Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire l’attività scegli forma (professionista, ditta, società), verifica l’accesso al forfettario (soglia 85.000 euro), invia AA9/12 o ComUnica e cura SCIA, INPS/INAIL e fatturazione elettronica.
- Soglia regime forfettario: ricavi/compensi fino a 85.000 euro; uscita immediata oltre 100.000 euro nell’anno; imposta sostitutiva 15% o 5% start-up.
- Iter: professionista con AA9/12; ditta individuale con ComUnica + SUAP/SCIA se necessario; iscrizione INPS (o Cassa) e, se dovuto, INAIL.
- Obblighi digitali: fattura elettronica per tutti dal 2024; domicilio digitale/PEC obbligatorio per imprese individuali e professionisti iscritti ad Albi.
Quale forma scegliere e come incide sul fisco
Libero professionista vs ditta individuale
Libero professionista: svolge attività intellettuale. Esempi: consulente, designer, formatore. Apre la Partita IVA con il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Di norma non si iscrive al Registro Imprese. Si iscrive alla Cassa professionale del proprio Ordine oppure alla Gestione Separata INPS se non ha una Cassa. Il riferimento per l’apertura è l’articolo 35 del DPR 633/1972 (Normattiva) e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Ditta individuale: svolge attività artigianale o commerciale. Esempi: e-commerce, bar, artigiano, negozio. Usa la pratica ComUnica al Registro Imprese per attivare insieme Partita IVA, INPS Artigiani/Commercianti e, se dovuto, INAIL. Il quadro normativo è nel DL 7/2007, articolo 9, convertito in L. 40/2007 (ComUnica), e nel DPR 160/2010 per lo Sportello Unico (SUAP) e la SCIA.
Società: quando serve davvero
La società (es. SRL) ha senso se vuoi limitare la responsabilità, coinvolgere soci, attrarre capitali o se hai costi e rischi elevati. Richiede atto notarile, statuto, capitale e contabilità ordinaria. La tassazione è IRES/IRAP, non IRPEF personale sui redditi d’impresa. All’inizio, spesso bastano professionista o ditta individuale con regime forfettario, più semplice e leggero.
Regime forfettario: requisiti, limiti e fonti
Paletti di accesso e conferme 2026
Il regime forfettario nasce con la L. 190/2014, art. 1, commi 54-89 (Normattiva). La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) ha fissato la soglia di ricavi/compensi a 85.000 euro e l’uscita immediata se superi 100.000 euro nel corso dell’anno. La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha confermato l’impianto. Ad agosto 2026 queste regole sono la base di riferimento, salvo aggiornamenti annuali nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Puoi adottarlo se non applichi regimi IVA speciali (agricoltura, editoria, agenzie viaggio, ecc.), se sei residente in Italia o in UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia, e se non controlli, direttamente o indirettamente, una SRL che svolge attività riconducibile alla tua. Queste sono cause tipiche di esclusione definite dalla L. 190/2014 e successive modifiche (Normattiva, documenti Agenzia delle Entrate).
Rapporti con ex datore di lavoro
Se fatturi prevalentemente all’ex datore di lavoro o a soggetti a lui riconducibili, il forfettario non si applica. La norma mira a evitare “false partite IVA”. Il riferimento è l’art. 1, comma 57, lett. d-bis), L. 190/2014 (Normattiva). Valuta bene i flussi di fatturato del primo anno.
Imposta sostitutiva 15% e 5% start-up
L’aliquota ordinaria è 15%. Puoi scendere al 5% per i primi cinque anni se rispetti le condizioni “start-up”: non hai svolto attività simile nei tre anni precedenti, l’attività non è mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo, e se subentri a un’attività altrui i ricavi precedenti rispettano la soglia. Queste condizioni sono definite nei commi 65 e seguenti della L. 190/2014.
