Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il bonus una tantum da 200 euro era una misura del 2022. Oggi non si può più richiedere. Puoi solo verificare pagamenti o fare ricorso se avevi presentato domanda nei termini.
- È riconosciuto una sola volta per persona e non è cumulabile tra categorie diverse.
- Le domande per partite IVA si sono chiuse il 30 novembre 2022; per dipendenti e pensionati l’erogazione era automatica nel 2022.
- Il bonus non è imponibile ai fini IRPEF e non sconta contributi; non genera IVA.
Che cos’era il bonus 200 euro e perché oggi non si può più chiedere
Il bonus 200 euro era un’indennità una tantum, cioè un aiuto pagato una sola volta. Era pensato per compensare l’aumento dei prezzi nel 2022.
La misura nasce con il Decreto-Legge 50/2022, noto come Decreto Aiuti. Le regole base sono negli articoli 31, 32 e 33. Puoi trovare il testo su Normattiva, il portale ufficiale delle leggi.
La gestione operativa è stata definita da circolari INPS del 2022 e dal Decreto del Ministero del Lavoro del 19 agosto 2022 per autonomi e professionisti. Questi atti hanno fissato requisiti, modalità e scadenze. Le finestre sono tutte chiuse.
Quadro normativo sintetico
- Decreto-Legge 50/2022: istituisce l’indennità 200 euro per dipendenti, pensionati e altre platee.
- Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 19 agosto 2022: attua l’indennità per autonomi e professionisti.
- Circolari INPS 73/2022 e 103/2022: spiegano come lavoratori e autonomi ricevono il bonus.
- Decreto-Legge 144/2022 (Decreto Aiuti-ter) e Circolare INPS 127/2022: introducono e chiariscono l’ulteriore indennità da 150 euro nel 2022.
Chi lo ha ricevuto nel 2022 e con quali condizioni
Lavoratori dipendenti
I dipendenti hanno ricevuto l’indennità in busta paga, in via automatica, tra luglio e ottobre 2022. Il datore ha anticipato la somma e l’ha recuperata dai contributi da versare all’INPS.
Servivano due condizioni pratiche: la retribuzione soggetta a contributi non doveva superare i limiti fissati per il 2022 e il dipendente dichiarava di non percepire l’indennità da altri enti. Le regole sono nella Circolare INPS 73/2022.
Pensionati e titolari di prestazioni
Pensionati e titolari di assegni sociali, invalidità o accompagnate da INPS o altri enti hanno avuto il pagamento diretto nel 2022. La verifica dei requisiti era a carico dell’ente.
La base normativa è nel Decreto-Legge 50/2022. L’INPS ha gestito l’erogazione con i flussi di pensione.
Disoccupati con NASpI, DIS-COLL e percettori di altre prestazioni
Chi riceveva NASpI, DIS-COLL o analoghe prestazioni a luglio 2022 ha avuto il pagamento automatico. Anche in questo caso non era richiesta domanda.
La compatibilità con altre categorie era limitata. Non si poteva sommare l’indennità due volte.
Partite IVA, autonomi e professionisti
Autonomi iscritti all’INPS o a una Cassa professionale hanno dovuto presentare domanda. La finestra si è aperta a settembre 2022 e si è chiusa il 30 novembre 2022.
Requisiti principali fissati dal Decreto del 19 agosto 2022: iscrizione alla gestione previdenziale, almeno un versamento contributivo per il 2021 e reddito complessivo 2021 entro i limiti previsti (35.000 euro per il 200 euro; 20.000 euro per l’ulteriore 150 euro).
Stato al 2026: cosa puoi ancora fare
Niente nuove domande, solo verifiche e ricorsi
Oggi non puoi presentare una nuova domanda. Le scadenze per il 2022 sono definitive. Questo vale anche per chi ha la partita IVA.
Puoi però verificare se l’indennità risulta pagata. Controlla il tuo estratto dei pagamenti INPS o le ricevute della tua Cassa professionale. Se avevi presentato domanda nei termini e non hai ricevuto esito, puoi chiedere chiarimenti.
Se hai un diniego notificato, puoi presentare ricorso amministrativo secondo le regole INPS. In genere si ricorre al Comitato provinciale ai sensi della Legge 88/1989, entro i termini indicati nel provvedimento. Le istruzioni sono sul portale INPS.
Recuperi o indebiti
Se hai ricevuto il bonus senza averne diritto, l’ente può chiederne la restituzione. Riceverai una comunicazione con motivi e importi.
Se ritieni che il recupero sia errato, puoi presentare memorie o ricorso amministrativo. Conserva buste paga, CUD, dichiarazioni e ricevute della domanda per supportare la tua posizione.
