Partita IVA come calzolaio: ATECO, come si apre e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire la Partita IVA da calzolaio: ComUnica, SCIA al SUAP, iscrizione INPS Artigiani e INAIL. Valuta il forfettario (coefficiente 67%, imposta 15% o 5% start-up) ed e-fattura obbligatoria.

  • ATECO tipici: 95.23.00 (riparazione calzature) o 15.20.10 (fabbricazione). In forfettario, coefficiente di redditività di norma 67% secondo l’Allegato 4 della Legge 190/2014.
  • INPS Artigiani: contributi sul minimale più quota variabile sopra il minimale; possibile riduzione del 35% per chi è nel forfettario, su domanda.
  • Adempimenti iniziali: ComUnica, SCIA al SUAP (art. 19 L. 241/1990), posizione INAIL, registratore telematico, fattura elettronica, POS obbligatorio.

Iter di apertura: cosa fare, in che ordine e su quali basi normative

1) ComUnica: un’unica pratica per P.IVA, Registro Imprese, INPS e INAIL

ComUnica è la “Comunicazione Unica” d’impresa. Con un solo invio apri Partita IVA, ti iscrivi al Registro Imprese, alla Gestione Artigiani INPS e attivi la posizione INAIL.

Riferimenti: D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007; D.P.C.M. 6 maggio 2009. La base IVA è l’art. 35 del D.P.R. 633/1972 (dichiarazione inizio attività entro 30 giorni).

La invii dal portale della Camera di Commercio o tramite intermediario abilitato. Prepara documento, PEC, codice ATECO, dati del laboratorio e scelta del regime fiscale.

2) SCIA al SUAP del Comune

La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Serve per avviare l’attività nel tuo locale. La presenti allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) competente.

Riferimenti: art. 19 L. 241/1990; D.P.R. 160/2010. Devi rispettare destinazione d’uso, requisiti igienico-sanitari, rumorosità e orari. Conserva planimetrie e dichiarazioni impianti.

In molti Comuni la SCIA produce effetti immediati. Il SUAP può fare controlli entro i termini di legge.

3) Iscrizione all’Albo Artigiani e inquadramento

Se lavori con prevalenza manuale e senza attività di commercio prevalente, rientri nell’impresa artigiana. Ti iscrivi all’Albo Artigiani gestito dalla Regione tramite la Camera di Commercio.

Riferimento: L. 443/1985 (legge quadro per l’artigianato). L’iscrizione determina anche l’inquadramento INPS nella Gestione Artigiani.

Scelta del codice ATECO e corretta classificazione

ATECO consigliati per il calzolaio

Due casi tipici:

  • 95.23.00 – Riparazione di calzature e articoli in pelle: è il classico calzolaio che ripara scarpe e borse.
  • 15.20.10 – Fabbricazione di calzature: se realizzi calzature nuove su misura o in piccola serie.

Scegli l’ATECO che rispecchia l’attività prevalente. Se fai sia riparazioni sia fabbricazione, indica l’attività principale e aggiungi la secondaria.

In regime forfettario, il coefficiente di redditività per attività artigianali/manifatturiere è di norma 67% (Allegato 4 alla Legge 190/2014, consulta su Normattiva). Verifica sempre la corrispondenza del tuo ATECO al gruppo corretto.

Artigiano vs commerciante

Se vendi prodotti acquistati da terzi con marginale lavorazione, potresti rientrare come commerciante. Cambia l’inquadramento INPS (Gestione Commercianti) e, in forfettario, il coefficiente di redditività può essere diverso.

Descrivi bene in ComUnica le attività e mantieni coerenza in fatture, corrispettivi e documentazione.

Regime fiscale: forfettario o ordinario nel 2026

Regime forfettario: quando conviene

Cos’è: è un regime semplificato con imposta sostitutiva al 15%. Puoi avere il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” (assenza di attività simili recenti, non prosecuzione di lavoro dipendente salvo praticantato, ecc.).

Soglia di accesso: ricavi/compensi fino a 85.000 euro annui. Superi 100.000 euro? Scatta la fuoriuscita immediata con applicazione del regime ordinario dal mese successivo. Base: Legge 190/2014 e successive modifiche (Legge 197/2022 e aggiornamenti su Normattiva).

