Calcolo ritenuta d’acconto: come si fa e quando si applica?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

La ritenuta d’acconto si applica in genere al 20% su prestazioni occasionali e lavoro autonomo in regime ordinario; esclusi i forfettari. La base varia con cassa professionale, gestione separata, rimborsi e rivalse.

  • Aliquota standard: 20% su prestazioni di lavoro autonomo. Per non residenti: 30% salvo convenzioni.
  • Base imponibile: cambia con cassa professionale, gestione separata, rimborsi e anticipazioni documentate.
  • Versamento ritenute: F24 entro il 16 del mese successivo; CU e 770 secondo DPR 322/1998.

Cos’è la ritenuta d’acconto e quali norme regolano il calcolo

La ritenuta d’acconto è un anticipo IRPEF trattenuto dal committente. Il committente è il sostituto d’imposta. Il professionista o il prestatore subisce la trattenuta e la scomputarà dall’imposta nel modello Redditi.

La norma base è l’articolo 25 del DPR 600/1973. Regola le ritenute sui compensi di lavoro autonomo, abituale e occasionale. Per i non residenti l’articolo prevede il 30% salvo convenzioni contro le doppie imposizioni.

Le prestazioni occasionali rientrano tra i redditi diversi dell’articolo 67 del TUIR (DPR 917/1986). L’IVA è disciplinata dal DPR 633/1972; le spese anticipate in nome e per conto sono all’articolo 15.

I versamenti delle ritenute si effettuano con F24 secondo il D.Lgs. 241/1997. La Certificazione Unica e il Modello 770 seguono il DPR 322/1998. La gestione separata INPS deriva dalla Legge 335/1995. Il regime forfettario è nella Legge 190/2014.

Quando si applica e quando no

Si applica in questi casi

– Prestazione occasionale verso un committente sostituto d’imposta. Si applica il 20% sul compenso. L’aliquota è a titolo di acconto.

– Lavoro autonomo con partita IVA in regime ordinario o semplificato. Il cliente sostituto d’imposta trattiene il 20% secondo art. 25 DPR 600/1973.

– Prestazioni a Pubbliche Amministrazioni. Lo split payment IVA non tocca la ritenuta. La ritenuta resta dovuta se previsto dall’art. 25.

Non si applica in questi casi

– Regime forfettario (Legge 190/2014). Occorre consegnare al cliente una dichiarazione di appartenenza al regime. Senza la dichiarazione, il cliente può applicare la ritenuta per prudenza.

– Committente privato non sostituto d’imposta. Il privato non può operare ritenute. Il prestatore dichiarerà il reddito e pagherà imposte in dichiarazione.

– Committente estero senza stabile organizzazione in Italia. In Italia non opera la ritenuta. Attenzione alle regole IVA e alle convenzioni contro le doppie imposizioni.

Come si calcola: basi imponibili e varianti

Prestazione occasionale senza partita IVA

– Base imponibile: il compenso pattuito. Non si sommano marche da bollo. Se ci sono rimborsi spese non documentati, entrano nella base. Le spese anticipate in nome e per conto, documentate, non entrano nella base (art. 15 DPR 633/1972).

– Aliquota: 20% (art. 25 DPR 600/1973). Esempio: compenso 1.000 euro. Ritenuta 200 euro. Incasso 800 euro. Se il committente è privato, nessuna ritenuta.

– INPS: per il lavoro autonomo occasionale non c’è cassa. Con superamento di 5.000 euro annui di compensi, scatta l’obbligo contributivo alla Gestione separata per la parte eccedente (fonte normativa: Legge 335/1995 e prassi INPS). L’obbligo non cambia il calcolo della ritenuta.

Professionista con cassa previdenziale privata

– Contributo integrativo (es. 4% avvocati, ingegneri ecc.). È obbligatorio da ribaltare in fattura. Entra nell’imponibile IVA, ma non nella base della ritenuta.

– Base ritenuta: solo il compenso professionale. Si escludono contributo integrativo e anticipazioni ex art. 15. Rimborsi non documentati e spese addebitate in proprio invece concorrono.

– Esempio: compenso 1.000; contributo integrativo 4% = 40; IVA 22% su 1.040 = 228,80; totale 1.268,80. Ritenuta 20% su 1.000 = 200. Incasso 1.068,80.

Professionista in Gestione separata INPS

– Rivalsa INPS 4%: è facoltativa. Se la applichi, di solito entra sia nell’imponibile IVA sia nella base della ritenuta. La prassi dell’Agenzia delle Entrate (es. risoluzioni di prassi come la 71/E/2004) conferma l’inclusione nella base.

– Base ritenuta: compenso + rivalsa INPS + rimborsi non documentati. Sono escluse solo le anticipazioni ex art. 15 documentate.

– Esempio: compenso 1.000; rivalsa 4% = 40; IVA 22% su 1.040 = 228,80; totale 1.268,80. Ritenuta 20% su 1.040 = 208. Incasso 1.060,80.