Regola decisionale rapida
Sei dipendente o pensionato nel 2022?
- Hai visto 200 euro in busta paga o sul cedolino pensione nel 2022: non devi fare nulla.
- Non l’hai visto, ma eri avente diritto nel 2022: verifica i cedolini 2022 e chiedi al datore o all’INPS. Se c’è un diniego, valuta il ricorso.
Hai la partita IVA nel 2022?
- Hai presentato domanda entro il 30 novembre 2022: verifica l’esito sul tuo cassetto previdenziale. Se negata, valuta il ricorso nei termini.
- Non hai presentato domanda: oggi è troppo tardi. Non esistono finestre riaperte nel 2026.
Hai già ricevuto il bonus come dipendente e poi come autonomo?
- Non è ammesso sommare la stessa indennità due volte. In caso di doppio incasso, l’ente può chiedere la restituzione.
Dettaglio per partite IVA: requisiti 2022, domanda e controlli
Requisiti principali per il 200 euro nel 2022
- Iscrizione alla gestione previdenziale di riferimento (INPS gestione artigiani e commercianti, gestione separata, o Cassa professionale).
- Almeno un versamento contributivo accreditato per l’anno 2021.
- Reddito complessivo 2021 entro 35.000 euro per il 200 euro. Per il 150 euro, reddito entro 20.000 euro.
- Assenza di precedente percezione della stessa indennità come dipendente o pensionato.
Domanda e autodichiarazioni
La domanda si presentava sui servizi INPS o della Cassa professionale. Si autocertificavano i requisiti di reddito e l’iscrizione alla gestione.
Gli enti incrociavano i dati con l’Agenzia delle Entrate e con l’anagrafica contributiva. Eventuali difformità portavano a diniego o a recupero.
Controlli documentali tipici
- Verifica del reddito 2021 dichiarato in base alla tua dichiarazione dei redditi 2022.
- Controllo dell’accredito contributivo 2021 sulla tua posizione.
- Controllo di eventuali erogazioni già ricevute come dipendente o pensionato.
Trattamento fiscale e contabile del bonus 200 euro
Esclusione da IRPEF e contributi
L’indennità non è imponibile. Non si somma al reddito IRPEF e non genera contributi previdenziali. Questo è chiarito dalle circolari INPS del 2022 e dai decreti attuativi.
Per chi usa il regime forfettario, cioè il regime semplificato con imposta sostitutiva, l’importo non entra nel calcolo dell’imponibile. Non serve emettere fattura né applicare IVA.
Come registrarla in prima nota
Se tieni una prima nota, puoi annotare l’incasso come “indennità una tantum 2022 non imponibile”. Indica data, causale e importo.
Segui il principio di cassa, cioè registri quando incassi. Conserva la ricevuta del pagamento dell’ente.
Relazione con l’indennità da 150 euro del 2022
Indennità aggiuntiva e limiti di reddito
Oltre al bonus 200 euro, nel 2022 è arrivata un’indennità da 150 euro. Era destinata a redditi più bassi. La fonte è il Decreto-Legge 144/2022.
Per autonomi e professionisti, l’ulteriore 150 euro è stato riconosciuto a chi aveva già ottenuto il 200 euro e un reddito 2021 non oltre 20.000 euro. Non serviva una nuova domanda dove previsto dai decreti attuativi.
Errori frequenti e casi particolari
Multi-inquadramento nello stesso anno
Chi era sia dipendente sia autonomo nel 2022 poteva ricevere l’indennità una sola volta. Valeva il principio del titolo prevalente o della prima erogazione utile.
Se hai ricevuto due pagamenti, aspettati un recupero. Prepara la documentazione per sanare la posizione.
Lavoratori domestici
Colf e badanti hanno avuto una gestione dedicata con domanda a parte e requisiti di ore lavorate. La disciplina è nella Circolare INPS 73/2022.
Oggi non puoi più presentare la domanda.
Professionisti iscritti alle Casse
Le Casse professionali hanno gestito le domande secondo il Decreto del 19 agosto 2022. Le finestre sono chiuse.
