Certificazione unica: cos’è, chi la presenta e quando serve per la Partita IVA

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certificazione unica

Se sei titolare di Partita IVA, o comunque sei in procinto di aprirne una, probabilmente ti sarà capitato di imbatterti nell’espressione “Certificazione Unica” (in forma ridotta CU). Di cosa si tratta? Facciamo chiarezza!

La Certificazione Unica è solo uno dei tanti adempimenti che i titolari di Partita IVA devono effettuare per essere in regola con il fisco italiano. Tuttavia, non tutti i contribuenti sono obbligati a presentarla: questo documento, infatti, serve a certificare gli importi destinati ai compensi di eventuali dipendenti e/o collaboratori.

In questo articolo ti spiegheremo cos’è la CU, in quali casi è necessario presentarla, chi è obbligato a produrla e chi, invece, è esonerato. Niente paura, dunque: è molto più semplice di quanto immagini!

Cos’è la Certificazione Unica?

La Certificazione Unica (CU) è il documento fiscale con cui i sostituti d’imposta certificano i redditi da lavoro dipendente e assimilati, ma anche i redditi di lavoro autonomo, le provvigioni e i redditi diversi.

Ad operare in qualità di sostituto d’imposta, dunque, è il datore di lavoro (nel caso dei lavoratori dipendenti o assimilati) o il committente (nel caso di collaborazioni esterne, ovvero di collaboratori con Partita IVA).

Come si presenta?

La Certificazione Unica va rilasciata al percettore delle somme entro il 16 marzo, utilizzando il modello “sintetico”. Sempre entro il 16 marzo, utilizzando il modello “ordinario”, deve essere trasmessa in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Si precisa che la trasmissione telematica delle certificazioni uniche contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata, può avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta ovvero entro il 31 ottobre 2021.

A cosa serve la Certificazione Unica?

La Certificazione Unica ha un duplice scopo: certificare le somme versate a dipendenti e lavoratori autonomi e verificare che esse corrispondano a quanto dichiarato da questi ultimi. Inoltre, ricordiamo che, per i lavoratori dipendenti, questo documento è fondamentale: sia in quanto consente di attestare che il datore di lavoro abbia regolarmente provveduto a versare le ritenute fiscali e previdenziali, sia perché i dati contenuti nella Certificazione Unica (ex CUD) vengono utilizzati per disporre il modello 730 (ordinario o precompilato).

L’invio della Certificazione Unica da parte del datore di lavoro (o sostituto d’imposta), quindi, serve ad effettuare un controllo incrociato e verificare che i dati fiscali forniti da entrambe le parti combacino.

Come si compila la Certificazione Unica?

La compilazione della CU è semplice: cliccando su questo link, vai alla pagina del sito dell’Agenzia delle Entrate che riporta le versioni scaricabili del modello sintetico e modello ordinario e le istruzioni in formato PDF.

Il modello sintetico, che va inviato al lavoratore in forma cartacea o via mail, è composto da due parti:

  • nel primo foglio, si trovano i dati anagrafici di colui che percepito il reddito, ovvero del lavoratore dipendente o autonomo, oltre alla firma del datore di lavoro o committente;
  • nel secondo foglio, vanno riportati i dati fiscali veri e propri della CU, ovvero i redditi da lavoro dipendente o autonomo erogati e le ritenute apportate.

Ricordiamo che la Certificazione Unica va presentata, oltre che ai lavoratori autonomi con Partita IVA, anche ai percettori di compensi derivanti da altre forme di lavoro autonomo o occasionale (es. rimborsi e provvigioni).

Chi deve presentarla?

La Certificazione Unica va presentata dalle imprese, dalle pubbliche amministrazioni e dai liberi professionisti che, nell’anno di riferimento, hanno versato importi a lavoratori dipendenti e/o collaboratori esterni.

Chiariamo, quindi, un aspetto essenziale: se sei titolare di Partita IVA, ma non hai avuto né dipendenti né collaboratori retribuiti, non sei tenuto a presentare alcunché. Tuttavia, riceverai la Comunicazione Unica inviata dai tuoi committenti via posta o e-mail, se hai svolto collaborazioni, prestazioni, ecc. dietro compenso.

Ricordiamo, inoltre, che l’obbligo di inviare o meno la Certificazione Unica dipende dal regime fiscale:

  • Regime ordinario → Dovrai presentare la CU sia per dipendenti che per collaboratori;
  • Regime forfettario → L’invio è obbligatorio esclusivamente verso i lavoratori dipendenti.

Infine, i committenti privati, così come i soggetti stranieri, non sono tenuti a presentare la CU.

