Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per calcolare l’IRPEF in regime ordinario: imponibile = ricavi/compensi − costi deducibili − contributi previdenziali; applica gli scaglioni 2026 (23%-33%-43%); poi aggiungi addizionali regionali/comunali, sottrai detrazioni e ritenute.
- Imponibile: ricavi/compensi meno costi deducibili e contributi previdenziali obbligatori (deducibili per intero ai sensi dell’art. 10 TUIR).
- Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000€, 33% da 28.001€ a 50.000€, 43% oltre 50.000€ (art. 11 TUIR e disposizioni vigenti).
- Versamenti: saldo e primo acconto entro il 30 giugno; secondo acconto entro il 30 novembre (D.Lgs. 241/1997). Addizionali determinate da Regione e Comune.
Cos’è l’IRPEF per le Partite IVA in regime ordinario
L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Colpisce il reddito complessivo, formato dalla somma delle varie categorie di reddito previste dal Testo Unico (DPR 917/1986, detto TUIR).
La pagano le persone fisiche titolari di partita IVA che producono reddito d’impresa o di lavoro autonomo. Rientrano ditte individuali e professionisti. I soci di società di persone scontano l’IRPEF per trasparenza sul proprio reddito imputato (art. 5 TUIR).
L’IRPEF è personale e progressiva. Personale significa che considera la tua situazione. Progressiva significa che aumenta per scaglioni. Le aliquote crescono con il reddito.
Come si calcola l’imponibile IRPEF
Passo 1: inquadra la tua categoria di reddito
Lavoro autonomo: riguarda professionisti e arti. Si determina con il principio di cassa, cioè incassi meno pagamenti (art. 54 TUIR). È una regola semplice: contano gli introiti incassati e le spese pagate nell’anno.
Impresa individuale: reddito d’impresa. In contabilità semplificata usi il criterio di cassa “misto” dei soggetti minori (art. 66 TUIR). In ordinaria prevale la competenza economica (art. 109 TUIR): rilevi ricavi e costi quando maturano, non quando li paghi.
Passo 2: ricavi/compensi e costi deducibili
Somma ricavi o compensi dell’anno. Poi sottrai i costi deducibili inerenti all’attività. Inerenza significa che il costo serve a produrre quel reddito (art. 109 TUIR).
Alcuni costi sono parzialmente deducibili: auto, telefonia, rappresentanza. Altri si deducono per competenza tramite ammortamenti, come attrezzature e arredi. Le regole sono nel TUIR e nei decreti attuativi.
Ricorda le spese occasionali e quelle documentate con fatture o ricevute. Senza documento fiscale, quel costo in genere non è deducibile.
Passo 3: deduzioni prima dell’imposta
Sottrai i contributi previdenziali obbligatori. Sono totalmente deducibili dal reddito complessivo (art. 10, comma 1, lett. e) TUIR). Parliamo di Gestione Separata, casse professionali, artigiani e commercianti.
Puoi dedurre anche i contributi di previdenza complementare entro i limiti di legge, gli assegni al coniuge separato, e altri oneri previsti dall’art. 10 TUIR. Queste voci riducono l’imponibile IRPEF.
Esempio base: incassi 100.000€, costi deducibili 30.000€, contributi versati 10.000€. Imponibile = 100.000 − 30.000 − 10.000 = 60.000€.
Aliquote e scaglioni IRPEF 2026
Per il 2026 si applicano tre scaglioni. La disciplina delle aliquote è nell’art. 11 TUIR e nelle leggi di bilancio. Verifica sempre gli aggiornamenti pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dall’Agenzia delle Entrate, consultabili anche su Normattiva.
Scaglioni 2026: 23% fino a 28.000€; 33% da 28.001€ a 50.000€; 43% oltre 50.000€. Devi “spezzare” l’imponibile e applicare l’aliquota a ciascuna fascia.
Esempio con imponibile 60.000€: 23% su 28.000€ = 6.440€; 33% su 22.000€ = 7.260€; 43% su 10.000€ = 4.300€. IRPEF lorda = 6.440 + 7.260 + 4.300 = 18.000€.
