Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Un calzolaio paga imposte diverse in base al regime: forfettario (5% o 15% sull’imponibile forfettario, coefficiente 67%) oppure ordinario (IRPEF 23%-33%-43% sul reddito). Vanno aggiunti i contributi INPS artigiani e gli adempimenti IVA se ordinario.
- Regime forfettario: imposta sostitutiva 5% start-up o 15% standard su base imponibile calcolata con coefficiente 67% e principio di cassa.
- Regime ordinario: IRPEF a scaglioni 23%-33%-43%, deduzione costi e contributi, IVA dovuta sulle vendite.
- Contributi INPS artigiani: quota fissa su minimale più percentuale sull’eccedenza; riduzione 35% opzionale per forfettari.
Chi è il “calzolaio” ai fini fiscali: codici ATECO corretti
“Calzolaio” indica due attività diverse. La distinzione conta per il codice ATECO e per gli adempimenti.
- Riparazione calzature e articoli in pelle: ATECO 95.23.00. Attività artigianale di servizi alla persona. In forfettario, coefficiente di redditività 67% (quota di incassi fiscalmente rilevante).
- Fabbricazione di calzature: ATECO 15.20.10. Attività manifatturiera artigianale. In forfettario, coefficiente di redditività 67% in quanto attività artigianale di produzione.
La scelta dell’ATECO dipende da cosa fai davvero: ripari scarpe? 95.23.00. Produci calzature su misura? 15.20.10. Puoi anche avere entrambe le attività se le svolgi insieme.
I regimi fiscali disponibili nel 2026
Regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89)
È il regime agevolato per persone fisiche con partita IVA. Limite di ricavi/compensi 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal forfettario dall’operazione che comporta il superamento.
Imposta sostitutiva al 15%. Al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni start-up. Imposta sostitutiva significa che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP.
Principio di cassa: contano gli incassi effettivi. Non contano le fatture emesse ma non ancora incassate.
Regime ordinario (TUIR, DPR 917/1986; IVA, DPR 633/1972)
Applichi l’IRPEF a scaglioni progressivi sul reddito netto. Dedurrai tutti i costi inerenti e i contributi previdenziali. L’IVA si applica sulle vendite e si detrae quella sugli acquisti.
Gli scaglioni IRPEF in vigore ad agosto 2026 sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. La base normativa è consultabile su Normattiva e nel TUIR aggiornato.
Altri aspetti trasversali
Fatturazione elettronica: obbligatoria per tutti, anche forfettari, tramite Sistema di Interscambio (fonte: Agenzia delle Entrate; D.Lgs. 127/2015 e successive proroghe).
Marca da bollo: in forfettario si applica 2 euro per fatture senza IVA superiori a 77,47 euro (imposta di bollo assolta in modo virtuale in e-fattura).
Come si calcolano le imposte: formule chiare
Forfettario: formula pratica
Reddito imponibile forfettario = Incassi x 67% – Contributi INPS versati.
Imposta sostitutiva = Reddito imponibile forfettario x 5% (start-up) oppure x 15% (ordinario).
Coefficiente di redditività 67%: è una percentuale che stima i margini tipici dell’attività. Riduce l’incasso per rappresentare i costi “forfettari”.
Ordinario: passaggi essenziali
Reddito d’impresa = Ricavi – Costi deducibili – Contributi INPS deducibili. I costi deducibili sono quelli inerenti: materiali, affitti, utenze, attrezzature ammortizzate, consulenze, spese auto se strumentale, ecc.
IRPEF = somma delle imposte per scaglioni applicati al reddito. Si aggiungono addizionali regionali e comunali. Puoi detrarre spese ammesse (es. INAIL, alcune assicurazioni, interessi se pertinenti), secondo TUIR e prassi.
Contributi INPS artigiani/commercianti
I calzolai rientrano nella Gestione Artigiani INPS (fonte: INPS e Ministero del Lavoro). I contributi si compongono di due parti:
- Quota fissa su un reddito minimale annuo stabilito ogni anno dall’INPS.
- Aliquota percentuale sull’eccedenza oltre il minimale.
La riduzione contributiva del 35% per i forfettari è opzionale e va richiesta all’INPS. Riduce sia la quota fissa sia quella percentuale. Attenzione: abbassa anche i contributi accreditati ai fini pensionistici.
I contributi si deducono dal reddito prima di calcolare l’imposta (in entrambi i regimi). Le aliquote e i minimali si aggiornano ogni anno con circolare INPS.
Esempi numerici aggiornati
Esempio 1: Calzolaio in forfettario (riparazione 95.23.00)
Incassi annui: 40.000 euro. Contributi versati nell’anno: 3.905,44 euro (valore indicativo). Coefficiente di redditività: 67%.
Reddito lordo forfettario: 40.000 x 67% = 26.800 euro. Reddito imponibile: 26.800 – 3.905,44 = 22.894,56 euro.
