Aprire un negozio come calzolaio: come fare e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire un negozio da calzolaio: scegli il codice ATECO, presenta la SCIA al SUAP, apri Partita IVA, iscriviti a Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS e INAIL, attiva RT e fatturazione elettronica, e organizza sicurezza e rifiuti.

  • Iter unico ComUnica al Registro Imprese con iscrizione all’Albo Artigiani; SCIA tramite SUAP ai sensi del D.P.R. 160/2010 e D.Lgs. 222/2016.
  • Inquadramento previdenziale INPS Artigiani, INAIL per infortuni; scelta del regime fiscale (forfettario o ordinario) secondo TUIR e norme vigenti.
  • Corrispettivi telematici e fattura elettronica secondo D.Lgs. 127/2015; gestione sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e rifiuti (D.Lgs. 152/2006/RENTRI).

Quadro generale: chi è il calzolaio e come si inquadra

Il calzolaio svolge prevalentemente riparazione di calzature e articoli affini. È un’attività artigiana. In termini fiscali sei un’impresa individuale, salvo tu scelga forme societarie.

Il codice ATECO più usato è 95.23.00 “Riparazione di calzature e articoli da viaggio”. Se affianchi vendita al dettaglio di calzature o accessori, aggiungi un codice secondario commerciale e valuta quale attività è prevalente.

La base normativa per l’inquadramento artigiano è la Legge 443/1985 (legge-quadro per l’artigianato). Per l’avvio attività fai riferimento al D.P.R. 160/2010 (SUAP) e al D.Lgs. 222/2016 (tabella dei procedimenti: SCIA).

Locali, requisiti e SCIA

Locale idoneo e destinazione d’uso

Scegli un locale con destinazione d’uso compatibile (artigianale e, se vendi al pubblico, anche commerciale). Verifica agibilità, impianti a norma e rispetto delle barriere architettoniche secondo le regole edilizie locali e il D.M. 236/1989.

SCIA al Comune tramite SUAP

Prima di iniziare presenti la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo Sportello Unico per le Attività Produttive. La SCIA ti consente l’avvio immediato, salvo controlli. La base normativa è il D.P.R. 160/2010 e il D.Lgs. 222/2016.

Prevenzione incendi e stoccaggio solventi

Di norma un piccolo laboratorio di calzoleria non rientra tra le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco. Ma se detieni liquidi infiammabili oltre soglia o hai depositi particolari, verifica il D.P.R. 151/2011 con il tuo SUAP.

Iter amministrativo unificato: Partita IVA, Registro Imprese, INPS, INAIL

ComUnica: una sola pratica per avviare tutto

Con la pratica ComUnica inviata alla Camera di commercio apri la Partita IVA, ti iscrivi al Registro delle Imprese e all’Albo delle Imprese Artigiane, comunichi l’inizio all’Agenzia delle Entrate e richiedi posizioni INPS e INAIL. Riferimenti su Normattiva e Camere di commercio.

Iscrizione INPS Artigiani

Il calzolaio rientra nella Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Paghi contributi fissi su un reddito minimale e contributi percentuali sulla quota eccedente. Le aliquote e gli importi minimi variano ogni anno con circolari INPS.

Se scegli il regime forfettario puoi richiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS prevista dalla normativa vigente e disciplinata da circolari INPS. Valuta pro e contro con un consulente, perché riduce anche la deducibilità.

Iscrizione INAIL

Per le lavorazioni manuali con attrezzature è dovuta l’assicurazione obbligatoria INAIL contro gli infortuni (D.P.R. 1124/1965). La classificazione tariffaria dipende dalle mansioni e dal rischio. INAIL comunica premio e autoliquidazione.

Fisco e contabilità: come scegliere il regime e cosa emettere

Regime fiscale: forfettario o ordinario

Regime forfettario: imposta sostitutiva al 5% per i primi anni se hai i requisiti, poi 15%. Non applichi IVA e non detrài l’IVA sugli acquisti. Il reddito si calcola con un coefficiente di redditività legato al tuo ATECO. La base normativa è la Legge 190/2014, integrata dalle successive leggi di bilancio (es. Legge 145/2018 e Legge 197/2022). Verifica i limiti di ricavi annui e le cause di esclusione aggiornate nelle istruzioni del Modello Redditi PF, quadro LM, pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.

