Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
La fattura dipende dal regime fiscale: in forfettario indichi compenso, eventuale rivalsa 4% e bollo; in ordinario aggiungi IVA e, se il cliente è sostituto d’imposta, applichi la ritenuta d’acconto del 20%.
- Forfettario: niente IVA e niente ritenuta. Marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro. Dicitura di legge obbligatoria.
- Ordinario: IVA su compenso più eventuale rivalsa. Ritenuta 20% se il cliente è sostituto d’imposta. Spese ex art. 15 escluse da basi di calcolo.
- Rivalsa INPS 4% facoltativa solo per Gestione Separata. E-fattura obbligatoria per tutti. Bollo versato in modo virtuale sulle e-fatture.
Come si compila la fattura in base al regime fiscale
Il contenuto della fattura varia in base al tuo regime. Le regole chiave nascono da tre pilastri: IVA, ritenute e contributi. La base normativa principale è nel DPR 633/1972 (IVA), nel DPR 600/1973 (ritenute) e nelle leggi sul regime forfettario.
Per il regime forfettario valgono l’art. 1, commi 54-89 della Legge 190/2014, come modificati dalla Legge 208/2015, dalla Legge 145/2018 e dalla Legge 197/2022. Qui trovi le soglie e l’esenzione IVA. Per l’ordinario si applica il DPR 633/1972 e le regole generali IVA.
La ritenuta d’acconto del 20% segue l’art. 25 del DPR 600/1973. Vale per i compensi di lavoro autonomo pagati da sostituti d’imposta. La rivalsa INPS del 4% è prevista dall’art. 1, comma 212, della Legge 662/1996 per gli iscritti alla Gestione Separata.
Regime forfettario: struttura della fattura e diciture
Nel regime forfettario non applichi l’IVA. Non subisci la ritenuta d’acconto. Indichi il compenso della prestazione, l’eventuale rivalsa INPS del 4% se sei iscritto alla Gestione Separata, e la marca da bollo da 2 euro se superi 77,47 euro.
Inserisci sempre la dicitura di legge. Esempio: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e articolo 1, commi da 111 a 113, della Legge n. 208/2015 – Regime forfettario”. Aggiungi anche: “Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge 190/2014”.
La marca da bollo si applica su fatture non soggette a IVA oltre 77,47 euro. La regola nasce dal DPR 642/1972 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sull’imposta di bollo virtuale per e-fatture.
Marca da bollo: quando, come e basi normative
La marca da bollo da 2 euro scatta se l’importo del documento supera 77,47 euro e la fattura è senza IVA o esente IVA. Si basa sul DPR 642/1972 e sulle risoluzioni e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che disciplinano il bollo sulle e-fatture.
Sulle e-fatture, il bollo è “virtuale”. Indichi “SI” nel campo bollo e l’Agenzia delle Entrate addebita trimestralmente gli importi. Paghi con F24 entro le scadenze comunicate. Se paghi in ritardo, sono previste sanzioni e interessi.
Niente bollo su fatture con IVA. Fa eccezione il caso di fatture miste con linee esenti/ non imponibili: verifichi la soglia sul totale documento non assoggettato a IVA.
Rivalsa INPS 4%: chi può applicarla e perché
La rivalsa del 4% è una quota che chiedi al cliente a parziale copertura dei tuoi contributi. È facoltativa. Puoi applicarla solo se sei iscritto alla Gestione Separata INPS. La regola è nell’art. 1, comma 212, Legge 662/1996.
Se sei artigiano o commerciante, non applichi la rivalsa 4%. Paghi contributi fissi più percentuali sul reddito, ma senza rivalsa specifica. La Gestione Separata nasce con la Legge 335/1995 ed è per professionisti senza cassa.
