sull’eccedenza oltre il minimale applichi un’aliquota intorno al 24% fino al massimale, con la maggiorazione dell’1% su una fascia alta. Verifica ogni anno la circolare INPS per i valori esatti.
Se adotti il regime forfettario, puoi chiedere la riduzione contributiva del 35% prevista dalla L. 190/2014 (disciplinata da circolari INPS). È un’agevolazione su domanda, non automatica.
Regola decisionale rapida
Usa questa scorciatoia logica per scegliere il percorso giusto.
- La tua è un’attività intellettuale senza dipendenti e senza negozio? Apri come libero professionista con AA9/12. Previdenza: Cassa se iscritto ad Albo, altrimenti Gestione Separata.
- Vendi beni o eroghi servizi con organizzazione tipica d’impresa (laboratorio, negozio, e-commerce)? Apri una ditta individuale con ComUnica. Iscrizione a Registro Imprese, INPS artigiani/commercianti e, se dovuta, INAIL.
- Serve una SCIA? Se l’attività è fra quelle elencate nelle tabelle comunali o ministeriali, invia la SCIA al SUAP prima di iniziare.
- Non sei sicuro? Valuta abitualità, organizzazione e rischio d’impresa. Se sì, è impresa; se no e l’attività è intellettuale, è professione.
- Regime fiscale: se prevedi ricavi entro 85.000 euro e rispetti le condizioni dei commi 54-89 L. 190/2014, il forfettario è spesso conveniente. Altrimenti ordina la contabilità ordinaria/semplificata.
Costi, tempi e scadenze: cosa aspettarti nel 2026
Costi di apertura
Libero professionista: l’apertura con AA9/12 non ha costi amministrativi. Se ti affidi a un intermediario, paghi il suo compenso.
Ditta individuale: costi verso Camera di Commercio (diritti + bolli, circa 100 euro), eventuale SCIA (0-200 euro secondo il Comune), PEC e firma digitale (da circa 35 euro/anno ciascuna). Con un intermediario, il pacchetto può andare da 500 a 1.500 euro, secondo regime e complessità.
Tempi
AA9/12: attribuzione immediata del numero di Partita IVA. Gestione Separata: attivazione in pochi giorni. Cassa professionale: tempi variabili secondo cassa.
ComUnica: protocollazione in 1-3 giorni lavorativi tipici. SCIA: effetto immediato alla presentazione, con controlli nei termini di legge.
Scadenze periodiche
Contributi INPS artigiani/commercianti fissi in quattro rate. Contributi percentuali e imposte con saldo e acconti a giugno/luglio e novembre, secondo calendario fiscale annuale. Gestione Separata in sede dichiarativa con F24.
Fatturazione elettronica: invii entro 12 giorni dall’operazione per fatture immediate. Liquidazioni IVA periodiche se sei in ordinario. Corrispettivi telematici obbligatori per vendite al dettaglio (D.Lgs. 127/2015).
Quadro normativo di riferimento
IVA e inizio attività: art. 35 DPR 633/1972 (Normattiva). Regimi fiscali: L. 190/2014, commi 54-89, e L. 197/2022. Redditi professionali: art. 54 TUIR; imprese minori: art. 66 TUIR e DL 193/2016. Gestione Separata: L. 335/1995. Artigiani e commercianti: L. 233/1990 e circolari INPS. ComUnica: D.L. 7/2007 conv. L. 40/2007; D.M. 6/2/2008. SCIA e SUAP: art. 19 L. 241/1990; DPR 160/2010. Fattura elettronica: D.L. 36/2022 e provvedimenti AE. Bollo su FE: D.M. 17/06/2014.
| Scenario | Passi obbligatori | Previdenza | Tempi medi | Costi di avvio stimati |
|---|---|---|---|---|
| Libero professionista iscritto ad Albo (es. architetto) | AA9/12; scelta regime; FE; eventuale PEC | Cassa di categoria secondo regolamento | Partita IVA in 1 giorno; Cassa 3-15 giorni | 0 euro pratiche fai-da-te; compenso professionista variabile |
| Libero professionista senza Albo (es. copywriter) | AA9/12; scelta regime; FE; eventuale PEC | Gestione Separata INPS (aliquota 26,07% nel 2026) | Partita IVA in 1 giorno; INPS 3-7 giorni | 0 euro pratiche fai-da-te; eventuale compenso consulente |
| Ditta individuale artigiana (es. parrucchiere) | ComUnica; SCIA al SUAP; INAIL; FE; PEC e firma digitale | INPS artigiani: fissi + percentuali su eccedenza | ComUnica 1-3 giorni; SCIA immediata | CamCom ~100€; SCIA 0-200€; PEC+firma da ~35€/anno; 500-1.500€ con intermediario |
| Ditta individuale commerciale (es. e-commerce) | ComUnica; eventuale SCIA; FE; PEC e firma digitale; corrispettivi telematici se retail | INPS commercianti: fissi + percentuali su eccedenza | ComUnica 1-3 giorni; SCIA immediata | CamCom ~100€; SCIA 0-200€; PEC+firma da ~35€/anno; 500-1.500€ con intermediario |
FAQ
Devo aprire la Partita IVA o posso usare la prestazione occasionale?
