Calcolo della fattura architetto: come si trova il totale?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se sei un architetto, la fattura cambia in base al regime fiscale: in forfettario niente IVA né ritenuta, in ordinario IVA 22% e, di norma, ritenuta. Sempre e-fattura via SdI entro 12 giorni.

  • Contributo integrativo INARCASSA 4% sempre in fattura; in ordinario concorre alla base IVA.
  • Marca da bollo da 2 euro se l’IVA non si applica e l’importo è pari o superiore a 77,47 euro.
  • Fattura elettronica obbligatoria per tutti e invio al SdI entro 12 giorni; differita entro il 15 del mese successivo.

Fattura per architetti: quadro normativo 2026

Tutti i professionisti con partita IVA, inclusi gli architetti, devono emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI). Lo stabilisce il D.Lgs. 127/2015, come modificato dalla legge di bilancio 2023 (L. 197/2022) e dai successivi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. L’obbligo per i forfettari è oggi generalizzato.

I contenuti minimi della fattura sono fissati dall’art. 21 del DPR 633/1972. Le regole sui tempi di emissione e invio prevedono 12 giorni per la fattura immediata e, per la fattura differita, invio entro il 15 del mese successivo (art. 21, comma 4, DPR 633/1972; DL 119/2018).

La gestione dell’IVA dipende dal regime: il forfettario applica l’esenzione IVA ai sensi della L. 190/2014 (commi 54-89), come modificata da L. 208/2015, L. 145/2018 e L. 197/2022; il regime ordinario applica l’IVA ordinaria al 22% salvo eccezioni. La ritenuta d’acconto è disciplinata dall’art. 25 del DPR 600/1973.

Il contributo integrativo INARCASSA del 4% va indicato in ogni fattura di architetto iscritto alla Cassa. La marca da bollo è dovuta sulle fatture senza IVA pari o superiori a 77,47 euro (DM 17 giugno 2014 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla liquidazione del bollo virtuale). Tutte le norme citate sono consultabili su Normattiva e nei provvedimenti dell’Agenzia.

Regime forfettario: cosa inserire in fattura

Dati obbligatori e diciture

Se sei in regime forfettario, la fattura deve includere: data e numero, i tuoi dati completi e quelli del cliente, descrizione della prestazione, compenso, contributo integrativo INARCASSA 4%, totale, eventuale marca da bollo da 2 euro. Nessuna IVA e nessuna ritenuta d’acconto.

Inserisci nelle note questa dicitura: “Operazione senza applicazione dell’IVA, effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, legge n. 190/2014, come modificata dalla legge n. 208/2015, n. 145/2018 e n. 197/2022”. Aggiungi anche: “Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014”.

La marca da bollo di 2 euro è obbligatoria se il totale documento (compenso + 4%) è pari o superiore a 77,47 euro. Sulle e-fatture si versa con il meccanismo del bollo virtuale, riepilogato e addebitato dall’Agenzia per trimestre.

Invio e sanzioni

Trasmetti la fattura elettronica al SdI entro 12 giorni dalla data documento. Se usi la fattura differita (prestazioni documentate da DDT o rapporti firmati), inviala entro il 15 del mese successivo. Le sanzioni per tardiva emissione seguono il D.Lgs. 471/1997, con possibilità di ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13).

Regime ordinario: cosa inserire e come calcolare importi

IVA e base imponibile

In ordinario inserisci: data e numero, dati tuoi e del cliente, descrizione, compenso imponibile, contributo integrativo INARCASSA 4%, base imponibile IVA, IVA 22%, totale, eventuale ritenuta d’acconto. L’aliquota ordinaria è il 22% salvo specifiche riduzioni previste dal DPR 633/1972 e tabelle allegate.

Il contributo integrativo del 4% concorre alla base imponibile IVA. In pratica, l’IVA si calcola su compenso + 4% (riferimento: art. 13 DPR 633/1972, prassi Agenzia Entrate su contributi integrativi delle casse professionali).

Ritenuta d’acconto

Se fatturi a un sostituto d’imposta (es. società, PA, professionista), si applica di regola la ritenuta d’acconto del 20% sul compenso ai sensi dell’art. 25 DPR 600/1973. La base è il compenso imponibile, al netto delle spese escluse ex art. 15 DPR 633/1972. Indica in fattura l’importo della ritenuta e il netto a pagare.

Se il cliente è un privato consumatore o un soggetto estero senza stabile organizzazione in Italia, la ritenuta non si applica. Specifica sempre in fattura la natura del cliente per chiarezza contabile.

Esempio pratico sintetico

Compenso 1.000 euro. Contributo integrativo 4%: 40 euro. Base IVA: 1.040 euro. IVA 22%: 228,80 euro. Totale lordo: 1.268,80 euro. Se c’è ritenuta 20% sul compenso 1.000 euro: 200 euro. Netto a pagare: 1.068,80 euro.

