Bonus Partita IVA 2025: cos’è, come chiederlo e calcolarlo?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il bonus Partita IVA 2025 (ISCRO) riconosce da 252€ a 806,40€ al mese per 6 mesi ai professionisti in Gestione Separata con forte calo dei ricavi 2024 e requisiti contributivi in regola.

  • Importo: 25% del fatturato medio semestrale 2022-2023, minimo 252€ e massimo 806,40€ mensili per 6 mesi.
  • Requisiti: Gestione Separata INPS, Partita IVA attiva da almeno 3 anni, contributi regolari, niente pensioni o sussidi (es. NASpI), forte calo dei ricavi 2024.
  • Scadenza: domanda entro il 31 ottobre 2025 tramite portale INPS con SPID/CIE/CNS o tramite patronato.

Cos’è il bonus Partita IVA 2025 (ISCRO) e perché esiste

L’ISCRO è l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. È un sostegno al reddito pensato per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS. Interviene quando l’attività subisce un calo marcato e non ci sono altri ammortizzatori.

La base normativa nasce con la Legge 178/2020 (Legge di Bilancio 2021) che ha introdotto l’ISCRO in via sperimentale. Successivi rifinanziamenti e proroghe hanno confermato la misura fino al 2025, con istruzioni operative pubblicate dall’INPS. Le fonti da consultare sono: Normattiva per le leggi, il portale INPS per circolari e messaggi, e il Ministero del Lavoro per gli atti attuativi.

L’obiettivo è semplice: offrire una rete minima per i professionisti senza tutele classiche come la NASpI. L’accesso è selettivo. Serve un calo di ricavi misurabile e la regolarità contributiva.

Terminologia chiara

Gestione Separata: la cassa previdenziale INPS dei professionisti senza cassa ordinistica. Paghi contributi su quanto incassi (principio di cassa: contano i soldi che entrano, non le fatture emesse).

Ricavi/fatturato: qui parliamo degli incassi legati all’attività, cioè quanto hai effettivamente riscosso. È la base più usata dall’INPS per verificare il calo.

Regime forfettario: regime fiscale semplificato per Partite IVA con ricavi entro certi limiti. Paghi un’imposta sostitutiva. Puoi accedere all’ISCRO se rispetti i requisiti previdenziali e il calo.

Requisiti 2025: i cinque paletti da rispettare

Per accedere al bonus Partita IVA 2025 devi soddisfare tutte queste condizioni insieme:

  • Iscrizione alla Gestione Separata INPS e regolarità dei contributi alla data della domanda. L’INPS controlla tramite posizione contributiva e Durc interno.
  • Partita IVA attiva da almeno 3 anni continuativi. Serve a dimostrare una storia professionale minima.
  • Nessuna pensione diretta e nessun sussidio di disoccupazione in corso (es. NASpI, DIS-COLL, ALAS). L’ISCRO non si cumula con altre indennità simili.
  • Calo dei ricavi 2024: i ricavi 2024 devono essere inferiori al 70% della media dei ricavi 2022-2023. In altre parole, il 2024 deve risultare almeno il 30% più basso della media del biennio precedente.
  • Soglia massima di ricavi 2024: i ricavi 2024 devono essere inferiori a 12.648€. Questa soglia esclude chi, pur con calo, ha comunque realizzato incassi elevati.

Fonti da consultare: Legge 178/2020 (Normattiva), Legge di Bilancio 2024 e 2025 per le proroghe, istruzioni INPS su portale istituzionale, atti del Ministero del Lavoro per i criteri tecnici.

Attenzione a “reddito” e “ricavi”

Ricavi sono gli incassi lordi. Reddito è il risultato dopo i costi. L’ISCRO 2025 utilizza i ricavi 2024 e la media ricavi 2022-2023 per la verifica del calo. Prepara estratti conto e registri degli incassi per tempo.