Iter pratico di apertura: passaggi, moduli e tempi
Professionista: AA9/12 e previdenza
Compila il modello AA9/12 per dichiarare inizio attività IVA. Puoi inviarlo online o consegnarlo in ufficio. La base giuridica è l’art. 35 del DPR 633/1972. Iscriviti alla Cassa dell’Ordine, se esiste, oppure alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995, art. 2, comma 26). Attiva il domicilio digitale (PEC) se iscritto ad Albo. Prepara il codice ATECO corretto: condiziona il coefficiente di redditività nel forfettario.
Ditta individuale: ComUnica, SUAP e INAIL
Per artigiani e commercianti, la pratica ComUnica avvia in un colpo solo Registro Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS Artigiani/Commercianti e, se dovuto, INAIL. Se l’attività lo richiede presenta la SCIA al SUAP del Comune (DPR 160/2010). Alcuni settori prevedono requisiti professionali o sanitari (es. alimentarista, HACCP) secondo linee del Ministero della Salute e normative regionali.
Fatturazione elettronica, PEC e domicilio digitale
La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari dal 1° gennaio 2024 (DL 36/2022, art. 18, come convertito; documentazione Agenzia delle Entrate). Usa il Sistema di Interscambio (SDI) con codice destinatario o PEC. Le imprese individuali devono avere un domicilio digitale attivo; inadempienza può portare sanzioni e iscrizione d’ufficio (DL 76/2020, convertito in L. 120/2020; consultare il portale INI-PEC).
Come si calcola il reddito e le imposte
Forfettario: coefficiente, principio di cassa e contributi
Nel forfettario non deduci i costi reali. Applichi un coefficiente di redditività al totale incassato. Il coefficiente dipende dall’attività (codice ATECO) e si trova nella L. 190/2014 e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Il reddito imponibile è: incassi x coefficiente – contributi previdenziali pagati.
Il principio di cassa significa che contano gli incassi effettivi, non le fatture emesse ma non pagate. Sull’imponibile applichi l’imposta sostitutiva (15% o 5%). L’IVA non si applica in rivalsa e non si detrae. Restano bollo su fatture senza IVA sopra 77,47 euro e ritenute non subite, salvo casi particolari.
Ordinario: IVA, costi reali e IRPEF a scaglioni
Nel regime ordinario deduci i costi effettivi. Applichi l’IVA e la detrai sugli acquisti. Versi l’IRPEF a scaglioni, oggi tra 23% e 43%, secondo gli scaglioni vigenti, con detrazioni e oneri. La contabilità può essere semplificata o ordinaria. Devi gestire registri IVA, liquidazioni, dichiarazioni e ritenute. È più complesso ma conviene se hai costi elevati o investimenti importanti.
Regola decisionale rapida
Scelta basata su nessi logici
Se inizi da solo, con costi bassi e ricavi previsti sotto 85.000 euro, scegli il forfettario. Paghi poco, semplifichi gli adempimenti, e parti veloce.
Se prevedi spese alte e detraibili (macchinari, affitti, personale), o se lavori con clienti che richiedono detrazione IVA, valuta l’ordinario. Potrebbe ridurre l’imposta effettiva.
Se più dell’80% del fatturato arriva dall’ex datore di lavoro, evita il forfettario. Rischi esclusione per norma e contestazioni.
Se potresti superare 85.000 euro o puntare a grandi contratti, programma l’uscita dal forfettario. O valuta da subito l’ordinario.
Se cerchi responsabilità limitata, soci e crescita strutturata, considera una SRL. Ha costi maggiori ma tutela il patrimonio personale.
Scadenze, tempistiche e controlli
Quando presentare le pratiche
AA9/12: presenta entro 30 giorni dall’inizio attività o prima dell’avvio effettivo, secondo le istruzioni Agenzia delle Entrate. ComUnica: presentala prima dell’avvio, così attivi Registro Imprese, INPS e INAIL senza ritardi.
SCIA: presentala allo Sportello Unico (SUAP) prima di iniziare l’attività soggetta, come prevede il DPR 160/2010. Conserva ricevute e protocolli. Per i settori vigilati (es. alimentare), rispetta i tempi di preavviso e le comunicazioni all’ASL/ATS.