Detrazioni e crediti che abbattono l’IRPEF lorda
Dopo gli scaglioni, calcoli le detrazioni. Le principali: detrazione per redditi di lavoro autonomo (art. 13 TUIR), per carichi di famiglia (art. 12 TUIR), e le detrazioni del 19% per alcune spese (art. 15 TUIR), nei limiti e condizioni previsti.
Sottrai poi le ritenute d’acconto subite (DPR 600/1973, art. 25 e seguenti). Se emetti fatture con ritenuta, quelle ritenute anticipano l’IRPEF. Alla fine ottieni l’IRPEF netta.
Verifica eventuali crediti d’imposta spettanti. Possono ridurre l’imposta dovuta. Regole e modalità sono dettate da provvedimenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate.
Addizionali regionali e comunali, acconti e saldi
Come si calcolano le addizionali
Le addizionali IRPEF sono imposte locali che si sommano all’IRPEF. L’addizionale regionale è regolata dal Decreto Legislativo 360/1998 e dalle delibere regionali. L’addizionale comunale dipende dalle delibere del Comune.
La base è il reddito complessivo ai fini IRPEF, al netto delle deduzioni. Le aliquote variano per territorio e per scaglioni scelti da Regione e Comune. Le delibere vengono pubblicate in Gazzetta Ufficiale.
Acconti e saldo: scadenze
Versi l’IRPEF con il modello F24. Il saldo e il primo acconto scadono di norma il 30 giugno dell’anno successivo, con possibilità di rateazione. Il secondo acconto scade il 30 novembre (D.Lgs. 241/1997).
L’acconto si calcola in base all’imposta netta dell’anno prima (metodo storico). È in due rate, in genere 40% a giugno e 60% a novembre. Puoi usare il metodo previsionale se prevedi un reddito più basso.
Ritenute, compensazioni e codici tributo
Le ritenute d’acconto riducono il saldo da versare. Se hai crediti disponibili, puoi compensarli in F24 secondo le regole del D.Lgs. 241/1997 e dei provvedimenti annuali.
I codici tributo per IRPEF, addizionali e acconti sono stabiliti dall’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre le risoluzioni più recenti prima del pagamento.
Casi particolari 2026
Professionisti con ritenuta d’acconto
I professionisti soggetti a ritenuta del 20% indicano la ritenuta in fattura. Il cliente-sostituto versa la ritenuta per tuo conto. A fine anno, sommi le ritenute e le scali dall’IRPEF lorda (DPR 600/1973).
Conserva le certificazioni uniche ricevute. Servono a provare le ritenute subite e a evitare differenze in dichiarazione.
Contributi previdenziali
Artigiani e commercianti versano contributi fissi e percentuali alla gestione INPS di categoria (L. 233/1990 e norme collegate). I professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995, art. 2, comma 26).
I contributi obbligatori si deducono per intero dal reddito complessivo (art. 10 TUIR). I contributi di previdenza complementare sono deducibili entro i limiti annui.
Perdite fiscali
Le perdite d’impresa seguono regole specifiche dell’art. 8 TUIR. In generale cambiano tra semplificata e ordinaria. Il riporto negli anni successivi ha limiti e condizioni. Consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate prima di usarle.
Per il lavoro autonomo la nozione di perdita è diversa. Qui conta l’eccedenza di oneri deducibili e la gestione per competenza non si applica. Valuta caso per caso con le regole del TUIR.
Concordato preventivo biennale
Il concordato preventivo biennale è stato introdotto nella riforma fiscale (D.Lgs. 13/2024). In presenza di adesione, base e versamenti seguono le regole fissate nei provvedimenti del MEF e dell’Agenzia.
Se aderisci, l’acconto può basarsi sui valori concordati. Verifica ogni anno i requisiti di accesso, gli indicatori e gli effetti su IRPEF e addizionali.
Regola decisionale rapida
Sei professionista (art. 54 TUIR)?
Usa il principio di cassa: imponibile = compensi incassati − spese pagate − contributi. Applica scaglioni 23%-33%-43%. Sottrai detrazioni e ritenute. Calcola addizionali sulla base netta.