Come si calcola l’importo: metodo e soglie

L’importo mensile si basa su una regola semplice:

  • Calcola la media dei ricavi annui del 2022 e del 2023. Esempio: 15.000€ nel 2022 e 13.000€ nel 2023. Media annua = 14.000€.
  • Dividi per due per ottenere il “fatturato medio semestrale”: 14.000€/2 = 7.000€.
  • Prendi il 25% di 7.000€ = 1.750€. Questo valore è l’indennità complessiva riferita ai 6 mesi? No: la norma prevede un’erogazione mensile per 6 mesi, con minimi e massimi predeterminati. L’importo mensile si ottiene rispettando i limiti.

Con i limiti 2025, l’importo mensile non può essere inferiore a 252€ né superiore a 806,40€. Nell’esempio, il calcolo “pieno” supererebbe il tetto, quindi l’INPS erogherà 806,40€ al mese per 6 mesi.

Domanda tipica: l’ISCRO ha IVA o ritenute? È un’indennità. Non emetti fattura e non applichi IVA. Il trattamento fiscale segue le istruzioni del modello CU rilasciato dall’INPS. In genere si tratta come reddito soggetto a IRPEF, ma verifica ogni anno le indicazioni INPS e Agenzia delle Entrate.

Domanda, scadenze e documenti

Quando presentare la domanda

Hai tempo fino al 31 ottobre 2025. Muoviti prima: in caso di richieste elevate, i tempi di lavorazione possono allungarsi.

Come presentarla

  • Portale INPS: accedi con SPID, CIE o CNS. Cerca il servizio “ISCRO/Indennità per autonomi Gestione Separata”. Segui la procedura guidata e carica gli allegati richiesti.
  • Patronato: puoi delegare l’invio. Porta documenti e delega firmata. Il patronato trasmette a tuo nome.

Documenti utili

  • Documento d’identità e codice fiscale.
  • Dati della Partita IVA e iscrizione alla Gestione Separata.
  • Prospetto ricavi 2022, 2023 e 2024, coerente con dichiarazioni fiscali e registri (principio di cassa).
  • Autodichiarazione di assenza pensioni e sussidi incompatibili.
  • IBAN intestato al richiedente.

Conserva le prove degli incassi: estratti conto, ricevute, prima nota cassa, registri professionali. L’INPS può fare verifiche a campione o su segnalazione.

Regola decisionale rapida

Applica questi passaggi in sequenza. Se tutti “Sì”, presenta domanda.

  • Gestione Separata INPS attiva e contributi regolari? Se Sì, vai avanti. Se No, regolarizza prima.
  • Partita IVA attiva da almeno 3 anni? Se Sì, vai avanti. Se No, non idoneo.
  • Nessuna pensione o sussidio di disoccupazione in corso (NASpI, DIS-COLL, ALAS)? Se Sì, vai avanti. Se No, non idoneo.
  • Ricavi 2024 inferiori al 70% della media ricavi 2022-2023? Se Sì, vai avanti. Se No, non idoneo.
  • Ricavi 2024 inferiori a 12.648€? Se Sì, idoneo: prepara la domanda entro il 31/10/2025.

Se uno solo dei punti è “No”, non presentare domanda. Rischi rigetto e accertamenti.

Compatibilità, controlli e aspetti operativi

Compatibilità con il regime forfettario

Puoi richiederla anche se sei in regime forfettario. Conta l’iscrizione alla Gestione Separata, il calo dei ricavi e la soglia 2024. Ricorda: in forfettario vale il principio di cassa, quindi gli incassi di dicembre pagati a gennaio 2025 non rientrano nel 2024.

Controlli INPS e incroci con l’Agenzia delle Entrate

L’INPS verifica contributi e requisiti. Incrocia i dati con l’Anagrafe tributaria e le dichiarazioni dei redditi. In caso di incongruenze, arriva richiesta di chiarimenti o rigetto. Tieni la documentazione pronta.

Durata, decorrenza e pagamenti

L’indennità dura 6 mesi. Decorrono dal mese successivo all’accoglimento della domanda. Il pagamento avviene su IBAN indicato. Se l’istruttoria si chiude a luglio, il primo pagamento arriva di solito ad agosto.