Fatture, imposte e dichiarazioni
Forfettario: emetti e-fatture dal primo giorno. Non presenti registri IVA, esterometro separato e liquidazioni periodiche. Dal 2024 i documenti verso estero passano dallo SDI con i formati previsti. Compili la dichiarazione Redditi PF con quadro LM. Versi imposta sostitutiva e contributi con scadenze di giugno e novembre (saldi e acconti).
Ordinario: gestisci registri IVA, liquidazioni periodiche (LIPE), dichiarazione IVA, Redditi PF o SC, e versamenti IRES/IRPEF/IRAP se applicabili. Prepara la contabilità con metodo prudente e conserva i documenti per i termini di accertamento indicati dallo Statuto del Contribuente.
Controlli e sanzioni
Le fonti da consultare sono: Normattiva per le leggi (L. 190/2014, L. 197/2022, L. 213/2023, DPR 633/1972), Agenzia delle Entrate per provvedimenti e circolari, Ministero delle Imprese e del Made in Italy per Registro Imprese/ComUnica, Ministero del Lavoro e INPS per previdenza, INAIL per assicurazione obbligatoria. Verifica sempre le istruzioni aggiornate prima di inviare le pratiche.
| Scenario | Requisiti | Adempimenti | Tempistiche/Note operative |
|---|---|---|---|
| Libero professionista in regime forfettario | Ricavi previsti ≤ 85.000 euro; nessuna prevalenza verso ex datore; nessun regime IVA speciale | AA9/12; iscrizione Cassa o Gestione Separata; e-fattura; bollo; PEC se iscritto ad Albo | AA9/12 entro 30 giorni dall’avvio; imposta sostitutiva 15% (o 5% start-up per 5 anni); uscita immediata se incassi > 100.000 |
| Ditta individuale artigiana/commerciale in forfettario | Ricavi previsti ≤ 85.000 euro; requisiti professionali se richiesti; non controllare SRL con attività riconducibile | ComUnica; INPS Artigiani/Commercianti; INAIL se dovuta; SCIA SUAP; e-fattura; domicilio digitale | ComUnica prima dell’apertura; SCIA prima dell’avvio; imposta sostitutiva 15%/5%; contributi fissi+percentuali secondo INPS |
| Regime ordinario (professionista o ditta) | Spese elevate; clienti con IVA detraibile; ricavi oltre 85.000 o esclusioni dal forfettario | Registri IVA; liquidazioni; dichiarazione IVA; IRPEF/IRES a scaglioni; ritenute; contabilità semplificata/ordinaria | Più adempimenti ma deduzione costi e detrazione IVA; valutazione convenienza annuale |
| Passaggio a SRL | Esigenza di responsabilità limitata; soci; crescita; utile reinvestito | Atto notarile; statuto; iscrizione Registro Imprese; contabilità ordinaria; IRES/IRAP | Iter più lungo; costi maggiori; pianifica il conferimento/trasformazione e il subentro nei contratti |
FAQ: domande frequenti sull’avvio in regime forfettario e alternative
Quali sono i passaggi concreti per aprire Partita IVA da professionista e quanto tempo serve?
Definisci il codice ATECO e verifica il forfettario. Compila il modello AA9/12, invialo all’Agenzia delle Entrate, e indica il regime. Attiva il canale per la fattura elettronica (SDI) e il domicilio digitale. Se sei iscritto a un Ordine, verifica l’iscrizione alla Cassa; in assenza, apri la posizione in Gestione Separata INPS. Se operi in ambito regolamentato (es. sanitario), rispetta anche i requisiti dell’Ordine e dell’ASL.
I tempi tecnici: spesso 1-3 giorni lavorativi per la Partita IVA, se la pratica è completa. La previdenza si attiva in parallelo. La e-fattura è operativa subito dopo l’abilitazione al canale prescelto. Pianifica prima l’offerta commerciale e il listino, così inizi a fatturare senza intoppi.
Sono artigiano/commerciante: cosa cambia con ComUnica e la SCIA rispetto a un professionista?
