Al netto della ritenuta d’acconto: cosa vuol dire e come si calcola?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Per calcolare il netto con ritenuta: verifica se si applica, calcola il 20% sulla base imponibile corretta e sottrai l’importo al compenso. Incasserai il totale fattura meno la ritenuta.

  • La ritenuta d’acconto standard è il 20% sui compensi da lavoro autonomo (art. 25, DPR 600/1973).
  • Si applica solo se il cliente è sostituto d’imposta (art. 64, DPR 600/1973) e tu non sei in regime forfettario.
  • La base è il compenso lordo, includendo contributi a rivalsa, escludendo solo spese anticipate ex art. 15, DPR 633/1972.

Cos’è la ritenuta d’acconto e perché incide sul tuo incasso

La ritenuta d’acconto è un anticipo dell’IRPEF. Il tuo cliente, se sostituto d’imposta, la trattiene e la versa al Fisco al posto tuo. La disciplina è nell’art. 25 del DPR 600/1973.

Si applica ai compensi di lavoro autonomo e assimilati. Il cliente la calcola al momento del pagamento, quindi segue il principio di cassa. Il sostituto è definito dall’art. 64 del DPR 600/1973.

La ritenuta riduce ciò che incassi subito. Non aumenta le imposte totali. È solo un anticipo che recuperi in dichiarazione dei redditi con il credito corrispondente.

Quando si applica e quando no

Si applica se emetti fattura da professionista in regime ordinario o semplificato verso un cliente sostituto d’imposta. Vale anche per prestazioni autonome occasionali.

Non si applica se sei in regime forfettario (art. 1, comma 67, L. 190/2014). Non si applica verso privati, clienti stranieri senza stabile organizzazione in Italia o clienti non sostituti.

Per non residenti che percepiscono compensi in Italia valgono regole diverse e spesso un’aliquota del 30% a titolo d’imposta, salvo trattati. La fonte resta il DPR 600/1973.

Base di calcolo della ritenuta: cosa includere e cosa escludere

La ritenuta si calcola sull’ammontare lordo dei compensi. La norma è l’art. 25 del DPR 600/1973. Devi escludere solo le spese anticipate in nome e per conto del cliente ex art. 15 del DPR 633/1972.

Includi nella base i contributi a rivalsa. Esempi tipici: il 4% INPS Gestione Separata o il contributo integrativo delle casse professionali (CPA). Sono accessori del compenso e seguono lo stesso trattamento.

Le spese addebitate al cliente che non sono “anticipazioni ex art. 15” restano nella base. Esempio: rimborsi chilometrici o costi vivi intestati a te, non al cliente, rientrano nel compenso.

Formula pratica e mini-esempio

Formula rapida: Ritenuta = 20% × (Compenso + rivalse e contributi integrativi – spese art. 15). Netto incassato = Totale fattura – Ritenuta.

Esempio: compenso 1.000, rivalsa INPS 4% = 40, IVA 22%. Base ritenuta = 1.040. Ritenuta = 208. Totale lordo = 1.040 + 228,8 = 1.268,8. Incassi 1.268,8 – 208 = 1.060,8.

Ricorda di indicare la ritenuta in fattura con il segno meno. È una trattenuta a tuo carico che il cliente versa allo Stato.

Compenso non è totale fattura: come si compone il documento

Il compenso è il “prezzo” della tua prestazione. Il totale fattura è la somma algebrica di più voci. Non confondere le due cose quando calcoli il netto.

Le voci tipiche sono: compenso, contributi a rivalsa, eventuali spese art. 15, base IVA, IVA, ritenuta d’acconto con segno meno, eventuale bollo. Il netto corrisponde a ciò che incassi davvero.

Se emetti fattura senza IVA (ad esempio per regime forfettario o per esenzione specifica), la ritenuta segue comunque le sue regole. Non dipende dall’IVA ma dal tipo di reddito e dal cliente.

