Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
La cassa integrazione spetta ai dipendenti. I titolari di Partita IVA non la ricevono: per loro esisteva l’ISCRO (fino al 2025, salvo proroghe). Se sei in CIG puoi aprire la Partita IVA, ma va comunicato all’INPS.
- La CIG tutela solo chi ha un rapporto di lavoro subordinato (D.Lgs. 148/2015). Gli autonomi con Partita IVA ne sono esclusi per definizione giuridica.
- L’ISCRO, introdotta dalla Legge 178/2020 e prorogata dalla Legge 213/2023, è stata richiedibile fino al 31 ottobre 2025, salvo nuove estensioni.
- In CIG puoi aprire la Partita IVA: devi comunicarlo all’INPS e l’indennità si riduce in base ai compensi mensili autonomi.
Chi ha diritto alla cassa integrazione nel 2026
La cassa integrazione è un ammortizzatore sociale per i dipendenti. Serve quando l’azienda riduce o sospende il lavoro per crisi o riorganizzazione.
Il riferimento base è il Decreto Legislativo 148/2015. Regola CIGO (industria, edilizia), CIGS (crisi complesse) e i fondi come il FIS. La Legge 234/2021 ha allargato la platea ai datori con almeno un dipendente, rendendo più inclusiva la tutela.
Queste norme riguardano solo i subordinati. Un lavoratore autonomo con Partita IVA non è “dipendente” e quindi non rientra nella CIG.
Perché i titolari di Partita IVA non accedono alla CIG
La CIG sostituisce il salario quando il datore sospende il lavoro. L’autonomo non ha un salario e non ha un datore. Per questo la legge non prevede la CIG per gli autonomi. Gli enti di riferimento sono Normattiva per le leggi e INPS per le istruzioni operative.
L’alternativa per gli autonomi: cos’è l’ISCRO
L’ISCRO è l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa. In parole semplici: una “cassa” di 6 mesi per Partite IVA iscritte alla Gestione Separata INPS.
L’ha istituita la Legge 178/2020 come misura sperimentale. La Legge 213/2023 (Bilancio 2024) ne ha disposto la prosecuzione, con finestre di domanda fino al 31 ottobre 2025. Nel 2026 l’indennità è richiedibile solo se una norma successiva ne ha previsto una nuova proroga. Verifica sempre le ultime disposizioni su INPS, Ministero del Lavoro e Normattiva.
Requisiti essenziali
Per accedere all’ISCRO, la cornice normativa ha richiesto condizioni chiare e verificabili. In pratica:
– Iscrizione alla Gestione Separata INPS. È il fondo previdenziale per molti professionisti senza cassa autonoma.
– Partita IVA attiva da almeno 4 anni. Serve a evitare accessi “mordi e fuggi”.
– Regolarità contributiva. Devi essere in regola con i versamenti INPS.
– Niente altre indennità sovrapposte. Non puoi avere NASpI, DIS-COLL o analoghe prestazioni nello stesso periodo.
– Reddito dell’anno precedente basso. Soglia intorno a 12.648 euro (valore noto per il 2024) e forte calo del reddito autonomo (almeno -50%) rispetto alla media degli ultimi tre anni.
Come si calcola l’importo
L’importo mensile corrisponde al 25% del reddito dell’ultimo anno, rapportato a 6 mesi. In breve: prendi il reddito annuo, lo dividi per due (per avere il “semestre”), poi applichi il 25%.
Esempio: reddito 6.000 euro. Semestre 3.000 euro. Il 25% di 3.000 è 750 euro al mese per 6 mensilità. Esistono minimi e massimi fissati ogni anno dalle istruzioni INPS. Per il 2024, la forchetta è stata circa 252-806,40 euro al mese.
L’indennità non è tassata come reddito da lavoro, ma segue le regole fiscali dei sussidi. Verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’INPS per i massimali validi nell’anno di domanda.
Scadenze e domanda
Domanda online via INPS entro il 31 ottobre dell’anno di riferimento. Per la proroga disposta dalla Legge 213/2023, il termine ultimo è stato fissato al 31 ottobre 2025. La prestazione in generale è richiedibile una sola volta nel periodo di vigenza della misura.
Nel 2026, in assenza di nuove leggi, l’ISCRO non è attiva per nuove domande. Per sapere se è stata riattivata, controlla gli atti su Normattiva e le circolari INPS.
Aprire la Partita IVA mentre sei in CIG
Se sei un dipendente in cassa integrazione, puoi aprire la Partita IVA. Devi però dirlo all’INPS. La legge prevede la compatibilità con decurtazione: l’indennità si riduce dei compensi che fatturi nel mese.
La base sta nel D.Lgs. 148/2015 e nelle istruzioni attuative INPS sul cumulo. L’idea è semplice: la CIG integra il reddito perso, non deve creare un vantaggio doppio.
Esempi pratici di cumulo e taglio
Hai diritto a 900 euro di CIG al mese. Con la Partita IVA incassi 400 euro nello stesso mese. L’INPS ti paga 500 euro di CIG (900 meno 400).