Recuperi e sanzioni

Se ti riconoscono l’ISCRO ma poi emerge che non avevi i requisiti, l’INPS recupera le somme e può applicare sanzioni. In caso di errore materiale, segnala subito e collabora al ricalcolo.

Riferimenti e fonti istituzionali

Basi normative da citare e consultare: Legge 178/2020 (su Normattiva) istitutiva dell’ISCRO; Legge di Bilancio 2024 e successivi provvedimenti che ne hanno disposto le proroghe; circolari e messaggi INPS con istruzioni operative; decreti e note del Ministero del Lavoro sulle modalità applicative.

Esempi pratici di calcolo e casi particolari

Esempio 1: tetto massimo

Ricavi 2022 = 15.000€, ricavi 2023 = 13.000€, media = 14.000€, semestrale = 7.000€, 25% = 1.750€. Importo mensile spettante: 806,40€ (tetto massimo) per 6 mesi. Condizioni di accesso: ricavi 2024 inferiori a 9.800€ (70% di 14.000€ è 9.800€) e comunque inferiori a 12.648€.

Esempio 2: importo intermedio

Ricavi 2022 = 10.000€, ricavi 2023 = 8.000€, media = 9.000€, semestrale = 4.500€, 25% = 1.125€. Importo mensile = 1.125€/6 = 187,50€? No, ricordiamo i minimi: si applica il minimo mensile 252€ perché il calcolo “pieno” sarebbe troppo basso. Otterrai 252€ per 6 mesi.

Esempio 3: non idoneo per calo insufficiente

Media ricavi 2022-2023 = 20.000€. Il 70% è 14.000€. Se nel 2024 hai incassato 14.500€, non rientri. Manca il calo richiesto.

Esempio 4: incassi a cavallo d’anno

Hai fatturato a dicembre 2024 ma il cliente paga il 10 gennaio 2025. Per il principio di cassa, quell’incasso è 2025. Questo può aiutare a rispettare la soglia 2024, ma deve essere reale. Evita manovre fittizie: i controlli sono puntuali.

Scenario Requisiti chiave Importo mensile stimato Tempistiche e finestra Documenti da preparare
Calco forte con media 2022-2023 alta Ricavi 2024 < 70% della media; ricavi 2024 < 12.648€; Gestione Separata; nessun sussidio Verso il tetto di 806,40€ per 6 mesi Domanda entro 31/10/2025; pagamento dal mese successivo all’accoglimento Dichiarazioni 2023-2024, registri incassi, IBAN, autodichiarazioni
Calco medio con media 2022-2023 contenuta Stessi requisiti; attenzione alla prova degli incassi Tra 252€ e 600€ per 6 mesi (variabile) Invio online INPS o tramite patronato; tempi istruttoria 30-90 giorni Estratti conto, F24 contributivi, posizione Gestione Separata
Calco borderline Ricavi 2024 appena sotto il 70%; soglia 12.648€ rispettata Vicino al minimo 252€ per 6 mesi Consigliato invio anticipato per gestire eventuali integrazioni Dettaglio incassi mensili e pezze giustificative
Non idoneo Manca uno dei requisiti (calo, soglia, contributi, incompatibilità) Nessuna erogazione Valuta altre misure e pianifica per il 2026 Verifica posizione fiscale e previdenziale

FAQ: domande frequenti sul bonus Partita IVA 2025 (ISCRO)

1) Come dimostro il calo dei ricavi 2024 rispetto alla media 2022-2023?

Il calo si basa sugli incassi reali, non sulle fatture emesse. Usa il principio di cassa: conta la data in cui il denaro è entrato. Per dimostrarlo prepara dichiarazioni dei redditi coerenti, registri incassi, estratti conto e ricevute. La media 2022-2023 si calcola sommando i ricavi annui e dividendo per due. I ricavi 2024 devono essere inferiori al 70% di questa media e, in ogni caso, sotto i 12.648€. L’INPS può incrociare i dati con l’Agenzia delle Entrate. Se emergono differenze, chiede chiarimenti o rigetta la pratica. Evita errori di competenza temporale (incassi di gennaio registrati su dicembre o viceversa): sono i più comuni.