Regime ordinario: applichi IVA ai corrispettivi e detrài l’IVA sugli acquisti. Determini il reddito con contabilità semplificata per cassa o ordinaria. Riferimenti: D.P.R. 633/1972 (IVA) e D.P.R. 917/1986 (TUIR, art. 66 per imprese minori).

Fatturazione elettronica e corrispettivi

La fattura elettronica è obbligatoria per quasi tutti, inclusi i forfettari, secondo il D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Puoi emettere documento commerciale al dettaglio tramite registratore telematico e inviare i corrispettivi giornalieri.

Se il cliente chiede fattura, la emetti in formato elettronico via Sistema di Interscambio. Per i forfettari si applica l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro, con versamento periodico gestito dall’Agenzia delle Entrate.

POS obbligatorio e incassi tracciati

Devi accettare pagamenti elettronici (carta, bancomat) con POS, con sanzioni in caso di rifiuto. La regola deriva dal D.L. 36/2022 e successive norme. Verifica eventuali crediti d’imposta sulle commissioni nelle norme vigenti e nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.

Sicurezza, ambiente e rifiuti: cosa non trascurare

Sicurezza sul lavoro

Se lavori da solo, applica comunque misure minime di sicurezza. Se assumi personale o collaboratori, redigi il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), forma i lavoratori, fornisci DPI, gestisci rischio chimico per adesivi e solventi. Base normativa: D.Lgs. 81/2008 e decreti attuativi del Ministero del Lavoro.

Gestione rifiuti e solventi

La riparazione di calzature può generare rifiuti anche pericolosi (es. stracci contaminati, residui di colle). Si applica il D.Lgs. 152/2006: classifica i rifiuti, conserva le schede di sicurezza delle sostanze, usa formulari per lo smaltimento con trasportatori autorizzati.

Per i rifiuti pericolosi sono previsti registri di carico/scarico e dichiarazioni annuali. Dal 2024-2026 è operativo il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) secondo i decreti ministeriali pubblicati su Normattiva. Verifica la tua fascia di adesione e le scadenze applicabili nel 2026.

Costi, fornitori e attrezzature: stima realistica

Attrezzature tipiche

Macchina da cucire industriale, pressa, smerigliatrice, postazione per incollaggi, banchi e utensili manuali, aspirazione localizzata. Aggiungi DPI: guanti, occhiali, maschere con filtri idonei ai solventi.

Voci di costo ricorrenti

Canone di affitto (contratto 6+6 ex L. 392/1978), utenze, materiali di consumo (solette, tacchi, colle, fili), canone RT e software, assicurazioni RC, diritto annuale CCIAA, TARI, canone patrimoniale per l’insegna (L. 160/2019) se dovuto.

Marketing e visibilità locale

Come farti trovare

Insegna chiara, vetrina pulita, listino visibile. Apri una scheda su servizi di mappa e recensioni. Distribuisci biglietti presso negozi di scarpe e calzolai di design con cui non sei in concorrenza diretta.

Fidelizzazione

Offri card timbri, sconti su più riparazioni, avvisi SMS quando il lavoro è pronto. Comunica tempi certi e ritiro su appuntamento per ridurre attese.

Regola decisionale rapida

Scelte pratiche in 6 passi logici

1) Attività: se fai solo riparazioni, scegli ATECO 95.23.00 e inquadramento artigiano. Se aggiungi vendita significativa, aggiungi codice commercio e verifica prevalenza.

2) Locale: se il locale ha sola destinazione commerciale ma usi macchine da laboratorio, chiedi al tecnico comunale se serve adeguare la destinazione anche ad artigianale.

3) Regime fiscale: se prevedi ricavi entro il limite vigente per il forfettario e hai costi bassi, scegli forfettario. Se compri molti materiali e attrezzature con IVA, valuta ordinario per detrarre l’IVA.

4) Corrispettivi: se vendi o incassi da privati, attiva un registratore telematico e invia corrispettivi. Se lavori solo su commesse con fattura a imprese, concentrati sulla fatturazione elettronica.

5) Contributi: se parti e il margine è incerto, richiedi la riduzione del 35% INPS in forfettario. Se prevedi reddito elevato, fai un confronto numerico perché la riduzione riduce anche la deducibilità.