Se incassi 950 euro con la Partita IVA, superi la tua indennità. L’INPS sospende il pagamento per quel mese. Se i compensi scendono, la CIG torna a integrarti fino al massimale teorico spettante.
Ricorda la comunicazione tempestiva. Senza comunicazione, l’INPS può chiedere la restituzione di quanto pagato in più, con sanzioni. Segui le istruzioni operative pubblicate dall’INPS.
Altre tutele vicine: DIS-COLL, ALAS e indennità di discontinuità
Non tutti gli autonomi sono uguali. Alcune figure hanno ammortizzatori specifici, diversi dalla CIG e dall’ISCRO.
Co.co.co. e DIS-COLL
La DIS-COLL è l’indennità per i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.). Un co.co.co. è un lavoratore parasubordinato che lavora con progetto e coordinamento del committente, ma senza subordinazione piena.
La DIS-COLL spetta in caso di cessazione involontaria del rapporto. La disciplina è nel D.Lgs. 22/2015 e nelle circolari INPS. Non è una cassa integrazione, ma una tutela del reddito dopo la fine del contratto.
Spettacolo: ALAS e indennità di discontinuità
Per autonomi del settore spettacolo esiste l’ALAS, indennità introdotta con il D.L. 73/2021 (convertito in Legge 106/2021) e attuata dall’INPS. Copre i periodi senza lavoro tra un ingaggio e l’altro.
In parallelo, la riforma dello spettacolo ha introdotto l’indennità di discontinuità per professionisti del settore, definita da norme dedicate (atti consultabili su Ministero del Lavoro e Normattiva). Sono tutele diverse dalla CIG tradizionale.
Regola decisionale rapida
– Sei dipendente e l’azienda riduce l’orario? CIG possibile, se rientri nelle causali del D.Lgs. 148/2015.
– Sei autonomo con Partita IVA in Gestione Separata? Niente CIG. Valuta l’ISCRO se l’anno è entro il perimetro normativo ancora attivo. Per il 2026, verifica eventuali proroghe.
– Sei dipendente in CIG e vuoi aprire la Partita IVA? Puoi farlo. Comunica all’INPS subito. L’indennità si riduce in base ai compensi mensili.
– Sei co.co.co. senza più incarico? Valuta la DIS-COLL.
– Sei un lavoratore dello spettacolo? Controlla ALAS e l’indennità di discontinuità.
Documenti, verifiche e fonti ufficiali
Per la CIG: accordi sindacali (quando necessari), elenco lavoratori coinvolti, dati aziendali, causale di riduzione attività. Le aziende seguono le procedure del D.Lgs. 148/2015 e le istruzioni del Ministero del Lavoro e dell’INPS.
Per l’ISCRO: dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni, posizione INPS in Gestione Separata, autocertificazione requisiti, eventuali attestazioni sulla riduzione del reddito. Norme principali: Legge 178/2020 e proroghe della Legge 213/2023; verifica gli atti più recenti.
Per il cumulo CIG e Partita IVA: comunicazioni tempestive all’INPS con indicazione dei compensi e della data di avvio dell’attività. Segui sempre le circolari INPS e consulta le FAQ sul portale dell’Istituto.
| Scenario | Chi può richiederla/tutela | Requisiti economici e anzianità | Importo e durata | Scadenze e note 2026 |
|---|---|---|---|---|
| Titolare di Partita IVA in Gestione Separata (anni 2024-2025) | ISCRO (Legge 178/2020 prorogata da Legge 213/2023) | IVA attiva da ≥4 anni; regolare con contributi; reddito anno precedente sotto soglia (es. 12.648 euro per 2024); calo ≥50% vs media ultimi 3 anni; niente NASpI/DIS-COLL | 25% del reddito semestralizzato; min e max INPS (es. 252-806,40 euro/mese nel 2024); durata 6 mesi | Domanda entro 31 ottobre di ciascun anno; ultima finestra 31/10/2025, salvo nuove proroghe |
| Titolare di Partita IVA in Gestione Separata (anno 2026) | ISCRO solo se prorogata da nuova legge | Requisiti come da eventuale nuova norma e circolari INPS | Importi e durata fissati annualmente da INPS | Verifica su Normattiva, Ministero del Lavoro e INPS eventuale riattivazione |
| Dipendente in CIG che apre la Partita IVA | CIG (D.Lgs. 148/2015) con decurtazione per redditi autonomi | Rapporto di lavoro in CIG; apertura IVA; obbligo di comunicare compensi a INPS | Indennità ridotta dei compensi mensili; se i compensi superano la CIG, sospensione per il mese | Comunicazione tempestiva a INPS; rischio recuperi se omessa |
| Collaboratore coordinato e continuativo (co.co.co.) | DIS-COLL (D.Lgs. 22/2015 e atti INPS) | Cessazione involontaria; contribuzione minima; niente altra indennità incompatibile | Importo percentuale sulla retribuzione imponibile; durata legata alla contribuzione | Domanda a INPS entro i termini previsti dopo la cessazione |
| Lavoratore autonomo dello spettacolo | ALAS e/o indennità di discontinuità (D.L. 73/2021 conv. L. 106/2021; atti attuativi) | Requisiti specifici di settore, giornate contributive e reddito | Calcolo e durata secondo profilo e periodi contributivi | Verifica annuale su INPS e Ministero del Lavoro |
FAQ
Domanda 1: Sono un professionista con Partita IVA e il mio principale cliente ha sospeso gli incarichi. Posso chiedere la cassa integrazione? Se no, cosa posso fare nel 2026?