2) Sono in regime forfettario: cambia qualcosa nel calcolo o nei requisiti?

No, il regime fiscale non cambia i requisiti previdenziali. Restano identici: Gestione Separata, Partita IVA da 3 anni, contributi in regola, niente pensione o sussidi, calo dei ricavi e soglia 2024. Nel calcolo, per il forfettario vale sempre il principio di cassa. Quindi gli incassi contano quando arrivano sul conto o in cassa. Non devi emettere fattura per l’ISCRO e non applichi IVA. Il trattamento fiscale dell’indennità segue le istruzioni INPS del periodo d’imposta: in genere concorre all’IRPEF e viene certificato nella CU rilasciata dall’INPS. Conserva la CU per la dichiarazione dei redditi.

3) Posso richiederla se ho svolto anche un lavoro dipendente part-time nel 2024 o 2025?

La presenza di un rapporto di lavoro dipendente può essere incompatibile se dà diritto ad ammortizzatori di disoccupazione o se ti colloca in una situazione non coerente con l’ISCRO. La regola cardine è l’assenza di pensioni e sussidi di disoccupazione in corso. Se hai un part-time senza sussidi e con prevalenza dell’attività autonoma iscritta alla Gestione Separata, l’INPS valuta il caso concreto. Prepara i documenti del rapporto di lavoro, le buste paga e dimostra che la crisi riguarda la tua attività autonoma. In dubbio, chiedi un appuntamento all’INPS o al patronato prima di inviare la domanda.

4) Se dopo avere ottenuto l’ISCRO i miei incassi 2025 aumentano, rischio di perdere l’indennità?

L’ISCRO è riconosciuta sulla fotografia al momento della domanda, basata sui dati storici 2022-2024. Un miglioramento successivo non comporta, di per sé, la revoca automatica, salvo accertamenti su dichiarazioni non veritiere. Però, se emergono elementi che smentiscono i requisiti dichiarati (es. il 2024 non aveva davvero il calo richiesto), l’INPS può sospendere, revocare e recuperare le somme. Continua a rispettare gli obblighi contributivi e fiscali. Se cambi assetto (cessi la Partita IVA, apri posizione incompatibile, percepisci sussidi non cumulabili), comunica subito all’INPS.

5) Cosa succede se l’INPS rigetta la domanda? Posso fare ricorso?

Se la domanda viene respinta ricevi una comunicazione con le motivazioni: requisito mancante, documenti incompleti, incongruenze nei ricavi, posizione contributiva irregolare. Puoi presentare una richiesta di riesame allegando la documentazione aggiornata entro i termini indicati nella comunicazione. Se il riesame conferma il rigetto, puoi valutare un ricorso amministrativo o giudiziale, con assistenza di un consulente. Prima di ricorrere, verifica tre punti: i ricavi 2024 sono davvero sotto il 70% della media 2022-2023? La soglia 12.648€ è rispettata? Sei in regola con la Gestione Separata? Spesso la soluzione è integrare correttamente le prove degli incassi e degli F24.

Riferimenti normativi essenziali da conoscere

Per un controllo autonomo, consulta queste basi:

  • Legge 178/2020 (Legge di Bilancio 2021) su Normattiva: istituisce l’ISCRO e ne definisce l’impianto.
  • Leggi di Bilancio successive (in particolare 2024 e 2025) che hanno disposto proroghe e rifinanziamenti: reperibili su Normattiva.
  • Portale INPS: circolari e messaggi applicativi con requisiti, finestre temporali e modulistica.
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: decreti attuativi e note interpretative.

Quando leggi le norme, tieni a mente due cardini pratici: principio di cassa per il calo dei ricavi e non cumulabilità con pensioni e indennità di disoccupazione. Sono i punti più controllati.

In conclusione, se hai avuto un 2024 difficile e rispetti tutti i vincoli, l’ISCRO 2025 è uno strumento concreto. Prepara i dati, verifica i numeri e invia la domanda entro il 31 ottobre 2025. Una pianificazione attenta evita errori e velocizza l’erogazione.

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