Marche da bollo, rimborsi e anticipazioni

– Marca da bollo su ricevute esenti IVA oltre 77,47 euro: 2 euro. Non entra nella base ritenuta. Norma: DPR 642/1972 e DM 24/05/2005.

– Anticipazioni in nome e per conto con documenti intestati al cliente: escluse da IVA e ritenuta (art. 15 DPR 633/1972).

– Rimborsi forfettari o spese intestate al professionista: concorrono a IVA e ritenuta.

Adempimenti del committente (sostituto d’imposta)

Versamento F24 e codici tributo

– Scadenza: entro il 16 del mese successivo al pagamento (principio di cassa per la ritenuta). Norma: D.Lgs. 241/1997.

– Codice tributo più usato: 1040, ritenute su lavoro autonomo e redditi diversi. Se il sostituto è condominio, si usano codici dedicati secondo risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Certificazione e dichiarazioni

– Certificazione Unica: consegna al percipiente e invio telematico entro i termini fissati annualmente (in via ordinaria a marzo). Norma: DPR 322/1998, art. 4.

– Modello 770: invio entro il 31 ottobre, con dettaglio delle ritenute versate. Norma: DPR 322/1998.

Ritenute per non residenti

– Aliquota ordinaria: 30% a titolo d’imposta sui redditi di lavoro autonomo prodotti in Italia (art. 25, comma 2, DPR 600/1973). Le convenzioni contro le doppie imposizioni possono ridurre o azzerare la ritenuta.

– Serve certificazione di residenza fiscale estera e applicazione della convenzione corretta. Senza documentazione, si applica l’aliquota interna.

Regola decisionale rapida

Se/Allora per capire subito cosa fare

– Se emetti una prestazione occasionale verso un’azienda o un professionista, allora applica ritenuta 20% sul compenso.

– Se emetti una prestazione occasionale verso un privato, allora non si applica ritenuta. Indica la marca da bollo se serve.

– Se fatturi con partita IVA in ordinario, allora il cliente sostituto trattiene il 20%. Calcola la base come segue.

– Se hai cassa professionale, allora calcola la ritenuta solo sul compenso, escludendo il contributo integrativo e le anticipazioni documentate.

– Se sei in Gestione separata con rivalsa 4%, allora calcola la ritenuta su compenso + rivalsa + rimborsi non documentati.

– Se sei in regime forfettario e hai consegnato la dichiarazione, allora non subisci ritenuta.

– Se il cliente è estero senza stabile organizzazione in Italia, allora in Italia non si applica ritenuta. Verifica la convenzione.

Esempi numerici completi

1) Prestazione occasionale a società

Compenso 1.200. Nessuna IVA. Marca da bollo 2 euro (se dovuta) fuori base. Ritenuta 20% su 1.200 = 240. Incasso: 1.200 – 240 = 960 (più 2 euro se il prestatore addebita il bollo).

2) Professionista con cassa (ingegnere con integrativo 4%)

Compenso 1.500. Integrativo 4% = 60. IVA 22% su 1.560 = 343,20. Totale 1.903,20. Ritenuta 20% su 1.500 = 300. Incasso 1.603,20.

3) Professionista in Gestione separata con rivalsa 4% e rimborso spese non documentato 100

Compenso 1.000. Rivalsa 4% = 40. Rimborso non documentato 100. Imponibile IVA 1.140. IVA 22% = 250,80. Totale 1.390,80. Base ritenuta: 1.140. Ritenuta 20% = 228. Incasso 1.162,80.

4) Forfettario con dichiarazione al cliente

Compenso 1.000. Niente IVA in generale, niente ritenuta se consegnata la dichiarazione ex Legge 190/2014. Eventuale marca da bollo 2 euro se dovuta. Incasso 1.000 (più 2 euro di bollo se addebitato).

Controlli pratici ed errori da evitare

Controlli rapidi

– Verifica sempre se il cliente è sostituto d’imposta. Se è un privato, niente ritenuta.

– Controlla il regime fiscale del professionista. Se è forfettario con dichiarazione, non applicare ritenuta.

– Leggi le voci in fattura. Distingui bene compenso, contributo integrativo, rivalsa INPS, rimborsi e anticipazioni.

Errori comuni

– Calcolare la ritenuta anche sul contributo integrativo delle casse. Non si fa. La base è il solo compenso professionale.

– Dimenticare che la rivalsa INPS 4% concorre alla base della ritenuta in Gestione separata.

– Confondere rimborsi ex art. 15 con rimborsi non documentati. I primi sono fuori ritenuta e fuori IVA. I secondi no.

