calcolo ritenuta d'acconto

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Calcolo ritenuta d’acconto: ecco come si fa

Risolvi ogni dubbio leggendo l'articolo o, se preferisci, richiedi una consulenza gratutita e senza impegno ad un nostro consulente fiscale.

Cos’è la ritenuta d’acconto e quando si applica 

Prima di affrontare gli aspetti relativi al calcolo della ritenuta d’acconto è necessario definire di cosa si tratta.

La ritenuta d’acconto è una componente della fattura che viene inserita con segno negativo in quanto rappresenta una somma che alcuni soggetti sono tenuti a trattenere, a titolo di prelievo fiscale, nel momento in cui effettuano il pagamento di un compenso.

Questa ritenuta rappresenta un anticipazione dell’imposta totale che, chi percepisce il compenso, dovrà versare all’Agenzia delle Entrate. Praticamente, con la ritenuta d’acconto, l’Agenzia delle Entrate richiede l’anticipazione del pagamento di una parte delle imposte dovute per la prestazione a cui si riferisce la fattura.

Chi è il sostituto d’imposta

Come abbiamo visto nei precedenti paragrafi, il destinatario della fattura si sostituisce all’Agenzia delle Entrate effettuando la trattenuta e il relativo versamento di una parte dell’imposta dovuta sull’importo della fattura.

Il committente viene definito sostituto d’imposta.

Non tutti i soggetti possono adottare il ruolo di sono sostituti d’imposta. La normativa prevede che i sostituti d’imposta siano solamente quei contribuenti che hanno un’organizzazione che gli permetta di gestire amministrativamente tale obbligo.

I sostituti d’imposta sono:

  • Società
  • Ditte individuali in regime ordinario 
  • Professionisti in regime ordinario

Non sono sostituti d’imposta: 

Come e quando si versa 

Il sostituto d’imposta è tenuto a versare la ritenuta d’acconto tramite modello F24. Il versamento deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo alla data del pagamento della fattura. Il modello F24 deve essere compilato inserendo il codice 1040 nella sezione erario, con l’indicazione del mese di riferimento e dell’importo della ritenuta da versare. 

Ogni mese il sostituto d’imposta verserà la somma delle ritenute effettuate tramite un unico modello F24. 

Chi subisce la ritenuta d’acconto

Chiunque percepisce un reddito è soggetto a ritenuta d’acconto. La ritenuta, infatti, si applica a tutti i compensi di lavoro autonomo, sia nel caso di professionisti con partita IVA sia nel caso di compensi per lavoro autonomo occasionale.

Fanno eccezione a questa regola i lavoratori autonomi che aderiscono al regime forfettario che non applicano e non subiscono la ritenuta d’acconto per 2 motivi:

  • Non hanno una base amministrativa e gestionale sufficiente per gestire questo adempimento 
  • L’imposta sostitutiva è di importo inferiore rispetto alle ritenute subite dal professionista e quindi si troverebbero sempre a credito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate 

Ad esempio

Prestazione: 1.000€

Percentuale ritenuta d’acconto: 20%

Importo ritenuta d’acconto da indicare in fattura (con segno negativo): 200€

Il corpo della fattura, in questo caso, sarebbe compilata nel seguente modo:

Prestazione 1.000€

IVA 22%: 220€

Totale: 1220€

Ritenuta d’acconto 20% (su 1.000€): -200

Netto a pagare: 1.020

Secondo le regole che abbiamo visto nei precedenti paragrafi, il committente dovrà versare 200€, tramite F24, entro il giorno 16 del mese successivo dal pagamento della fattura.

Se invece partendo dal netto a pagare vogliamo fare il calcolo inverso risalendo alla ritenuta d’acconto e all’importo della prestazione è necessario procedere come segue: 

Riprendendo gli stessi dati dell’esempio precedente: 

Netto a pagare 1020€

Sapendo che IVA e ritenuta d’acconto sommate algebricamente (22%-20%) danno il 2% l’imponibile si calcola come segue:

1.020/1,02= 1.000€

Lavorare in ritenuta d’acconto: il lavoro occasionale

In alcuni casi, rispettando dei requisiti specifici, è possibile effettuare prestazioni di lavoro autonomo occasionale senza necessità di aprire partita IVA.

La prestazione di lavoro occasionale per essere in regola deve rispettare i requisiti di occasionalità e non continuità, non deve esserci alcun legame di subordinazione con il committente che ha commissionato il lavoro e non può riguardare un’attività che già viene svolta in modo professionale.

Come funziona il calcolo della  ritenuta d’acconto in caso di prestazione di lavoro occasionale

Una volta terminato l’incarico dovrai rilasciare una ricevuta di prestazione occasionale che dovrà riportare i tuoi dati anagrafici e quelli del committente, il numero progressivo e la data di emissione, compenso lordo concordato tra le parti, ritenuta d’acconto del 20%, il compenso netto e, se la fattura supera i 77,47€ dovrà essere apposta anche la marca da bollo di 2€.

La ritenuta d’acconto trattenuta in fase di emissione della ricevuta  può essere recuperata in fase di dichiarazione dei redditi se i compensi non superano i 4.800€. 

Come si certifica il versamento delle ritenute d’acconto

Ogni sostituto d’imposta è tenuto a certificare, annualmente, l’applicazione e il versamento delle ritenute d’acconto effettuate tramite con i seguenti dichiarativi:

  • Certificazione unica 
  • Dichiarazione 770

La certificazione unica (detta anche CU) è il documento tramite il quale i sostituti d’imposta (committenti) sono obbligati a certificare le ritenute d’acconto operate su redditi di lavoro autonomo (anche occasionale) e lavoro dipendente

Le certificazioni devono essere obbligatoriamente inviate telematicamente all’Agenzia delle Entrate e recapitata ai soggetti che hanno subito la ritenuta d’acconto.

I dati principali della certificazione unica di lavoro autonomo sono:

  • L’ammontare lordo 
  • Le somme non soggette a ritenuta  
  • L’imponibile netto 
  • La ritenuta applicata

Attraverso l’analisi e l’utilizzo di questi dati l’Agenzia delle Entrate è in grado di  effettuare un controllo incrociato con le fatture emesse elettronicamente per verificare la correttezza della fatturazione e della certificazione oltre che dei versamenti delle ritenute.

Il modello 770 invece è la dichiarazione dei versamenti delle ritenute d’acconto effettuate dal sostituto d’imposta. Questa dichiarazione include i dati dettagliati relativi alle somme versate tramite modelli F24, alle date di versamento e al periodo di riferimento oltre che al codice tributo relativo alla prestazione ricevuta (codice tributo 1040 per le prestazioni di lavoro autonomo). 

L’invio del modello 770 è obbligatorio per tutti i sostituti d’imposta.

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