Calcolo in forfettario: come si trova il reddito lordo?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Nel forfettario sommi gli incassi dell’anno (principio di cassa). L’imponibile lordo è incassi x coefficiente ATECO; sottrai i contributi previdenziali; applichi imposta sostitutiva 15% (o 5% start-up) per stimare il netto.

  • Base di calcolo: incassi dell’anno per cassa x coefficiente di redditività del tuo ATECO = imponibile lordo.
  • Deducibilità: puoi sottrarre solo i contributi previdenziali obbligatori versati (anche per collaboratori/coadiuvanti, se a tuo carico).
  • Limiti: resti nel forfettario fino a 85.000 €; se superi 100.000 € esci subito con IVA dal momento del superamento.

Cos’è il reddito lordo nel forfettario e su quali regole si fonda

Nel regime forfettario il reddito lordo si ricava dagli incassi effettivi dell’anno. Si applica il principio di cassa, cioè contano le somme incassate, non quelle fatturate ma non riscosse.

Questa regola nasce dalla Legge 190/2014, commi 54-89. Le successive Leggi di Bilancio (145/2018, 197/2022, 213/2023) hanno aggiornato limiti e aspetti operativi. L’Agenzia delle Entrate lo ha chiarito in varie circolari e risposte di prassi.

Il reddito lordo “forfettario” non è il tuo guadagno al centesimo. È una base presunta, calcolata con un coefficiente fissato per settore. Ti semplifica contabilità e calcolo di tasse e contributi.

Coefficiente di redditività e codici ATECO: come trovare la tua percentuale

Il coefficiente di redditività è la percentuale applicata agli incassi per ottenere l’imponibile lordo. Il resto è considerato costo forfettario e non tassa né contributi su quella parte.

Il tuo coefficiente dipende dal codice ATECO. Puoi individuarlo dal certificato di attribuzione della partita IVA, dalla visura camerale (se ditta individuale), o nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

I coefficienti sono stabiliti dalla Legge 190/2014 (allegati e tabelle), come modificati nel tempo. Consulta le fonti ufficiali su Normattiva e i documenti dell’Agenzia delle Entrate per la categoria corretta.

Esempio pratico (ipotesi numeriche semplificate)

Ipotizziamo incassi annui pari a 30.000 €, coefficiente ATECO 78%, contributi versati l’anno precedente 3.000 €, aliquota Gestione Separata indicativa 26% e imposta sostitutiva start-up 5%.

1) Imponibile lordo: 30.000 € x 78% = 23.400 €. 2) Base per l’imposta sostitutiva: 23.400 € – 3.000 € = 20.400 €. 3) Imposta: 20.400 € x 5% = 1.020 €.

4) Contributi dell’anno: 23.400 € x 26% = 6.084 € (ipotesi). 5) Totale prelievi: 1.020 € + 6.084 € = 7.104 €. 6) Reddito netto stimato: 30.000 € – 7.104 € = 22.896 €.

Contributi previdenziali: Gestione Separata e IVS artigiani/commercianti

I contributi incidono due volte: si pagano sull’imponibile lordo e si deducono dal reddito su cui calcoli la tua imposta sostitutiva. Il risultato: meno imposta, perché sottrai i contributi versati.

Professionisti senza cassa sono in Gestione Separata INPS. L’aliquota varia anno per anno e viene comunicata con circolare INPS. Verifica sempre la circolare annuale per il valore in vigore.

Artigiani e commercianti versano i contributi IVS: una quota fissa su minimali e una percentuale sull’eccedenza. Nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi IVS, secondo quanto prevede la Legge 190/2014 e le circolari INPS. La riduzione va richiesta e non è automatica.

Deducibilità dei contributi

Nel forfettario puoi dedurre dal reddito imponibile i contributi obbligatori effettivamente versati, anche se riferiti ad anni precedenti. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate (es. circolari sul regime forfettario) confermano questa deduzione.

Se versi contributi per collaboratori o coadiuvanti a tuo carico, puoi dedurli. Conserva le quietanze. La deduzione riduce la base su cui calcoli l’imposta sostitutiva.

Tassazione: imposta sostitutiva 15% e aliquota 5% per start-up

Nel forfettario non applichi gli scaglioni IRPEF ordinari. Applichi un’imposta sostitutiva. L’aliquota base è il 15%. In presenza di requisiti specifici puoi usare il 5% per i primi cinque anni.

Per il 5% devi rispettare le regole della Legge 190/2014: niente attività analoga nei tre anni precedenti; se prosegui attività altrui, i ricavi dell’anno precedente non devono superare i limiti; rispetta gli altri requisiti soggettivi. Consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per i dettagli operativi.