Imposta sostitutiva 5% (start-up): 22.894,56 x 5% = 1.144,73 euro. Imposta sostitutiva 15% (ordinario): 3.434,18 euro.
Totale oneri annui stimati = contributi + imposta sostitutiva. L’IVA non si applica sulle vendite in forfettario.
Esempio 2: Calzolaio in ordinario (produzione 15.20.10)
Ricavi: 50.000 euro. Costi e contributi deducibili: 25.000 euro. Reddito: 25.000 euro.
IRPEF: interamente nel primo scaglione 23%. 25.000 x 23% = 5.750 euro (al netto di detrazioni e addizionali da calcolare in sede di dichiarazione). IVA dovuta sulle vendite con detrazione sugli acquisti.
Gli esempi sono semplificati. Le cifre reali dipendono da detrazioni, addizionali, deduzioni specifiche e aggiornamenti annuali.
Adempimenti e scadenze 2026
Imposte dirette (IRPEF o imposta sostitutiva forfettario)
- Saldo anno precedente e primo acconto entro il 30 giugno (o con maggiorazione per i versamenti differiti).
- Secondo acconto entro il 30 novembre.
- Codici tributo F24 aggiornati dall’Agenzia delle Entrate.
IVA e comunicazioni periodiche (regime ordinario)
- Liquidazioni IVA mensili o trimestrali. Versamento entro il 16 del mese successivo (o il 16 del secondo mese successivo per trimestrali con maggiorazione).
- Comunicazioni LIPE trimestrali.
- Dichiarazione IVA annuale nei termini.
Fatturazione elettronica e corrispettivi
- Fatture elettroniche tramite SDI per tutte le operazioni. Esigibilità in base al regime.
- Corrispettivi telematici se hai vendita al dettaglio con registratore telematico.
Riferimenti: DPR 633/1972 per IVA, D.Lgs. 127/2015 per e-fattura, provvedimenti Agenzia delle Entrate per adempimenti e scadenze. Testi consultabili su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Quando conviene il forfettario
- Incassi previsti fino a 85.000 euro.
- Costi vivi relativamente bassi rispetto ai ricavi. Il coefficiente 67% ti “attribuisce” costi forfettari del 33%. Se i tuoi costi reali sono inferiori al 33%, il forfettario tende a convenire.
- Puoi beneficiare del 5% start-up per 5 anni. Requisiti: nessuna attività nei 3 anni precedenti, non prosecuzione di lavoro dipendente/attività svolta prima, e rispetto degli altri vincoli della Legge 190/2014.
- Vuoi semplificare IVA e contabilità.
Quando conviene l’ordinario
- Costi effettivi alti oltre il 33% dei ricavi. In ordinario deduci i costi reali, anche superiori.
- Investimenti importanti e ammortamenti. L’IVA sugli acquisti è detraibile.
- Redditi medio-bassi ma con molte detrazioni personali e familiari. Le detrazioni riducono l’IRPEF.
- Prevedi di superare gli 85.000 euro in modo strutturale.
Nesso logico operativo
- Stima i ricavi e i costi su base annua.
- Calcola il reddito con forfettario: incassi x 67% – contributi. Applica 5% o 15%.
- Calcola il reddito in ordinario: ricavi – costi – contributi. Applica gli scaglioni 23%-33%-43%.
- Confronta imposta + contributi nei due scenari. Considera anche IVA e complessità amministrativa.
Fonti normative e prassi di riferimento
Regime forfettario: Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89; decreti attuativi e risoluzioni Agenzia delle Entrate. Testi disponibili su Normattiva e sul portale Agenzia delle Entrate.
IRPEF e base imponibile: DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), in particolare articoli su determinazione del reddito d’impresa e aliquote per scaglioni (consultabile su Normattiva).
IVA: DPR 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modifiche; provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate.
Fatturazione elettronica: D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
Contributi INPS artigiani e commercianti: Legge 8 agosto 1995, n. 335; circolari INPS sui minimali e sulle aliquote pubblicate ogni anno; portale INPS e Ministero del Lavoro.
Errori frequenti da evitare
- Usare il codice ATECO sbagliato. Se ripari, 95.23.00; se produci, 15.20.10. Codici errati complicano INPS e INAIL.
- Dimenticare i contributi nel calcolo. I contributi sono la voce più pesante insieme alle imposte.
- Stimare male la convenienza del forfettario. Se i costi superano il 33%, l’ordinario può convenire.
- Ignorare la soglia 85.000/100.000 euro. Superamenti comportano uscita e impatti IVA in corso d’anno.