Casi particolari: PA, estero, spese anticipate

Fatture verso Pubblica Amministrazione (split payment)

Per la PA usa il formato FatturaPA e inserisci il codice ufficio. Si applica lo split payment ai sensi dell’art. 17-ter DPR 633/1972 e DL 50/2017: indichi l’IVA in fattura, ma la PA trattiene e versa l’IVA. Se previsto, la ritenuta d’acconto può comunque applicarsi sul compenso.

Ricorda di compilare i campi dedicati allo split nel tracciato XML. I termini di invio restano gli stessi: entro 12 giorni per l’immediata, entro il 15 per la differita.

Clienti UE o extra-UE: luogo di tassazione e adempimenti

Servizi resi a clienti con partita IVA estera UE o a soggetti extra-UE seguono la regola generale B2B del luogo del committente (art. 7-ter DPR 633/1972). Emissione senza IVA con dicitura “operazione non soggetta ex art. 7-ter, inversione contabile se applicabile”.

Per le operazioni transfrontaliere resta l’obbligo di trasmissione dei dati tramite comunicazioni trimestrali (c.d. esterometro) ai sensi dell’art. 1, comma 3-bis, D.Lgs. 127/2015, come modificato da DL 146/2021 e L. 234/2021, salvo invio alternativa di e-fatture con codici TD appropriati (es. TD17/TD18/TD19) secondo le specifiche dell’Agenzia delle Entrate.

Spese anticipate in nome e per conto

Le spese anticipate in nome e per conto del cliente, con documenti intestati al cliente e pagate per suo conto, si espongono fuori campo IVA ex art. 15 DPR 633/1972. Non entrano nella base IVA né nella ritenuta. Descrivile chiaramente in fattura come “anticipazioni ex art. 15”.

Marca da bollo e versamento trimestrale

Quando scatta e come si paga

Se l’IVA non si applica (forfettario, operazioni non imponibili, esenti o non soggette) e l’importo documento è pari o superiore a 77,47 euro, inserisci bollo da 2 euro. Nelle e-fatture, indica “Bollo virtuale: Sì”. L’Agenzia delle Entrate addebita trimestralmente l’imposta, da pagare con F24 o con addebito diretto, secondo DM 17 giugno 2014 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia.

Controlla nel cassetto fiscale il riepilogo e le scadenze. Se dimentichi di impostare il bollo, puoi regolarizzare con ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13) versando imposta e sanzioni ridotte.

Regola decisionale rapida

  • Identifica il regime: forfettario o ordinario. Se forfettario, non applichi IVA né ritenuta. Se ordinario, applichi IVA 22%, e ritenuta se il cliente è sostituto.
  • Classifica il cliente: privato, impresa italiana, PA, soggetto UE, soggetto extra-UE. Questo determina IVA, split payment, reverse charge o esterometro.
  • Determina la base: compenso + 4% INARCASSA. In ordinario, calcola l’IVA su questa base. Valuta le spese ex art. 15 da escludere.
  • Verifica la marca da bollo: se documento senza IVA pari o superiore a 77,47 euro, aggiungi 2 euro e attiva il bollo virtuale.
  • Rispetta i tempi: invia la e-fattura al SdI entro 12 giorni (o entro il 15 del mese successivo se differita). In caso di estero, gestisci l’esterometro o i documenti TD.

Riferimenti normativi essenziali (testuali)

DPR 633/1972 artt. 13, 21, 7-ter e 17-ter; DPR 600/1973 art. 25; D.Lgs. 127/2015; DL 119/2018; DL 50/2017; L. 190/2014 commi 54-89 come modificata da L. 208/2015, L. 145/2018, L. 197/2022; DL 146/2021 e L. 234/2021 per l’esterometro; DM 17 giugno 2014 per imposta di bollo su e-fatture; D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997 per sanzioni e ravvedimento. Le fonti sono consultabili su Normattiva e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Scenario Elementi obbligatori in fattura Riferimenti normativi (testuali) Tempistiche e adempimenti
Regime forfettario (cliente italiano) Dati fiscali; descrizione prestazione; compenso; INARCASSA 4%; totale; diciture forfettario e no ritenuta; bollo se ≥ 77,47 euro; nessuna IVA. L. 190/2014 commi 54-89, L. 208/2015, L. 145/2018, L. 197/2022; DM 17/06/2014; D.Lgs. 127/2015. Invio e-fattura SdI entro 12 giorni (o entro il 15 se differita). Bollo virtuale trimestrale.
Regime ordinario (cliente impresa/professionista) Compenso; INARCASSA 4%; IVA 22% su (compenso + 4%); ritenuta 20% sul compenso se cliente è sostituto; totale e netto a pagare. DPR 633/1972 artt. 13 e 21; DPR 600/1973 art. 25; D.Lgs. 127/2015. Invio e-fattura entro 12 giorni. Liquidazioni IVA periodiche. Certificazione ritenute da parte del cliente.
Pubblica Amministrazione (split payment) IVA esposta ma non incassata; eventuale ritenuta; dati FatturaPA e codice ufficio; INARCASSA 4%. DPR 633/1972 art. 17-ter; DL 50/2017; specifiche FatturaPA dell’Agenzia. Trasmissione via SdI in formato PA. La PA versa l’IVA. Termini ordinari di emissione.
Cliente UE/extra-UE (B2B) Nessuna IVA; dicitura “non soggetta art. 7-ter”; INARCASSA 4%; eventuali note su reverse charge nel Paese cliente. DPR 633/1972 art. 7-ter; D.Lgs. 127/2015 per esterometro e documenti TD. E-fattura con codici TD o comunicazione trimestrale transfrontaliera. Termini di emissione ordinari.