Sei impresa individuale semplificata (art. 66 TUIR)?
Usa il criterio di cassa “misto”. Considera rimanenze e componenti specifici come da istruzioni. Deduci contributi. Applica gli scaglioni. Calcola addizionali.
Sei in contabilità ordinaria (art. 109 TUIR)?
Usa la competenza per ricavi e costi. Ammortizza i beni strumentali. Deduci contributi. Applica gli scaglioni. Gestisci eventuali perdite secondo l’art. 8 TUIR.
Acconti: storico o previsionale?
Se il 2026 sarà inferiore al 2025, usa il previsionale e riduci gli acconti. Se sbagli e versi meno del dovuto, paghi sanzioni e interessi. Valuta con prudenza.
Primo anno di attività
Non hai storico, quindi l’acconto può essere nullo o ridotto. Attenzione però al saldo dell’anno successivo. Può essere elevato. Prevedi un accantonamento mensile.
| Scenario | Base imponibile | Aliquote/Detrazioni | Versamenti e tempistiche | Documenti e note operative |
|---|---|---|---|---|
| Professionista ordinario (art. 54 TUIR) | Compensi incassati − spese pagate − contributi previdenziali | 23%-33%-43% + detrazioni art. 12-13-15 TUIR; ritenute a scomputo | Saldo e 1° acconto entro 30/06; 2° acconto entro 30/11; rateazione ammessa | Fatture con ritenuta, CU ricevute, estratti conto, F24, ricevute contributi |
| Ditta individuale semplificata (art. 66 TUIR) | Ricavi incassati − costi pagati ± componenti specifici (rimanenze/beni) | Scaglioni IRPEF 2026; detrazioni personali e familiari | Stesse scadenze IRPEF; addizionali in base a delibere locali | Prima nota cassa, registri IVA, inventari, libro cespiti |
| Ditta individuale ordinaria (art. 109 TUIR) | Ricavi e costi per competenza; ammortamenti; accantonamenti ammessi | Scaglioni; gestione perdite secondo art. 8 TUIR | Saldo/acconti come sopra; possibili rate con interessi legali | Bilancio civilistico-fiscale, registri, prospetti ratei e risconti |
| Socio di società di persone (art. 5 TUIR) | Quota di reddito imputata per trasparenza | Stessi scaglioni sul reddito imputato; detrazioni personali | Versa l’IRPEF personale; società non paga IRPEF | Prospetto riparto utili/perdite, CU, dichiarazione della società |
| Professionista con molte ritenute | Imponibile come da cassa; ritenute riducono il saldo | Scaglioni; verifica eccedenze di ritenute | Possibile credito IRPEF da chiedere a rimborso o in compensazione | CU, certificazioni clienti, quadro degli acconti e saldi |
| Anno con reddito in calo (previsionale) | Stima prudente dell’imponibile 2026 | Scaglioni applicati alla stima; attenzione a detrazioni | Riduci acconti con metodo previsionale; rischio sanzioni se sottostimi | Prospetto di budget, confronto storico, simulazioni |
FAQ
Come si passa dal reddito contabile all’IRPEF netta da versare?
Parti dal reddito d’impresa o da lavoro autonomo. Per l’impresa sommi i ricavi e scali i costi deducibili secondo competenza o cassa mista (artt. 66 e 109 TUIR). Per il professionista usi incassi e pagamenti dell’anno (art. 54 TUIR). Sottrai i contributi previdenziali obbligatori e altri oneri deducibili (art. 10 TUIR). Applichi gli scaglioni 2026: 23%-33%-43% per fasce di reddito (art. 11 TUIR). Ottieni l’IRPEF lorda. Poi calcoli le detrazioni: per lavoro autonomo, per familiari a carico, e quelle del 19% dove spettano (artt. 12, 13 e 15 TUIR). A questo punto sommi le addizionali regionali e comunali, determinate da Regione e Comune. Infine scali le ritenute d’acconto certificate dai clienti e gli acconti versati. Il risultato è l’IRPEF netta. Tutte le regole sono nel TUIR e nei provvedimenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate, reperibili sul portale Normattiva e sui siti istituzionali.