Base imponibile: ricavi × coefficiente di redditività (per il calzolaio di norma 67%). Poi deduci i contributi INPS effettivamente versati (principio di cassa: contano gli incassi, cioè quando prendi i soldi).

IVA: non addebiti IVA né detrai quella sugli acquisti. Tieni però l’obbligo di fattura elettronica e corrispettivi telematici.

Regime ordinario semplificato: quando preferirlo

Conviene se hai molti costi (macchinari, materiali, affitto) e superi la soglia del forfettario. Dedurrai i costi reali e detrarrai l’IVA sugli acquisti.

Per le imprese minori, la tassazione segue il principio di cassa (incassi meno pagamenti) per il reddito d’impresa. Riferimento: TUIR e disciplina delle imprese in contabilità semplificata.

Valuta l’impatto di IVA, IRPEF a scaglioni e addizionali rispetto alla semplicità del forfettario.

Contributi previdenziali INPS Artigiani nel 2026

Come si calcolano

I contributi si compongono di una quota sul minimale di reddito, dovuta a prescindere dal fatturato, e di una quota variabile sulla parte eccedente il minimale.

L’aliquota ordinaria per gli artigiani è definita ogni anno da INPS con apposita circolare (consulta le circolari annuali INPS “Artigiani e Commercianti”). In genere è intorno al 24%, con piccoli oneri aggiuntivi per maternità e altri fondi.

Sopra determinate soglie può applicarsi un’addizionale dell’1% entro il massimale contributivo. Verifica ogni anno le soglie in circolare INPS.

Riduzione del 35% per i forfettari

Se scegli il forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi IVS (sia fissi sia variabili). Domanda telematica all’INPS prima del primo versamento utile.

La base normativa nasce con la Legge 190/2014 e atti INPS di prassi (verifica su Normattiva e sul sito INPS). Ricorda: la riduzione diminuisce la spesa previdenziale, ma anche i contributi accreditati per la pensione.

INAIL, sicurezza e ambiente: il laboratorio in regola

INAIL: perché e quando

L’attività di calzolaio comporta lavorazioni manuali, utensili e sostanze chimiche (collanti, solventi). L’assicurazione contro gli infortuni è obbligatoria.

Riferimento: D.P.R. 1124/1965 (Testo Unico Infortuni). La posizione si apre con ComUnica. Il premio dipende da lavorazioni e retribuzione convenzionale.

Sicurezza sul lavoro e rifiuti

Applica le norme di salute e sicurezza sul lavoro: valutazione dei rischi, DPI, emergenze, sicurezza macchine, agenti chimici. Riferimento: D.Lgs. 81/2008.

Gestisci i rifiuti speciali (stracci contaminati, contenitori di solventi) secondo il D.Lgs. 152/2006. Conserva formulari e contratti con il trasportatore autorizzato.

Fatture, corrispettivi e pagamenti elettronici

Fattura elettronica e corrispettivi telematici

La e-fattura è obbligatoria per tutti, compresi i forfettari. Base: D.Lgs. 127/2015 e atti dell’Agenzia delle Entrate. Usa il Sistema di Interscambio (SdI) e rispetta le specifiche tecniche.

Se vendi al dettaglio in negozio, memorizza e trasmetti i corrispettivi con un registratore telematico abilitato. Le sanzioni seguono il D.Lgs. 471/1997.

POS obbligatorio

Devi accettare pagamenti elettronici. Prevista sanzione per rifiuto del pagamento digitale. Base: D.L. 36/2022 convertito in legge.

Costi, tempi e pianificazione

Voci tipiche di costo iniziale

Considera: diritti di segreteria e bolli camerali, diritto annuale CCIAA, eventuale onorario del professionista, adeguamenti del locale, registratore telematico, DPI e formazione sicurezza.

I tempi: ComUnica in 1–3 giorni lavorativi, SCIA con effetti immediati salvo controlli, attivazione INAIL contestuale. Pianifica 2–3 settimane per essere operativo al 100% con attrezzature e adempimenti.

Regola decisionale rapida

Se… allora… per scegliere in modo pratico

– Se fai soprattutto riparazioni, allora scegli ATECO 95.23.00 e inquadramento Artigiano.

