Se hai una ditta individuale devi iscriverti alla CCIAA (ovvero la Camera di Commercio) presentando la ComUnica, una pratica telematica che ti permette di accedere e adempiere contemporaneamente a:
• Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio
• Gestione Artigiani o Commercianti INPS
• Inail, qualora la tua specifica attività lavorativa lo richieda
Il costo dell’iscrizione iniziale alla CCIAA è composto da:
• Imposta di bollo: 17,50€
• Diritti di segreteria: 18,00€
• Diritto camerale annuale (da pagare ogni anno): circa 53,00€
L’obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio scatta se hai una ditta individuale e svolgi un’attività di tipo:
• Commerciale: come ad esempio negozi fisici ed e-commerce.
• Produttiva e artigianale: con lo scopo di produrre beni o prestare servizi pratici, come un parrucchiere, un idraulico o un estetista.
• Turistica: come le strutture ricettive, affittacamere o bed and breakfast professionali.
• Agricola: come la coltivazione del terreno o l’allevamento di animali.
Oltre ai costi fissi di apertura, dovrai sostenere le spese di gestione della tua Partita IVA, che si dividono in due categorie principali:
1. Costi fissi (da pagare obbligatoriamente a prescindere dal volume del tuo incassato):
• Commercialista: con un costo medio stimato di 700€ all’anno per il regime forfettario e circa 1.500€ per il regime ordinario.
• Diritto camerale annuale: pari a circa 53€.
• Contributi previdenziali fissi INPS: pari a circa 4.500€ all’anno (nello specifico 4.611,64€ per i commercianti) divisi in 4 rate trimestrali.
2. Costi variabili (calcolati in percentuale in base all’andamento dei tuoi guadagni):
• Contributi variabili INPS: calcolati applicando l’aliquota del 24% (artigiani) o del 24,48% (commercianti) sull’incassato imponibile che supera la soglia minimale di 18.808,00€. Sulle quote oltre i 56.224,00€ le aliquote salgono rispettivamente al 25% e al 25,48%.
• Tasse: in regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva ridotta al 5% (per i primi 5 anni) o al 15% sul tuo imponibile fiscale. In regime ordinario, invece, paghi l’IRPEF con il sistema degli scaglioni progressivi sul reddito netto:
| Scaglione di reddito | % IRPEF |
|---|---|
| fino a 28.000 € | 23% |
| da 28.001 € a 50.000 € | 33% (aliquota ridotta rispetto al 35% del 2025) |
| oltre 50.000 € | 43% |
Facciamo un esempio pratico in regime forfettario:
Giulia gestisce un e-commerce da due anni, di conseguenza gode dell’aliquota di tassazione startup al 5% per i primi 5 anni. Nel corso dell’anno ha incassato complessivamente 20.000€, il suo coefficiente di redditività per la vendita online è del 40% e ha versato l’anno precedente 5.000€ di contributi INPS (che può “scaricare” interamente dal calcolo delle tasse):
• Base imponibile lorda: 20.000€ x 40% = 8.000€
• Base imponibile netta: 8.000€ – 5.000€ (contributi anno precedente) = 3.000€
• Imposta sostitutiva da pagare (5%): 3.000€ x 5% = 150€
Oltre ai 150€ di tasse, Giulia deve pagare anche i costi fissi istituzionali legati al mantenimento della ditta individuale commerciale:
• Contributi fissi INPS Commercianti: 4.611,64 €
• Diritto camerale annuale: 53,00 €
• Gestione del commercialista: 700,00 €
Il totale complessivo dei costi annui per la gestione della sua ditta sarà quindi pari a: 150€ + 4.611,64€ + 53€ + 700€ = 5.514,64€.
Per capire nel dettaglio quali costi dovrai affrontare con la tua ditta individuale e pianificare al meglio i tuoi margini di guadagno, il commercialista è la persona giusta a cui rivolgerti perché, grazie alla sua esperienza, potrà farti una stima precisa e personalizzata.
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