6) Ambiente e sicurezza: se usi solventi, attiva da subito gestione rifiuti e DVR. Se non usi solventi pericolosi, verifica comunque la classificazione dei rifiuti e conserva SDS e istruzioni dei fornitori.

Fonti normative e istituzionali di riferimento

Dove verificare ogni passaggio

Per SCIA e SUAP: consulta il D.P.R. 160/2010 e il D.Lgs. 222/2016 su Normattiva e chiedi al tuo Comune. Per l’inquadramento artigiano: Legge 443/1985 e regolamenti regionali presso la Camera di commercio.

Per Partita IVA, fatturazione elettronica, corrispettivi e imposte: Agenzia delle Entrate, D.Lgs. 127/2015, D.P.R. 633/1972, TUIR (D.P.R. 917/1986), istruzioni Modello Redditi PF (quadro LM per forfettari).

Per contributi: sito INPS, gestione Artigiani e Commercianti, circolari annuali su aliquote e minimali; per INAIL: tabelle tariffarie e istruzioni autoliquidazione. Per sicurezza: D.Lgs. 81/2008 e decreti del Ministero del Lavoro. Per rifiuti: D.Lgs. 152/2006 e decreti RENTRI pubblicati su Normattiva.

Checklist operativa

Prima dell’apertura

  • Definisci attività e codici ATECO.
  • Verifica destinazione d’uso e impianti del locale.
  • Predisponi ComUnica e SCIA SUAP.
  • Acquista attrezzature e DPI; predispone area ventilata per solventi.
  • Attiva PEC e firma digitale.

Al momento dell’apertura

  • Attiva registratore telematico e canale per fattura elettronica.
  • Affiggi prezzi, orari, cartelli sicurezza e videosorveglianza se presente (secondo GDPR e regole del Garante Privacy).
  • POS funzionante e informativa pagamenti elettronici.

Dopo l’apertura

  • Organizza registri rifiuti e contratti con smaltitore autorizzato.
  • Monitora scadenze INPS, INAIL, imposte e adempimenti periodici fiscali.
  • Raccogli recensioni e ottimizza tempi di consegna.
Scenario Adempimenti richiesti Requisiti/Documenti Tempistiche/Scadenze
Solo riparazioni (artigiano puro) ComUnica, iscrizione Albo Artigiani, SCIA SUAP, INPS, INAIL PEC, firma digitale, documento d’identità, planimetria locale se richiesta Avvio immediato con SCIA; posizioni INPS/INAIL in 30-60 giorni
Riparazioni + vendita accessori Codice ATECO secondario commercio, aggiornamento SCIA Planogramma vendita, listino prezzi, RT per corrispettivi Prima dell’inizio della vendita al pubblico
Regime forfettario Opzione in dichiarazione, FE obbligatoria, bollo su fatture Verifica limiti ricavi e coefficienti redditività (quadro LM) Applicazione annuale; versamenti imposta sostitutiva secondo scadenze fiscali
Regime ordinario IVA Liquidazioni IVA, registri IVA, detrazione acquisti Tenuta contabile, RT e fatture; eventuale contabilità semplificata per cassa Liquidazioni mensili o trimestrali; dichiarazioni annuali
Uso di solventi/adesivi DVR, formazione, gestione rifiuti pericolosi, contratti smaltimento Schede di sicurezza, registro carico/scarico, formulari trasporto MUD/RENTRI secondo obblighi vigenti entro scadenze annuali
Assunzione del primo dipendente Comunicazione UNILAV, sorveglianza sanitaria se dovuta, busta paga Nomina RSPP/RLS, formazione sicurezza, idoneità sanitaria UNILAV prima dell’inizio; adempimenti sicurezza entro 30 giorni

FAQ

Qual è il codice ATECO giusto per un calzolaio e come incide sul fisco?

Per la riparazione di calzature e articoli simili il codice ATECO più usato è 95.23.00. Se aggiungi vendita al dettaglio di calzature o accessori, potresti includere anche un codice della sezione G (commercio), per esempio per il retail specializzato. Il codice ATECO incide su due aspetti chiave: l’inquadramento previdenziale (artigiano in Gestione INPS Artigiani) e, se scegli il regime forfettario, il coefficiente di redditività usato per calcolare il reddito imponibile. Questo coefficiente varia per gruppi ATECO ed è riportato nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate del Modello Redditi PF (quadro LM). Verifica ogni anno il coefficiente associato al tuo codice, perché determina quanto reddito tassabile risulta dai tuoi ricavi e quindi l’entità dell’imposta sostitutiva. Se invece adotti il regime ordinario, l’ATECO conta per gli studi di settore sostituiti dagli ISA e per l’inquadramento statistico, ma la base imponibile si calcola con ricavi meno costi secondo TUIR e IVA.