– Se realizzi scarpe nuove su misura, allora scegli ATECO 15.20.10 (manifattura) e verifica requisiti del laboratorio.

– Se pensi di fatturare sotto 85.000 euro e hai costi bassi, allora valuta il forfettario (coefficiente 67%, imposta 15% o 5%).

– Se prevedi ricavi alti e molti costi/IVA su acquisti, allora considera il regime ordinario semplificato.

– Se lavori con colle e solventi, allora attiva subito INAIL, forma sulla sicurezza e organizza la gestione rifiuti.

– Se vendi anche al dettaglio, allora attiva registratore telematico e assicurati l’uso del POS.

Fonti e riferimenti normativi utili

Dove verificare le regole

Consulta su Normattiva: D.P.R. 633/1972 art. 35 (IVA), Legge 190/2014 e successive leggi di bilancio per il forfettario, D.P.C.M. 6 maggio 2009 (ComUnica), D.P.R. 160/2010 e art. 19 L. 241/1990 (SCIA/SUAP), D.P.R. 1124/1965 (INAIL), D.Lgs. 81/2008 (sicurezza), D.Lgs. 127/2015 (e-fattura e corrispettivi), D.L. 36/2022 (POS), D.Lgs. 152/2006 (ambiente). Per contributi INPS: circolari annuali “Artigiani e Commercianti” sul sito INPS. Per aspetti di lavoro e apprendistato: Ministero del Lavoro e D.Lgs. 81/2015.

Scenario ATECO suggerito Adempimenti principali Requisiti e note Tempistiche indicative
Riparazione in negozio fisso 95.23.00 ComUnica, SCIA SUAP, Albo Artigiani, INPS Artigiani, INAIL, registratore telematico, e-fattura, POS Locale con idonea destinazione d’uso; gestione rifiuti; sicurezza D.Lgs. 81/2008 Avvio in 1–3 giorni con ComUnica; piena operatività in 2 settimane
Fabbricazione su misura (manifattura) 15.20.10 ComUnica, SCIA (eventuale notifica sanitaria se richiesta dal Comune), Albo Artigiani, INPS, INAIL, e-fattura Macchine a norma; valutazione agenti chimici; possibile maggiorazione premio INAIL 2–4 settimane per allestimento e verifiche
Riparazione ambulante/chiosco 95.23.00 (+ eventuale commercio ambulante) ComUnica, titolo per commercio su area pubblica, SCIA mercatale, INPS, INAIL, e-fattura/corrispettivi Autorizzazioni comunali e posteggio; gestione trasporto rifiuti Variabile: 2–6 settimane per permessi
Servizio online con ritiro/consegna 95.23.00 (+ logistica conto terzi) ComUnica, SCIA laboratorio, e-fattura, corrispettivi, privacy clienti, INPS, INAIL Gestione corrieri; condizioni di vendita chiare; POS e pagamenti digitali 1–3 settimane

FAQ

Quanto costa aprire e mantenere una Partita IVA da calzolaio nel 2026?

I costi iniziali includono diritti e bolli per ComUnica e Registro Imprese, il diritto annuale camerale, l’eventuale onorario del professionista, e l’allestimento del laboratorio. A questi si aggiungono i costi del registratore telematico, la messa a norma di impianti e macchinari, i dispositivi di protezione individuale e la formazione sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008). I costi ricorrenti includono i contributi INPS Artigiani (quota sul minimale più quota variabile oltre il minimale fissato annualmente da INPS), il premio INAIL secondo la tariffa di lavorazione (D.P.R. 1124/1965), imposte sul reddito (imposta sostitutiva in forfettario o IRPEF in ordinario), e gli adempimenti elettronici (software di fatturazione e corrispettivi). L’ammontare preciso dei contributi cambia ogni anno con la circolare INPS per Artigiani e Commercianti: consulta la circolare 2026 per minimale, massimale e aliquote di riferimento. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi, che riduce il costo, ma riduce anche l’accredito previdenziale. Pianifica anche un fondo per smaltimento rifiuti speciali e manutenzione macchine.

Meglio il regime forfettario o l’ordinario per un calzolaio?