Chi è il sostituto d’imposta e cosa fa con la tua ritenuta

È sostituto d’imposta chi, per legge, versa imposte dovute da terzi. La definizione è nell’art. 64 del DPR 600/1973. Tipici sostituti: società, ditte con partita IVA, enti e PA.

Non sono sostituti i privati, i forfettari e soggetti esteri senza stabile organizzazione in Italia. In questi casi non c’è ritenuta e incassi l’intero importo previsto.

Versamento, CU e Modello 770

Il cliente versa la ritenuta con F24 (codice tributo 1040) entro il 16 del mese successivo al pagamento. Questa scadenza deriva dal DPR 600/1973 e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

A fine anno, il cliente ti rilascia la Certificazione Unica. Lì vedi compensi, ritenute operate e versate. Il sostituto riepiloga tutto nel Modello 770.

Tu indichi le ritenute subite in dichiarazione dei redditi. Le scomputi dall’IRPEF dovuta. Se l’anticipo supera l’imposta, generi un credito.

Regimi fiscali e casi particolari

Regime forfettario: niente ritenuta e dicitura in fattura

Se operi in regime forfettario, non subisci ritenuta d’acconto. Lo prevede l’art. 1, comma 67, della L. 190/2014. Scrivi in fattura la dicitura che esclude la ritenuta.

Esempio di dicitura: “Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014”. Dal 2024 tutti i forfettari usano la fattura elettronica.

Nel forfettario non addebiti l’IVA, ma puoi addebitare la rivalsa INPS 4% se iscritto alla Gestione Separata. La ritenuta resta esclusa.

Prestazione occasionale: ritenuta sì, IVA no

La prestazione autonoma occasionale si basa sull’art. 2222 c.c. Lavori senza abitualità e senza organizzazione di mezzi. Non hai partita IVA e non applichi IVA.

Se il cliente è sostituto d’imposta, applica il 20% di ritenuta. Vale al pagamento. Sopra 5.000 euro annui di compensi occasionali scatta l’iscrizione alla Gestione Separata per i contributi. La fonte operativa è il Ministero del Lavoro.

Nel tuo modello di ricevuta indichi compenso, eventuali rimborsi, ritenuta con segno meno e netto. Conserva la CU per la dichiarazione.

Società, studi associati e STP

Le società di capitali e di persone che svolgono attività d’impresa non subiscono ritenuta ex art. 25 per i compensi di impresa. La ritenuta riguarda i redditi di lavoro autonomo.

Gli studi associati (associazioni tra professionisti) rientrano di norma nell’art. 25. Le società tra professionisti (STP) in forma societaria producono reddito d’impresa secondo la prassi dell’Agenzia delle Entrate e, in via generale, non subiscono ritenuta.

Per agenti e rappresentanti si applica l’art. 25-bis del DPR 600/1973 con regole diverse sulla base e aliquote. Verifica sempre il contratto e la normativa specifica.

Regola decisionale rapida

Segui questi passaggi logici per capire se e come applicare la ritenuta:

  • Che forma hai? Se forfettario: niente ritenuta, inserisci la dicitura di legge. Se lavoro occasionale: potenziale ritenuta.
  • Il cliente è sostituto d’imposta? Se sì, valuta la ritenuta. Se no (privato, forfettario, estero senza stabile), nessuna ritenuta.
  • Tipologia di reddito: lavoro autonomo ex art. 25 (20%), agente ex art. 25-bis (regole ad hoc), impresa societaria (in genere no ritenuta).
  • Base corretta: compenso + rivalse e contributi integrativi – sole spese ex art. 15. Mai togliere IVA dalla base, perché la ritenuta si calcola prima dell’IVA.
  • In fattura: indica la ritenuta con segno meno. Al pagamento, incassi il totale meno la ritenuta. In dichiarazione, recuperi l’anticipo.