Base di calcolo: la rivalsa si somma al compenso. Se sei in ordinario, l’IVA si calcola anche sulla rivalsa. La ritenuta d’acconto, quando dovuta, si calcola su compenso più rivalsa, al netto di eventuali spese anticipate in nome e per conto (art. 15 DPR 633/1972).
Regime ordinario: IVA, ritenuta d’acconto e base di calcolo
Nel regime ordinario applichi l’IVA. Le aliquote tipiche sono 22%, 10%, 5% e 4% secondo le tabelle del DPR 633/1972 e successive modifiche. Scegli l’aliquota corretta in base al bene o servizio.
La ritenuta d’acconto del 20% si applica se il cliente è un sostituto d’imposta (per esempio, società o professionista in ordinario) e il compenso è per lavoro autonomo. La base è il compenso più eventuale rivalsa INPS, escluse le spese anticipate in nome e per conto.
Se il cliente è un privato o un soggetto estero senza stabile organizzazione in Italia, di norma non agisce come sostituto d’imposta. Quindi non applichi la ritenuta. Restano fermi gli altri obblighi IVA e documentali.
Regola decisionale rapida
Usa questa sequenza logica per non sbagliare:
- 1) Identifica il regime: se sei in forfettario, non applichi IVA né ritenuta. Se sei in ordinario, valuti aliquota IVA e ritenuta.
- 2) Verifica il cliente: se è sostituto d’imposta e tu sei in ordinario, applichi ritenuta 20%. Se è privato o estero, di norma no.
- 3) Controlla i contributi: se sei in Gestione Separata, puoi aggiungere la rivalsa 4% (facoltativa). Altrimenti no.
- 4) Determina la natura IVA: operazione imponibile, esente (art. 10 DPR 633/1972) o non soggetta/territorialità (artt. 7-7-septies). Questo guida aliquota o diciture.
- 5) Valuta la marca da bollo: se la fattura è senza IVA/esente e supera 77,47 euro, aggiungi 2 euro di bollo (virtuale su e-fattura).
- 6) Inserisci le diciture: per forfettario le formule di legge; per non applicazione ritenuta nel forfettario richiama l’art. 1, comma 67, Legge 190/2014.
- 7) Trasmetti e conserva: emetti e-fattura tramite Sistema di Interscambio e conserva elettronicamente. L’obbligo generale nasce dal DL 36/2022 convertito in Legge 79/2022.
Esempi numerici completi 2026
Esempio A – Forfettario con Gestione Separata e rivalsa 4%
Compenso 1.000 euro. Rivalsa INPS 4%: 40 euro. Totale parziale: 1.040 euro. Marca da bollo: 2 euro (perché superi 77,47 euro). Totale a pagare: 1.042 euro. Niente IVA. Niente ritenuta. Dicitura forfettario e non applicazione ritenuta.
Esempio B – Ordinario, cliente sostituto d’imposta, aliquota IVA 22%
Compenso 1.000 euro. Rivalsa INPS 4%: 40 euro. Imponibile IVA: 1.040 euro. IVA 22%: 228,80 euro. Subtotale: 1.268,80 euro. Ritenuta 20% su 1.040: 208 euro. Netto a pagare: 1.060,80 euro. Nessun bollo (c’è IVA).
Esempio C – Ordinario, cliente privato, aliquota IVA 10%
Compenso 1.000 euro. Nessuna ritenuta (cliente non è sostituto). Eventuale rivalsa 4% se in Gestione Separata: 40 euro. Base IVA 1.040 euro. IVA 10%: 104 euro. Totale a pagare: 1.144 euro. Nessun bollo (c’è IVA).
Esempio D – Forfettario, servizi generici B2B verso UE
Compenso 1.000 euro. Natura operazione: non soggetta IVA per territorialità (art. 7-ter DPR 633/1972). Indichi la dicitura su territorialità. Rivalsa 4% se sei in Gestione Separata: 40 euro. Totale 1.040 euro. Bollo 2 euro se superi 77,47 euro. Obblighi di comunicazione transfrontaliera secondo le regole vigenti dell’Agenzia delle Entrate.