Dipende da ricavi previsti e struttura dei costi. Se fatturi fino a 85.000 euro e i costi effettivi sono modesti, il forfettario semplifica la gestione: imponi il 67% dei ricavi circa (verifica il gruppo del tuo ATECO nell’Allegato 4 della Legge 190/2014), deduci i contributi INPS versati e applichi il 15% (o 5% start-up, se ne hai i requisiti). Non detrai l’IVA sugli acquisti, ma risparmi su contabilità e adempimenti. Se invece sostieni costi importanti per macchinari, materiali e affitti, oppure superi la soglia del forfettario, il regime ordinario semplificato può risultare più efficiente: deduci i costi reali, detrai l’IVA e puoi gestire meglio investimenti e rimanenze. Ricorda anche la regola della fuoriuscita immediata se superi 100.000 euro in corso d’anno: in quel caso il passaggio a ordinario scatta dal mese successivo. Valuta con simulazioni numeriche su due o tre scenari di fatturato e costi.

Come funzionano i contributi INPS Artigiani e la riduzione del 35%?

I contributi si pagano in quattro rate secondo il calendario fiscale, con un acconto e un saldo definiti in base al reddito d’impresa. Esiste sempre un minimale di reddito: sotto questa soglia paghi comunque una quota fissa. Se il tuo reddito imponibile previdenziale supera il minimale annuale, versi anche una quota percentuale sulla parte eccedente. Le aliquote, il minimale e il massimale vengono fissati ogni anno con specifica circolare INPS per Artigiani e Commercianti. Se sei nel regime forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% su tutti i contributi dovuti (fisso e quota eccedente). La domanda è telematica e vale anche per gli anni successivi, finché resti nel forfettario; puoi rinunciare in futuro. Questa agevolazione abbassa i versamenti ma comporta un minore accredito ai fini pensionistici. Verifica sempre percentuali e scaglioni sulla circolare INPS 2026 e conserva le ricevute dei pagamenti per la deducibilità fiscale.

ATECO 15.20.10 o 95.23.00: quale scegliere e che impatto ha sul fisco?

Se esegui principalmente riparazioni di scarpe, borse e articoli in pelle, la scelta naturale è 95.23.00 (riparazione). Se invece produci calzature nuove su misura o in piccola serie, usa 15.20.10 (fabbricazione). L’ATECO guida l’inquadramento in Camera di Commercio, la tariffa INAIL e, in regime forfettario, il gruppo per il coefficiente di redditività definito nell’Allegato 4 della Legge 190/2014 (verifica su Normattiva). Molti calzolai rientrano nel gruppo artigianale/manifatturiero con coefficiente del 67%. Se svolgi entrambe le attività, indica primaria e secondaria nella ComUnica, mantenendo coerenza tra pubblicità, listini e documenti fiscali. Un ATECO errato può portare a controlli o a versamenti INPS/INAIL non allineati. In caso di dubbio, valuta anche i requisiti per l’Albo Artigiani (L. 443/1985) e chiedi al SUAP eventuali pareri su locali e lavorazioni.

Quali autorizzazioni servono per il laboratorio e quali sono gli obblighi quotidiani?

Per avviare: ComUnica (P.IVA, Registro Imprese, INPS, INAIL), SCIA al SUAP del Comune (art. 19 L. 241/1990 e D.P.R. 160/2010), iscrizione all’Albo Artigiani. Allestisci il locale con corretta destinazione d’uso, impianti a norma, adeguata aerazione per colle e solventi, e gestisci i rifiuti speciali secondo D.Lgs. 152/2006. Sul lavoro applica il D.Lgs. 81/2008: valutazione dei rischi, DPI, manutenzione macchine, gestione emergenze. Dal punto di vista fiscale, emetti fatture elettroniche tramite SdI (D.Lgs. 127/2015) e, se vendi al dettaglio, memorizza e trasmetti i corrispettivi con un registratore telematico. Tieni il POS sempre disponibile (D.L. 36/2022) e forma eventuali apprendisti o coadiuvanti secondo le regole del Ministero del Lavoro e il D.Lgs. 81/2015. Programma la manutenzione periodica del registratore telematico, conserva le schede di sicurezza delle sostanze chimiche e archivia le ricevute di smaltimento. Questi adempimenti riducono il rischio di sanzioni e migliorano la sicurezza del laboratorio.

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