Scenario Requisiti di applicazione Base imponibile ritenuta Versamento e adempimenti
Prestazione occasionale verso impresa/professionista Contratto occasionale; committente sostituto d’imposta Compenso + rimborsi non documentati; escluse anticipazioni art. 15 e bollo F24 codice 1040 entro il 16 mese successivo; CU e 770 secondo DPR 322/1998
Professionista con cassa previdenziale Partita IVA in ordinario/semplificato; cassa di categoria Solo compenso; esclusi contributo integrativo e anticipazioni art. 15 F24 1040 entro il 16; CU a marzo; 770 entro 31 ottobre
Professionista in Gestione separata INPS Partita IVA; nessuna cassa; rivalsa 4% facoltativa Compenso + rivalsa 4% + rimborsi non documentati F24 1040 entro il 16; CU e 770 come da DPR 322/1998
Forfettario Dichiarazione di regime consegnata al cliente Nessuna ritenuta Nessun versamento ritenute; resta CU solo se dovuta per altri motivi
Committente privato Cliente non sostituto d’imposta Nessuna ritenuta; il prestatore dichiarerà il reddito Nessun F24 ritenute; oneri in capo al prestatore in dichiarazione
Non residente che presta in Italia Reddito prodotto in Italia; assenza di esoneri convenzionali Compenso secondo art. 25; in genere 30% a titolo d’imposta F24 1040 entro il 16; applicazione convenzione se documentata

FAQ

La ritenuta d’acconto si applica sulla data fattura o sulla data di pagamento?

Conta la data di pagamento. La ritenuta si calcola e si versa secondo il principio di cassa. Quindi rileva il giorno in cui il cliente paga, non quando emetti la fattura o la ricevuta. Il sostituto d’imposta versa la ritenuta con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento. Questa regola vale sia per i professionisti con partita IVA sia per le prestazioni occasionali. La base e l’aliquota non cambiano. Cambia solo il periodo di competenza del versamento e della Certificazione Unica. Se il pagamento avviene a cavallo d’anno, la ritenuta confluisce nell’anno successivo, con impatto su CU e modello Redditi del percipiente.

Come gestisco la ritenuta se ci sono anticipazioni art. 15 e rimborsi spese?

Prima scomponi le voci. Le anticipazioni in nome e per conto del cliente, con documenti intestati al cliente, sono fuori campo IVA e fuori base ritenuta (art. 15 DPR 633/1972). Esempi tipici: diritti di cancelleria pagati per conto del cliente, contributo unificato intestato al cliente. I rimborsi spese non documentati o intestati al professionista, invece, entrano sia nell’IVA sia nella ritenuta. Nella pratica: calcola la ritenuta solo su compenso professionale (e su rivalsa INPS in Gestione separata), somma eventuali rimborsi non documentati, escludi anticipazioni art. 15. Indica sempre a fattura le diverse voci in righe distinte per evitare errori del cliente sostituto.

Sono in regime forfettario: cosa devo consegnare al cliente per evitare la ritenuta?

Devi consegnare una dichiarazione che attesti la tua appartenenza al regime forfettario ai sensi della Legge 190/2014. Indica anche che, per questo motivo, non si applicano le ritenute alla fonte a titolo d’acconto. Inserisci la stessa dicitura in fattura. Senza la dichiarazione, il cliente potrebbe applicare la ritenuta per cautela. Se succede, potrai comunque scomputarla in dichiarazione come credito IRPEF. Ricorda che nel forfettario, in linea generale, non addebiti IVA e non detrai IVA. Restano dovuti eventuali contributi previdenziali verso la tua cassa o la Gestione separata secondo le regole del tuo inquadramento.

Come cambia il calcolo con cassa professionale rispetto alla Gestione separata INPS?

Con cassa professionale, la ritenuta si calcola solo sull’onorario. Il contributo integrativo (es. 2%, 4% o altre aliquote di cassa) si addebita al cliente, entra nell’IVA, ma non entra nella ritenuta. Con Gestione separata INPS, puoi applicare la rivalsa del 4% in fattura. Questa, di prassi, entra nella base della ritenuta, oltre che nell’IVA. Quindi, a parità di compenso, la ritenuta in Gestione separata è più alta se applichi la rivalsa. In entrambi i casi, le anticipazioni ex art. 15 DPR 633/1972 restano escluse. I rimborsi non documentati entrano nella base. Le fonti: art. 25 DPR 600/1973 per la ritenuta, Legge 335/1995 per la Gestione separata, prassi dell’Agenzia delle Entrate per rivalse e contributi integrativi.

Quali sono le principali scadenze e sanzioni se sbaglio la ritenuta?

Scadenze chiave: versamento F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento; consegna e invio della Certificazione Unica entro i termini previsti a marzo; invio del Modello 770 entro il 31 ottobre. Se ometti o versi in ritardo, si applicano sanzioni e interessi. Puoi usare il ravvedimento operoso secondo il D.Lgs. 472/1997 per ridurre le sanzioni in base alla tempestività. Se sbagli la base imponibile, puoi correggere con un F24 integrativo e poi sistemare la CU e il 770. Il percipiente potrà comunque scomputare quanto effettivamente trattenuto e certificato. Mantieni coerenza tra importi indicati in fattura, F24, CU e 770 per evitare scarti e controlli automatizzati.

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