Esempi numerici completi

Professionista in ordinario con Gestione Separata INPS

Compenso 2.000. Rivalsa INPS 4% = 80. Base ritenuta = 2.080. Ritenuta 20% = 416. IVA 22% su 2.080 = 457,6. Totale fattura = 2.080 + 457,6 – 416 = 2.121,6. Incasso = 2.121,6.

Il cliente versa 416 con F24 codice 1040. Tu recuperi i 416 in dichiarazione.

Professionista con cassa (CPA 4%)

Compenso 1.500. Contributo integrativo 4% = 60. Base ritenuta = 1.560. Ritenuta = 312. IVA 22% su 1.560 = 343,2. Totale = 1.560 + 343,2 – 312 = 1.591,2. Incasso = 1.591,2.

La CPA è nella base di ritenuta perché è parte del corrispettivo. Escludi solo eventuali anticipazioni ex art. 15.

Prestazione occasionale verso società

Compenso 800. Niente IVA. Base ritenuta = 800. Ritenuta 20% = 160. Totale da corrispondere = 800 – 160 = 640. Incassi 640. Il cliente rilascia CU a fine anno.

Se superi 5.000 euro annui, ti iscrivi alla Gestione Separata per i soli contributi eccedenti. La ritenuta resta al 20%.

Forfettario verso sostituto d’imposta

Compenso 1.200. Niente IVA. Niente ritenuta. Eventuale rivalsa INPS 4% se prevista: 48. Totale incasso = 1.248. Inserisci la dicitura di esclusione ritenuta per L. 190/2014.

Il cliente paga l’intero dovuto. Non effettua alcun versamento con F24 per la tua ritenuta.

Fonti normative e prassi di riferimento

Le regole sulla ritenuta per lavoro autonomo sono nell’art. 25 del DPR 600/1973. La definizione di sostituto d’imposta è nell’art. 64 dello stesso decreto. Le provvigioni degli agenti seguono l’art. 25-bis.

Le spese escluse dalla base sono quelle anticipate in nome e per conto del cliente ex art. 15 del DPR 633/1972. Il regime forfettario e l’esonero da ritenuta sono nella L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, in particolare comma 67.

Le scadenze e i codici tributo per il versamento F24 e gli adempimenti (Certificazione Unica e Modello 770) sono nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Per le prestazioni occasionali e i profili contributivi, fai riferimento ai documenti del Ministero del Lavoro.

Al giugno 2026, l’aliquota ordinaria della ritenuta su lavoro autonomo resta al 20%. Verifica sempre eventuali aggiornamenti su Normattiva e sui portali istituzionali.

Scenario Chi applica la ritenuta Base di calcolo Aliquota/Tempistiche
Professionista ordinario con INPS Gestione Separata Cliente sostituto d’imposta Compenso + rivalsa 4% – sole spese ex art. 15 20%; F24 1040 entro il 16 del mese successivo; CU e 770 a fine anno
Professionista con Cassa (CPA 4% o diverso) Cliente sostituto d’imposta Compenso + contributo integrativo cassa – spese ex art. 15 20%; F24 1040 entro il 16; conguaglio in dichiarazione
Prestazione autonoma occasionale Cliente sostituto d’imposta Compenso (niente IVA); esclusione solo spese ex art. 15 20%; F24 1040 entro il 16; CU al percipiente; INPS oltre 5.000 €/anno
Forfettario verso sostituto d’imposta Nessuno (esonero ex L. 190/2014, c. 67) Non si calcola la ritenuta Nessun F24 per ritenuta; indicare dicitura di esonero in fattura
Fattura a cliente privato Nessuno (non è sostituto) Non si calcola la ritenuta Incasso integrale; nessun F24 1040
Cliente estero senza stabile organizzazione Nessuno in Italia Non si calcola la ritenuta italiana Incasso integrale; verificare normativa internazionale
Studio associato (associazione professionale) Cliente sostituto d’imposta Compenso dell’associazione + rivalse – spese art. 15 20%; F24 1040; riparto del reddito tra associati secondo accordi
Agente/rappresentante Cliente sostituto d’imposta Provvigioni al netto/percentuale secondo art. 25-bis Aliquote e basi specifiche; F24 1040; CU e 770

FAQ

Come faccio a capire in un attimo se devo inserire la ritenuta nella mia fattura?