L’aliquota si applica sulla base imponibile al netto dei contributi dedotti. Ricorda che i contributi si calcolano sull’imponibile lordo, ma si deducono per calcolare la base dell’imposta sostitutiva.

Limiti di ricavi: 85.000 € e uscita immediata oltre 100.000 €

Il limite per restare nel forfettario è 85.000 € di ricavi o compensi annui. Questa soglia è stata innalzata dalla Legge 197/2022 e confermata negli anni successivi.

Se superi 85.000 € ma resti sotto 100.000 €, esci dal forfettario dall’anno dopo. Se superi 100.000 €, la fuoriuscita è immediata con applicazione dell’IVA dal momento del superamento, come previsto dalla Legge 197/2022 e dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Non si applica il pro-rata temporale della soglia: vale l’importo annuo complessivo. Tieni monitorati gli incassi mese per mese per evitare sorprese.

Regola decisionale rapida

1) Verifica requisiti di accesso e permanenza

Stima ricavi annui. Se prevedi oltre 85.000 €, prepara l’uscita l’anno dopo. Se rischi di superare 100.000 €, pianifica da subito la gestione IVA.

2) Identifica il codice ATECO e il coefficiente

Recupera il tuo ATECO e trova il relativo coefficiente di redditività. Senza il coefficiente non puoi calcolare l’imponibile lordo.

3) Calcola l’imponibile lordo

Somma gli incassi dell’anno (principio di cassa) e moltiplica per il coefficiente. Questa è la base per i contributi e, al netto dei contributi, per l’imposta.

4) Stima e deduci i contributi

Applica l’aliquota INPS corretta (Gestione Separata o IVS). Deduci i contributi effettivamente versati dalla base imponibile prima di calcolare l’imposta sostitutiva.

5) Applica l’imposta sostitutiva

Usa il 15% in via ordinaria o il 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti. Ricorda acconti e saldi alle scadenze fiscali.

6) Controlla soglie e scadenze

Monitora il traguardo 85.000 €/100.000 €. Verifica le circolari annuali INPS sulle aliquote e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate su acconti, saldi e adempimenti.

Documenti, adempimenti e scadenze operative

Fatturazione: nel forfettario non applichi l’IVA, salvo eccezioni specifiche previste dal DPR 633/1972. Indichi in fattura il riferimento normativo di non applicazione e, se dovuta, l’imposta di bollo sulle fatture superiori a 77,47 €.

Ritenute: di norma non subisci ritenute d’acconto. Comunica ai clienti la tua appartenenza al regime forfettario. Conserva le quietanze dei contributi versati per la deduzione.

Scadenze fiscali: saldo e primo acconto dell’imposta sostitutiva entro il 30 giugno (con eventuale differimento e maggiorazione); secondo acconto entro il 30 novembre, secondo il DPR 435/2001 e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi INPS: per Gestione Separata versi con F24 secondo le scadenze fiscali su saldo e acconti. Per IVS artigiani/commercianti, le rate fisse sono, di norma, in quattro scadenze annuali; sull’eccedenza si applicano acconti e saldo. Controlla ogni anno le circolari INPS.

Le basi normative principali sono reperibili su Normattiva, sui portali dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, e, per aspetti lavoristici, sul sito del Ministero del Lavoro.

Scenario Requisiti chiave Base di calcolo e coefficienti Contributi e tempistiche
Professionista in Gestione Separata Attività intellettuale senza cassa; ricavi entro 85.000 €; requisiti forfettario Legge 190/2014 Imponibile lordo = incassi x coefficiente ATECO (es. 78%) Aliquota INPS comunicata annualmente; deduci i contributi versati; saldo/acconti con F24 a giugno/novembre
Commerciante IVS con riduzione 35% Iscrizione IVS; richiesta riduzione contributiva; permanenza nei requisiti Imponibile lordo = incassi x coefficiente ATECO (es. 40%–54%) Rate fisse IVS trimestrali; percentuale su eccedenza; riduzione 35% su richiesta; acconti/saldi secondo INPS e AE
Artigiano IVS senza riduzione Iscrizione IVS; niente riduzione richiesta Imponibile lordo = incassi x coefficiente ATECO (es. 67%) Rate fisse IVS + contribuzione eccedente; deducibilità integrale dei contributi versati
Superamento 85.000 € (non oltre 100.000 €) Ricavi anno in corso tra 85.001 € e 100.000 € Forfettario valido fino a fine anno corrente Uscita dal forfettario dall’anno successivo; dal prossimo anno IVA e ordinario
Superamento 100.000 € Ricavi oltre 100.000 € nell’anno Forfettario cessato dal mese di superamento IVA immediata dal superamento; imposta e contributi ricalcolati per periodi; obblighi IVA da quel momento

FAQ

1) Qual è la differenza tra incassi, imponibile lordo e reddito netto nel forfettario?