Se hai presentato domanda nei termini, verifica sul portale della tua Cassa l’esito e i pagamenti 2022.
| Categoria/Scenario | Requisiti 2022 | Modalità di erogazione/domanda | Scadenze 2022 | Stato al 2026 |
|---|---|---|---|---|
| Dipendente del settore privato | Retribuzione e contributi nei limiti previsti; autodichiarazione di unicità | Pagamento automatico in busta paga dal datore | Luglio-ottobre 2022 (erogazione) | Nessuna azione; verifiche solo su cedolini 2022 |
| Pensionato INPS | Titolarità di pensione a luglio 2022; limiti reddituali previsti | Pagamento automatico su cedolino pensione | Luglio-novembre 2022 (erogazione) | Nessuna domanda possibile; solo controllo cedolini |
| Partita IVA iscritta INPS | Iscrizione attiva; versamento contributivo 2021; reddito 2021 ≤ 35.000€; non già beneficiario | Domanda telematica su INPS con autodichiarazioni | Fino al 30 novembre 2022 (presentazione) | Domande chiuse; ammessi solo ricorsi su dinieghi notificati |
| Professionista con Cassa | Iscrizione alla Cassa; requisito di versamento 2021; soglia reddito | Domanda sul portale della Cassa di appartenenza | Fissate dalle singole Casse (autunno 2022) | Domande chiuse; verifica esiti su portale Cassa |
| Disoccupato con NASpI | Titolarità della prestazione a luglio 2022; requisiti di legge | Pagamento automatico da INPS | Luglio 2022 (competenza) | Nessuna azione; solo verifica storici pagamento |
| Lavoratore domestico | Rapporto attivo; requisiti ore e contribuzione; limiti | Domanda dedicata su INPS | Finestra specifica 2022 (estate-autunno) | Domande chiuse; eventuali ricorsi se nei termini |
FAQ
Posso richiedere oggi, nel 2026, il bonus 200 euro se non l’ho chiesto nel 2022?
No. La misura era straordinaria e legata al 2022. Le domande per autonomi e professionisti si sono chiuse il 30 novembre 2022. Per dipendenti, pensionati e titolari di prestazioni l’erogazione era automatica nel 2022. Non sono previste riaperture nel 2026. Le fonti sono il Decreto-Legge 50/2022 e il Decreto del Ministero del Lavoro del 19 agosto 2022, consultabili su Normattiva e sui canali istituzionali. Puoi solo verificare eventuali pagamenti o, se avevi presentato domanda nei termini e hai ricevuto un diniego, valutare un ricorso secondo le istruzioni INPS.
Non trovo traccia dell’indennità sul mio cedolino 2022: come posso controllare e a chi devo rivolgermi?
Se eri dipendente, controlla i cedolini tra luglio e ottobre 2022. Cerca una voce come “indennità una tantum DL 50/2022” o simili. Chiedi al tuo datore o all’ufficio paghe di verificare i flussi contributivi 2022. Se eri pensionato o percettore NASpI, scarica i cedolini dal portale INPS nella sezione pagamenti 2022. Se non risulta nulla ma ritieni di avere i requisiti, contatta l’INPS e chiedi un riesame. Se ricevi un provvedimento di diniego, valuta il ricorso amministrativo previsto dalla Legge 88/1989 entro i termini indicati.
Sono in regime forfettario: devo indicare il bonus 200 euro nella dichiarazione dei redditi?
No. L’indennità è esclusa dal reddito imponibile. Non va nel quadro dei ricavi, non sconta imposta sostitutiva e non genera IVA. Puoi annotare l’incasso in prima nota come contributo non imponibile per memoria. Il regime forfettario è un regime agevolato con imposta sostitutiva e calcolo forfettario dei ricavi. L’indennità non entra nella base forfettaria perché la norma la esclude da IRPEF e contributi. Le indicazioni sono coerenti con le circolari INPS 2022 e con i decreti attuativi.
Ho sia la partita IVA sia un contratto da dipendente nel 2022: potevo ricevere due volte l’indennità?
No. L’indennità è una sola per persona. Se l’hai ricevuta in busta paga non potevi presentare domanda come autonomo. Le istruzioni INPS e il Decreto del 19 agosto 2022 imponevano l’autodichiarazione di non aver già percepito il bonus. Se sono arrivati due pagamenti, l’ente può chiedere la restituzione di uno dei due. In caso di recupero, verifica la tua documentazione: buste paga, domanda presentata, ricevute. Se ritieni che ci sia un errore, puoi presentare osservazioni o ricorso amministrativo nei termini.
Qual è la differenza tra il bonus 200 euro e l’ulteriore 150 euro introdotti nel 2022?
Il bonus 200 euro è la prima indennità prevista dal Decreto-Legge 50/2022 ed è rivolta a una platea ampia con limiti di reddito fissati per il 2021. L’ulteriore indennità 150 euro nasce con il Decreto-Legge 144/2022 per contrastare ancora l’inflazione, ma con requisiti di reddito più stringenti. Per autonomi e professionisti, l’ulteriore 150 euro è stato riconosciuto a chi aveva già ottenuto il 200 euro e aveva un reddito 2021 non oltre 20.000 euro. In molti casi non serviva una nuova domanda. Entrambe le indennità sono una tantum, non tassabili, non cumulabili due volte per la stessa persona e non più richiedibili nel 2026.