Poni tre domande. Uno: il mio cliente è sostituto d’imposta? Se sì, prosegui. Due: il reddito è di lavoro autonomo ex art. 25 DPR 600/1973 (non reddito d’impresa)? Se sì, prosegui. Tre: sono in regime forfettario? Se sì, allora non la applichi per legge (L. 190/2014, c. 67). Se sei in ordinario o semplificato e il cliente è sostituto, inserisci la ritenuta con il segno meno. Se la prestazione è occasionale, niente IVA ma ritenuta sì, se il cliente è sostituto. Se il cliente è privato o estero senza stabile organizzazione in Italia, non c’è ritenuta. In dubbio, chiedi al cliente se opera come sostituto e su quale codice fiscale effettua il versamento F24 1040.

La ritenuta si calcola anche sulla rivalsa INPS o sul contributo integrativo della cassa?

Sì, nella prassi operativa la ritenuta si calcola sull’ammontare lordo dei compensi, includendo le somme addebitate a titolo di rivalsa o contributo integrativo, perché sono accessorie del compenso. Lo esclude solo ciò che è qualificato come “spesa anticipata in nome e per conto” ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/1972 e documentato correttamente. Esempio: compenso 1.000 + rivalsa 4% = 1.040: la base è 1.040. Se invece paghi un bollo per conto del cliente con fattura intestata al cliente, quella è una tipica spesa ex art. 15 e si esclude dalla base.

Come recupero la ritenuta subita quando faccio la dichiarazione dei redditi?

Il cliente ti rilascia la Certificazione Unica con le ritenute versate. In dichiarazione, indichi i compensi percepiti e inserisci le ritenute tra i crediti d’imposta. Il software calcola l’IRPEF dovuta e sottrae le ritenute. Se le ritenute superano l’imposta, maturi un credito. Puoi chiederne il rimborso o usarlo in compensazione nei successivi F24. Conserva sempre le CU e, se necessario, chiedi al cliente una copia della quietanza F24 per riconciliare i dati.

Se sbaglio a calcolare la ritenuta in fattura, cosa succede e come rimediare?

Se calcoli una ritenuta inferiore, il cliente potrebbe trattenere e versare il dovuto comunque, rettificando i conti interni. Se non lo fa, può emergere un disallineamento tra fattura, CU e 770. Il rischio è un’irregolarità per il sostituto. Per rimediare, emetti una nota di variazione che corregga l’importo della ritenuta, o concorda una rettifica documentale con il cliente per allineare fattura, F24 1040 e CU. Se hai indicato spese da escludere e non lo erano, la base va ricalcolata e la ritenuta adeguata. Agisci prima della chiusura dei modelli CU/770 per evitare comunicazioni errate.

La ritenuta cambia con gli acconti e saldi IRPEF? E con i nuovi obblighi di e-fattura?

No. La ritenuta è autonoma rispetto ad acconti e saldi IRPEF. Rimane un anticipo che il cliente versa. Tu poi versi acconti e saldo in base al tuo reddito complessivo. La ritenuta già pagata riduce il saldo. Sugli obblighi di e-fattura, dal 2024 tutti i forfettari sono dentro al sistema. La ritenuta non dipende dalla forma della fattura (cartacea o elettronica). Ma la fattura elettronica aiuta i controlli e la corretta esposizione della ritenuta. In ogni caso, continua a valere la base normativa: DPR 600/1973 per la ritenuta e DPR 633/1972 per l’IVA e le spese ex art. 15.

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