Gli incassi sono tutte le somme effettivamente riscosse nell’anno, secondo il principio di cassa. È il dato di partenza. L’imponibile lordo si ottiene applicando agli incassi il coefficiente di redditività del tuo ATECO. Questa percentuale stima la parte “utile” su cui calcolare tasse e contributi, mentre la parte residua rappresenta costi forfettari.

Dal punto di vista fiscale, prima calcoli i contributi sull’imponibile lordo. Poi deduci i contributi versati dalla base e applichi l’imposta sostitutiva (15% o 5% se start-up). Il reddito netto è ciò che rimane dei tuoi incassi dopo il pagamento complessivo di imposta e contributi.

2) I contributi si deducono quelli versati l’anno prima o quelli stimati per l’anno in corso?

Si deducono i contributi obbligatori effettivamente versati, a prescindere dall’anno di competenza. Quindi, nella dichiarazione dell’anno X, puoi dedurre i versamenti INPS pagati nel corso dell’anno X (anche se riferiti all’anno X-1). Questo è coerente con il principio di cassa che governa il regime.

Operativamente: durante l’anno versi acconti e saldi contributivi. Tutte le quietanze pagate in quell’anno sono deducibili. Tieni traccia precisa dei pagamenti per sfruttare per intero la deduzione e ridurre la base dell’imposta sostitutiva. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e le circolari INPS confermano questa impostazione.

3) Ho aperto la partita IVA a metà anno: la soglia 85.000 € si pro-rata? E come calcolo tasse e contributi?

No, la soglia non si pro-rata. Anche se apri a metà anno, il limite resta 85.000 €. Questo è stato chiarito dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate dopo le modifiche introdotte dalla Legge 197/2022. Devi quindi monitorare gli incassi reali rispetto alla soglia piena.

Il calcolo di imponibile, contributi e imposta non cambia: sommi gli incassi effettivi, applichi il coefficiente di redditività, calcoli i contributi sull’imponibile lordo, deduci i contributi versati e applichi l’imposta sostitutiva. Verifica con attenzione gli acconti nell’anno di avvio, perché possono essere ridotti in base alla previsione di imposta (metodo previsionale) secondo le regole generali sugli acconti.

4) Cosa accade se supero 85.000 € o 100.000 € durante l’anno?

Se superi 85.000 € ma non arrivi a 100.000 €, resti nel forfettario fino a fine anno e passi al regime ordinario (con IVA) dall’anno successivo. Se superi 100.000 €, la fuoriuscita è immediata dal momento del superamento: da quel momento devi applicare l’IVA e gestire gli adempimenti ordinari. Queste regole discendono dalla Legge 197/2022 e dai successivi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

In pratica, se prevedi di superare la soglia “critica”, organizza subito la fatturazione con IVA per le operazioni successive, aggiorna i sistemi contabili e valuta l’impatto sugli acconti. Conserva evidenza della data e dell’operazione che ti fa oltrepassare i 100.000 €.

5) Posso dedurre costi reali (software, affitti, auto) nel forfettario? E come funzionano le casse professionali?

Nel forfettario non deduci i costi reali. La quota di costi è già incorporata nel coefficiente di redditività. Puoi però dedurre integralmente i contributi previdenziali obbligatori pagati. Questo è uno dei pochi “aggiustamenti” possibili alla base imponibile.

Se sei iscritto a una cassa professionale (non INPS), versi i contributi alla cassa e non alla Gestione Separata. Le casse hanno regole proprie su aliquote, minimali e scadenze. I contributi obbligatori versati alla cassa restano deducibili dalla base su cui calcoli l’imposta sostitutiva, in coerenza con l’impostazione generale del regime e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Verifica ogni anno il regolamento della tua cassa e le circolari collegate.

Riferimenti normativi e istituzionali utili (solo testuali)

Legge 190/2014, commi 54-89 (regime forfettario), con successive modifiche delle Leggi 145/2018, 197/2022 e 213/2023. Tabelle dei coefficienti nei relativi allegati e aggiornamenti.

Agenzia delle Entrate: circolari e guide sul regime forfettario (ad esempio chiarimenti 2016-2019 e successivi), istruzioni su acconti e saldi, e su fuoriuscita oltre 100.000 €.

INPS: circolari annuali sulle aliquote della Gestione Separata e sui contributi IVS artigiani/commercianti, inclusa la riduzione del 35% per i contribuenti in regime forfettario.

Portale Normattiva per consultare i testi di legge aggiornati; Ministero del Lavoro per gli aspetti previdenziali e inquadramenti contributivi.

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