Esempio E – Operazione esente art. 10 (ordinario)
Compenso 1.000 euro. Esente IVA art. 10 DPR 633/1972. Se il cliente è sostituto d’imposta e si tratta di lavoro autonomo, applichi ritenuta 20%. Verifichi il bollo da 2 euro se superi 77,47 euro.
Obblighi formali ed elettronici
L’e-fattura è obbligatoria per tutte le partite IVA, inclusi i forfettari. La base normativa è nel DL 36/2022, convertito in Legge 79/2022, e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Devi usare il formato XML e inviare tramite Sistema di Interscambio.
Per l’imposta di bollo sulle e-fatture, la liquidazione è trimestrale con F24. Le scadenze e le eventuali soglie di versamento sono definite dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Conserva le fatture elettronicamente secondo le regole tecniche vigenti.
Se emetti fatture verso soggetti esteri, rispetta gli adempimenti di trasmissione dei dati transfrontalieri attraverso i canali stabiliti dall’Agenzia delle Entrate. Usa i codici natura corretti quando non applichi l’IVA per territorialità.
Errori frequenti, controlli e sanzioni
Errori tipici: applicare la rivalsa 4% senza essere in Gestione Separata. Dimenticare la marca da bollo su fatture senza IVA oltre 77,47 euro. Calcolare la ritenuta su basi sbagliate. Sbagliare aliquota IVA o codice natura.
Sanzioni IVA e ritenute seguono il D.Lgs. 471/1997 e il DPR 600/1973. Per l’imposta di bollo, la disciplina sanzionatoria deriva dal DPR 642/1972. In caso di tardiva o omessa e-fattura, si applicano le sanzioni previste dalla normativa tributaria vigente.
Per ridurre i rischi, verifica sempre: natura dell’operazione, ruolo del cliente, iscrizione previdenziale, soglie del bollo, diciture obbligatorie e tempi di invio e pagamento. Conserva documenti e corrispondenza.
| Scenario | Cosa inserire in fattura | Diciture / Natura IVA | Scadenze e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Forfettario, cliente italiano | Compenso; eventuale rivalsa 4%; bollo 2€ oltre 77,47€; totale | Dicitura Legge 190/2014 e 208/2015; non applicazione ritenuta; nessuna IVA | E-fattura via SDI; bollo virtuale trimestrale con F24; conservazione elettronica |
| Ordinario, cliente sostituto d’imposta (B2B) | Compenso; eventuale rivalsa 4%; IVA; ritenuta 20% con segno meno; totale | Aliquota IVA corretta; eventuali riferimenti art. 15 per spese escluse | E-fattura via SDI; versamento ritenute a cura del cliente; liquidazioni IVA periodiche |
| Ordinario, cliente privato (B2C) | Compenso; eventuale rivalsa 4%; IVA; totale | Aliquota IVA corretta; nessuna ritenuta | E-fattura via SDI; corridoi di incasso e corrispettivi se dovuti; conservazione |
| Forfettario, servizi generici B2B UE | Compenso; eventuale rivalsa 4%; bollo 2€ oltre 77,47€ | Non soggetta IVA per territorialità art. 7-ter; codice natura pertinente | Trasmissione dati transfrontalieri; e-fattura/esterometro secondo prassi AE |
| Operazione esente art. 10 (ordinario) | Compenso; eventuale rivalsa 4%; ritenuta 20% se dovuta; bollo se oltre soglia | Esente IVA art. 10 DPR 633/1972 | E-fattura via SDI; bollo virtuale; gestione ritenuta se presente |
| Reverse charge edilizia (ordinario B2B) | Compenso; eventuale rivalsa 4% | Inversione contabile art. 17 DPR 633/1972; niente IVA in addebito | E-fattura con inversione; integrazione IVA a cura del cliente; registrazioni corrette |
FAQ
1) In regime forfettario devo mai applicare l’IVA o la ritenuta d’acconto?