Ecco quindi alcuni esempi per rendere tutto più comprensibile:

  • Mario, Avvocato che si avvale del regime ordinario, ha avuto due dipendenti e un collaboratore esterno: sarà obbligato a presentare la Certificazione Unica per tutte e tre le figure.
  • Giovanni, wedding planner che si avvale del regime forfettario, ha avuto un dipendente e un collaboratore esterno: presenterà la Certificazione Unica solo per il primo, ma non per il secondo.
  • Elena, architetto che si avvale del regime forfettario, ha avuto soltanto tre collaboratori esterni: non dovrà presentare alcuna Certificazione Unica.

Di contro, in qualità di soggetti titolari di Partita IVA riceveranno la Certificazione Unica soltanto da:

  • pubbliche amministrazioni;
  • imprese;
  • lavoratori autonomi che si avvalgono del regime ordinario.

Chi riceve la Certificazione Unica?

A ricevere la Certificazione Unica sono i soggetti che hanno lavorato come dipendenti presso aziende private, pubbliche amministrazioni o per conto di lavoratori autonomi con Partita IVA, sia forfettari che ordinari.

Al contempo, anche i lavoratori autonomi ricevono la Certificazione Unica, ma solo da parte delle aziende, delle pubbliche amministrazioni e dai titolari di Partita IVA che si avvalgono del regime ordinario.

Entrambe le categorie di lavoratori sono tenuti a conservare la Certificazione Unica (una per ciascun committente), al fine di compilare successivamente la dichiarazione con modello unico o modello 730.

Certificazione Unica errata o non ricevuta: che fare?

Veniamo adesso al caso in cui il lavoratore dipendente o autonomo non riceva la Certificazione Unica entro la scadenza prefissata o riceva un documento con dati fiscali non corrispondenti a quelli in suo possesso.

Come segnalare l’eventuale inadempienza o l’errore da parte del datore di lavoro o dal committente?

Se il contribuente riceve una CU con importi errati, deve segnalare tempestivamente il problema al proprio datore di lavoro o committente, in modo tale da comunicare la correzione all’Agenzia delle Entrate.

Se, invece, il lavoratore non riceve alcun documento entro la data ultima indicata dalla normativa, occorre segnalare il datore di lavoro inadempiente all’Agenzia delle Entrate, che applicherà alcune sanzioni.

Quali sono le sanzioni?

Vediamo, adesso, quali sono le sanzioni previste per eventuali errori, omissioni o per il mancato invio della Certificazione Unica, cui potrebbe andare incontro un datore di lavoro o committente poco attento:

  • se la Certificazione Unica contiene errori, ma viene corretta e inoltrata nuovamente all’Agenzia delle Entrate entro cinque giorni dalla data di scadenza, non verrà applicata alcuna sanzione;
  • se la correzione della Certificazione Unica inviata errata entro il 7 marzo 2019 viene effettuata ed inoltrata all’Agenzia delle Entrate entro sessanta giorni, verrà applicata una sanzione economica pari a 33,33 euro per ciascuna CU (fino a un massimo di 20.000 euro per anno e per sostituto d’imposta);
  • se l’invio del documento corretto all’Agenzia delle Entrate avviene dopo sessanta giorni o in caso di mancato invio della CU, la sanzione economica applicata è pari a 100 euro per ciascuna CU (fino a un massimo di 50.000 euro per anno e per sostituto d’imposta).

Conclusioni

Se sei titolare di Partita IVA, è probabile che quest’anno dovrai produrre e/o ricevere almeno una CU.

Se non hai assunto dipendenti, né erogato somme per lavoro autonomo o occasionale, riceverai tale documento da parte dei tuoi committenti (purché anch’essi titolari di Partita IVA e sotto il regime ordinario).

Ricorda di controllare che gli importi indicati nelle varie Certificazioni siano corretti e di conservare con cura i dati fiscali, in quanto ti serviranno, nei mesi successivi, per compilare la dichiarazione dei redditi.

Se, invece, hai assunto uno o più lavoratori dipendenti, ricorda di redigere la Certificazione Unica e di inviarla entro i tempi stabiliti per l’anno in corso (solitamente, la scadenza si aggira tra l’inizio e la metà di marzo).

Se hai dubbi sulla necessità o meno di presentare la Certificazione Unica o riguardo alla compilazione, passa a Fiscozen! Utilizza il form sottostante per contattare un nostro consulente, che ti spiegherà come funziona la nostra piattaforma e di quali servizi potrai usufruire, per rendere più semplice la gestione della tua Partita IVA:

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