- Saltare la fatturazione elettronica o la marca da bollo. Le sanzioni pesano più del risparmio apparente.
| Scenario | Requisiti di accesso | Base imponibile | Aliquote e imposte | Contributi INPS | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (5%) | Ricavi ≤ 85.000; no attività simile nei 3 anni; non prosecuzione di lavoro dipendente/attività precedente; altri vincoli Legge 190/2014 | Incassi x 67% – contributi versati (principio di cassa) | Imposta sostitutiva 5% per 5 anni; no IVA, no IRAP | Quota fissa + percentuale su eccedenza; riduzione 35% opzionale | Saldo e acconti 30/6 e 30/11; e-fattura; bollo su fatture > 77,47 |
| Forfettario ordinario (15%) | Ricavi ≤ 85.000; nessuna causa di esclusione vigente | Incassi x 67% – contributi versati | Imposta sostitutiva 15%; no IVA, no IRAP | Come sopra; riduzione 35% se richiesta | Come sopra; monitoraggio soglia 100.000 per uscita immediata |
| Ordinario semplificato | Imprese minori (limiti civilistici/fiscali); contabilità semplificata per cassa | Ricavi – costi – contributi (cassa/competenza secondo regole) | IRPEF 23%-33%-43% + addizionali; IVA su vendite con detrazione acquisti | Quota fissa + percentuale; deducibili dal reddito | Liquidazioni IVA; LIPE; dichiarazione IVA; saldo e acconti IRPEF |
| Ordinario contabilità ordinaria | Superamento soglie o scelta volontaria; obblighi contabili completi | Ricavi – costi – contributi (competenza); rimanenze e ammortamenti | IRPEF 23%-33%-43% + addizionali; IVA piena | Come sopra | Scritture contabili complete; bilancio; adempimenti periodici più estesi |
FAQ
Qual è il codice ATECO giusto per un calzolaio? E cambia qualcosa per le tasse?
Se svolgi riparazioni su calzature e articoli in pelle, il codice è 95.23.00. Se produci calzature, anche su misura, il codice è 15.20.10. La scelta incide su inquadramento INPS (artigiano), su INAIL e, in parte, su studi/indicatori di settore. Nel regime forfettario, entrambi ricadono nel coefficiente di redditività del 67% tipico delle attività artigiane e di servizi alla persona/manifattura leggera. In ordinario, il codice incide sui codici IVA, sulla gestione contabile e su eventuali agevolazioni specifiche. Verifica sempre l’allineamento tra ciò che fai e quanto dichiarato: un codice errato può portare a sanzioni o a richieste di rettifica.
Come funziona il 5% per i primi cinque anni nel forfettario per un calzolaio che apre oggi?
L’aliquota al 5% è un’agevolazione prevista dalla Legge 190/2014 per le nuove attività. Dura cinque periodi d’imposta. Devi rispettare tre condizioni: nei tre anni precedenti non devi aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa; l’attività non deve essere mera prosecuzione di lavoro dipendente o di altra impresa a te riconducibile (salvo periodi di pratica obbligatoria); se prosegui attività di un altro soggetto, i suoi ricavi dell’anno precedente non devono superare i limiti del regime. Se rispetti tutto, applichi il 5% al reddito forfettario. Se una condizione viene meno, passi al 15% dal periodo d’imposta successivo. Le regole sono consultabili su Normattiva e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate.
In regime ordinario posso “scaricare” tutte le spese? Quali sono tipiche per un calzolaio?
In ordinario deduci i costi inerenti e documentati. Tipici: materiali (pelli, suole, colle), minuteria, utensili e macchinari (in quota ammortamento), canone di locazione e spese condominiali del laboratorio, utenze, assicurazioni, smaltimento rifiuti speciali se presenti, dispositivi di sicurezza, consulenze, software, canoni per registratore telematico, spese bancarie. L’auto è deducibile solo se strumentale e con limiti. I contributi INPS sono sempre deducibili. L’IVA sugli acquisti è detraibile se l’acquisto è inerente e la fattura è corretta. Conserva sempre le fatture e usa la contabilità per competenza o per cassa in base al tuo regime contabile.
Come si pagano i contributi INPS per un calzolaio? Posso ridurli?
La Gestione Artigiani INPS richiede una quota fissa sul minimale e una percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale. L’INPS pubblica ogni anno i valori esatti con una circolare. Paghi con F24 alle scadenze trimestrali. Se sei in forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. È un’agevolazione su base annua, non automatica. Va richiesta e vale fino a revoca. Attenzione: riduce anche la contribuzione utile per la pensione. In tutti i casi, i contributi si deducono dal reddito prima di calcolare l’imposta (forfettaria o IRPEF). Le regole derivano dalla Legge 335/1995 e dalla prassi INPS.
Se durante l’anno supero 85.000 euro, cosa succede al mio forfettario e all’IVA?
Fino a 85.000 euro resti nel forfettario per l’anno in corso. Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, uscirai dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro durante l’anno, l’uscita è immediata dalla fattura che fa sforare: devi applicare l’IVA da quel momento e fino a fine anno, con tutti gli adempimenti del regime ordinario. Queste regole sono previste dalla normativa del forfettario (Legge 190/2014) e dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Per evitare errori, monitora gli incassi mese per mese e prepara un piano in caso di superamento soglia, anche per cassa e magazzino.