Risposta: No. La cassa integrazione è riservata ai lavoratori dipendenti secondo il D.Lgs. 148/2015. Un professionista con Partita IVA non ha un datore di lavoro né un salario da integrare, quindi resta fuori dalla CIG. La strada storicamente prevista per gli autonomi in Gestione Separata è stata l’ISCRO, introdotta dalla Legge 178/2020 e prorogata dalla Legge 213/2023 fino alle finestre di domanda che si sono chiuse al 31 ottobre 2025. Nel 2026 puoi ottenere l’ISCRO solo se una norma successiva l’ha riaperta. In alternativa, valuta la rinegoziazione dei compensi, la diversificazione dei clienti e gli strumenti fiscali di cassa per gestire la liquidità. Tieni monitorate le comunicazioni di INPS e del Ministero del Lavoro: eventuali nuove misure per autonomi vengono pubblicate su questi canali e registrate su Normattiva.
Domanda 2: Sto percependo la CIG e voglio avviare un’attività autonoma. Cosa devo comunicare e come cambierà la mia indennità?
Risposta: Puoi aprire la Partita IVA anche durante la CIG. Devi però informare subito l’INPS dell’avvio e dei compensi percepiti mese per mese. La regola è di buon senso: la CIG integra il reddito perso, quindi si riduce di quanto fatturi. Esempio: CIG teorica 1.000 euro, compensi IVA 300 euro; l’INPS paga 700 euro. Se in un mese i compensi superano l’indennità, l’INPS sospende il pagamento per quel mese. Se non comunichi tempestivamente, l’INPS può recuperare le somme e applicare sanzioni. Verifica nelle istruzioni operative INPS i canali e le tempistiche di comunicazione validi nel tuo territorio (di solito tramite portale con autodichiarazione dei redditi mensili).
Domanda 3: Come si calcola l’importo dell’ISCRO e quali sono i limiti minimi e massimi?
Risposta: Si parte dal reddito autonomo dell’ultimo anno dichiarato. Lo si “semestralizza” dividendo per due e poi si applica il 25%. Esempio: reddito 8.000 euro; semestre 4.000; il 25% è 1.000 euro al mese per 6 mesi. L’importo, però, non può andare sotto un minimo né sopra un massimo stabiliti ogni anno da INPS. Per il 2024, i valori sono stati indicativamente tra 252 e 806,40 euro al mese. Per gli anni successivi l’INPS pubblica i nuovi massimali. Se nel 2026 la misura non è attiva, non si applicano importi, salvo nuova legge che riapra le domande con massimali aggiornati.
Domanda 4: Sono un artigiano iscritto alla gestione commercianti INPS. Esistono aiuti simili alla CIG o all’ISCRO per me?
Risposta: La CIG no, perché è per dipendenti. L’ISCRO, per come è stata costruita, è dedicata agli autonomi iscritti alla Gestione Separata. Gli artigiani e commercianti hanno una gestione previdenziale diversa e non rientrano nell’ISCRO, salvo modifiche normative. Detto questo, possono esistere misure temporanee in certe leggi di bilancio o decreti “emergenziali” (ad esempio, esoneri contributivi o crediti d’imposta). Sono misure spot e cambiano nel tempo. Per capire cosa è attivo nel 2026, consulta Normattiva e le schede del Ministero del Lavoro, e verifica sul sito INPS eventuali circolari che applicano nuovi aiuti alla tua gestione.
Domanda 5: Sono un collaboratore co.co.co. e ho perso l’incarico. Meglio chiedere la DIS-COLL o aprire subito la Partita IVA?
Risposta: La DIS-COLL è l’indennità pensata proprio per i co.co.co. in caso di cessazione involontaria. La disciplina base è nel D.Lgs. 22/2015 e nelle circolari INPS. Se hai i requisiti, puoi richiederla entro i termini. Aprire la Partita IVA può essere una buona scelta per ripartire, ma valuta tempi e cumulabilità: l’apertura può incidere sul diritto o sull’importo di alcune indennità. Un approccio prudente è: 1) verifica se rientri nella DIS-COLL e presentala subito; 2) pianifica l’apertura della Partita IVA e i primi incarichi; 3) controlla le regole di compatibilità/incompatibilità aggiornate nelle istruzioni INPS. Se operi nello spettacolo, verifica anche ALAS o l’indennità di discontinuità, che sono tutele specifiche di settore.