Serve un requisito professionale specifico o un attestato per aprire una calzoleria?

Per le riparazioni di calzature non è previsto un “requisito professionale” come avviene per attività regolamentate (es. alimentari o acconciatori). Tuttavia, resti un artigiano ai sensi della Legge 443/1985 e quindi devi esercitare con lavoro prevalentemente proprio e rispondere dei profili tecnici e di sicurezza. Se assumi personale, devi formarli sui rischi specifici (D.Lgs. 81/2008). Alcuni Comuni possono chiedere dichiarazioni su idoneità dei locali e attrezzature nella SCIA. Se tratti particolari materiali o solventi, adopera DPI adeguati e conserva le schede di sicurezza. Questa prudenza non è burocrazia inutile: riduce rischi di infortunio, sanzioni e contenziosi con i clienti in caso di danni all’oggetto riparato.

È obbligatorio il registratore telematico se faccio solo riparazioni su appuntamento?

Se incassi da privati cittadini (B2C), sì: devi certificare il corrispettivo con documento commerciale emesso da registratore telematico e inviare i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate, come previsto dal D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi. Se lavori esclusivamente con soggetti IVA e ogni incasso è documentato da fattura elettronica (B2B), il registratore telematico può non essere necessario. Nella pratica, molti calzolai servono anche il pubblico, quindi l’RT è lo strumento più semplice. Ricorda che, su richiesta del cliente, devi sempre emettere fattura elettronica. Se sei in forfettario, non applichi IVA ma potresti dover assolvere l’imposta di bollo. Conserva i documenti secondo le regole di conservazione digitale.

Quanto pago di INPS e INAIL come calzolaio e come posso stimarlo prima di aprire?

INPS Artigiani: paghi contributi fissi su un minimale di reddito definito annualmente dall’INPS e contributi percentuali sulla parte di reddito che supera il minimale. Le aliquote e gli importi si aggiornano ogni anno con circolari INPS. Se aderisci al regime forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi; attenzione però: la riduzione comporta anche minori oneri deducibili e incide sulla pensione futura. INAIL: il premio dipende dalla voce di tariffa collegata al rischio della lavorazione e dalla base di calcolo. INAIL comunica gli acconti e i conguagli in autoliquidazione. Per una stima prudente, somma: diritto annuale CCIAA, eventuale canone per RT e software, TARI, canone patrimoniale per insegna se dovuto, assicurazione RC, e prevedi un fondo per manutenzione macchinari. Chiedi preventivi a INPS/INAIL e alla tua CCIAA; i portali istituzionali e le circolari ufficiali riportano parametri aggiornati consultabili senza intermediari.

Che adempimenti ambientali ha un calzolaio che usa colle e solventi? Il RENTRI si applica anche a me?

Se usi colle e solventi, generi rifiuti potenzialmente pericolosi (stracci e contenitori contaminati, residui di adesivi). In base al D.Lgs. 152/2006 devi: classificare correttamente i rifiuti (codici EER), conferirli a trasportatori e impianti autorizzati con formulario, tenere il registro di carico/scarico per i rifiuti pericolosi e conservare le schede di sicurezza dei prodotti. Devi presentare la comunicazione annuale sui rifiuti secondo le regole vigenti. Dal 2024-2026 è in corso la piena operatività del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI), disciplinato da decreti del Ministero dell’Ambiente pubblicati su Normattiva. Alcune categorie di produttori, inclusi i piccoli artigiani con rifiuti pericolosi, rientrano nella progressiva adesione. Verifica la tua posizione presso la tua Camera di commercio o consulente ambientale: se rientri, dovrai iscriverti, utilizzare moduli digitali e rispettare formati e scadenze elettroniche. Organizza fin da subito procedure chiare: contenitori etichettati, aree ventilate, registro aggiornato e contratti con smaltitori qualificati.

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