Usa la prestazione occasionale se l’attività è episodica, senza abitualità e organizzazione. Emetti una ricevuta senza IVA. Se superi 5.000 euro annui con prestazioni occasionali, versi i contributi alla Gestione Separata solo sulla parte eccedente. Ma questo non ti autorizza a continuare senza Partita IVA se l’attività diventa abituale. La regola vera è l’abitualità: se lavori con continuità, promuovi i tuoi servizi e organizzi mezzi (sito, attrezzature, calendario), allora serve la Partita IVA entro 30 giorni dall’avvio (art. 35 DPR 633/1972). Se sbagli inquadramento, rischi sanzioni su IVA, imposte e contributi. Valuta la frequenza degli incarichi, la ripetitività e l’intento di profitto. Se spunti almeno due di questi tre elementi, apri la Partita IVA.
Quanto tempo serve per ottenere la Partita IVA e iniziare a fatturare?
Con AA9/12 l’Agenzia delle Entrate attribuisce il numero quasi subito. Nella pratica, lo ottieni in giornata. Da quel momento puoi emettere fatture elettroniche. La posizione INPS (Gestione Separata) si attiva in pochi giorni, ma intanto puoi lavorare perché la copertura previdenziale decorre dall’inizio attività.
Con ComUnica, la protocollazione richiede in media 1-3 giorni lavorativi. La SCIA ha effetto immediato: puoi iniziare dal giorno dell’invio, salvo controlli. La PEC e la firma digitale si attivano in giornata se hai i documenti pronti. Quindi, con una pratica ben preparata, in 48-72 ore un’impresa individuale è operativa, salvo specifiche autorizzazioni settoriali (sanitarie, ambientali, sicurezza) che possono allungare i tempi.
Qual è la differenza fiscale tra regime forfettario e ordinario? Quale conviene?
Il forfettario semplifica tutto. Non detrai l’IVA e non deduci i costi effettivi. Applichi il coefficiente di redditività ai ricavi per stimare il reddito. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up. Vale finché resti entro 85.000 euro di ricavi e rispetti le condizioni dei commi 54-89 della L. 190/2014.
L’ordinario (o semplificato) ti fa detrarre l’IVA sugli acquisti e dedurre i costi reali. Conviene se hai spese importanti, margini bassi o investimenti. Per i professionisti si applica il principio di cassa (art. 54 TUIR); per imprese minori la cassa “mista” (art. 66 TUIR). La convenienza dipende da margine, investimenti, ricavi previsti e struttura dei costi. Fai sempre un confronto numerico: proietta ricavi, costi e contributi. Se i costi certi superano la quota forfettaria “implicita”, l’ordinario può vincere. Se hai costi leggeri e ricavi stabili entro 85.000 euro, spesso il forfettario batte l’ordinario.
Come funzionano i contributi INPS per artigiani e commercianti? Posso ridurli?
Paghi contributi fissi calcolati su un reddito minimo (minimale) definito ogni anno da INPS. Questi si versano in quattro rate indipendentemente dagli incassi. Se guadagni oltre il minimale, versi anche una percentuale sull’eccedenza fino al massimale. C’è una maggiorazione dell’1% su una fascia alta. Le percentuali e le soglie cambiano ogni anno con la circolare INPS. Nel 2026, gli importi fissi annui si attestano intorno a 4.500 euro complessivi, ma verifica sempre l’ultima circolare.
Se sei in regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. È prevista dalla L. 190/2014 e da istruzioni INPS. Si richiede telematicamente e vale anche per gli anni successivi finché resti forfettario, salvo revoca. Attenzione: riducendo i contributi, riduci anche l’accredito di pensione. Valuta l’impatto su anzianità e assegni futuri. In alternativa, puoi versare senza riduzione per avere copertura piena.
Cosa rischio se inizio a lavorare senza Partita IVA quando sarebbe obbligatoria?
Rischi un accertamento su IVA e imposte dirette. L’Agenzia delle Entrate può ricostruire i ricavi, applicare l’IVA dovuta, interessi e sanzioni (D.Lgs. 471/1997). Possono riqualificare le ricevute come operazioni imponibili. Se non versi contributi, l’INPS può richiedere gli arretrati con sanzioni civili.
Puoi anche subire sanzioni per omessa dichiarazione di inizio attività e per irregolarità nella fatturazione. Nei casi più gravi, scattano segnalazioni all’Autorità giudiziaria se emergono reati tributari. Prevenire è semplice: apri la Partita IVA entro 30 giorni, scegli il regime corretto, imposta la fatturazione elettronica e regolarizza la posizione previdenziale. Se hai già iniziato, regolarizza subito. Una comunicazione spontanea e tempestiva riduce rischi e sanzioni.