No. Nel regime forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non subisci ritenuta d’acconto sui compensi. La base è l’art. 1, commi 54-89 della Legge 190/2014. Devi però inserire le diciture di legge che spiegano l’esclusione IVA e la non applicazione della ritenuta (comma 67 della stessa legge). Restano fermi il bollo da 2 euro oltre 77,47 euro per fatture senza IVA e gli altri obblighi formali, inclusa l’e-fattura. Attenzione: se vendi beni o servizi soggetti a regimi speciali o fai operazioni con l’estero, potresti dover indicare codici natura e diciture particolari. Ma non trasformano il forfettario in soggetto IVA ordinario. In sintesi: per la singola fattura non metti IVA e non applichi ritenute; per il bollo verifichi sempre la soglia.
2) Come si calcola la ritenuta d’acconto nel regime ordinario e quando non si applica?
La ritenuta del 20% si applica ai compensi di lavoro autonomo pagati da un sostituto d’imposta. La regola è nell’art. 25 del DPR 600/1973. Base di calcolo: compenso più eventuale rivalsa INPS del 4%, al netto delle spese anticipate in nome e per conto del cliente (art. 15 DPR 633/1972). Inserisci la ritenuta in fattura con il segno meno. Il cliente trattiene e versa all’Erario. Non si applica se il cliente è un privato o un soggetto che non opera come sostituto. Non si applica sulle cessioni di beni. Non si applica se tu sei in forfettario, perché la legge esclude espressamente la ritenuta sui compensi percepiti in quel regime.
3) Quando metto la marca da bollo da 2 euro e come la pago con l’e-fattura?
Applichi la marca da bollo se la fattura è senza IVA o esente IVA e il totale documento supera 77,47 euro. Riferimento: DPR 642/1972 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Sulle e-fatture, il bollo è virtuale: nel file indichi l’assolvimento e l’Agenzia delle Entrate addebita gli importi trimestralmente. Versi con F24 entro la data comunicata nel cassetto fiscale. Se ti accorgi di un bollo non assolto, puoi regolarizzare con ravvedimento. Evita l’applicazione del bollo su fatture con IVA e ricordati che il bollo non entra nella base IVA né nella ritenuta.
4) Chi può applicare la rivalsa INPS del 4% e quali effetti ha su IVA e ritenuta?
La rivalsa 4% è riservata agli iscritti alla Gestione Separata INPS (Legge 662/1996, art. 1, comma 212). È facoltativa. Se la applichi, la sommi al compenso. In regime ordinario, l’IVA si calcola anche sulla rivalsa. La ritenuta d’acconto, quando dovuta, si calcola su compenso più rivalsa. In regime forfettario, la rivalsa si può inserire ma non genera IVA e non comporta ritenuta, perché queste non si applicano nel regime. Se hai una cassa professionale diversa dalla Gestione Separata o sei artigiano/commerciante, non usare la rivalsa 4%: non è prevista per te.
5) Cosa devo scrivere in fattura per essere in regola con le diciture obbligatorie?
Se sei in forfettario, inserisci una dicitura che richiami l’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 e l’art. 1, commi 111-113, Legge 208/2015, e che precisi l’assenza di IVA. Aggiungi la frase sulla non applicazione della ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge 190/2014. Se l’operazione è esente IVA, indica l’art. 10 DPR 633/1972. Se è non soggetta per territorialità, richiama gli artt. 7-7-septies del DPR 633/1972 e usa il corretto codice natura. In caso di reverse charge, indica l’art. 17 del DPR 633/1972 e non addebitare l’IVA. Ricorda di attivare l’assolvimento del bollo virtuale nelle e-fatture quando dovuto. Le basi normative sono consultabili su Normattiva, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, del Ministero del Lavoro e dell’INPS.