Qual è la differenza tra IRPEF in regime ordinario e imposta sostitutiva nel forfettario?
Nel regime ordinario l’IRPEF è progressiva per scaglioni. Considera i costi reali, le deduzioni e le detrazioni personali. Devi gestire IVA, ritenute e adempimenti contabili più completi. Nel forfettario, invece, non applichi i costi effettivi. Usi un coefficiente di redditività sul fatturato. Su quel reddito “forfettario” versi un’imposta sostitutiva fissa (e non l’IRPEF per scaglioni), oltre ai contributi. Non applichi IVA e, in generale, non subisci ritenute d’acconto. Il forfettario è più semplice ma può essere meno conveniente se hai costi elevati o detrazioni personali consistenti. La scelta dipende da margini, spese, carichi familiari e addizionali locali. Le basi normative sono nel TUIR e nelle leggi speciali sui regimi agevolati, con circolari interpretative dell’Agenzia delle Entrate.
I contributi INPS si deducono sempre? E come incidono su IRPEF e acconti?
I contributi previdenziali obbligatori si deducono sempre dal reddito complessivo, per l’intero importo pagato nell’anno (art. 10 TUIR). Parliamo della Gestione Separata INPS (L. 335/1995) o delle gestioni artigiani e commercianti (L. 233/1990), e delle casse professionali. La deduzione riduce direttamente la base imponibile IRPEF. Quindi pesa più di una detrazione. Influisce anche sugli acconti: più deduci nel 2025, minore sarà l’IRPEF netta 2025 su cui calcoli gli acconti 2026 (metodo storico). Se nel 2026 prevedi versamenti contributivi anomali (ad esempio con ravvedimenti o saldi elevati), valuta il metodo previsionale per allineare gli acconti alla stima corretta, ricordando che se versi troppo poco scattano sanzioni e interessi (D.Lgs. 241/1997).
Quali costi sono spesso contestati e come gestirli per non perdere la deducibilità?
I più sensibili sono: autovetture, telefonia, spese di rappresentanza, vitto e alloggio, beni ad uso promiscuo. Servono tre regole pratiche: inerenza, documentazione, proporzionalità. Inerenza: il costo deve servire all’attività. Documentazione: conserva fattura o documento idoneo, con pagamento tracciabile quando richiesto. Proporzionalità: se l’uso è promiscuo, applica le percentuali ammesse. Per i beni strumentali rilevanti, usa gli ammortamenti secondo i coefficienti ministeriali. Per rimborsi spese e trasferte, rispetta le condizioni di deducibilità indicate dal TUIR e dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate. In caso di dubbio, inserisci una nota descrittiva nella contabilità. Le verifiche si basano su TUIR (artt. 54, 95, 96, 100, 102 e 109), circolari interpretative e, se del caso, su giurisprudenza citata dal portale Normattiva.
Puoi mostrarmi un calcolo completo con ritenute e addizionali?
Supponiamo un professionista nel 2026 con: compensi incassati 75.000€; spese pagate 18.000€; contributi previdenziali 12.000€; ritenute subite 12.000€; detrazioni varie 1.000€; addizionali stimate 2.000€. Imponibile = 75.000 − 18.000 − 12.000 = 45.000€. IRPEF lorda: 23% su 28.000 = 6.440€; 33% su 17.000 = 5.610€; totale 12.050€. IRPEF netta prima delle addizionali e ritenute: 12.050 − 1.000 (detrazioni) = 11.050€. Aggiungi addizionali 2.000€: 13.050€. Sottrai ritenute 12.000€: saldo 1.050€. Se hai già versato acconti, li scali dal saldo. Per gli acconti del 2026 userai l’imposta netta del 2025 (metodo storico). In alternativa, se nel 2026 prevedi meno reddito, puoi usare il previsionale. Il quadro normativo di riferimento comprende TUIR (artt. 11, 12, 13, 15, 54, 66 e 109), DPR 600/1973 per le ritenute, D.Lgs. 241/1997 per versamenti e acconti, e le delibere locali per addizionali.