FAQ

Come calcolo correttamente il contributo integrativo INARCASSA del 4% e incide su IVA e ritenuta?

Calcoli il contributo integrativo applicando il 4% al compenso professionale pattuito. Se sei in regime ordinario, sommi il 4% al compenso per formare la base imponibile IVA. L’IVA al 22% si calcola quindi su compenso + 4%. Questa impostazione discende dall’art. 13 del DPR 633/1972 e dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate sui contributi integrativi delle casse professionali. In regime forfettario non applichi IVA, ma indichi comunque il 4% come voce separata, perché il contributo integrativo è dovuto alla Cassa e va addebitato in fattura al cliente.

Per la ritenuta d’acconto in ordinario, il riferimento è l’art. 25 del DPR 600/1973: di regola, la ritenuta si applica sul compenso professionale, al netto delle spese escluse ex art. 15 DPR 633/1972. Il contributo integrativo non rientra nella base della ritenuta in molte prassi operative. Indica sempre in fattura le basi di calcolo in modo trasparente. In caso di dubbi sul tuo caso specifico, verifica con il consulente e con le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate.

Quali diciture devo inserire in forfettario e nelle operazioni estere per evitare errori?

In forfettario usa due note standard: 1) “Operazione senza applicazione dell’IVA, effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, L. 190/2014, come modificata dalla L. 208/2015, L. 145/2018 e L. 197/2022”; 2) “Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014”. Queste frasi chiariscono perché mancano IVA e ritenuta.

Nelle operazioni verso clienti con partita IVA estera (UE o extra-UE), inserisci: “Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/1972”. Se rileva il reverse charge nel Paese del cliente, puoi aggiungere “inversione contabile nel Paese del committente, se applicabile”. Per la PA indica “scissione dei pagamenti art. 17-ter DPR 633/1972”. Queste diciture riducono il rischio di contestazioni e semplificano i controlli.

Entro quando devo emettere e inviare la fattura elettronica e come rimediare ai ritardi?

Per la fattura immediata hai 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (normalmente la data del documento). Per la fattura differita, emessa su prestazioni documentate, puoi inviare entro il 15 del mese successivo, riepilogando le prestazioni del mese precedente. Queste regole sono nell’art. 21, comma 4, del DPR 633/1972 e nelle modifiche del DL 119/2018.

Se superi i termini, si applicano le sanzioni del D.Lgs. 471/1997, variabili in base alla gravità e alla natura dell’operazione. Puoi ridurre le sanzioni con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13), emettendo la fattura mancante o una nota di variazione, trasmettendo al SdI e versando la sanzione ridotta. Agisci subito: prima intervieni, più basso è il costo del ravvedimento.

Come gestisco acconti, SAL e sconti in fattura legati a lavori edilizi?

Per acconti e stati di avanzamento lavori (SAL) emetti fatture “immediate” per ciascun incasso. L’IVA in ordinario si esigibilizza all’incasso dell’acconto. Indica chiaramente il riferimento al contratto e al SAL (es. SAL 1 del 30/09/2026). Se devi rettificare importi, usa la nota di credito elettronica (tipo documento TD04) indicando il numero e la data della fattura originaria.

Gli sconti in fattura legati ai bonus edilizi sono oggi molto limitati dopo gli interventi normativi (DL 11/2023 e successive modifiche, inclusi i provvedimenti 2024). Se operi in un caso ancora ammesso, esponi lo sconto come voce negativa in fattura, adegua base IVA e imponibili e conserva la documentazione tecnica e fiscale. Verifica sempre lo stato aggiornato delle agevolazioni su Normattiva e con l’Agenzia delle Entrate, perché le regole cambiano spesso.

Se fatturo a un cliente privato senza partita IVA, come mi comporto con ritenuta, bollo e pagamenti?

Quando il cliente è un privato consumatore, non si applica la ritenuta d’acconto, perché il privato non è sostituto d’imposta. In regime ordinario, applichi l’IVA al 22%. In forfettario, non applichi l’IVA e, se il totale è pari o superiore a 77,47 euro, applichi la marca da bollo da 2 euro con il meccanismo del bollo virtuale.

Per i pagamenti usa sistemi tracciabili e indica in fattura il metodo (bonifico, carta, ecc.). Se vendi anche beni o incassi corrispettivi, valgono regole diverse (memorizzazione e trasmissione corrispettivi), ma per la prestazione professionale emetti sempre fattura elettronica tramite SdI. Conserva le attestazioni di pagamento per eventuali detrazioni del cliente e per la tua corretta contabilità.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.