Con ComUnica attivi Registro Imprese, Partita IVA, INPS e, se serve, INAIL in un’unica pratica. È obbligatoria per le imprese individuali. Molte attività artigiane e commerciali richiedono SCIA al SUAP del Comune prima dell’avvio. La SCIA autocertifica che rispetti norme urbanistiche, igienico-sanitarie e di sicurezza. Se vendi alimenti, servono requisiti professionali e formazione HACCP.
Il professionista, di norma, non si iscrive al Registro Imprese e non presenta SCIA, salvo casi particolari (studi con locali aperti al pubblico soggetti a specifiche regole comunali). Per entrambi resta l’obbligo di fattura elettronica, emissione tempestiva e conservazione digitale a norma.
Come si calcola la tassa nel forfettario e cosa significa “coefficiente di redditività”?
Il coefficiente di redditività è una percentuale fissata per gruppi di attività. Serve a stimare il reddito imponibile senza contabilità analitica dei costi. Esempio semplificato: incassi 50.000 euro, coefficiente 78% = 39.000 euro. Da qui sottrai i contributi previdenziali pagati nell’anno. Il risultato è la base della “imposta sostitutiva” al 15% o al 5% per start-up.
Il principio di cassa conta: rileva il momento dell’incasso. Le spese non riducono il reddito, tranne i contributi. Non applichi IVA in fattura, ma paghi il bollo quando dovuto. Verifica il tuo coefficiente nelle istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate. Conserva incassi e versamenti in modo ordinato per dimostrare la corretta applicazione del regime.
Quando conviene il regime ordinario rispetto al forfettario?
Conviene l’ordinario se sostieni costi rilevanti e detraibili (attrezzature, canoni, consulenze, marketing), se lavori con clienti che vogliono detrarre l’IVA, o se prevedi ricavi oltre 85.000 euro. Con l’ordinario recuperi l’IVA sugli acquisti e deduci le spese reali. La convenienza si valuta sul “netto in tasca”, dopo imposte e contributi.
Fai un confronto numerico: proietta ricavi, stima spese e contributi, applica le regole di ciascun regime. Ricorda che nel forfettario l’uscita è immediata se incassi oltre 100.000 euro nell’anno: da quel momento applichi IVA e perdi la sostitutiva. Se sei vicino al limite, pianifica attentamente o scegli da subito l’ordinario.
Posso lavorare con il mio ex datore di lavoro in forfettario? E cosa succede se supero i 100.000 euro?
La legge vieta il forfettario se la tua attività si rivolge in modo prevalente all’ex datore di lavoro o a soggetti collegati. La prevalenza si valuta sui ricavi dell’anno. Se il tuo cliente principale è l’ex datore, scegli l’ordinario o diversifica la clientela. La norma è nell’art. 1, comma 57, L. 190/2014, consultabile su Normattiva e chiarita dall’Agenzia delle Entrate nelle sue circolari.
Se durante l’anno incassi più di 100.000 euro, esci subito dal forfettario. Dalla fattura che supera la soglia applichi l’IVA e scattano gli adempimenti ordinari. A fine anno farai la dichiarazione coerente con i due periodi. Verifica bene con un consulente i riflessi su acconti, liquidazioni IVA e ritenute, così eviti salti di imposta e sanzioni.
Quali sono gli obblighi 2026 su fatturazione elettronica e comunicazioni verso l’estero?
Dal 2024 la e-fattura è obbligatoria per tutti i forfettari. Emetti le fatture tramite SDI con formato XML a norma. Per operazioni con soggetti esteri, dal 2024 invii i documenti attraverso SDI con i tipi documento previsti (ad esempio TD17–TD19 per integrazioni). Non invii un “esterometro” separato come in passato.
Devi mantenere un domicilio digitale attivo. Le imprese individuali che non comunicano la PEC rischiano sanzioni e l’assegnazione d’ufficio. Controlla periodicamente le ricevute SDI, gli scarti e la conservazione digitale. Le fonti di riferimento sono i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, il portale Normattiva per DL 36/2022 e le linee guida del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per Registro Imprese e PEC.
